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SPECIALE ELEZIONI:Oscar Petroboni parla della sua candidatura

Pubblichiamo una lettera a firma di Oscar Petroboni, candidato come consigliere in quota dirigenti , che spiega le motivazioni della sua candidatura e le sue idee:

Lettera aperta

……

Come sapete sono forse l’unico candidato, sia ora sia nel passato, senza alcun interesse diretto o indiretto nel triathlon italiano. Non organizzo eventi, non dirigo società e faccio il ferroviere che non è in conflitto d’interessi con il triathlon.
Però da ormai oltre venti anni questo sport mi ha talmente preso che non sono mai stato capace di rimanere fuori dalla sua gestione. In vari anni ho collaborato nelle forme più diverse, come rappresentante atleti, lavorando nel comitato regionale lombardo, nella commissione gare, come giudice, come delegato tecnico e come rompiscatole sempre e comunque, di nome quando scrivevo su multisport e di fatto nella vita.
Avevo un sogno nel cassetto che era quello di formare una mia cordata alla presidenza con idee ben precise ed un gruppo diverso dai soliti uomini politici.
Purtroppo l’ultimo anno il mio fisico ha ceduto sotto il peso dell’età ma soprattutto il mio lavoro è cambiato molto e l’incertezza per il futuro mi ha fatto desistere.
Ho quindi deciso di candidarmi come consigliere indipendente perché non passa giorno che non dica a me stesso che almeno una volta un tentativo per migliorare questo sport, almeno dal mio punto di vista, lo devo fare.
Non appoggio alcun schieramento in quanto la mia idea di cambiamento è troppo diversa da entrambi, sia nei contenuti sia nei metodi per raggiungerli.
Inoltre ho molte conoscenze in entrambi i gruppi, dove stimo e apprezzo certe persone e mal digerisco tante altre.
Scioglierò la mia riserva sulla candidatura solo poco prima delle elezioni non per il dubbio se possa o meno dedicare del tempo, quello so che potrei farlo, ma sto cercando di capire se io veramente posso fare qualcosa per il triathlon italiano e se il triathlon italiano è pronto per avere una persona come me in consiglio.
Il mio programma nel caso fossi eletto è abbastanza semplice. Si articola in undici punti presto elencati.

1 Svincolarsi economicamente dal CONI andando da chi ha trasformato il rugby in sport così popolare e vendere la mia anima a lui perché faccia la stessa cosa. Contemporaneamente fare un accordo con radio DJ perché diventi la nostra radio partner che ci accompagni in giro per tutte le spiagge d’Italia da maggio a settembre con una serie di eventi promozionali tipo fast triathlon ancora più estremo in modo da farci conoscere. Tutto il resto non lo toccherei assolutamente, anche perché in venti anni le cose non sono cambiate poi molto e non cambieranno se non arriveremo ad avere i soldi, perché di belle parole ne ho sentite tante ma alla fine sono i soldi che fanno la differenza e ce ne vogliono molti.

2 Svincolarsi economicamente dal CONI andando……………..

3 Svincolarsi economicamente dal CONI andando……………..

4 Svincolarsi economicamente dal CONI andando……………..

5 Svincolarsi economicamente dal CONI andando……………..

6 Svincolarsi economicamente dal CONI andando……………..

7 Svincolarsi economicamente dal CONI andando……………..

8 Svincolarsi economicamente dal CONI andando……………..

9 Svincolarsi economicamente dal CONI andando……………..

10 Svincolarsi economicamente dal CONI andando……………..

11 Una volta raggiunto i primi dieci punti allora si può cominciare a cambiare le cose ovvero riforma dei giudici, totale revisione del regolamento tecnico, assoluta trasparenza di ogni decisione presa in seno al CF e ad ogni commissione, voto elettronico con abolizione delle deleghe, abolizione della frase “non ci possiamo fare niente”, e della frase “dobbiamo valutare, ponderare, dormire, e poi non fare”, obbligo assoluto per ogni persona che è nel nostro mondo di comportarsi in base al suo ruolo e non di inventarsi poteri inesistenti ecc.
Mi piacerebbe, se eletto, occuparmi dei giudici e del regolamento tecnico anche perché sono i due campi in cui penso di avere abbastanza esperienza per fare meno errori.
Sicuramente se qualcuno dovesse votarmi sa che è meglio non abbia interessi particolari da difendere o giochini strani da fare perché non ci sarebbe più parola, dialogo, proposta ecc che non sia pubblica perché se dobbiamo nascondere qualcosa nel triathlon allora è meglio fare altro.
Chi fosse interessato a conoscere i dettagli delle mie proposte sa che può contattarmi o rileggerle su FCZ dove per anni se ne discute.
Molte di queste sono ancora nel cassetto di Sbernadori dal 1994 ma sinceramente non mi interessa rivendicare la paternità di questa o quella proposta, mi interessa che si faccia qualcosa e che si faccia in modo veloce, deciso, magari sbagliando ma non per immobilismo.
Spero di prendere la decisione giusta, anche perché in tutti questi anni sono sempre stato a disposizione del triathlon italiano chiunque fosse eletto il che vuol dire che se mi candido e vengo eletto lavorerò al massimo delle mie possibilità ma lo farò anche da non eletto ed anche se rinuncerò a candidarmi perché alla fine il triathlon è la mia vita da oltre venti anni e ho un debito con questo sport che non so se riuscirò mai a saldare.
Mi piacerebbe sapere che il vincitore delle elezioni chiami a collaborare i non eletti e che questi si mettano a disposizione ma so già come andrà a finire.
Noi possiamo diventare un club esclusivo come da anni continuo a dire, ma non con la mentalità ed i modi che fino ad ora sono stati usati per gestire il nostro sport.
Ovviamente non entro nel merito di giudicare quello che è stato fatto o dei programmi dei due candidati, spetta agli elettori questo compito, preferisco sempre parlare di quello che voglio fare e non criticare quello che fanno gli altri, dico solo che per me non sono le idee o i programmi o le scelte che mancano, mancano le persone che abbiano il coraggio di dire o fare certe cose. Sapete come sono, valutate se sia il caso di seguire la massa o votare per qualcosa di veramente diverso.

Oscar Petroboni

Ecco il commento di Marco Novelli

Conosco Oscar da anni, ho avuto la fortuna di lavorare con lui in qualche gara e non conosco persona più competente e obiettiva di lui. Spesso è stato bollato come “talebano” per via delle sue idee estremiste, io condivido in tutto e per tutto quello che dice e le sue idee, non a caso la cordata di cui parla era un’idea che appoggiavo con lui. Il triathlon italiano ha sicuramente bisogno di Oscar per vari motivi, con lui in consiglio ci sarà massima trasparenza e ci sarà una persona competente, senza interessi e con voglia di fare. Personalmente voterò Oscar e spero che sia tra gli eletti alla prossime elezioni

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SPECIALE ELEZIONI:Oscar Petroboni parla della sua candidatura

30th ottobre, 2012

Pubblichiamo una lettera a firma di Oscar Petroboni, candidato come consigliere in quota dirigenti , che spiega le motivazioni della sua candidatura e le sue idee:

Lettera aperta

……

Come sapete sono forse l’unico candidato, sia ora sia nel passato, senza alcun interesse diretto o indiretto nel triathlon italiano. Non organizzo eventi, non dirigo società e faccio il ferroviere che non è in conflitto d’interessi con il triathlon.
Però da ormai oltre venti anni questo sport mi ha talmente preso che non sono mai stato capace di rimanere fuori dalla sua gestione. In vari anni ho collaborato nelle forme più diverse, come rappresentante atleti, lavorando nel comitato regionale lombardo, nella commissione gare, come giudice, come delegato tecnico e come rompiscatole sempre e comunque, di nome quando scrivevo su multisport e di fatto nella vita.
Avevo un sogno nel cassetto che era quello di formare una mia cordata alla presidenza con idee ben precise ed un gruppo diverso dai soliti uomini politici.
Purtroppo l’ultimo anno il mio fisico ha ceduto sotto il peso dell’età ma soprattutto il mio lavoro è cambiato molto e l’incertezza per il futuro mi ha fatto desistere.
Ho quindi deciso di candidarmi come consigliere indipendente perché non passa giorno che non dica a me stesso che almeno una volta un tentativo per migliorare questo sport, almeno dal mio punto di vista, lo devo fare.
Non appoggio alcun schieramento in quanto la mia idea di cambiamento è troppo diversa da entrambi, sia nei contenuti sia nei metodi per raggiungerli.
Inoltre ho molte conoscenze in entrambi i gruppi, dove stimo e apprezzo certe persone e mal digerisco tante altre.
Scioglierò la mia riserva sulla candidatura solo poco prima delle elezioni non per il dubbio se possa o meno dedicare del tempo, quello so che potrei farlo, ma sto cercando di capire se io veramente posso fare qualcosa per il triathlon italiano e se il triathlon italiano è pronto per avere una persona come me in consiglio.
Il mio programma nel caso fossi eletto è abbastanza semplice. Si articola in undici punti presto elencati.

1 Svincolarsi economicamente dal CONI andando da chi ha trasformato il rugby in sport così popolare e vendere la mia anima a lui perché faccia la stessa cosa. Contemporaneamente fare un accordo con radio DJ perché diventi la nostra radio partner che ci accompagni in giro per tutte le spiagge d’Italia da maggio a settembre con una serie di eventi promozionali tipo fast triathlon ancora più estremo in modo da farci conoscere. Tutto il resto non lo toccherei assolutamente, anche perché in venti anni le cose non sono cambiate poi molto e non cambieranno se non arriveremo ad avere i soldi, perché di belle parole ne ho sentite tante ma alla fine sono i soldi che fanno la differenza e ce ne vogliono molti.

2 Svincolarsi economicamente dal CONI andando……………..

3 Svincolarsi economicamente dal CONI andando……………..

4 Svincolarsi economicamente dal CONI andando……………..

5 Svincolarsi economicamente dal CONI andando……………..

6 Svincolarsi economicamente dal CONI andando……………..

7 Svincolarsi economicamente dal CONI andando……………..

8 Svincolarsi economicamente dal CONI andando……………..

9 Svincolarsi economicamente dal CONI andando……………..

10 Svincolarsi economicamente dal CONI andando……………..

11 Una volta raggiunto i primi dieci punti allora si può cominciare a cambiare le cose ovvero riforma dei giudici, totale revisione del regolamento tecnico, assoluta trasparenza di ogni decisione presa in seno al CF e ad ogni commissione, voto elettronico con abolizione delle deleghe, abolizione della frase “non ci possiamo fare niente”, e della frase “dobbiamo valutare, ponderare, dormire, e poi non fare”, obbligo assoluto per ogni persona che è nel nostro mondo di comportarsi in base al suo ruolo e non di inventarsi poteri inesistenti ecc.
Mi piacerebbe, se eletto, occuparmi dei giudici e del regolamento tecnico anche perché sono i due campi in cui penso di avere abbastanza esperienza per fare meno errori.
Sicuramente se qualcuno dovesse votarmi sa che è meglio non abbia interessi particolari da difendere o giochini strani da fare perché non ci sarebbe più parola, dialogo, proposta ecc che non sia pubblica perché se dobbiamo nascondere qualcosa nel triathlon allora è meglio fare altro.
Chi fosse interessato a conoscere i dettagli delle mie proposte sa che può contattarmi o rileggerle su FCZ dove per anni se ne discute.
Molte di queste sono ancora nel cassetto di Sbernadori dal 1994 ma sinceramente non mi interessa rivendicare la paternità di questa o quella proposta, mi interessa che si faccia qualcosa e che si faccia in modo veloce, deciso, magari sbagliando ma non per immobilismo.
Spero di prendere la decisione giusta, anche perché in tutti questi anni sono sempre stato a disposizione del triathlon italiano chiunque fosse eletto il che vuol dire che se mi candido e vengo eletto lavorerò al massimo delle mie possibilità ma lo farò anche da non eletto ed anche se rinuncerò a candidarmi perché alla fine il triathlon è la mia vita da oltre venti anni e ho un debito con questo sport che non so se riuscirò mai a saldare.
Mi piacerebbe sapere che il vincitore delle elezioni chiami a collaborare i non eletti e che questi si mettano a disposizione ma so già come andrà a finire.
Noi possiamo diventare un club esclusivo come da anni continuo a dire, ma non con la mentalità ed i modi che fino ad ora sono stati usati per gestire il nostro sport.
Ovviamente non entro nel merito di giudicare quello che è stato fatto o dei programmi dei due candidati, spetta agli elettori questo compito, preferisco sempre parlare di quello che voglio fare e non criticare quello che fanno gli altri, dico solo che per me non sono le idee o i programmi o le scelte che mancano, mancano le persone che abbiano il coraggio di dire o fare certe cose. Sapete come sono, valutate se sia il caso di seguire la massa o votare per qualcosa di veramente diverso.

Oscar Petroboni

Ecco il commento di Marco Novelli

Conosco Oscar da anni, ho avuto la fortuna di lavorare con lui in qualche gara e non conosco persona più competente e obiettiva di lui. Spesso è stato bollato come “talebano” per via delle sue idee estremiste, io condivido in tutto e per tutto quello che dice e le sue idee, non a caso la cordata di cui parla era un’idea che appoggiavo con lui. Il triathlon italiano ha sicuramente bisogno di Oscar per vari motivi, con lui in consiglio ci sarà massima trasparenza e ci sarà una persona competente, senza interessi e con voglia di fare. Personalmente voterò Oscar e spero che sia tra gli eletti alla prossime elezioni

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