Mute Triathlon

Spettacolo e colpi di scena nel 30° triathlon internazionale di La Paz

 

E’ stata una edizione come sempre spettacolare quella dei 30 anni del Triathlon Internazionale di La Paz, gara ITU definita da tutti la più bella del Sud America.
In una giornata calda (oltre 40°) ma non caldissima (il Sabato si è corso con 46° di sensazione termica) le prime a partire sono state le donne. Il primo colpo di scena si ha all’inizio del secondo giro a nuoto quando in testa alla gara c’è l’argentina Romina Palacio Balena che ha un margine di circa 20″ sulle dirette inseguitrici, le connazionali Romina Biagioli , Camilla Makre e l’equadoregna Bravo. Mentre la leader si dirige verso la penultima boa, le inseguitrici tagliano direttamente verso quella posta all’uscita dall’acqua, così come quasi tutte le altre concorrenti. La Palacio riusciva comunque a recuperare la testa della gara nelle prime fasi della frazione ciclistica e  insieme alla Bravo e alla Biagioli, allungava sul resto del gruppo, con la tigrotta Anahi Diaz (al suo esordio tra le elite) che recuperava posizioni e si riportava sul gruppo delle inseguitrici. Nella frazione finale si assiste ad un walzer di fermate al penality box, la Bravo rimane in testa fino all’arrivo, ma si accorge che deve scontare la penalità (assolutamente assurda visto che le atlete che hanno tagliato andavano tutte squalificate) e quindi si vede superare dalla Palacio che va a trionfare davanti alla stessa equadoregna che la spunta per pochi secondi  sull’altra argentina  Biagioli.
In campo maschile spettacolo, polemiche e dramma sfiorato.
I favori del pronostico andavano ai due argentini “italiani” Luciano Taccone (DDS) vincitore dell’edizione 2012 e Gonzalo Tellechea (Los Tigres) che  nel 2012 non era presente per un infortunio. A riscaldare la folla (decine di migliaia di persone  sui percorsi) ci ha pensato l’italo – argentino dei Los Tigres Lucas Cocha che all’inizio del secondo dei  nove giri della frazione ciclistica si è lanciato in una fuga solitaria , nonostante solo 7 giorni prima avesse corso il 70.3 di Pucon (era sceso dalla bici con Daniel Fontana in testa alla gara). Il gruppo dietro capitanato dall’altro tigrotto Baldini si manteneva a circa 40″-45″. Appena arrivati in T2 si scatenano i favoriti, Tellechea parte a ritmo indiavolato (circa 2’50″/km) e dopo  2 km è già in testa con una ventina di metri su Taccone. Purtroppo per il tigrotto di San Juan  si presentano subito problemi di stomaco e per ben 2 volte è costretto a fermarsi perdendo posizioni. Taccone marcia quindi spedito verso la vittoria, ma a 3 km circa dalla fine Tellechea finalmente si riprende e inizia a spingere come un dannato sull’acceleratore arrivano a ridosso del brasiliano Conceicao ( che si trovava in seconda posizione) a solo 1 km dalla fine. Inizia praticamente una volatona, con Taccone che trionfa per la seconda volta di seguito e il brasiliano che riesce a rintuzzare l’attacco di Tellechea. Come nella gara femminile però, il risultato viene modificato dal giudice che squalifica il brasiliano reo di non aver compiuto la sosta al penality box a causa del posizionamento errato della bici in t2. Il brasiliano giustamente non si era fermato perchè sulla lavagna del penality box non appariva il suo numero. Il podio vedeva quindi Tellechea salire al 2° posto con l’equadoregno Andrade Figeroa che conquista il 3° posto. Quinto e autore di una rimonta strepitosa il giovane Muller, atleta che vive in Spagna ma originario proprio di La Paz, ritornato dopo anni di assenza nella sua città e al suo esordio tra gli elite.
Nella festa  si è però sfiorato il dramma, con Martin Bedirian che all’ultimo km stava lottando con Andrade per il 3° posto , vittima di una tremenda disidratazione che lo ha visto dapprima collassare al suolo a 500m dall’arrivo, per poi arrivare in coma all’ospedale locale. La fortuna ha voluto che l’ambulanza fosse a soli 20m dal luogo in cui il giovane cordobese si è accasciato e dal pronto intervento del personale medico. Per lui oltre 8 litri di liquido iniettatigli  e solo al quinto è uscito dal coma.

Contribuisci al nostro lavoro diventa fan su Facebook: www.facebook.com/triathlonmania e follower su Twitter: twitter.com/trathlonMania1

Autore
By

@novellimarco

Commenti dei lettori


Inserisci Il Tuo Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Altre Notizie

Spettacolo e colpi di scena nel 30° triathlon internazionale di La Paz

27th gennaio, 2014

 

E’ stata una edizione come sempre spettacolare quella dei 30 anni del Triathlon Internazionale di La Paz, gara ITU definita da tutti la più bella del Sud America.
In una giornata calda (oltre 40°) ma non caldissima (il Sabato si è corso con 46° di sensazione termica) le prime a partire sono state le donne. Il primo colpo di scena si ha all’inizio del secondo giro a nuoto quando in testa alla gara c’è l’argentina Romina Palacio Balena che ha un margine di circa 20″ sulle dirette inseguitrici, le connazionali Romina Biagioli , Camilla Makre e l’equadoregna Bravo. Mentre la leader si dirige verso la penultima boa, le inseguitrici tagliano direttamente verso quella posta all’uscita dall’acqua, così come quasi tutte le altre concorrenti. La Palacio riusciva comunque a recuperare la testa della gara nelle prime fasi della frazione ciclistica e  insieme alla Bravo e alla Biagioli, allungava sul resto del gruppo, con la tigrotta Anahi Diaz (al suo esordio tra le elite) che recuperava posizioni e si riportava sul gruppo delle inseguitrici. Nella frazione finale si assiste ad un walzer di fermate al penality box, la Bravo rimane in testa fino all’arrivo, ma si accorge che deve scontare la penalità (assolutamente assurda visto che le atlete che hanno tagliato andavano tutte squalificate) e quindi si vede superare dalla Palacio che va a trionfare davanti alla stessa equadoregna che la spunta per pochi secondi  sull’altra argentina  Biagioli.
In campo maschile spettacolo, polemiche e dramma sfiorato.
I favori del pronostico andavano ai due argentini “italiani” Luciano Taccone (DDS) vincitore dell’edizione 2012 e Gonzalo Tellechea (Los Tigres) che  nel 2012 non era presente per un infortunio. A riscaldare la folla (decine di migliaia di persone  sui percorsi) ci ha pensato l’italo – argentino dei Los Tigres Lucas Cocha che all’inizio del secondo dei  nove giri della frazione ciclistica si è lanciato in una fuga solitaria , nonostante solo 7 giorni prima avesse corso il 70.3 di Pucon (era sceso dalla bici con Daniel Fontana in testa alla gara). Il gruppo dietro capitanato dall’altro tigrotto Baldini si manteneva a circa 40″-45″. Appena arrivati in T2 si scatenano i favoriti, Tellechea parte a ritmo indiavolato (circa 2’50″/km) e dopo  2 km è già in testa con una ventina di metri su Taccone. Purtroppo per il tigrotto di San Juan  si presentano subito problemi di stomaco e per ben 2 volte è costretto a fermarsi perdendo posizioni. Taccone marcia quindi spedito verso la vittoria, ma a 3 km circa dalla fine Tellechea finalmente si riprende e inizia a spingere come un dannato sull’acceleratore arrivano a ridosso del brasiliano Conceicao ( che si trovava in seconda posizione) a solo 1 km dalla fine. Inizia praticamente una volatona, con Taccone che trionfa per la seconda volta di seguito e il brasiliano che riesce a rintuzzare l’attacco di Tellechea. Come nella gara femminile però, il risultato viene modificato dal giudice che squalifica il brasiliano reo di non aver compiuto la sosta al penality box a causa del posizionamento errato della bici in t2. Il brasiliano giustamente non si era fermato perchè sulla lavagna del penality box non appariva il suo numero. Il podio vedeva quindi Tellechea salire al 2° posto con l’equadoregno Andrade Figeroa che conquista il 3° posto. Quinto e autore di una rimonta strepitosa il giovane Muller, atleta che vive in Spagna ma originario proprio di La Paz, ritornato dopo anni di assenza nella sua città e al suo esordio tra gli elite.
Nella festa  si è però sfiorato il dramma, con Martin Bedirian che all’ultimo km stava lottando con Andrade per il 3° posto , vittima di una tremenda disidratazione che lo ha visto dapprima collassare al suolo a 500m dall’arrivo, per poi arrivare in coma all’ospedale locale. La fortuna ha voluto che l’ambulanza fosse a soli 20m dal luogo in cui il giovane cordobese si è accasciato e dal pronto intervento del personale medico. Per lui oltre 8 litri di liquido iniettatigli  e solo al quinto è uscito dal coma.

By
@novellimarco
backtotop