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SPECIALE ELEZIONI: Intervista a Luigi Bianchi

Intervista a Luigi Bianchi – Candidato alla Presidenza FITRI

Luigi, abbiamo visto la presentazione della sua  squadra e la cosa che più che è balzata all’occhio è la combinazione di persone più e meno conosciute. E’ stata una scelta o un caso?

E’ stata una scelta ponderata, la squadra è frutto di un lavoro che ha portato alla selezione delle 10 persone, alcune delle quali hanno già lavorato con me nel periodo pre-elettorale. Ci sono persone molto conosciute, che sono nel mondo nel Triathlon da tantissimi anni come ad esempio Luigi Pericoli, Alessandro Alessandri, Marco Comotto; altre persone invece sono una novità come Claudia Sfriso o Michele Ferrarin. Penso che proprio l’eterogeneità della squadra sia la ricchezza del nostro gruppo; comune denominatore,  è l’entusiasmo che anima questo gruppo che può portare tante novità al Triathlon italiano.

Quali sono le persone che secondo lei portano maggiore novità nella squadra che ha appena presentato?

Le novità sono parecchie, vorrei citarne alcune in ordine sparso:  Andrea Libanore, del Triathlon Pavia, Associazione che negli ultimi anni ha lavorato tantissimo soprattutto a livello Age Group e di organizzazione  gare, Claudia Sfriso  che rappresenterà la quota femminile atleti e in particolare gli atleti Age Group, coloro che si rivolgono a questo sport a livello amatoriale con tantissima passione. Claudia sarà molto importante anche per il nostro progetto rivolto al Triathlon al femminile dove purtroppo si verificano situazioni che devono essere migliorate in maniera sostanziale,  Roberto Contento, un uomo che sicuramente non è una novità per quanto riguarda il mondo dello sport: è un uomo di grandissima esperienza e capacità professionale che potrà dare una mano a tutto il movimento per innalzare il livello di tutta la Federazione e quindi farla crescere come i tempi lo richiedono. Una novità a cui  tengo molto e che ho fortemente voluto dentro la mia squadra è la rappresentanza  del ParaTriathlon con Michele Ferrarin,  paratleta di livello mondiale che ha partecipato alle Olimpiadi di Londra 2012. Anche lui ha accolto con grande entusiasmo il mio invito a far parte di questa squadra.

E degli altri cosa mi può dire?

La loro storia sportiva parla da sola, sono persone che sono nel Triathlon da molti anni con vari ruoli, alcuni anche a livello federale come Alessandri  e Pericoli. Tutti hanno già contribuito moltissimo al Triathlon italiano e vogliono dare ancora molto a questo sport: io non potevo non averli in squadra anche perché sono stati tra i sostenitori  e promotori di questa mia candidatura. A questo proposito voglio citare  Ezio Rossero e Marco Comotto, anche loro facenti parte del gruppo di lavoro che ha contribuito a realizzare il mio programma. Infine Matteo Annovazzi come quota atleti uomini e Eros Venezian come quota tecnici; due persone molto conosciute nel mondo del Triathlon: Matteo ha grandi capacità ed è molto amato tra gli atleti,  Eros è un tecnico di grandissima esperienza e gode la stima di tutto l’ambiente.

Sei reduce da alcune tappe del Roadshow che ti hanno portato in giro per tutta l’Italia. Che cosa riporti a casa dopo questa esperienza?

Sono stati tutti incontri molto interessanti, durante i quali ho tastato con mano la situazione del Triathlon italiano. Direi che il nostro programma, dopo questi incontri, ha confermato l’esattezza dei nostri propositi che sono quelli di dare delle risposte concrete alle problematiche rilevate.  Nel mio programma sono previste politiche mirate per i vari settori del Triathlon, tra cui quelle legate alle zone in cui questo sport è meno conosciuto. Ho incontrato gente che ama e vuole migliorare questo sport. Ribadisco che il nostro progetto è anche quello di avvicinare la Federazione alle Associazioni Sportive, affinché questo sport possa affermarsi come merita.Una delle cose che mi ha più impressionato è appunto la lamentela unanime delle Società che ritengono la politica della Federazione distante dalle loro esigenze,  siano esse di carattere giovanile, Age Group, promozionale o altro.

Ci può parlare più nello specifico di quali sono le richieste arrivate da parte delle Società affiliate alla FITRI?

Ne citerò alcune come esempio anche perché i punti da toccare sarebbero molti.Una delle prime richieste è legata agli intoppi burocratici sulle gare che dovrebbero essere promozionali; chiedono la possibilità di poter avere l’assegnazione di questo tipo  gare con meno vincoli regolamentari e quindi con una più facile organizzazione di queste gare che sicuramente avvicinerebbero nuovi atleti.Le società che operano a livello giovanile si reggono soprattutto sul volontariato e chiedono di essere supportati dalla Federazione, non tanto dal punto di vista economico, ma metodologico e organizzativo. Chiedono soprattutto che i loro sforzi, e sono tanti, siano gratificati da un’attività fondata su regolamenti e calendari seri. Chiedono che la Federazione le aiuti a presentare ai propri atleti e ai loro genitori, alla scuola, agli enti locali, il Triathlon come una sport serio, affinché possano presentarsi con la dignità che contraddistingue una società sportiva.Le società impegnate anche nel campo organizzativo chiedono  un maggiore supporto dalla Federazione, si sentono alle volte abbandonate a loro stesse e alle loro sole forze nell’organizzare gare che diventano sempre più difficili, soprattutto quando si tratta di gare chiuse al traffico.

Concludo dicendo che è necessario un cambiamento, è il momento che il Triathlon prenda uno slancio deciso e noi siamo pronti.

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@novellimarco

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SPECIALE ELEZIONI: Intervista a Luigi Bianchi

25th ottobre, 2012

Intervista a Luigi Bianchi – Candidato alla Presidenza FITRI

Luigi, abbiamo visto la presentazione della sua  squadra e la cosa che più che è balzata all’occhio è la combinazione di persone più e meno conosciute. E’ stata una scelta o un caso?

E’ stata una scelta ponderata, la squadra è frutto di un lavoro che ha portato alla selezione delle 10 persone, alcune delle quali hanno già lavorato con me nel periodo pre-elettorale. Ci sono persone molto conosciute, che sono nel mondo nel Triathlon da tantissimi anni come ad esempio Luigi Pericoli, Alessandro Alessandri, Marco Comotto; altre persone invece sono una novità come Claudia Sfriso o Michele Ferrarin. Penso che proprio l’eterogeneità della squadra sia la ricchezza del nostro gruppo; comune denominatore,  è l’entusiasmo che anima questo gruppo che può portare tante novità al Triathlon italiano.

Quali sono le persone che secondo lei portano maggiore novità nella squadra che ha appena presentato?

Le novità sono parecchie, vorrei citarne alcune in ordine sparso:  Andrea Libanore, del Triathlon Pavia, Associazione che negli ultimi anni ha lavorato tantissimo soprattutto a livello Age Group e di organizzazione  gare, Claudia Sfriso  che rappresenterà la quota femminile atleti e in particolare gli atleti Age Group, coloro che si rivolgono a questo sport a livello amatoriale con tantissima passione. Claudia sarà molto importante anche per il nostro progetto rivolto al Triathlon al femminile dove purtroppo si verificano situazioni che devono essere migliorate in maniera sostanziale,  Roberto Contento, un uomo che sicuramente non è una novità per quanto riguarda il mondo dello sport: è un uomo di grandissima esperienza e capacità professionale che potrà dare una mano a tutto il movimento per innalzare il livello di tutta la Federazione e quindi farla crescere come i tempi lo richiedono. Una novità a cui  tengo molto e che ho fortemente voluto dentro la mia squadra è la rappresentanza  del ParaTriathlon con Michele Ferrarin,  paratleta di livello mondiale che ha partecipato alle Olimpiadi di Londra 2012. Anche lui ha accolto con grande entusiasmo il mio invito a far parte di questa squadra.

E degli altri cosa mi può dire?

La loro storia sportiva parla da sola, sono persone che sono nel Triathlon da molti anni con vari ruoli, alcuni anche a livello federale come Alessandri  e Pericoli. Tutti hanno già contribuito moltissimo al Triathlon italiano e vogliono dare ancora molto a questo sport: io non potevo non averli in squadra anche perché sono stati tra i sostenitori  e promotori di questa mia candidatura. A questo proposito voglio citare  Ezio Rossero e Marco Comotto, anche loro facenti parte del gruppo di lavoro che ha contribuito a realizzare il mio programma. Infine Matteo Annovazzi come quota atleti uomini e Eros Venezian come quota tecnici; due persone molto conosciute nel mondo del Triathlon: Matteo ha grandi capacità ed è molto amato tra gli atleti,  Eros è un tecnico di grandissima esperienza e gode la stima di tutto l’ambiente.

Sei reduce da alcune tappe del Roadshow che ti hanno portato in giro per tutta l’Italia. Che cosa riporti a casa dopo questa esperienza?

Sono stati tutti incontri molto interessanti, durante i quali ho tastato con mano la situazione del Triathlon italiano. Direi che il nostro programma, dopo questi incontri, ha confermato l’esattezza dei nostri propositi che sono quelli di dare delle risposte concrete alle problematiche rilevate.  Nel mio programma sono previste politiche mirate per i vari settori del Triathlon, tra cui quelle legate alle zone in cui questo sport è meno conosciuto. Ho incontrato gente che ama e vuole migliorare questo sport. Ribadisco che il nostro progetto è anche quello di avvicinare la Federazione alle Associazioni Sportive, affinché questo sport possa affermarsi come merita.Una delle cose che mi ha più impressionato è appunto la lamentela unanime delle Società che ritengono la politica della Federazione distante dalle loro esigenze,  siano esse di carattere giovanile, Age Group, promozionale o altro.

Ci può parlare più nello specifico di quali sono le richieste arrivate da parte delle Società affiliate alla FITRI?

Ne citerò alcune come esempio anche perché i punti da toccare sarebbero molti.Una delle prime richieste è legata agli intoppi burocratici sulle gare che dovrebbero essere promozionali; chiedono la possibilità di poter avere l’assegnazione di questo tipo  gare con meno vincoli regolamentari e quindi con una più facile organizzazione di queste gare che sicuramente avvicinerebbero nuovi atleti.Le società che operano a livello giovanile si reggono soprattutto sul volontariato e chiedono di essere supportati dalla Federazione, non tanto dal punto di vista economico, ma metodologico e organizzativo. Chiedono soprattutto che i loro sforzi, e sono tanti, siano gratificati da un’attività fondata su regolamenti e calendari seri. Chiedono che la Federazione le aiuti a presentare ai propri atleti e ai loro genitori, alla scuola, agli enti locali, il Triathlon come una sport serio, affinché possano presentarsi con la dignità che contraddistingue una società sportiva.Le società impegnate anche nel campo organizzativo chiedono  un maggiore supporto dalla Federazione, si sentono alle volte abbandonate a loro stesse e alle loro sole forze nell’organizzare gare che diventano sempre più difficili, soprattutto quando si tratta di gare chiuse al traffico.

Concludo dicendo che è necessario un cambiamento, è il momento che il Triathlon prenda uno slancio deciso e noi siamo pronti.

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