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Speciale Elezioni federali 2016: mossa disperata di Bianchi

 

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Speciale elezioni

Il primo dei candidati alla prossime elezioni per la presidenza della Fitri ad “uscire allo scoperto” rendendo pubblico il proprio programma è stato Giuseppe Maurizio

Non è un segreto che la popolarità e l’apprezzamento per l’operato del presidente uscente Luigi Bianchi sia a livelli minimi e l’idea di un possibile cambio di direzione si fa ogni giorno sempre più concreta.

Lo stesso Bianchi sembra essere consapevole di tutto questo e, per cercare di correre ai ripari si è reso protagonista di una mossa che ha il sapore della disperazione.

Il presidente avrebbe chiesto il parere alla corte federale ( di fatto un “suo” organo)  riguardo l’interpretazione dell’articolo 48 dello statuto Fitri che stabilisce i criteri di candidabilità per le cariche federali , in particolare al punto D recita:

siano tesserati con la FITri. al momento della presentazione della candidatura, con un’anzianità di tesseramento di almeno due anni

Come è facile immaginare, Bianchi ha ricevuto una interpretazione a lui favorevole, secondo la quale Giuseppe Maurizio non potrebbe candidarsi in quanto , pur forte di un tesseramento più che decennale, non lo sarebbe stato continuativamente negli ultimi 2 anni.

Il punto D dell’articolo 48,  parla semplicemente di un tesseramento DI almeno due anni, e non di un tesseramento DA almeno due anni. Urge ricordare che lo stesso Bianchi , al momento della sua candidatura nel 2012 risultava tesserato solo da fine 2011!

Incassata questa interpretazione, Bianchi non ha esitato a portarla in consiglio federale per una sorta di delibera esplicativa che troncherebbe di fatto la candidatura di Giuseppe Maurizio e dimostrerebbe una sorta di avversione al confronto con altri candidati credibili , dovuta probabilmente dalla consapevolezza di avere poche chance .

Ecco il comunicato stampa dello stesso Giuseppe Maurizio in merito alla vicenda:

Buongiorno a tutti,

Vi scrivo perché ritengo che quanto sta avvenendo in queste ore riguardo alla presentazione delle candidature alla Presidenza Fitri meriti qualche riflessione. Ho usato questo canale di comunicazione per presentarmi e ritengo sia quello più diretto per aggiornarvi anche su questa vicenda, evitando passaparola distorsivi. Scopo di questa breve nota è quindi fornirvi qualche elemento conoscitivo sui presupposti di eleggibilità della mia candidatura e sui recenti accadimenti. Perché ognuno possa fare le proprie valutazioni.

Il passato: presupposti alla base della mia candidatura

Quando ho deciso di candidarmi, ero consapevole di aver avuto un “buco di tesseramento” nell’anno 2015, dovuto a un disguido telematico che all’epoca mi fece perdere la scadenza. Preciso che sono tesserato dal 1998 al 2014, e lo sono per l’anno 2016. Ho quindi verificato con professionisti qualificati del diritto sia civile che sportivo la sussistenza dei requisiti per la mia eleggibilità, e ho ricevuto pareri unanimemente e solidamente positivi che mi hanno spinto ad andare avanti.

Le motivazioni alla base dei pareri positivi sono state e sono tutt’ora molto solide. Premesso che lo statuto FITri è scritto in modo da lasciare spazio a interpretazioni (ahimè), la norma che regola le condizioni di eleggibilità è l’articolo 48.01 che al punto d) definisce come eleggibili coloro che:

“siano tesserati con la FITri. al momento della presentazione della candidatura, con un’anzianità di tesseramento di almeno due anni”

È evidente che ci sono diverse interpretazioni possibili e per sciogliere il nodo, in questi casi, si va allo spirito della norma ovvero l’obiettivo che si prefigge.

Lo spirito di questa norma risiede nel proteggere una carica importante dalla possibilità che venga ricoperta da persone esterne al movimento e incompetenti. Non è invece riscontrabile una esigenza di continuità in tempi recenti perché i) non è necessariamente un valore; ii) se fosse stata rilevante, sarebbe stata espressa nell’articolo. Nel diritto, occorre scrivere in modo chiaro e puntuale attraverso le parole un’esigenza e la lingua italiana

offre ampie possibilità di farlo. Nella norma in oggetto, lo spirito originario è presente nel richiedere un’anzianità di due anni mentre non è presente un’esigenza di continuità rispetto alla data di candidatura, anche guardando l’uso della preposizione: l’anzianità richiesta è DI due anni e non DA due anni. Il futuro candidato Giuseppe Maurizio, tessera n. 13168 (lo stesso dal 1998), al momento di presentazione della candidatura, ha un’anzianità di tesseramento di sedici anni.

Inoltre, storicamente, in circostanze simili verificatesi in varie Federazioni si è data un’interpretazione non restrittiva della norma per “accogliere” professionalità non necessariamente interne alla disciplina. Anche nel triathlon.

Quindi, considerati i miei quasi vent’anni di triathlon praticato, frequentato e vissuto, i professionisti legali e io stesso abbiamo considerato proponibile la candidatura sia in termini sostanziali che formali in quanto perfettamente coerente allo spirito della norma.

Il presente: la delibera del Consiglio Federale

Sull’argomento, il 24 Ottobre 2016, il Consiglio Federale ha espresso una delibera in seguito a un quesito posto il 14 Ottobre, preventivamente alla mia candidatura. Il quesito non riguardava la mia posizione nello specifico ma il principio generale di applicazione della norma in vista delle elezioni federali. La delibera del Consiglio (organo deputato all’interpretazione autentica delle norme federali), sentito e integralmente recepito il parere obbligatorio della Corte Federale di Appello (organo che rientra sempre in ambito FITri), recita:

“l’art. 48.01 lett. d) dello Statuto FITri rubricato “Requisiti di eleggibilità” vada inteso nel senso di richiedere in capo all’eligendo che lo stesso sia tesserato con la FITri al momento della presentazione della candidatura da almeno due anni, da intendersi quale periodo continuativo, “saldato” alla presentazione della candidatura stessa.”

Quindi, ad oggi, esiste solo una delibera di un Consiglio Federale (presieduto da un candidato alle prossime elezioni) che si esprime su un principio. Il testo del parere della Corte Federale di Appello cui la delibera fa riferimento è stato richiesto ma, ad oggi, non è stato possibile averlo.

Andando nel merito, appare evidente l’introduzione di un concetto di “saldatura” che è assente sia nello spirito che nella lettera dell’articolo. Ognuno di noi può farsi un’idea se questa interpretazione rispecchi lo spirito

della norma (che, ripeto, vuole proteggere la carica da candidature “troppo esterne”) oppure immetta un principio nuovo, assente nello spirito e nella lettera dell’articolo, riguardante un valore (la continuità) che è discutibile e assente in tutte le altre cariche. Il punto fondamentale è che se questa esigenza di continuità avesse rivestito una qualche importanza, sarebbe stata espressa. E così non è.

Di fatto, comunque, è chiaro che questa interpretazione pone un serio ostacolo formale e surreale alla eleggibilità di un futuro candidato con quasi vent’anni di presenza nel triathlon, andando paradossalmente contro lo spirito della norma. In questi casi, la frase ricorrente è: “se il regolamento dice questo, è giusto così.” Il problema è che il regolamento, per l’appunto, non dice questo.

Il futuro

Tra le regole inderogabili che seguo nello sport e nella vita c’è quella per cui il verdetto di un arbitro si accetta anche quando non si è d’accordo. Ed è ciò che ho intenzione di fare, nel momento in cui un organo preposto dovesse decidere che la mia candidatura non è ammissibile perché manca dei requisiti di eleggibilità. Vi dico quindi con chiarezza che, in tal caso, non prolungherò questa vicenda in una spirale di conflitto che trascinerebbe la governance del Triathlon in un periodo di incertezza, dando anche all’esterno l’immagine di un movimento litigioso e che non sa risolvere le proprie beghe all’interno. Non è certo per questo che ho avviato il mio progetto.

Parimenti, non ho alcuna intenzione di ritirare la mia candidatura perché la considero corretta sia nella forma che nella sostanza. Ad oggi, inoltre, un organo preposto non si è ancora pronunciato in merito e continuo a pensare che lo potrà fare nella direzione più giusta: quella di dare la chance a idee nuove di poter essere valutate dal movimento in sede elettorale.

In questa prospettiva, da innamorato del triathlon, desidero quindi condividere con voi alcune considerazioni e chiavi di lettura di ciò che sta accadendo in queste ore:

– Il risultato di questa storia potrebbe essere l’estromissione di un candidato che negli ultimi giorni ha presentato una valida alternativa all’attuale vertice e che vuole sfidarlo sul piano dei contenuti

– La salva di telefonate e contatti alle società che è partita dopo una semplice delibera consiliare (di un consiglio presieduto da un candidato alle elezioni) è volta a minare la solidità del candidato avversario e avviene in assenza dell’unico atto che conta, quello dell’organo di giustizia che non potrà che esprimersi alla scadenza del termine per la presentazione delle candidature. In questo senso, siamo di fronte a una grave mancanza di fair play

– I commenti sarcastici espressi da Consiglieri Federali sulla vicenda e apparsi sui social network in queste ore non fanno che confermare l’inadeguatezza di alcune personalità attualmente al vertice del Triathlon, e rasentano un vero e proprio disprezzo per la carica che rappresentano e che dovrebbero rispettare

– Tutto questo non fa altro che convincermi sempre di più della necessità di un cambiamento nella leadership del nostro movimento, e continuo a sperare nella possibilità di poter lottare per questo sul piano dei contenuti e delle idee, non su quello dei tecnicismi.

* * *

Ci tengo a dirvi, col cuore, che sono comunque molto contento di essere in questa avventura. L’aver messo sul tavolo temi importanti e progettualità alternativa è qualcosa che sono sicuro sta facendo e farà bene a tutti noi. E poi, questi giorni mi stanno offrendo la possibilità di incontrare uomini e donne straordinari e appassionati, che mi restituiscono tanto entusiasmo e luce per il futuro.

…Perché, che sia oggi, domani o dopodomani, la possibilità di fare una bella strada insieme c’è. La vita è lunga. E, soprattutto, è creativa.

Keep pushing,

Giuseppe

 

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Speciale Elezioni federali 2016: mossa disperata di Bianchi

26th ottobre, 2016

 

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Il primo dei candidati alla prossime elezioni per la presidenza della Fitri ad “uscire allo scoperto” rendendo pubblico il proprio programma è stato Giuseppe Maurizio

Non è un segreto che la popolarità e l’apprezzamento per l’operato del presidente uscente Luigi Bianchi sia a livelli minimi e l’idea di un possibile cambio di direzione si fa ogni giorno sempre più concreta.

Lo stesso Bianchi sembra essere consapevole di tutto questo e, per cercare di correre ai ripari si è reso protagonista di una mossa che ha il sapore della disperazione.

Il presidente avrebbe chiesto il parere alla corte federale ( di fatto un “suo” organo)  riguardo l’interpretazione dell’articolo 48 dello statuto Fitri che stabilisce i criteri di candidabilità per le cariche federali , in particolare al punto D recita:

siano tesserati con la FITri. al momento della presentazione della candidatura, con un’anzianità di tesseramento di almeno due anni

Come è facile immaginare, Bianchi ha ricevuto una interpretazione a lui favorevole, secondo la quale Giuseppe Maurizio non potrebbe candidarsi in quanto , pur forte di un tesseramento più che decennale, non lo sarebbe stato continuativamente negli ultimi 2 anni.

Il punto D dell’articolo 48,  parla semplicemente di un tesseramento DI almeno due anni, e non di un tesseramento DA almeno due anni. Urge ricordare che lo stesso Bianchi , al momento della sua candidatura nel 2012 risultava tesserato solo da fine 2011!

Incassata questa interpretazione, Bianchi non ha esitato a portarla in consiglio federale per una sorta di delibera esplicativa che troncherebbe di fatto la candidatura di Giuseppe Maurizio e dimostrerebbe una sorta di avversione al confronto con altri candidati credibili , dovuta probabilmente dalla consapevolezza di avere poche chance .

Ecco il comunicato stampa dello stesso Giuseppe Maurizio in merito alla vicenda:

Buongiorno a tutti,

Vi scrivo perché ritengo che quanto sta avvenendo in queste ore riguardo alla presentazione delle candidature alla Presidenza Fitri meriti qualche riflessione. Ho usato questo canale di comunicazione per presentarmi e ritengo sia quello più diretto per aggiornarvi anche su questa vicenda, evitando passaparola distorsivi. Scopo di questa breve nota è quindi fornirvi qualche elemento conoscitivo sui presupposti di eleggibilità della mia candidatura e sui recenti accadimenti. Perché ognuno possa fare le proprie valutazioni.

Il passato: presupposti alla base della mia candidatura

Quando ho deciso di candidarmi, ero consapevole di aver avuto un “buco di tesseramento” nell’anno 2015, dovuto a un disguido telematico che all’epoca mi fece perdere la scadenza. Preciso che sono tesserato dal 1998 al 2014, e lo sono per l’anno 2016. Ho quindi verificato con professionisti qualificati del diritto sia civile che sportivo la sussistenza dei requisiti per la mia eleggibilità, e ho ricevuto pareri unanimemente e solidamente positivi che mi hanno spinto ad andare avanti.

Le motivazioni alla base dei pareri positivi sono state e sono tutt’ora molto solide. Premesso che lo statuto FITri è scritto in modo da lasciare spazio a interpretazioni (ahimè), la norma che regola le condizioni di eleggibilità è l’articolo 48.01 che al punto d) definisce come eleggibili coloro che:

“siano tesserati con la FITri. al momento della presentazione della candidatura, con un’anzianità di tesseramento di almeno due anni”

È evidente che ci sono diverse interpretazioni possibili e per sciogliere il nodo, in questi casi, si va allo spirito della norma ovvero l’obiettivo che si prefigge.

Lo spirito di questa norma risiede nel proteggere una carica importante dalla possibilità che venga ricoperta da persone esterne al movimento e incompetenti. Non è invece riscontrabile una esigenza di continuità in tempi recenti perché i) non è necessariamente un valore; ii) se fosse stata rilevante, sarebbe stata espressa nell’articolo. Nel diritto, occorre scrivere in modo chiaro e puntuale attraverso le parole un’esigenza e la lingua italiana

offre ampie possibilità di farlo. Nella norma in oggetto, lo spirito originario è presente nel richiedere un’anzianità di due anni mentre non è presente un’esigenza di continuità rispetto alla data di candidatura, anche guardando l’uso della preposizione: l’anzianità richiesta è DI due anni e non DA due anni. Il futuro candidato Giuseppe Maurizio, tessera n. 13168 (lo stesso dal 1998), al momento di presentazione della candidatura, ha un’anzianità di tesseramento di sedici anni.

Inoltre, storicamente, in circostanze simili verificatesi in varie Federazioni si è data un’interpretazione non restrittiva della norma per “accogliere” professionalità non necessariamente interne alla disciplina. Anche nel triathlon.

Quindi, considerati i miei quasi vent’anni di triathlon praticato, frequentato e vissuto, i professionisti legali e io stesso abbiamo considerato proponibile la candidatura sia in termini sostanziali che formali in quanto perfettamente coerente allo spirito della norma.

Il presente: la delibera del Consiglio Federale

Sull’argomento, il 24 Ottobre 2016, il Consiglio Federale ha espresso una delibera in seguito a un quesito posto il 14 Ottobre, preventivamente alla mia candidatura. Il quesito non riguardava la mia posizione nello specifico ma il principio generale di applicazione della norma in vista delle elezioni federali. La delibera del Consiglio (organo deputato all’interpretazione autentica delle norme federali), sentito e integralmente recepito il parere obbligatorio della Corte Federale di Appello (organo che rientra sempre in ambito FITri), recita:

“l’art. 48.01 lett. d) dello Statuto FITri rubricato “Requisiti di eleggibilità” vada inteso nel senso di richiedere in capo all’eligendo che lo stesso sia tesserato con la FITri al momento della presentazione della candidatura da almeno due anni, da intendersi quale periodo continuativo, “saldato” alla presentazione della candidatura stessa.”

Quindi, ad oggi, esiste solo una delibera di un Consiglio Federale (presieduto da un candidato alle prossime elezioni) che si esprime su un principio. Il testo del parere della Corte Federale di Appello cui la delibera fa riferimento è stato richiesto ma, ad oggi, non è stato possibile averlo.

Andando nel merito, appare evidente l’introduzione di un concetto di “saldatura” che è assente sia nello spirito che nella lettera dell’articolo. Ognuno di noi può farsi un’idea se questa interpretazione rispecchi lo spirito

della norma (che, ripeto, vuole proteggere la carica da candidature “troppo esterne”) oppure immetta un principio nuovo, assente nello spirito e nella lettera dell’articolo, riguardante un valore (la continuità) che è discutibile e assente in tutte le altre cariche. Il punto fondamentale è che se questa esigenza di continuità avesse rivestito una qualche importanza, sarebbe stata espressa. E così non è.

Di fatto, comunque, è chiaro che questa interpretazione pone un serio ostacolo formale e surreale alla eleggibilità di un futuro candidato con quasi vent’anni di presenza nel triathlon, andando paradossalmente contro lo spirito della norma. In questi casi, la frase ricorrente è: “se il regolamento dice questo, è giusto così.” Il problema è che il regolamento, per l’appunto, non dice questo.

Il futuro

Tra le regole inderogabili che seguo nello sport e nella vita c’è quella per cui il verdetto di un arbitro si accetta anche quando non si è d’accordo. Ed è ciò che ho intenzione di fare, nel momento in cui un organo preposto dovesse decidere che la mia candidatura non è ammissibile perché manca dei requisiti di eleggibilità. Vi dico quindi con chiarezza che, in tal caso, non prolungherò questa vicenda in una spirale di conflitto che trascinerebbe la governance del Triathlon in un periodo di incertezza, dando anche all’esterno l’immagine di un movimento litigioso e che non sa risolvere le proprie beghe all’interno. Non è certo per questo che ho avviato il mio progetto.

Parimenti, non ho alcuna intenzione di ritirare la mia candidatura perché la considero corretta sia nella forma che nella sostanza. Ad oggi, inoltre, un organo preposto non si è ancora pronunciato in merito e continuo a pensare che lo potrà fare nella direzione più giusta: quella di dare la chance a idee nuove di poter essere valutate dal movimento in sede elettorale.

In questa prospettiva, da innamorato del triathlon, desidero quindi condividere con voi alcune considerazioni e chiavi di lettura di ciò che sta accadendo in queste ore:

– Il risultato di questa storia potrebbe essere l’estromissione di un candidato che negli ultimi giorni ha presentato una valida alternativa all’attuale vertice e che vuole sfidarlo sul piano dei contenuti

– La salva di telefonate e contatti alle società che è partita dopo una semplice delibera consiliare (di un consiglio presieduto da un candidato alle elezioni) è volta a minare la solidità del candidato avversario e avviene in assenza dell’unico atto che conta, quello dell’organo di giustizia che non potrà che esprimersi alla scadenza del termine per la presentazione delle candidature. In questo senso, siamo di fronte a una grave mancanza di fair play

– I commenti sarcastici espressi da Consiglieri Federali sulla vicenda e apparsi sui social network in queste ore non fanno che confermare l’inadeguatezza di alcune personalità attualmente al vertice del Triathlon, e rasentano un vero e proprio disprezzo per la carica che rappresentano e che dovrebbero rispettare

– Tutto questo non fa altro che convincermi sempre di più della necessità di un cambiamento nella leadership del nostro movimento, e continuo a sperare nella possibilità di poter lottare per questo sul piano dei contenuti e delle idee, non su quello dei tecnicismi.

* * *

Ci tengo a dirvi, col cuore, che sono comunque molto contento di essere in questa avventura. L’aver messo sul tavolo temi importanti e progettualità alternativa è qualcosa che sono sicuro sta facendo e farà bene a tutti noi. E poi, questi giorni mi stanno offrendo la possibilità di incontrare uomini e donne straordinari e appassionati, che mi restituiscono tanto entusiasmo e luce per il futuro.

…Perché, che sia oggi, domani o dopodomani, la possibilità di fare una bella strada insieme c’è. La vita è lunga. E, soprattutto, è creativa.

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