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SPECIALE OLIMPIADI:Analisi tecnica della gara uomini

I fratelli Brownlee si congratulano con Gomez sul podio di Londra

La gara maschile di triathlon alle Olimpiadi di Londra è stata l’edizione dove i pronostici sono stati rispettati, con il podio composto dai 3 super favoriti. Analisi tecnica della gara di Marco Novelli:

La gara di ieri di Londra è stata una della gare più belle che abbia mai visto, 90000 persone sul percorso gara, scenario mozzafiato e un tifo da stadio. Questa è stata una cartolina spettacolare per il nostro sport. Certamente il fatto che i favoriti alla vigilia fossero due fratelli inglesi ha di aiutato. Il copione della gara era già chiaro alla vigilia, lo slovacco Varga avrebbe subito spinto sull’aceleratore nel nuoto , come in una sorta di accordo con i Brownlee (si sono allenati insieme negli ultimi periodi), in modo da creare subito la prima selezione. Così è stato, Varga già nei primi 100m aveva preso il comando delle operazioni, un passaggio alla boa dei 700m in 7’08” ha stroncato di fatto le speranze di oltre metà degli atleti al via. Solo Gomez (non dimentichiamo che è stato campione catalano di nuoto in varie distanze) e il nostro Fabian riescono a stargli in scia, poco staccati Vasiliev e i due Brownlee. Varga chiude i 1500m in 16’55”, una media di 1’07″/1’08” per ogni 100m….IMPRESSIONANTE ! Qui gli “sconfitti” nella prima frazione sono stati a mio parere i russi, che hanno piazzato il solo Vasiliev nei primi 5, mentre di solito comandano loro le danze in acqua con lo slovacco. Una volta in bici, altro copione già annunciato dai Brownlee, della serie “chi mi ama mi segua”, subito tentativo di fuga a 5 con il nostro Alessandro ad aiutare attivamente (anche lui ha condiviso un periodo di allenamento con i due Brownlee con “prove ” di fuga annesse). Nel gruppo dietro di una quindicina di unità il primo colpo di scena è la caduta di Whitfield, il primo campione olimpico nella storia del triathlon dopo un ottimo nuoto sbanda nell’infilare i piedi nelle scarpe e si scontra con il costaricano Chacon. Per Simon ritiro, mentre Leo si rialza con la vista appannata e barcollando, numerosi ematomi ed escoriazioni, riuscirà a finire la gara stoicamente, ma appena tagliato il traguardo finirà in sedia a rotelle all’ospedale per le cure del caso. Al secondo dei 7 giri in bici c’è il ricongiungimento del gruppo degli immediati inseguitori con i leaders, mentre dietro il nostro Uccellari è in un gruppo che naviga a circa 1’30”, più indietro il gruppo con le “moto” Butterfield e Colucci, i due migliori ciclisti a livello mondiale nel triathlon. Una volta ricomposto il gruppo non abbassa il ritmo, Hayes si piazza davanti per i compagni di squadra e dimostra il perchè la federazione britannica lo abbia preferito ad altri atleti. Gli unici tentativi sono del russo Vasiliev, ma Alistar Brownlee fa subito capire che è lui che comanda e in un paio di occasione addirittura si mette a scattare. Impressionante come questi ragazzi nonostante sappiano di avere un margine a piedi notevole su tutti, non si preoccupino minimamente di risparmiarsi in gruppo , ma dettino addirittura il ritmo in bici e ad ogni occasione provino a scappare. Dietro  Butterfield e Colucci si mettono a 50km/h fissi, riducono il loro distacco giro dopo giro e raggiungono il gruppo di Uccellari . Si arriva in T2 con 22 atleti davanti, anzi: 19 atleti e 3 extraterrestri, dietro Butterfield e Colucci hanno dimezzato il loro distacco e si sono portati dietro tutti, negli ultimi km l’alteta delle Bermuda (Butterfield) addirittura allunga di qualche secondo , facendo segnare il miglio praziale di 58′ e qualche secondo per i 43 km del percorso. Di sicuro i soliti espertoni diranno che è una media ridicola…Credo che non sia  la media ad essere ridicola, ma solo certe affermazioni…… A piedi la gara è per il 4° posto, i Brownlee e Gomez cominciano la loro ennesima battaglia sul passo dei 2’55″/km, sino al km sino al km 5 non succede nulla, poi Jonathan Brownlee secondo me si rende conto che il ritmo è troppo anche per lui e decide di tirare un po’ il fiato, Alistar non molla un metro e quando Gomez va un po’ fuori giri, prende un leggero vantaggio che poi si porterà sino all’arrivo. Jonathan dovrà fare i conti anche con uno stop and go per essere salito in bici prima della linea di salita, chiude gli ultimi 2.5 km correndo 7″ più veloce di Gomez. Guardando i tempi mi viene la pelle d’oca, con 30′ sugli ultimi 10 km non si saliva sul podio e non si faceva nemmeno uno dei migliori 4 tempi a piedi (con 30’01” si faceva il 5° tempo a piedi), con 31′ (3’06″/km)  si faceva il 16° tempo assoluto a piedi. Livello stellare! Alistar Brownlee con arrivo con bandiera, saluti al pubblico ecc ha chiuso in 29’07” gli ultimi 10km, ad una media di 2’55”-2’54” al km. Una piccola riflessione: c’è gente che si lamenta dicendo che il gap a piedi dei nostri con questi fenomeni è alto, beh vorrei solo ricordare che con i tempi che questi fanno a piedi nei 10km finali di un triathlon in Italia si vince quasi il titolo assoluto sui 10km ! Ho volutamente parlato poco dei nostri, in un prossimo articolo vorrei analizzare esclusivamente le loro prestazioni con alcuni dati della loro gara . Chiudo riportando una frase di  Chris Kittler che riassume secondo me quello che è il triathlon a livello mondiale in questo momento: ” La maggior parte dei triathleti viene dal nuoto e dalla corsa, i fratelli Brownlee vengono da un altro pianeta”

Marco Novelli

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SPECIALE OLIMPIADI:Analisi tecnica della gara uomini

8th agosto, 2012

I fratelli Brownlee si congratulano con Gomez sul podio di Londra

La gara maschile di triathlon alle Olimpiadi di Londra è stata l’edizione dove i pronostici sono stati rispettati, con il podio composto dai 3 super favoriti. Analisi tecnica della gara di Marco Novelli:

La gara di ieri di Londra è stata una della gare più belle che abbia mai visto, 90000 persone sul percorso gara, scenario mozzafiato e un tifo da stadio. Questa è stata una cartolina spettacolare per il nostro sport. Certamente il fatto che i favoriti alla vigilia fossero due fratelli inglesi ha di aiutato. Il copione della gara era già chiaro alla vigilia, lo slovacco Varga avrebbe subito spinto sull’aceleratore nel nuoto , come in una sorta di accordo con i Brownlee (si sono allenati insieme negli ultimi periodi), in modo da creare subito la prima selezione. Così è stato, Varga già nei primi 100m aveva preso il comando delle operazioni, un passaggio alla boa dei 700m in 7’08” ha stroncato di fatto le speranze di oltre metà degli atleti al via. Solo Gomez (non dimentichiamo che è stato campione catalano di nuoto in varie distanze) e il nostro Fabian riescono a stargli in scia, poco staccati Vasiliev e i due Brownlee. Varga chiude i 1500m in 16’55”, una media di 1’07″/1’08” per ogni 100m….IMPRESSIONANTE ! Qui gli “sconfitti” nella prima frazione sono stati a mio parere i russi, che hanno piazzato il solo Vasiliev nei primi 5, mentre di solito comandano loro le danze in acqua con lo slovacco. Una volta in bici, altro copione già annunciato dai Brownlee, della serie “chi mi ama mi segua”, subito tentativo di fuga a 5 con il nostro Alessandro ad aiutare attivamente (anche lui ha condiviso un periodo di allenamento con i due Brownlee con “prove ” di fuga annesse). Nel gruppo dietro di una quindicina di unità il primo colpo di scena è la caduta di Whitfield, il primo campione olimpico nella storia del triathlon dopo un ottimo nuoto sbanda nell’infilare i piedi nelle scarpe e si scontra con il costaricano Chacon. Per Simon ritiro, mentre Leo si rialza con la vista appannata e barcollando, numerosi ematomi ed escoriazioni, riuscirà a finire la gara stoicamente, ma appena tagliato il traguardo finirà in sedia a rotelle all’ospedale per le cure del caso. Al secondo dei 7 giri in bici c’è il ricongiungimento del gruppo degli immediati inseguitori con i leaders, mentre dietro il nostro Uccellari è in un gruppo che naviga a circa 1’30”, più indietro il gruppo con le “moto” Butterfield e Colucci, i due migliori ciclisti a livello mondiale nel triathlon. Una volta ricomposto il gruppo non abbassa il ritmo, Hayes si piazza davanti per i compagni di squadra e dimostra il perchè la federazione britannica lo abbia preferito ad altri atleti. Gli unici tentativi sono del russo Vasiliev, ma Alistar Brownlee fa subito capire che è lui che comanda e in un paio di occasione addirittura si mette a scattare. Impressionante come questi ragazzi nonostante sappiano di avere un margine a piedi notevole su tutti, non si preoccupino minimamente di risparmiarsi in gruppo , ma dettino addirittura il ritmo in bici e ad ogni occasione provino a scappare. Dietro  Butterfield e Colucci si mettono a 50km/h fissi, riducono il loro distacco giro dopo giro e raggiungono il gruppo di Uccellari . Si arriva in T2 con 22 atleti davanti, anzi: 19 atleti e 3 extraterrestri, dietro Butterfield e Colucci hanno dimezzato il loro distacco e si sono portati dietro tutti, negli ultimi km l’alteta delle Bermuda (Butterfield) addirittura allunga di qualche secondo , facendo segnare il miglio praziale di 58′ e qualche secondo per i 43 km del percorso. Di sicuro i soliti espertoni diranno che è una media ridicola…Credo che non sia  la media ad essere ridicola, ma solo certe affermazioni…… A piedi la gara è per il 4° posto, i Brownlee e Gomez cominciano la loro ennesima battaglia sul passo dei 2’55″/km, sino al km sino al km 5 non succede nulla, poi Jonathan Brownlee secondo me si rende conto che il ritmo è troppo anche per lui e decide di tirare un po’ il fiato, Alistar non molla un metro e quando Gomez va un po’ fuori giri, prende un leggero vantaggio che poi si porterà sino all’arrivo. Jonathan dovrà fare i conti anche con uno stop and go per essere salito in bici prima della linea di salita, chiude gli ultimi 2.5 km correndo 7″ più veloce di Gomez. Guardando i tempi mi viene la pelle d’oca, con 30′ sugli ultimi 10 km non si saliva sul podio e non si faceva nemmeno uno dei migliori 4 tempi a piedi (con 30’01” si faceva il 5° tempo a piedi), con 31′ (3’06″/km)  si faceva il 16° tempo assoluto a piedi. Livello stellare! Alistar Brownlee con arrivo con bandiera, saluti al pubblico ecc ha chiuso in 29’07” gli ultimi 10km, ad una media di 2’55”-2’54” al km. Una piccola riflessione: c’è gente che si lamenta dicendo che il gap a piedi dei nostri con questi fenomeni è alto, beh vorrei solo ricordare che con i tempi che questi fanno a piedi nei 10km finali di un triathlon in Italia si vince quasi il titolo assoluto sui 10km ! Ho volutamente parlato poco dei nostri, in un prossimo articolo vorrei analizzare esclusivamente le loro prestazioni con alcuni dati della loro gara . Chiudo riportando una frase di  Chris Kittler che riassume secondo me quello che è il triathlon a livello mondiale in questo momento: ” La maggior parte dei triathleti viene dal nuoto e dalla corsa, i fratelli Brownlee vengono da un altro pianeta”

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