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Triathlon Milano: la prima tra le polemiche

Il triathlon ritorna in centro a Milano con il Milano Triathlon organizzato dal Friesian team.
Dopo l’esperienza del 2010, i triathleti sono tornati a nuotare nei Navigli, questa volta nel Naviglio Grande a favore di corrente, pedalare intorno al Castello Sforzesco e a correre questa volt a nel Parco sempione (nel 2010 si era corso intrno al Duomo). Oltre 400 atleti al via suddivisi in batterie con i favori del pronostico rispettati in campo femminile, mentre in campo maschile la gara ha perso il favorito nr. 1 Davide Uccellari (Fiamme Azzurre) che dapprima si staccava in bici sotto l’azione dell’argentino dei Los Tigres Bruno Baldini, poi si doveva arrendere ad un problema meccanico. Anche Risti viene tagliato fuori da una foratura (numerose durante la gara) , la gara si decide nell’ultima frazione quando Massimo De Ponti (Carabinieri) prende il comando davanti a Biagiotti (Friesian) e  Bargellini (Friesian). I tre arrivano nell’orine precedendo il giovane argentino dei Los Tigres Gaston Montenegro che ha dovuto pedalare solo per tutti i 40 km.
In campo femminile Mateja Simic vince davanti a Rocco (MInerva) e Sironi (Road Runners) ma il tutto condite da giuste polemiche vista la giusta squalifica dell’altra atleta della DDS Casigraghi, giunta seconda all’arrivo ma con un giro in meno di corsa, mentre la stessa Simic, a fronte di un tempo in bici impossibile da realizzare (2′ circa in meno del miglior parziale degli uomini e oltre 10′ in meno del 2° parziale femminile), non è stata squalifiicata, stesso discorso per alcune posizioni dalla 12° alla 24° maschile .
Gara comunque apprezzata dalla maggior parte degli atleti, un triathlon a Milano ha sempre il suo fascino e per lo sviluppo della disciplina  “conquistare” i grandi centri urbani è importante.

 

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@novellimarco

Commenti dei lettori


  1. MI hanno parlato di alcuni tombini/buchi proprio in uscita di alcune curve e un tratto in pavè “fastidioso”.
    Riguardo al pettorale il regolamento è chiaro ma sinceramente è difficile avere sempre il pettorale impeccabilmente in bella vista in posizione corretta, alcuni (come in foto Biagiotti) lo indossano al contrario , altri durante la corsa lo “perdono” o si “gira” su un fianco o dietro. Direi che il non sanzionamento è una intrerpretazione corretta e il buon senso usato perfettamente dai giudici. Certo, di fronte a gente che o non lo indossa o lo tiene piegato direi che ci sta l’ammonizione.

  2. Vattla'piè on 29 luglio 2013 at 19:48 said:

    Le numerose forature mi ricordano quelle del duathlon a Lecco… schegge di vetro? Le nostre città sono trattate proprio male…
    Dalla foto si nota inoltre che qualche volta i pettorali si strappano o vengono ‘indossati’ al contrario, rendendo difficile il compito dei Giudici…nonostante ci sia un Articolo del Regolamento tecnico:
    Art. 92 individuazione degli atleti:
    4) In tutte le gare, i concorrenti dovranno indossare, nella frazioni di ciclismo e corsa, il pettorale con il numero di gara.L’uso del numero di gara nelle frazioni in acqua non è mai consentito (ad eccezione della categoria “Cuccioli”), anche in caso di nuoto con la muta (nota: IL PETTORALE SI INDOSSA IN AREA CAMBIO)
    05) Il pettorale non dovrà essere tagliato, piegato o nascosto, pena la squalifica.
    7) Nella frazione ciclistica il pettorale dovrà essere posto in maniera visibile sulla schiena.
    Nella frazione podistica il pettorale dovrà essere portato in maniera visibile nella parte anteriore del corpo.

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Triathlon Milano: la prima tra le polemiche

29th luglio, 2013

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In campo femminile Mateja Simic vince davanti a Rocco (MInerva) e Sironi (Road Runners) ma il tutto condite da giuste polemiche vista la giusta squalifica dell’altra atleta della DDS Casigraghi, giunta seconda all’arrivo ma con un giro in meno di corsa, mentre la stessa Simic, a fronte di un tempo in bici impossibile da realizzare (2′ circa in meno del miglior parziale degli uomini e oltre 10′ in meno del 2° parziale femminile), non è stata squalifiicata, stesso discorso per alcune posizioni dalla 12° alla 24° maschile .
Gara comunque apprezzata dalla maggior parte degli atleti, un triathlon a Milano ha sempre il suo fascino e per lo sviluppo della disciplina  “conquistare” i grandi centri urbani è importante.

 

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