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Starting list desolante per l’ultima tappa del grand prix Italia

flop

Il Grand Prix Italy nasce con lo scopo di innalzare il livello degli atleti italiani, dare la possibilità ai nostri giovani di gareggiare in un contesto tecnico elevato che possa farli crescere. Naturalmente il tutto doveva nascere sulla falsariga del collaudato modello francese che ogni anno attira i migliori specialisti della triplice a livello mondiale. Purtroppo la formula stessa è totalmente diversa da quella che spinge i club francesi a investire sugli atleti elite e quindi a far si che ogni tappa sia praticamente simile a quelle  della WTS. Gli stessi italiani con i loro migliori atleti corrono in Francia, alcuni anche nella Bundersliga tedesca che  è l’equivalente teutonico della manifestazione francese.

In Italia invece il tutto è fatto a misura delle squadre con giovani, le prime due tappe tranne un paio di “intrusi” si sono rivelate dei campionati italiani anticipati ( con meno livello) e una fotocopia dei campionati giovanili (specialmente fra le donne). Non a caso il Peperoncino,  che è forse la migliore società civile (insieme alla DDS) per livello dei suoi atleti è assente da questa tappa come era successo per la precedente di Vieste, nonostante possa schierare italiani e stranieri di ottima caratura. Il livello  della finale è ancora più basso delle precedenti due tappe, chi ha studiato le date ha pensato bene di inserirlo dopo le ultime due Wts di Stoccolma ed Edmonton (corse nell’arco di  8 giorni di distanza ) e giusto la settimana dopo i campionati italiani, in campo femminile mancano praticamente tutte le migliori , Betto, Bonin, Peron , in campo maschile ovvio turno di riposo per i reduci da Edmonton,  quindi starting list orfana dei vari Fabian , Uccellari, Steinwandter, Facchinetti, Andrea De Ponti, oltre che quasi certamente di Degasperi infortunatosi Domenica.

All’indomani delle dichiarazioni di Miglio e di Bianchi dopo la disfatta di Edmonton c’è forse da riflettere su quanto dice il Dt riguardo al Grand Prix che potrebbe dare indicazioni sullo stato di forma di alcuni giovani. Come si può pretendere di avere indicazioni da una gara dove i migliori azzurri (sulla carta ) non ci sono? Una gara dove in campo maschile ci sono al via stranieri che non hanno corso nessuna gara internazionale , che corrono come a.g., atleti che negli ultimi europei sono arrivati al massimo 27° nella propria categoria di età, atleti che corrono Ironman  in categoria con personali superiori alle 11 ore. Come si può prendere spunti da una gara dove ci sono in gara  8 over 40 in campo maschile , con un M3 addirittura al via e 3 M2 ?

Se questa è la manifestazione che deve innalzare il livello tecnico dei nostri giovani ed elite e aumentare l’immagine professionale del triathlon in Italia non c’è da meravigliarsi che poi i nostri atleti appena si confrontano con realtà con un minimo di livello agonistico annaspino, per poi naufragare quando ci si scontra con l’eccellenza. I nostri azzurri sono usciti dalla trasferta canadese in evidente affanno, eppure c’è chi come la Olmo farà un tour de force a Settembre impressionante, risulta in starting list a Lignano, la settimana dopo Sapri dove esordirà sulla distanza olimpica nel campionato italiano assoluto, poi ci sarebbero le finali della coppa italia e la coppa delle regioni , senza poi dimenticare il campionato italiano di triathlon sprint ,il tutto al netto da eventuali impegni internazionali.

C’è da chiedersi quanto tutto questo rientri nel rispetto della gestione dei carichi per una ragazza di 18 anni che inizia da poco la sua attività internazionale e che ha gareggiato parecchio in questa stagione.

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Starting list desolante per l’ultima tappa del grand prix Italia

4th settembre, 2014

flop

Il Grand Prix Italy nasce con lo scopo di innalzare il livello degli atleti italiani, dare la possibilità ai nostri giovani di gareggiare in un contesto tecnico elevato che possa farli crescere. Naturalmente il tutto doveva nascere sulla falsariga del collaudato modello francese che ogni anno attira i migliori specialisti della triplice a livello mondiale. Purtroppo la formula stessa è totalmente diversa da quella che spinge i club francesi a investire sugli atleti elite e quindi a far si che ogni tappa sia praticamente simile a quelle  della WTS. Gli stessi italiani con i loro migliori atleti corrono in Francia, alcuni anche nella Bundersliga tedesca che  è l’equivalente teutonico della manifestazione francese.

In Italia invece il tutto è fatto a misura delle squadre con giovani, le prime due tappe tranne un paio di “intrusi” si sono rivelate dei campionati italiani anticipati ( con meno livello) e una fotocopia dei campionati giovanili (specialmente fra le donne). Non a caso il Peperoncino,  che è forse la migliore società civile (insieme alla DDS) per livello dei suoi atleti è assente da questa tappa come era successo per la precedente di Vieste, nonostante possa schierare italiani e stranieri di ottima caratura. Il livello  della finale è ancora più basso delle precedenti due tappe, chi ha studiato le date ha pensato bene di inserirlo dopo le ultime due Wts di Stoccolma ed Edmonton (corse nell’arco di  8 giorni di distanza ) e giusto la settimana dopo i campionati italiani, in campo femminile mancano praticamente tutte le migliori , Betto, Bonin, Peron , in campo maschile ovvio turno di riposo per i reduci da Edmonton,  quindi starting list orfana dei vari Fabian , Uccellari, Steinwandter, Facchinetti, Andrea De Ponti, oltre che quasi certamente di Degasperi infortunatosi Domenica.

All’indomani delle dichiarazioni di Miglio e di Bianchi dopo la disfatta di Edmonton c’è forse da riflettere su quanto dice il Dt riguardo al Grand Prix che potrebbe dare indicazioni sullo stato di forma di alcuni giovani. Come si può pretendere di avere indicazioni da una gara dove i migliori azzurri (sulla carta ) non ci sono? Una gara dove in campo maschile ci sono al via stranieri che non hanno corso nessuna gara internazionale , che corrono come a.g., atleti che negli ultimi europei sono arrivati al massimo 27° nella propria categoria di età, atleti che corrono Ironman  in categoria con personali superiori alle 11 ore. Come si può prendere spunti da una gara dove ci sono in gara  8 over 40 in campo maschile , con un M3 addirittura al via e 3 M2 ?

Se questa è la manifestazione che deve innalzare il livello tecnico dei nostri giovani ed elite e aumentare l’immagine professionale del triathlon in Italia non c’è da meravigliarsi che poi i nostri atleti appena si confrontano con realtà con un minimo di livello agonistico annaspino, per poi naufragare quando ci si scontra con l’eccellenza. I nostri azzurri sono usciti dalla trasferta canadese in evidente affanno, eppure c’è chi come la Olmo farà un tour de force a Settembre impressionante, risulta in starting list a Lignano, la settimana dopo Sapri dove esordirà sulla distanza olimpica nel campionato italiano assoluto, poi ci sarebbero le finali della coppa italia e la coppa delle regioni , senza poi dimenticare il campionato italiano di triathlon sprint ,il tutto al netto da eventuali impegni internazionali.

C’è da chiedersi quanto tutto questo rientri nel rispetto della gestione dei carichi per una ragazza di 18 anni che inizia da poco la sua attività internazionale e che ha gareggiato parecchio in questa stagione.

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