Mute Triathlon

TRIATHLON: Debacle per gli azzurri ai mondiali di Amburgo

                       Azzurri a picco ad Amburgo

La pandemia legata alla diffusione del coronavirus ha di fatto bloccato tutta la stagione 202o della WTS. La ITU ha voluto tentare di salvare la stagione con la criticata decione di far disputare una unica tappa ad Amburgo, assegnando sia i titoli individuali ( in gara secca ) che quelli a squadre.

Numerose le defezioni, tra cui quelle del 5 volte campione mondiale Gomez Noya, in totale disaccordo con la decisione della Itu di assegnare un mondiale in prova unica, comunicando il tutto a ridosso della manifestazione, tutti gli atleti di alcuni stati bloccati dalle restrizione legate al cronavirus , come Australia e Nuova Zelanda e altri che hanno preso il via dopo un lungo periodo di stop .

Nelle gare individuali la prima sorpresa ha il nome di Vilaca, portoghese classe 1999 che è stato l’ultimo ad arrendersi al francese Luis, che si riconferma campione del mondo, proprio davanti al sorprendente portghese e al connazionale Bergere. Naufraga e chiude mestamente nelle retrovie uno dei favoriti alla vigilia, lo spagnolo Mola. Tra le donne la favorita Zaferes, campionessa uscente, non riesce a salire nemmeno sul podio, passano il testimone all’ inglese Taylor Brown che domina la frazione finale vincendo davanti alla Duffy e alla padrona di casa, classe 1996, Lindemann.

 

Nella gara a squadre la spunta per l’ennesima volta la Francia, che ha la meglio della compagine stelle e strisce degli USA e degli inglesi.

Per i colori azzurri è stata una trasferta disastrosa, con Betto e Mazzetti inspiegabilmente a casa, Olmo , che risultava iscritta pochi giorni prima della gara, che ha preferito correre il grand prix in Francia. Nelle gare individuali il miglior risultato è stato il 24° posto di Verena Steinhauser, che chiude con la piccola sodisfazione del 10° parziale assoluto nella frazione finale, mentre disastrosa la prova degli uomini, con Fabian 40° (disastroso il suo parziale nei 5 km finali )  e Uccellari 45°.

Male anche la staffetta , che schierava Mallozzi e Stateff come primi due frazionisti, che sono stati portati solo per quella gara, quindi freschi rispetto a chi aveva corso il giorno prima. Nonostante questo, sono stati i due peggiori frazionisti azzurri, con Mallozzi che chiude la sua frazione molto indietro, con il terzultimo tempo nella frazione di corsa, Stateff, che ha arrancato sempre nelle retrovie senza trovare mai il ritmo, Steinhauser ha tentato di salvare la barca che stava affondando, permettendo a Fabian di partire nel gruppo tra la 6°- 13° posizione. L’ultimo frazionista azzurro dopo un buon nuoto, ha perso il treno norvegese in bici, per poi chiudere in 10° posizione ( su 16 squadre arrivate) a oltre 2′ dalla testa della gara. Calcolando l’assenza di nazioni da podio come Australia e Nuova Zelanda, la prestazione azzurra assume una dimensione ancora più negativa di quello che dice la posizione finale.

Contribuisci al nostro lavoro diventa fan su Facebook: www.facebook.com/triathlonmania e follower su Twitter: twitter.com/trathlonMania1

Argomenti Correlati
Autore
By
@novellimarco
Posts Correlati

Commenti dei lettori


Comments are closed.

Altre Notizie

TRIATHLON: Debacle per gli azzurri ai mondiali di Amburgo

6th settembre, 2020

                       Azzurri a picco ad Amburgo

La pandemia legata alla diffusione del coronavirus ha di fatto bloccato tutta la stagione 202o della WTS. La ITU ha voluto tentare di salvare la stagione con la criticata decione di far disputare una unica tappa ad Amburgo, assegnando sia i titoli individuali ( in gara secca ) che quelli a squadre.

Numerose le defezioni, tra cui quelle del 5 volte campione mondiale Gomez Noya, in totale disaccordo con la decisione della Itu di assegnare un mondiale in prova unica, comunicando il tutto a ridosso della manifestazione, tutti gli atleti di alcuni stati bloccati dalle restrizione legate al cronavirus , come Australia e Nuova Zelanda e altri che hanno preso il via dopo un lungo periodo di stop .

Nelle gare individuali la prima sorpresa ha il nome di Vilaca, portoghese classe 1999 che è stato l’ultimo ad arrendersi al francese Luis, che si riconferma campione del mondo, proprio davanti al sorprendente portghese e al connazionale Bergere. Naufraga e chiude mestamente nelle retrovie uno dei favoriti alla vigilia, lo spagnolo Mola. Tra le donne la favorita Zaferes, campionessa uscente, non riesce a salire nemmeno sul podio, passano il testimone all’ inglese Taylor Brown che domina la frazione finale vincendo davanti alla Duffy e alla padrona di casa, classe 1996, Lindemann.

 

Nella gara a squadre la spunta per l’ennesima volta la Francia, che ha la meglio della compagine stelle e strisce degli USA e degli inglesi.

Per i colori azzurri è stata una trasferta disastrosa, con Betto e Mazzetti inspiegabilmente a casa, Olmo , che risultava iscritta pochi giorni prima della gara, che ha preferito correre il grand prix in Francia. Nelle gare individuali il miglior risultato è stato il 24° posto di Verena Steinhauser, che chiude con la piccola sodisfazione del 10° parziale assoluto nella frazione finale, mentre disastrosa la prova degli uomini, con Fabian 40° (disastroso il suo parziale nei 5 km finali )  e Uccellari 45°.

Male anche la staffetta , che schierava Mallozzi e Stateff come primi due frazionisti, che sono stati portati solo per quella gara, quindi freschi rispetto a chi aveva corso il giorno prima. Nonostante questo, sono stati i due peggiori frazionisti azzurri, con Mallozzi che chiude la sua frazione molto indietro, con il terzultimo tempo nella frazione di corsa, Stateff, che ha arrancato sempre nelle retrovie senza trovare mai il ritmo, Steinhauser ha tentato di salvare la barca che stava affondando, permettendo a Fabian di partire nel gruppo tra la 6°- 13° posizione. L’ultimo frazionista azzurro dopo un buon nuoto, ha perso il treno norvegese in bici, per poi chiudere in 10° posizione ( su 16 squadre arrivate) a oltre 2′ dalla testa della gara. Calcolando l’assenza di nazioni da podio come Australia e Nuova Zelanda, la prestazione azzurra assume una dimensione ancora più negativa di quello che dice la posizione finale.

By
@novellimarco
backtotop