Mute Triathlon

Triathlon internazionale di Roma: bufera di polemiche

                   Bufera sul triathlon internazionale di Roma

Si è svolta ieri l’edizione 2019 del triathlon internazionale di Roma, che si è chiuso con una scia di polemiche non indifferenti.

Il primo a scrivere sui social , lementandosi dell’organizzazione, è stato Emanuele Faraco, che ha raccontato la sua esperienza non proprio positiva:

Non è il modo migliore per concludere una stagione convincente e d’inizio per me, ma è andata così. Sono deluso, non da me stesso, sono dispiaciuto per come è andata, per quello che è successo, per il trattamento ricevuto , ed in più nessuna scusa pubblica , ma anzi tutto come nulla fosse successo! .

Ieri triathlon internazionale di Roma , un mezzo (1.9 km 90km bike 21km run, “normalmente”), una gara tosta, lunga , stavo bene e volevo chiudere la stagione in bellezza.

Esco primo dall’acqua con un bel vantaggio dal secondo, iniziando il percorso bike subito mi accorgo che c’è qualcosa che non va , il traffico è aperto ci sono auto ovunque , sono costretto a fare slalom per evitarle , frenare e ripartire ad ognuna di questa , superato questo ingorgo , e scortato da un apripista, continuo a pedalare pur ormai essendo una gara compromessa ; ma qui inizia il bello , ad ogni attraversamento pedonale c’era una transenna nel mezzo del percorso bike (probabilmente non aperto in tempo) quindi lo stesso apripista ad ognuna si fermava e la spostava , ovviamente non facendo in tempo nel mentre io arrivassi, così fermati e riparti ogni volta, il clou arriva quando ad una rotonda anziché svoltare a destra (strada chiusa da transenne) l’apripista mi fa proseguire dritto e compiere totalmente un altro giro e dopo circa 14 km mi ritrovo all’inizio del percorso bike e lì mi accorgo che la strada che mi aveva fatto fare non era corretta; urlo, sbraito, chiedo cosa fosse successo , cosa dovevo fare , mi dice di continuare e cominciare il secondo giro ; continuo a spingere e concludo il giro , mi fermo al giro di boa e chiedo delucidazioni , cerco soluzioni , e in accordo tra l’apripista e il giudice in moto mi fanno fare 2 mezzi giri in più, e concludo il percorso bike facendo 6km in meno rispetto agli altri ( con 2 soste , completamente fermo per cercare una soluzione al guaio che avevano combinato loro), rientro in zona cambio , nessuno mi ferma , nessun cartellino rosso , nessun penalty, mi incitano , mi fanno completare una mezza maratona , arrivo primo al traguardo , mi incoronano vincitore.
Poi cosa succede ? Mi squalificano , il giudice arbitro deridendomi mi dice che ho tagliato il percorso; ammetto che in quel momento sono andato un po’ di matto e ho esagerato nei toni e nei modi , chiedo scusa a tutti , ma essere squalificati dopo quasi 4h di gara per un errore non tuo , e venire derisi e accusati praticamente di rubare , senza avere rispetto dei sacrifici che uno fa , questo fa male !
Tutti hanno visto come sono andate le cose , tutti sanno , tutti mi hanno dato ragione , ma no, il regolamento dice che ho tagliato il percorso (pur allungandolo tempisticamente) .
Faccio reclamo, ovviamente bocciato , poi faccio ricorso, do la mia versione , faccio parlare i testimoni , e verificando il mio garmin e la traccia data , i presidenti di ricorso contano anche la media fatta e aggiungono i 6km ipotetici e verificano che avrei vinto ugualmente , ma nonostante ciò bocciano il ricorso , la motivazione è “numero di km non conformi al regolamento ( la gara in sé era anche più corta del regolamento), ma la ciliegina sulla torta è che alla fine un presidente di giuria di ricorso mi prende per un braccio e mi dice ” tu hai ragione , ma se ti facciamo vincere sai che casino succede , sai quanta gente si arrabbia!”, beh detto ciò mi è salita tutta la stanchezza ,l’amarezza, la delusione ha preso il sopravvento e anche le mie ultime speranze sull’umanità della gente e sulla giustizia si sono frantumate.

Per onor di cronaca il mio è stato il primo tempo di nuoto (3′ in meno del “poi” primo arrivato e 5′ del secondo ) ,primo tempo frazione run (5’30” in meno al primo “poi” arrivato e 2’30” rispetto al secondo).

Un ringraziamento speciale comunque alla mia società #terradellosport e il presidente Simone Vitiello , grazie anche a Massimo Basile e Umberto Casillo
#questononèiltriathlonchemipiace

📷 @danifiori

Anche i quotidiani locali hanno dipinto una situazione non proprio idilliaca della viabilità, soprattutto hanno evidenziato come la gara è stata sul punto di essere sospesa per via delle auto parcheggiate sui percorsi e di numerosi problemi.

Non ultimo, anche un video apparso sul profilo social di un atleta , che dimostrerebbe un taglio di percorso dovuto, forse, da errate segnalazioni da parte di un vigile urbano:

Il VAR di strava ci fa vedere tante cose dai ciucciaruote ai sarti. Vorrei fare i complimenti ad Andrea Biagioni che quando ha notato dell’errore commesso, indotto da un vigile, ha deciso di ritirarsi per rispetto degli altri atleti sul percorso run. È un esempio per gli altri che non si sono autodenunciati anche se non erano in cattiva fede nel momento del taglio.

Pubblicato da Fabio Manzi su Lunedì 28 ottobre 2019

Contribuisci al nostro lavoro diventa fan su Facebook: www.facebook.com/triathlonmania e follower su Twitter: twitter.com/trathlonMania1

Argomenti Correlati
Autore
By
@novellimarco
Posts Correlati

Commenti dei lettori


Comments are closed.

Altre Notizie

Triathlon internazionale di Roma: bufera di polemiche

28th ottobre, 2019

                   Bufera sul triathlon internazionale di Roma

Si è svolta ieri l’edizione 2019 del triathlon internazionale di Roma, che si è chiuso con una scia di polemiche non indifferenti.

Il primo a scrivere sui social , lementandosi dell’organizzazione, è stato Emanuele Faraco, che ha raccontato la sua esperienza non proprio positiva:

Non è il modo migliore per concludere una stagione convincente e d’inizio per me, ma è andata così. Sono deluso, non da me stesso, sono dispiaciuto per come è andata, per quello che è successo, per il trattamento ricevuto , ed in più nessuna scusa pubblica , ma anzi tutto come nulla fosse successo! .

Ieri triathlon internazionale di Roma , un mezzo (1.9 km 90km bike 21km run, “normalmente”), una gara tosta, lunga , stavo bene e volevo chiudere la stagione in bellezza.

Esco primo dall’acqua con un bel vantaggio dal secondo, iniziando il percorso bike subito mi accorgo che c’è qualcosa che non va , il traffico è aperto ci sono auto ovunque , sono costretto a fare slalom per evitarle , frenare e ripartire ad ognuna di questa , superato questo ingorgo , e scortato da un apripista, continuo a pedalare pur ormai essendo una gara compromessa ; ma qui inizia il bello , ad ogni attraversamento pedonale c’era una transenna nel mezzo del percorso bike (probabilmente non aperto in tempo) quindi lo stesso apripista ad ognuna si fermava e la spostava , ovviamente non facendo in tempo nel mentre io arrivassi, così fermati e riparti ogni volta, il clou arriva quando ad una rotonda anziché svoltare a destra (strada chiusa da transenne) l’apripista mi fa proseguire dritto e compiere totalmente un altro giro e dopo circa 14 km mi ritrovo all’inizio del percorso bike e lì mi accorgo che la strada che mi aveva fatto fare non era corretta; urlo, sbraito, chiedo cosa fosse successo , cosa dovevo fare , mi dice di continuare e cominciare il secondo giro ; continuo a spingere e concludo il giro , mi fermo al giro di boa e chiedo delucidazioni , cerco soluzioni , e in accordo tra l’apripista e il giudice in moto mi fanno fare 2 mezzi giri in più, e concludo il percorso bike facendo 6km in meno rispetto agli altri ( con 2 soste , completamente fermo per cercare una soluzione al guaio che avevano combinato loro), rientro in zona cambio , nessuno mi ferma , nessun cartellino rosso , nessun penalty, mi incitano , mi fanno completare una mezza maratona , arrivo primo al traguardo , mi incoronano vincitore.
Poi cosa succede ? Mi squalificano , il giudice arbitro deridendomi mi dice che ho tagliato il percorso; ammetto che in quel momento sono andato un po’ di matto e ho esagerato nei toni e nei modi , chiedo scusa a tutti , ma essere squalificati dopo quasi 4h di gara per un errore non tuo , e venire derisi e accusati praticamente di rubare , senza avere rispetto dei sacrifici che uno fa , questo fa male !
Tutti hanno visto come sono andate le cose , tutti sanno , tutti mi hanno dato ragione , ma no, il regolamento dice che ho tagliato il percorso (pur allungandolo tempisticamente) .
Faccio reclamo, ovviamente bocciato , poi faccio ricorso, do la mia versione , faccio parlare i testimoni , e verificando il mio garmin e la traccia data , i presidenti di ricorso contano anche la media fatta e aggiungono i 6km ipotetici e verificano che avrei vinto ugualmente , ma nonostante ciò bocciano il ricorso , la motivazione è “numero di km non conformi al regolamento ( la gara in sé era anche più corta del regolamento), ma la ciliegina sulla torta è che alla fine un presidente di giuria di ricorso mi prende per un braccio e mi dice ” tu hai ragione , ma se ti facciamo vincere sai che casino succede , sai quanta gente si arrabbia!”, beh detto ciò mi è salita tutta la stanchezza ,l’amarezza, la delusione ha preso il sopravvento e anche le mie ultime speranze sull’umanità della gente e sulla giustizia si sono frantumate.

Per onor di cronaca il mio è stato il primo tempo di nuoto (3′ in meno del “poi” primo arrivato e 5′ del secondo ) ,primo tempo frazione run (5’30” in meno al primo “poi” arrivato e 2’30” rispetto al secondo).

Un ringraziamento speciale comunque alla mia società #terradellosport e il presidente Simone Vitiello , grazie anche a Massimo Basile e Umberto Casillo
#questononèiltriathlonchemipiace

📷 @danifiori

Anche i quotidiani locali hanno dipinto una situazione non proprio idilliaca della viabilità, soprattutto hanno evidenziato come la gara è stata sul punto di essere sospesa per via delle auto parcheggiate sui percorsi e di numerosi problemi.

Non ultimo, anche un video apparso sul profilo social di un atleta , che dimostrerebbe un taglio di percorso dovuto, forse, da errate segnalazioni da parte di un vigile urbano:

Il VAR di strava ci fa vedere tante cose dai ciucciaruote ai sarti. Vorrei fare i complimenti ad Andrea Biagioni che quando ha notato dell’errore commesso, indotto da un vigile, ha deciso di ritirarsi per rispetto degli altri atleti sul percorso run. È un esempio per gli altri che non si sono autodenunciati anche se non erano in cattiva fede nel momento del taglio.

Pubblicato da Fabio Manzi su Lunedì 28 ottobre 2019

By
@novellimarco
backtotop