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WCS London: incredibili finali per il circuito mondiale

 

Nella patria di Alfred Hitchcock le trame delle  due finali della WCS 2013 sembrano siano state scritte dal famoso regista, con finali incredibili.
Il freddo e la pioggia sono state protagonisti nei due giorni di gara e hanno cambiato non poco le carte in tavola soprattutto nella gara femminile che è stata un susseguirsi di colpi di scena.
La prima svolta dopo pochi metri, quando la tedesca Haug , nr. 2 del rank provvisorio, si stacca incredibilmente e rimane sola in ultima posizione lontana  del resto delle concorrenti, il tutto quando l’attuale leader e favorita alla vittoria , l’americana Jorgensen realizza una delle sue migliori prove a nuoto e esce davanti, mentre la britannica Stanford  butta la muta incredibilmente fuori dalla cesta a lei riservata e quindi sarà penalizzata di 15″ durante l’ultima frazione. Parte quindi la frazione di bici con la Jorgensen che ha praticamente la vittoria in tasca, ma proprio nel primo giro la sfortuna si mette di mezzo e regala un colpo di scena incredibile, facendo cadere la Jorgensen che non riesce a recuperare e si ritira. La tedesca Knapp si ferma e aspetta la sua compagna di nazionale Haug e cerca di riportarla più avanti possibile mentre il gruppo davanti comprende le due inglesi Stanford e Stimpson oltre che alla Moffatt, la nostra Betto , la Groff, la Mura , la Jackson e la  Reid. Si arriva in T2 con la Stanford che parte indiavolata, la Groff non può fare molto se non seguirla a qualche secondo, mentre dietro è un testa a testa per il bronzo con la nostra Betto in lotta. Lo stop and go di 15″ della Stanford non serve a cambiare  le carte in tavola se  non a ridurre il distacco finale delle inseguitrici e non toglie alla giovane inglese (già Campionessa del mondo Junior e U23) la gioia della conquista della vittoria nella sua Londra e del suo primo titolo mondiale elite, mentre per il secondo posto spunta l’irlandese Reid che precede l’australiana Moffatt. Chiude quinta la nostra Betto a una manciata di secondi dal podio, mentre la Haug recupera sino al 35° posto. Le  altre azzurre chiudono nella top 20 con la Bonin (Fiamme Azzurre) che precede  di soli 3″ la Mazzetti (Fiamme Oro ) chiudendo rispettivamente in 16° e 17° posizione. La classifica finale vede conquistare il titolo mondiale la Stanford davanti alla connazionale Stimpson e alla tedesca Haug mentre scivola al 4° posto la Jorgensen.  Chiude 10ma la Betto mentre per le altre azzurre 21° posto per la Mazzetti e 34° per la Bonin mentre la Peron è 66°, Petrini 97°, Signorini 113° e Orla 122°.

La gara maschile se pur con meno colpi di scena non è stata da meno. Il pubblico è accoros numeroso per  quella che doveva essere una riproposizione della gara olimpica dello scorso Agosto con la sfida tra i beniamini di casa i fratelli Brownlee e lo spagnolo Gomez. Il nuoto non regala sorprese conil solito Varga, fresco campione mondiale di Aquathlon,  a fare l’andatura e tutti i migliroi davanti con il nostro Fabian (Carabinieri). Nella bici  solito ritmo elevato , con Alistar Brownlee che comanda le operazioni, in una occasione lo si vede agitarsi, sbracciarsi e quasi inveire con alcuni compagni di fuga poco collaborativi.  Il copione sembra essere sempre lo stesso, come a Stoccolma Alistar Brownlee da un saggio della sua potenzialità in bici allungando imperiosamente sul gruppo, ma si arriva in T2 compatti. La smorfia di dolore di Alistar nella discesa dalla bici la dice lunga sulle sue condizioni, da tempo sta combattendo con diversi problemi fisici che a Londra gli impediscono quasi di correre. Ecco che prendono subito la testa Gomez e Jonathan Brownlee, mentre Alistar scivola indietro,  ad un certo punto sembra riprendersi ma poi ritorna a perdere terreno vistosamente. Davanti è un testa a testa senza respiro, dalle retrovie sale prepotentemente lo spagnolo Mola, il nostro Fabian piano piano perde posizioni. Si arriva all’ultimo km con Gomez che prova uno scatto, subito rintuzzato da Jonathan che a -400m si mette davanti , con il fratello Alistar che si ferma per gridargli qualche cosa (si scoprirà poi a fine gara che non ha apprezzato la tattica del fratello criticandolo aspramente). Parte per la volata Jonathan, si entra nel rettilineo finale con l’inglese che sembra spuntarla ma a -100m Gomez ha un guizzo inaspettato e taglia per primo rabbiosi il traguardo conquistando vittoria e titolo mondiale. Terzo gradino del podio per lo spagnolo Mola , il nostro Fabian scivola sino al 17° posto accusando quasi 2′ dal vincitore. Nella classifica finale del mondiale Gomez conquista il 3° titolo, davanti a Jonathan Brownlee e a Mario Mola, mentre il campione olimpico e grande favorito Alistar Brownlee chiude 4° con una gara in meno rispetto ai primi 3 classificati. Per Fabian un buon 15° posto finale

Su www.triathlon.org video e classifiche delle gare londinesi

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@novellimarco

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WCS London: incredibili finali per il circuito mondiale

17th settembre, 2013

 

Nella patria di Alfred Hitchcock le trame delle  due finali della WCS 2013 sembrano siano state scritte dal famoso regista, con finali incredibili.
Il freddo e la pioggia sono state protagonisti nei due giorni di gara e hanno cambiato non poco le carte in tavola soprattutto nella gara femminile che è stata un susseguirsi di colpi di scena.
La prima svolta dopo pochi metri, quando la tedesca Haug , nr. 2 del rank provvisorio, si stacca incredibilmente e rimane sola in ultima posizione lontana  del resto delle concorrenti, il tutto quando l’attuale leader e favorita alla vittoria , l’americana Jorgensen realizza una delle sue migliori prove a nuoto e esce davanti, mentre la britannica Stanford  butta la muta incredibilmente fuori dalla cesta a lei riservata e quindi sarà penalizzata di 15″ durante l’ultima frazione. Parte quindi la frazione di bici con la Jorgensen che ha praticamente la vittoria in tasca, ma proprio nel primo giro la sfortuna si mette di mezzo e regala un colpo di scena incredibile, facendo cadere la Jorgensen che non riesce a recuperare e si ritira. La tedesca Knapp si ferma e aspetta la sua compagna di nazionale Haug e cerca di riportarla più avanti possibile mentre il gruppo davanti comprende le due inglesi Stanford e Stimpson oltre che alla Moffatt, la nostra Betto , la Groff, la Mura , la Jackson e la  Reid. Si arriva in T2 con la Stanford che parte indiavolata, la Groff non può fare molto se non seguirla a qualche secondo, mentre dietro è un testa a testa per il bronzo con la nostra Betto in lotta. Lo stop and go di 15″ della Stanford non serve a cambiare  le carte in tavola se  non a ridurre il distacco finale delle inseguitrici e non toglie alla giovane inglese (già Campionessa del mondo Junior e U23) la gioia della conquista della vittoria nella sua Londra e del suo primo titolo mondiale elite, mentre per il secondo posto spunta l’irlandese Reid che precede l’australiana Moffatt. Chiude quinta la nostra Betto a una manciata di secondi dal podio, mentre la Haug recupera sino al 35° posto. Le  altre azzurre chiudono nella top 20 con la Bonin (Fiamme Azzurre) che precede  di soli 3″ la Mazzetti (Fiamme Oro ) chiudendo rispettivamente in 16° e 17° posizione. La classifica finale vede conquistare il titolo mondiale la Stanford davanti alla connazionale Stimpson e alla tedesca Haug mentre scivola al 4° posto la Jorgensen.  Chiude 10ma la Betto mentre per le altre azzurre 21° posto per la Mazzetti e 34° per la Bonin mentre la Peron è 66°, Petrini 97°, Signorini 113° e Orla 122°.

La gara maschile se pur con meno colpi di scena non è stata da meno. Il pubblico è accoros numeroso per  quella che doveva essere una riproposizione della gara olimpica dello scorso Agosto con la sfida tra i beniamini di casa i fratelli Brownlee e lo spagnolo Gomez. Il nuoto non regala sorprese conil solito Varga, fresco campione mondiale di Aquathlon,  a fare l’andatura e tutti i migliroi davanti con il nostro Fabian (Carabinieri). Nella bici  solito ritmo elevato , con Alistar Brownlee che comanda le operazioni, in una occasione lo si vede agitarsi, sbracciarsi e quasi inveire con alcuni compagni di fuga poco collaborativi.  Il copione sembra essere sempre lo stesso, come a Stoccolma Alistar Brownlee da un saggio della sua potenzialità in bici allungando imperiosamente sul gruppo, ma si arriva in T2 compatti. La smorfia di dolore di Alistar nella discesa dalla bici la dice lunga sulle sue condizioni, da tempo sta combattendo con diversi problemi fisici che a Londra gli impediscono quasi di correre. Ecco che prendono subito la testa Gomez e Jonathan Brownlee, mentre Alistar scivola indietro,  ad un certo punto sembra riprendersi ma poi ritorna a perdere terreno vistosamente. Davanti è un testa a testa senza respiro, dalle retrovie sale prepotentemente lo spagnolo Mola, il nostro Fabian piano piano perde posizioni. Si arriva all’ultimo km con Gomez che prova uno scatto, subito rintuzzato da Jonathan che a -400m si mette davanti , con il fratello Alistar che si ferma per gridargli qualche cosa (si scoprirà poi a fine gara che non ha apprezzato la tattica del fratello criticandolo aspramente). Parte per la volata Jonathan, si entra nel rettilineo finale con l’inglese che sembra spuntarla ma a -100m Gomez ha un guizzo inaspettato e taglia per primo rabbiosi il traguardo conquistando vittoria e titolo mondiale. Terzo gradino del podio per lo spagnolo Mola , il nostro Fabian scivola sino al 17° posto accusando quasi 2′ dal vincitore. Nella classifica finale del mondiale Gomez conquista il 3° titolo, davanti a Jonathan Brownlee e a Mario Mola, mentre il campione olimpico e grande favorito Alistar Brownlee chiude 4° con una gara in meno rispetto ai primi 3 classificati. Per Fabian un buon 15° posto finale

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