Mute Triathlon

SPECIALE ELEZIONI: Discussione programmi elettorali di Bianchi e Bertrandi parte II

Continuiamo l’analisi dei programmi elettorali dei due candidati alla carica di Presidente della Fitri alle prossime elezioni, Bianchi e Bertrandi.
Questa settimana analizziamo gli aspetti delle GARE, CALENDARIO ,ATTIVITA’ AGONISTICA, SETTORE FEMMINILE e ATTVITA’ TECNICA SPORTIVA.
Ecco l’analisi dei due programmi fatta da Marco Novelli:

Questi argomenti sono quelli che creano spesso più polemiche, dove l’ “opinione pubblica” del triathlon è spesso divisa. Bertradi inizia elencando quanto fatto in questo triennio, parlando di razionalizzazione del calendario atttraverso 3 categorie di gare. Quest’anno le gare di rank dovevano avere determinati requisiti legati a sicurezza, montepremi e altri aspetti, uno di questi era quello che la manifestazione non dovesse essere alla sua prima edizione. La gara di Sirmione , per quanto sia stata un successo, non aveva quest’ultimo requisito, altre gare si sono viste negare il rank proprio per la sua mancanza e la motivazione che fosse organizzata del responsabile della commissione gare come garanzia, non la ritengo giusta. In generale non ritengo giusto questo criterio di “selezione” , ci sono gare che alla prima edizione sarebbero già meritevoli di rank o di grandi eventi, allo stesso modo ci sono gare che da anni non sono all’altezza , ma con chip, montepremi e altre edizioni alle spalle possono avere rank .  Bertrandi parla di alto numero di tesseramenti  giornalieri, dato condivisibile, ma quello che mi chiedo e che bisognerebbe veramente valutare, quanti di questi diventano poi praticanti fissi del triathlon? Si parla di ospitare eventi europei e internazionali, cosa sicuramente ben riuscita con Cremona (grazie all’ottima organizzazione di Ghezzi e del triathlon Cremona Stradivari), Mondello, Carcoforo (grazie a Marco Zaffaroni e al suo gruppo di lavoro che da anni regalano ottime manifestazioni), Lecco, Orosei, ma secondo me , il successo di queste gare dipende quasi esclusivamente  (se non totalmente ) dagli organizzatori. Come pensare poi che si possano proporre eventi internazionali spinti dalla federazione , quando i Campionati italiani sono un campionario di errori organizzativi? Come si può pensare di poter proporre eventi internazionali quando si “rottama” una gara come Rimini e si proponga Tirrenia al suo posto? La proposta del gruppo Bertrandi è di creare  un numero limitato di gare (un circuito) che dovranno svolgersi in città coinvolgendo tutte le categorie e con copertura televisiva. Ma non doveva essere lo stesso intento con cui era stato proposto il triathlon fest? A Tirrenia qualcuno ha visto gare per tutte le categorie (solo il paratriathlon relegato a gara di chiusura quando tutti avevano “sbaraccato”)?  In più riprese è stato chiesto di creare un circuito tipo Grand Prix che coniugasse alto livello, spettacolarità e gare  di contorno , ma la risposta è stata “la Federazione non è il bancomat degli Elite”. Anche qui, come su altre proposte, sembrerebbe che le idee varranno dopo le elezioni, in quanto quello fatto sino ad ora dal gruppo Bertrandi sembrerebbe l’opposto di quello proposto!
Si parla di progetto talento, a mio parere una formula troppo limitante, gli atelti vengono vaultati in base a tests di nuoto e corsa, le gare sembrano essere solo di contorno e spesso le manifestazioni giovanili (Coppa Italia ecc) sono poco frequentate dai bigs per via di impegni internazionali , raduni, tests ecc. A mio parere si parla molto di rispettare la crescita biologica dei ragazzi ecc, ma poi si arriva ad un finale di stagione (Tirrenia) dove i giovani (Youth B) sono tutti “cotti”. Anche su alcune cose della SAS sono molto scettico, è stato portato in un raduno in Spagna e tenuto un anno all’interno della SAS un giovane solo perchè buon nuotatore, con tempi nella corsa in gara da medio age Group, lasciando fuori atleti che sul campo dimostravano regolarmente di essere 2-3 spanne superiori. A mio parere deve essere il campo a dare l’effettivo valore degli atleti.  Concordo sull’idea di sviluppare le cosidette “discipline minori”, secondo me il duathlon e il winter  triathlon vanno incentivate, sono settori che ci regalano fior di medaglie.
Da parte sua Bianchi presenta un programma mirato non solo agli Elite di “1° fascia”, ma a Junior e U23  che sono quelle categorie a “rischio” di abbandono. Quest’anno non c’è stato addirittura il Campionato Italiano U23 (nonostante più volte richiesto dai tecnici) , molti giovani non riuscendo ad entrare nel “giro” delle selezioni azzurre, si trovano di fronte al problema se continuare o no, credo che sia un’ottima iniziativa pensare a queste fasce. A tal fine , Bianchi propone di istituire altri centri federali, io personalmente ho visto il centro della DDS che potrebbe essere ottimo per il triathlon, ad Acqui Terme Rossero ha costruito una struttura per praticare triathlon con piscina e pista per le bici adiacente.  Altra  proposta di Bianchi che mi sento di appoggiare è quella di allineare i regolamenti giovanili e di alta qualificazione a quelli internazionali. E’ assurdo che in Italia  si corra con il 53×16 pr gli Youth B e poi all’estero rapporti liberi. Idem quando i giovani si trovano con il 53×16 in gruppi di elite a 50 km /H. Altra iniziativa che sicuramente avrà molti riscontri positivi è quella dell’adeguamento delle quote di iscrizione al servizio offerto, troppo spesso gare con alte quote di iscrizione hanno dato zero servizi.
Concordo in pieno sulla creazione di circuiti di distanze brevi, a mio parere utile non solo per creare atleti “specializzati” per le staffetta, ma soprattutto sono formule altamente promozionali e molto spettacolari . Bianchi parla anche del settore femminile, un settore delicato, sicuramente non facile trovare una soluzione all’abbandono in certe fasce di età. Si parla anche di Delegati Tecnici con una proposta che era già stata in parte presentata da Bertrandi ma mai partita del tutto.

Ecco nel dettaglio i due programmi a confronto:

  RENATO BERTRANDI LUIGI BIANCHI

GARE, CALENDARIO   ATTIVITA’ AGONISTICA E SETTORE FEMMINILE

 

Il nostro   calendario gare comprende circa 370 gare l’anno con una partecipazione   complessiva di circa 45.000 presenze. Le 370 gare sono comprensive di tutte   le tipologie, dall’ Aquathlon (75), Duathlon (110), Triathlon(175),   Winter(10).

Abbiamo   iniziato in questo mandato a razionalizzare in modo chiaro la tipologia delle   gare di triathlon dividendole in 3 categorie che, fatto salvo gli aspetti   legati alla sicurezza ed alla regolarità dell’evento, hanno dei requisiti   differenti da rispettare.

I   Campionati Italiani, le gare Internazionali, le Nazionali di Rank, hanno gia’   in questa stagione degli standard organizzativi da rispettare differenti   rispetto alle gare Regionali e a quelle Promozionali, che devono avere come   obiettivo principale l’avvicinare nuovi sportivi al nostro sport.

Se   guardiamo i dati delle migliori nazioni europee,  vediamo che un grosso   impulso all’aumento dei tesserati è dato dai tesseramenti giornalieri che   trova sfogo nel gran numero di gare di tipo promozionale.  Dobbiamo   continuare ad andare in questa direzione ed un passaggio importante sarà la   proposta di modifica al nostro statuto che verrà presentata all’Assemblea   l’11.11 che ci consentirà i tesseramenti di giornata e che vi invito ad   approvare .

Proseguiremo   con determinazione questa strada convinti che contribuirà alla crescita del   nostro movimento.

In Italia   siamo ancora un passo indietro nell’ospitare eventi internazionali rispetto   alle migliori Nazioni Europee, pur essendo per posizione geografica e storia   il posto ideale per questo tipo di eventi.  Ci stiamo proponendo e   abbiamo già ottenuto dei risultati  significativi.

Nel 2011   abbiamo ospitato a Cremona una tappa della Etu Cup con un ottimo successo di   partecipazione ed organizzativo, riproposto poi nel 2012 con successo    ed ora Cremona è diventato un appuntamento fisso nelle gare del circuito   europeo a cui, nella prossima stagione abbineremo una gara aperta agli Age   Group.

Nel 2011 a   Mondello, abbiamo iniziato con una gara Internazionale ad inviti che ha   riscosso un buon successo  e quest’anno 2012, a conferma, è tappa    dell’Etu Cup. L’obiettivo è quello di consolidare anche questa importante   tappa per il futuro.

Nel Winter   Triathlon, nel 2011 abbiamo ospitato 2 gare di Etu Cup e nel 2012 a   Carcoforo  si sono svolti con successo i Campionati Europei .

Nel 2013   abbiamo richiesto i Campionati Mondiali di Winter Tri e l’assegnazione   ufficiale deve giungere a breve.

Va anche   segnalata in Italia, la presenza di una tappa del PowerMan, un evento che   siamo convinti avrà un buon sviluppo, sulla scia del successo che sta ottenendo   in Europa.

Non è   facile ottenere e mantenere eventi di questo livello ed il mio ringraziamento   va agli Organizzatori, che credono ed investono nell’organizzazione di questi   eventi.

Abbiamo   acquisito grande credibilità in Europa ed oggi possiamo, con ottime   possibilità, aiutare i nostri migliori organizzatori ad inserirsi nei   migliori circuiti Europei.

A conferma   di cio’, recentemente l’Etu ha assegnato alla Island Group, esperta nella   organizzazione di gare di Cross Triathlon, il circuito Europeo ufficiale di   Cross Tri. 

Obiettivo   della Federazione sarà quello di creare un circuito con un numero limitato di   gare, massimo 5, che dovranno svolgersi preferibilmente nelle città,   coinvolgendo tutte le categorie, garantendo una copertura televisiva e dando   una forte spinta mediatica.

 

ATTIVITA TECNICA SPORTIVA

 

COSA E’   STATO FATTO.E’ stato un quadriennio ricco di   soddisfazioni, sia per risultati agonistici sia per la crescita dell’intero   settore tecnico. Con il coordinamento della Direzione Sportiva, si sono   indirizzati verso i nostri obiettivi primari le risorse umane e quelle   economiche nel rispetto del lavoro di tutti. Abbiamo continuato ad investire   nella formazione dei nostri tecnici federali e di società ed abbiamo   consolidato la nostra presenza presso il nostro centro federale E. DiToro   dove , al pari di altre Federazioni, abbiamo sviluppato i ns progetti tecnici   attraverso l’utile lavoro della Sas . Il ns Centro Studi e Ricerche ha   strettamente collaborato a progetti Coni in stretta sinergia con le Squadre   Nazionali. Stiamo consolidando la nostra cultura sportiva grazie all’attività   di base dei Tecnici di società ed in particolare a quelli che operano nel   settore giovanile. Il Progetto Talento ha accompagnato i nostri migliori   giovani ed i loro tecnici su un percorso di formazione e sviluppo che li   conduce verso “l’alta performance“. Il lavoro professionale dei nostri CT e   staff tecnici, insieme alle indubbie capacità dei nostri atleti e dei loro   tecnici personali, l’ambiente collaborativo e costruttivo dimostrato, sono   alla base dei successi sportivi di questo quadriennio e dei risultati   ottenuti a Londra: stiamo ricuperando terreno sulle migliori Federazioni   mondiali grazie a questo patrimonio tecnico, sportivo, umano di primo   livello.
I nostri migliori atleti sono giovani ed è un bellissimo segnale per il   nostro futuro.
OBIETTIVI 2013-2016.Siamo gia’ al   lavoro per i prossimi giochi Olimpici di Rio   dove il Triathlon ed il Paratriathlon avranno programmi tecnici dedicati.
Dovremo tutti tenere presente il momento economico difficile ma, grazie anche   al buon esito di Londra e dei risultati agonistici ottenuti, lotteremo per continuare   ad ottenere dal Coni il supporto economico adeguato e la collaborazione delle   strutture Coni di alto livello.
In questo quadriennio la Direzione Sportiva ha consentito alle squadre   nazionali ed ai loro CT di avere il supporto e l’autonomia necessari per   raggiungere gli obiettivi prefissati.

Nel prossimo quadriennio l’evoluzione sarà la creazione   del Direttore Tecnico Nazionale e del Direttore   Tecnico per l’attività giovanile che, lavorando in sinergia   dovranno programmare e gestire le attività del settore tecnico , dalla base   giovanile alla performance olimpica.

Il DT Giovanile sara’ impegnato dalla gestione delle squadre Nazionali Junior e Youth ,al Progetto talento,Scuola   alta specializzazione giovani,strutturata territorialmente   per macro aree ,al Programma attività giovanile   inteso come calendario gare e contribuzioni alle società ,promozione di base ,scuola ed   aggiornamento dei tecnici di settore.

Il DT Nazionale   oltre ad avere la responsabilità delle   squadre Elite e U23, svilupperà i programmi della Scuola di alta specializzazione che   deve rimanere la nostra avanguardia metodologica.

Verrà dato un nuovo impulso alle multidiscipline non olimpiche come il triathlon lungo, il duathlon, il cross   triathlon grazie alla figura di un coordinatore nazionale che gestirà in modo sinergico le squadre nazionali sia nei raduni collegiali sia durante le competizioni, aprendo tali iniziative anche al   mondo age group.

Come   anello di congiunzione e raccordo verso tutti   i tecnici ed il territorio, opereranno il Centro   Studi e ricerche ed il Settore Istruzione Tecnica.

Lo spirito di gruppo   e la capacità di fare squadra saranno alla base del nostro sistema federale nel settore tecnico. Sarà cura ed impegno della Direzione Sportiva fare sì   che il lavoro delle varie aree si concretizzino in un lavoro coordinato   fornendo tutto il supporto necessario.

 

Elevare il livello tecnico   dell’attività agonistica assoluta come base per   la crescita dei migliori triathleti italiani;

 

incentivare gli Atleti ad allenarsi e a programmare la stagione e la carriera in funzione di importanti e   gratificanti traguardi agonistici nazionali;

incentivare le società civili a porre tra gli obiettivi prioritari la   partecipazione alle competizioni nazionali;

 

prevedere un percorso di aggiornamento continuativo per i tecnici che si occupano   dell’allenamento di triathleti Elite, Juniores e Under 23 che hanno   potenzialità di alto livello;

 

sostenere le società per investire su Atleti e Atlete juniores e   under 23 ed elaborare regolamenti che inducano le società sportive a   schierare i propri triathleti di queste categorie nelle manifestazioni di   massimo livello;

 

istituire altri due Centri Federali, di cui uno estivo in quota e l’altro invernale,   dove le condizioni logistiche e ambientali siano adeguate per l’allenamento.

 

Il centro già esistente di Roma conserverà il suo ruolo   didattico, di formazione, di studio e ricerca;

 

prevedere   percorsi di crescita delle capacità   d’allenamento e di progressivo inserimento nell’attività agonistica   internazionale.

 

Stilare un Calendario Gare Federale in sintonia con i   Regolamenti redatti dalla FITRI;

 

semplificare i regolamenti dell’attività Age Group e   Promozionale;

 

allineare i regolamenti Giovanili e di Alta Qualificazione a   quelli Internazionali;

 

ridefinire l’attività   agonistica dai Giovanissimi fino agli Elite;

 

istituzione di un circuito, tipo Grand Prix, riconosciuto e sostenuto dalla   Federazione, finalizzato alla crescita degli Atleti di qualificazione   medio-alta con montepremi individuale e societario;

 

istituire un Calendario Agonistico su distanze brevi   (dal Mini Triathlon al Super Sprint) al fine di creare triathleti   specializzati su tali distanze, in funzione dell’inserimento della specialità   della staffetta mista ai Giochi Olimpici del 2016;

 

dare la giusta   rilevanza ai Titoli di Campioni Italiani, ora dequalificati dal   proliferare di titoli e classifiche in esubero;

 

adeguare le quote di   iscrizione al servizio offerto dall’organizzazione   della gara;

attivarsi a favore dell’arrivo sul territorio nazionale   di circuiti di gare internazionali come   WTC, Challenge, TriStar, Eleven e singole gare ITU/ETU;

 

definizione di un Gruppo di Organizzatori TOP, dove convogliare gare di alto   livello, sia dal punto di vista qualitativo organizzativo che dei percorsi   (tecnico, spettacolarità, servizi, contorno e altre caratteristiche   fondamentali);

 

pianificare percorsi   formativi per gli organizzatori.

 

SETTORE FEMMINILE

Incentivare la pratica del Triathlon femminile, attraverso   strategie motivazionali dirette alle atlete stesse e alle società sportive;

 

intervenire con progetti di sviluppo, con   particolare attenzione alla fascia d’età dai 17 ai 23 anni, durante la quale   si verifica con maggiore frequenza il fenomeno del drop-out;

 

elaborare Programmi Federali di sviluppo della capacità d’allenamento femminile, mettendo a   disposizione i Centri Federali;

 

sostenere i progetti   territoriali di crescita del settore femminile.

 

TECNICI   DELEGATI (TD)

   Creazione della figura di Tecnico   Delegato (TD), previo corso di formazione;

 

   istituzione di un Albo Nazionale a   disposizione dell’Ufficio Gare.

 

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@novellimarco

Commenti dei lettori


  1. Forse ti sfugge che la compagna di Bianchi è un’atleta, l’atletica Bellinzago (che è dalla parte di Bianchi) ha lavorato abbastanza sulle donne e ha sofferto il problema dell’ “abbandono” citato nel programma. Tu lo hai presentato a Luglio? Allora la squadra Ironwoman che ha già iniziato a lavorare su questo aspetto fondando una squadra solo femminile dovrebbe rivendicare la paternità del progetto? Alla fine le idee le hanno tutti, non serve un mago per sfornarle, bisogna solo attuarle. Il discorso degli A.g. portato da Bertrandi lo aveva fatto Emilio e lui stesso lo ha poi tolto, adesso lo ripropone in campagna elettorale, idem molti altri aspetti. Vogliamo discuterne? Ti hanno messo a “rivedere” il regolamento? sai chi lo aveva fatto lo scorso anno? Se vuoi ti do un aiuto 😉

  2. scottim on 19 ottobre 2012 at 06:34 said:

    Rileggendo qui i programmi in raffronto noto solo ora che Bianchi inserisce una nota di attenzione sul settore femminile.
    Altro furto del matusalemme del suo consiglio da una mia proposta che avanzai alla prima riunione della commissione RT a Luglio 2012 ed a cui il matusa disse “giusta osservazione, interessante”
    ora e’ roba loro.
    bene cosi.

  3. O forse ti spieghi male visto che sembrerebbe che tutto sia riferito agli “age group internazionali”

  4. danilopalmucci on 17 ottobre 2012 at 12:16 said:

    Marco, non mi sembra che hai capito molto di quello che ho detto, ti saluto

  5. Danilo prima di pensare a quelle 10-15 persone che corrono europei e mondiali, che sono meritevoli di attenzioni, inizierei a pensare alle altre 1000-1500-2000 che corrono in Italia e che hanno a che fare spesso con prodotti scadenti a fronte di costi elevati. Prima direi che bisognerebbe pensare a loro, poi pensiamo a mondiali e europei.

  6. danilopalmucci on 17 ottobre 2012 at 07:38 said:

    bisogna vedere le cose in prospettiva, avere una visione di dove vogliamo andare , io ce l’ ho.
    Nel ‘mio’ triathlon un elite AG è automaticamente qualificato per europei e mondiali AG, gli altri dovranno partecipare con un certo profitto nelle gare di un Circuito no-draft che verrà disegnato proprio per sviluppare il settore, che è di solito orientato solo all’ Ironman , quindi con una fuga di soldi e talento verso lidi non di interesso diretto della federazione, che vede la partecipazione a gare Europee e mondiali ridotte al lumicino.
    Si tratta di lavorare con un progetto di ampio respiro e non solo applicando il regolamento che abbiamo alla nostra piccola e soffocata realtà.
    detto questo ti saluto e ti lascio lavorare,
    ciao

  7. Danilo ho detto esperienza di campi gara italiani negli ultimi anno per il discorso della regola che ti ho detto. Io non discuto che i soldi siano li, ma sai meglio di me che lo straniero non viene in Italia (come l’Italiano non va all’estero) se non c’è una gara come IM con pallino. L’esempio è l’Elbaman, per quanto sia una bella gara e ben organizzata non fa gli iscritti italiani di un Roth o Klagenfurt, perchè non ha il pallino. Guarda Pescara quest’anno: prodotto scadente ma un sacco di persone, scandalo del furto delle bici e altre errori assurdi , eppure c’è gente che ancora si chiede si farà o non si farà! La categoria Elite/A.g. non esiste nelle federazioni “ITU”, già si fa fatica a fare due categorie in Italia, se ci aggiungiamo una terza allora siamo a posto. A mondiali e europei age group ti è mai capitato di correre come elite A.G.? A me non risulta.

  8. danilopalmucci on 16 ottobre 2012 at 21:03 said:

    Marco, non sono quelli forti, pochi, che portano soldi, sono le migliaia di veri AG che gareggiano tra WTC, Challenge, Tri-Star, 5150 , US Open, Chicago, Alcatraz, Washington, New York, London, Hamburg etc etc tutte gare no-draft, che vogliono gareggiare con le stesse possibilità di riuscita dei loro avversari diretti di categoria. A me sembra intelligente la cat Elite AG che funziona, forse non lo sai , con un tempo minimo da esibire all’ iscrizione con un link sul web di qualche risultato, che racchiude under 23 e ex pro.
    Non guardare solo la qualità, ma i numeri, i soldi sono li’, devi dare un prodotto collaudato in tutto il mondo, non quello che è venuto fuori dalla nostra sterile politica.
    Quando dici che non frequento i campi di gara, cerca di essere serio, trono oggi da Hawaii dal CAMPO DI GARA per eccellenza ASSOLUTO, dove tutti dovrebbero andare con umiltà ad imparare, come ho fatto io per tanti anni, quando solo a nominare la gara mi umiliavano dicendomi … ” ma non hai fatto o vinto il triathlon di vattel’ appesca”. Adessso chi ci prova sa di che cosa si tratta ed io all’ epoca facevo Hawaii, Nizza Lungo, Mondiali di Olimpico e di Duathlon tutti a livello dei top 15 mondiali e vincevo gare nazionali e europee su qualsiasi distanza.
    Tutta questa esperienza e la mia umiltà bastano e avanzano per governare alcune competenze del triathlon italiano, tu, se vuoi , concentrati su altre, per le quali sei meglio preparato.
    ciao

  9. Danilo, scusa se te lo dico ma ti manca un po’ di frequenza dei campi gara in Italia. uno straniero non parte in ultima batteria, ma in prima con gli “elite”, di solito solo i tesserati per club italiani hanno il problema del rank, ma hanno sempre una wild card per partire in prima batteria. A Bardolino per esempio gli stranieri partono in prima batteria. Non c’è quindi da discutere molto Danilo, il regolamento non è come dici tu. Lo scorso anno c’era la divisione elite/age group ed era perfetto, decidevi ad inizio stagione in che categoria correre e gli elite partivano tutti insieme, con rank o senza rank, quest’anno hanno tolto la suddivisione e ci sono stati problemi. Per caso hai qualche esempio di straniero forte che non ha corso in prima batteria?

  10. danilopalmucci on 16 ottobre 2012 at 19:08 said:

    Caro Marco,
    il primo step per quelle gare, e’ che cambi il regolamento, no-draft. partenze a batterie, categoria elite AG etc, nessun AG internazionale verrebbe a gareggiare in Italia in una gara draft partendo, senza rank, in ultima batteria. Non è possibile che un atleta ‘cintura nera 10° dan’ in 1 anno di inattivita’ diventa cintura bianca. Comunque , se sarò eletto, discutero’ di queste cose in Consiglio, con te qui so che andrei avanti all’ infinito perchè tu hai la tua ottica e io la mia. Saranno gli elettori a scegliere,
    ciao

  11. Grazie dell’intervento Danilo. In linea di massima sono d’accordo con te sulla necessita di un certo tipo di eventi, ma credo ceh vada fatta una premessa doverosa: come si può pensare a certi evanti se non siamo in grado di dare ai nostri tesserati prodotti di buon livello (e non parlo di ottimo livello!)? Credo ceh il tutto vada fatto per steps, come dico sempre , prima di correre bisogna saper camminare. E’ vero che Cremona e altre gare son fiori all’occhiello anche a livello internazionale, ma come ho rimarcato, la Federazione c’entra poco o niente in queste organizzazioni, è tutta farina del sacco degli stessi. Parli di gare all’estero che sono in mano a circuiti privati per la maggior parte, loro hanno soldi e non hanno una “missione” come quello di una Federazione, credo poi che una Federazione affiliata a Itu e Etu non possa mettersi ad organizzare un 70.3, non a caso le gare “pallinate” o “challenge” o “tristar” non rientrano nei vari calendari federali. Anche in Francia da quest’anno farenno delle modifiche, l'”invasione ” degli stranieri al Grand Prix non è passata inosservata, dal 2013 ogni squadra dovrà avere almeno 2 francesi in squadra. Il segreto per attiarare Elite è sempre lo stesso, metti montepremi elevati e viene chiunque, puoi fare la gara anche nel cortile di casa tua è vengono tutti! A mio parere ci vuole una gradualità riguardo agli obiettivi, prima diamo un calendario ben strutturato e gare di qualità ai nostri tesserati, poi si può pensare di “allargare” gli orizzonti. I soldi della Federazione sono pochi, ci sono altre priorità come i giovani, la formazione dei giudici, lo sviluppo delle areee “scoperte” , insomma, ce n’è da fare.

  12. danilopalmucci on 16 ottobre 2012 at 16:06 said:

    Caro Marco,
    leggo i tuoi commenti ai due programmi elettorali e li trovo molto interessanti, ma manca un approfondimento sostanziale alle tematiche di sviluppo della nostra federazione, legate a fattori globali e non solo nazionali. Purtroppo entrambi i candidati hanno una visione di sviluppo basata essenzialmente sulla creazione di costose strutture federali di supporto all’ attività promozionale ( giovanile, femminile, tecnica, elite, organizzativa etc) e sperano ancora nei vari contributi CONI etc. Riflettevo su questo punto l’ altra sera quando a Kona ho avuto modo di vedere in TV il dibattito tra i 2 vicepresidenti che si scannavano su come fosse possibile uscire dalla crisi aumentando o diminuendo le tasse o mantenendo o togliendo l’ assistenza sanitaria nazioanle. Entrambi parlavano dei problemi economici degli USA e del modo per uscirne, come se gli Stati uniti fossero essi stessi il mondo o che il mondo non esistesse. Sono rimasto basito, che a quel livello non si parlasse di sinergie economiche mondiali, di alleanze/accordi con paesi e mercati in espansione per rilanciare il paese.
    Questo ti dico per farti capire, per far capire ai candidati, che se il Triathlon italiano vuole uscire dai suoi problemi deve integrarsi col mondo, creare degli eventi che attirino atleti europei, australiani, asiatici, sudamericani a gareggiare da noi. Questo è il vero nocciolo del problema! Sapete quanti atleti vanno in USA, Australia, Francia, Germania etc ogni anno e rimpinguare le casse di queste federazioni e di tutto il movimento creando attenzione dei media, degli sponsor e dell’ opinione pubblica?
    Ovviamente qui non si parla di eventi ETU e ITU di un manipolo di elite, qui si tratta di creare quei 4-5 eventi e poi via via di più, nella vicinanza di aeroporti internazionali etc, che attirino la massa degli AG internazionali che sono il vero motore di tutte le federazioni. Uno di questi eventi potrebbe essere un 70.3 a Roma.
    Abbiamo un regolamento tecnico adatto, pronto a soddisfare queste aspettative? Mi sembra di no.
    Ebbene questo sarà uno dei compiti che propongo di svolgere qualora fossi eletto consigliere.
    ciao

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SPECIALE ELEZIONI: Discussione programmi elettorali di Bianchi e Bertrandi parte II

15th ottobre, 2012

Continuiamo l’analisi dei programmi elettorali dei due candidati alla carica di Presidente della Fitri alle prossime elezioni, Bianchi e Bertrandi.
Questa settimana analizziamo gli aspetti delle GARE, CALENDARIO ,ATTIVITA’ AGONISTICA, SETTORE FEMMINILE e ATTVITA’ TECNICA SPORTIVA.
Ecco l’analisi dei due programmi fatta da Marco Novelli:

Questi argomenti sono quelli che creano spesso più polemiche, dove l’ “opinione pubblica” del triathlon è spesso divisa. Bertradi inizia elencando quanto fatto in questo triennio, parlando di razionalizzazione del calendario atttraverso 3 categorie di gare. Quest’anno le gare di rank dovevano avere determinati requisiti legati a sicurezza, montepremi e altri aspetti, uno di questi era quello che la manifestazione non dovesse essere alla sua prima edizione. La gara di Sirmione , per quanto sia stata un successo, non aveva quest’ultimo requisito, altre gare si sono viste negare il rank proprio per la sua mancanza e la motivazione che fosse organizzata del responsabile della commissione gare come garanzia, non la ritengo giusta. In generale non ritengo giusto questo criterio di “selezione” , ci sono gare che alla prima edizione sarebbero già meritevoli di rank o di grandi eventi, allo stesso modo ci sono gare che da anni non sono all’altezza , ma con chip, montepremi e altre edizioni alle spalle possono avere rank .  Bertrandi parla di alto numero di tesseramenti  giornalieri, dato condivisibile, ma quello che mi chiedo e che bisognerebbe veramente valutare, quanti di questi diventano poi praticanti fissi del triathlon? Si parla di ospitare eventi europei e internazionali, cosa sicuramente ben riuscita con Cremona (grazie all’ottima organizzazione di Ghezzi e del triathlon Cremona Stradivari), Mondello, Carcoforo (grazie a Marco Zaffaroni e al suo gruppo di lavoro che da anni regalano ottime manifestazioni), Lecco, Orosei, ma secondo me , il successo di queste gare dipende quasi esclusivamente  (se non totalmente ) dagli organizzatori. Come pensare poi che si possano proporre eventi internazionali spinti dalla federazione , quando i Campionati italiani sono un campionario di errori organizzativi? Come si può pensare di poter proporre eventi internazionali quando si “rottama” una gara come Rimini e si proponga Tirrenia al suo posto? La proposta del gruppo Bertrandi è di creare  un numero limitato di gare (un circuito) che dovranno svolgersi in città coinvolgendo tutte le categorie e con copertura televisiva. Ma non doveva essere lo stesso intento con cui era stato proposto il triathlon fest? A Tirrenia qualcuno ha visto gare per tutte le categorie (solo il paratriathlon relegato a gara di chiusura quando tutti avevano “sbaraccato”)?  In più riprese è stato chiesto di creare un circuito tipo Grand Prix che coniugasse alto livello, spettacolarità e gare  di contorno , ma la risposta è stata “la Federazione non è il bancomat degli Elite”. Anche qui, come su altre proposte, sembrerebbe che le idee varranno dopo le elezioni, in quanto quello fatto sino ad ora dal gruppo Bertrandi sembrerebbe l’opposto di quello proposto!
Si parla di progetto talento, a mio parere una formula troppo limitante, gli atelti vengono vaultati in base a tests di nuoto e corsa, le gare sembrano essere solo di contorno e spesso le manifestazioni giovanili (Coppa Italia ecc) sono poco frequentate dai bigs per via di impegni internazionali , raduni, tests ecc. A mio parere si parla molto di rispettare la crescita biologica dei ragazzi ecc, ma poi si arriva ad un finale di stagione (Tirrenia) dove i giovani (Youth B) sono tutti “cotti”. Anche su alcune cose della SAS sono molto scettico, è stato portato in un raduno in Spagna e tenuto un anno all’interno della SAS un giovane solo perchè buon nuotatore, con tempi nella corsa in gara da medio age Group, lasciando fuori atleti che sul campo dimostravano regolarmente di essere 2-3 spanne superiori. A mio parere deve essere il campo a dare l’effettivo valore degli atleti.  Concordo sull’idea di sviluppare le cosidette “discipline minori”, secondo me il duathlon e il winter  triathlon vanno incentivate, sono settori che ci regalano fior di medaglie.
Da parte sua Bianchi presenta un programma mirato non solo agli Elite di “1° fascia”, ma a Junior e U23  che sono quelle categorie a “rischio” di abbandono. Quest’anno non c’è stato addirittura il Campionato Italiano U23 (nonostante più volte richiesto dai tecnici) , molti giovani non riuscendo ad entrare nel “giro” delle selezioni azzurre, si trovano di fronte al problema se continuare o no, credo che sia un’ottima iniziativa pensare a queste fasce. A tal fine , Bianchi propone di istituire altri centri federali, io personalmente ho visto il centro della DDS che potrebbe essere ottimo per il triathlon, ad Acqui Terme Rossero ha costruito una struttura per praticare triathlon con piscina e pista per le bici adiacente.  Altra  proposta di Bianchi che mi sento di appoggiare è quella di allineare i regolamenti giovanili e di alta qualificazione a quelli internazionali. E’ assurdo che in Italia  si corra con il 53×16 pr gli Youth B e poi all’estero rapporti liberi. Idem quando i giovani si trovano con il 53×16 in gruppi di elite a 50 km /H. Altra iniziativa che sicuramente avrà molti riscontri positivi è quella dell’adeguamento delle quote di iscrizione al servizio offerto, troppo spesso gare con alte quote di iscrizione hanno dato zero servizi.
Concordo in pieno sulla creazione di circuiti di distanze brevi, a mio parere utile non solo per creare atleti “specializzati” per le staffetta, ma soprattutto sono formule altamente promozionali e molto spettacolari . Bianchi parla anche del settore femminile, un settore delicato, sicuramente non facile trovare una soluzione all’abbandono in certe fasce di età. Si parla anche di Delegati Tecnici con una proposta che era già stata in parte presentata da Bertrandi ma mai partita del tutto.

Ecco nel dettaglio i due programmi a confronto:

  RENATO BERTRANDI LUIGI BIANCHI

GARE, CALENDARIO   ATTIVITA’ AGONISTICA E SETTORE FEMMINILE

 

Il nostro   calendario gare comprende circa 370 gare l’anno con una partecipazione   complessiva di circa 45.000 presenze. Le 370 gare sono comprensive di tutte   le tipologie, dall’ Aquathlon (75), Duathlon (110), Triathlon(175),   Winter(10).

Abbiamo   iniziato in questo mandato a razionalizzare in modo chiaro la tipologia delle   gare di triathlon dividendole in 3 categorie che, fatto salvo gli aspetti   legati alla sicurezza ed alla regolarità dell’evento, hanno dei requisiti   differenti da rispettare.

I   Campionati Italiani, le gare Internazionali, le Nazionali di Rank, hanno gia’   in questa stagione degli standard organizzativi da rispettare differenti   rispetto alle gare Regionali e a quelle Promozionali, che devono avere come   obiettivo principale l’avvicinare nuovi sportivi al nostro sport.

Se   guardiamo i dati delle migliori nazioni europee,  vediamo che un grosso   impulso all’aumento dei tesserati è dato dai tesseramenti giornalieri che   trova sfogo nel gran numero di gare di tipo promozionale.  Dobbiamo   continuare ad andare in questa direzione ed un passaggio importante sarà la   proposta di modifica al nostro statuto che verrà presentata all’Assemblea   l’11.11 che ci consentirà i tesseramenti di giornata e che vi invito ad   approvare .

Proseguiremo   con determinazione questa strada convinti che contribuirà alla crescita del   nostro movimento.

In Italia   siamo ancora un passo indietro nell’ospitare eventi internazionali rispetto   alle migliori Nazioni Europee, pur essendo per posizione geografica e storia   il posto ideale per questo tipo di eventi.  Ci stiamo proponendo e   abbiamo già ottenuto dei risultati  significativi.

Nel 2011   abbiamo ospitato a Cremona una tappa della Etu Cup con un ottimo successo di   partecipazione ed organizzativo, riproposto poi nel 2012 con successo    ed ora Cremona è diventato un appuntamento fisso nelle gare del circuito   europeo a cui, nella prossima stagione abbineremo una gara aperta agli Age   Group.

Nel 2011 a   Mondello, abbiamo iniziato con una gara Internazionale ad inviti che ha   riscosso un buon successo  e quest’anno 2012, a conferma, è tappa    dell’Etu Cup. L’obiettivo è quello di consolidare anche questa importante   tappa per il futuro.

Nel Winter   Triathlon, nel 2011 abbiamo ospitato 2 gare di Etu Cup e nel 2012 a   Carcoforo  si sono svolti con successo i Campionati Europei .

Nel 2013   abbiamo richiesto i Campionati Mondiali di Winter Tri e l’assegnazione   ufficiale deve giungere a breve.

Va anche   segnalata in Italia, la presenza di una tappa del PowerMan, un evento che   siamo convinti avrà un buon sviluppo, sulla scia del successo che sta ottenendo   in Europa.

Non è   facile ottenere e mantenere eventi di questo livello ed il mio ringraziamento   va agli Organizzatori, che credono ed investono nell’organizzazione di questi   eventi.

Abbiamo   acquisito grande credibilità in Europa ed oggi possiamo, con ottime   possibilità, aiutare i nostri migliori organizzatori ad inserirsi nei   migliori circuiti Europei.

A conferma   di cio’, recentemente l’Etu ha assegnato alla Island Group, esperta nella   organizzazione di gare di Cross Triathlon, il circuito Europeo ufficiale di   Cross Tri. 

Obiettivo   della Federazione sarà quello di creare un circuito con un numero limitato di   gare, massimo 5, che dovranno svolgersi preferibilmente nelle città,   coinvolgendo tutte le categorie, garantendo una copertura televisiva e dando   una forte spinta mediatica.

 

ATTIVITA TECNICA SPORTIVA

 

COSA E’   STATO FATTO.E’ stato un quadriennio ricco di   soddisfazioni, sia per risultati agonistici sia per la crescita dell’intero   settore tecnico. Con il coordinamento della Direzione Sportiva, si sono   indirizzati verso i nostri obiettivi primari le risorse umane e quelle   economiche nel rispetto del lavoro di tutti. Abbiamo continuato ad investire   nella formazione dei nostri tecnici federali e di società ed abbiamo   consolidato la nostra presenza presso il nostro centro federale E. DiToro   dove , al pari di altre Federazioni, abbiamo sviluppato i ns progetti tecnici   attraverso l’utile lavoro della Sas . Il ns Centro Studi e Ricerche ha   strettamente collaborato a progetti Coni in stretta sinergia con le Squadre   Nazionali. Stiamo consolidando la nostra cultura sportiva grazie all’attività   di base dei Tecnici di società ed in particolare a quelli che operano nel   settore giovanile. Il Progetto Talento ha accompagnato i nostri migliori   giovani ed i loro tecnici su un percorso di formazione e sviluppo che li   conduce verso “l’alta performance“. Il lavoro professionale dei nostri CT e   staff tecnici, insieme alle indubbie capacità dei nostri atleti e dei loro   tecnici personali, l’ambiente collaborativo e costruttivo dimostrato, sono   alla base dei successi sportivi di questo quadriennio e dei risultati   ottenuti a Londra: stiamo ricuperando terreno sulle migliori Federazioni   mondiali grazie a questo patrimonio tecnico, sportivo, umano di primo   livello.
I nostri migliori atleti sono giovani ed è un bellissimo segnale per il   nostro futuro.
OBIETTIVI 2013-2016.Siamo gia’ al   lavoro per i prossimi giochi Olimpici di Rio   dove il Triathlon ed il Paratriathlon avranno programmi tecnici dedicati.
Dovremo tutti tenere presente il momento economico difficile ma, grazie anche   al buon esito di Londra e dei risultati agonistici ottenuti, lotteremo per continuare   ad ottenere dal Coni il supporto economico adeguato e la collaborazione delle   strutture Coni di alto livello.
In questo quadriennio la Direzione Sportiva ha consentito alle squadre   nazionali ed ai loro CT di avere il supporto e l’autonomia necessari per   raggiungere gli obiettivi prefissati.

Nel prossimo quadriennio l’evoluzione sarà la creazione   del Direttore Tecnico Nazionale e del Direttore   Tecnico per l’attività giovanile che, lavorando in sinergia   dovranno programmare e gestire le attività del settore tecnico , dalla base   giovanile alla performance olimpica.

Il DT Giovanile sara’ impegnato dalla gestione delle squadre Nazionali Junior e Youth ,al Progetto talento,Scuola   alta specializzazione giovani,strutturata territorialmente   per macro aree ,al Programma attività giovanile   inteso come calendario gare e contribuzioni alle società ,promozione di base ,scuola ed   aggiornamento dei tecnici di settore.

Il DT Nazionale   oltre ad avere la responsabilità delle   squadre Elite e U23, svilupperà i programmi della Scuola di alta specializzazione che   deve rimanere la nostra avanguardia metodologica.

Verrà dato un nuovo impulso alle multidiscipline non olimpiche come il triathlon lungo, il duathlon, il cross   triathlon grazie alla figura di un coordinatore nazionale che gestirà in modo sinergico le squadre nazionali sia nei raduni collegiali sia durante le competizioni, aprendo tali iniziative anche al   mondo age group.

Come   anello di congiunzione e raccordo verso tutti   i tecnici ed il territorio, opereranno il Centro   Studi e ricerche ed il Settore Istruzione Tecnica.

Lo spirito di gruppo   e la capacità di fare squadra saranno alla base del nostro sistema federale nel settore tecnico. Sarà cura ed impegno della Direzione Sportiva fare sì   che il lavoro delle varie aree si concretizzino in un lavoro coordinato   fornendo tutto il supporto necessario.

 

Elevare il livello tecnico   dell’attività agonistica assoluta come base per   la crescita dei migliori triathleti italiani;

 

incentivare gli Atleti ad allenarsi e a programmare la stagione e la carriera in funzione di importanti e   gratificanti traguardi agonistici nazionali;

incentivare le società civili a porre tra gli obiettivi prioritari la   partecipazione alle competizioni nazionali;

 

prevedere un percorso di aggiornamento continuativo per i tecnici che si occupano   dell’allenamento di triathleti Elite, Juniores e Under 23 che hanno   potenzialità di alto livello;

 

sostenere le società per investire su Atleti e Atlete juniores e   under 23 ed elaborare regolamenti che inducano le società sportive a   schierare i propri triathleti di queste categorie nelle manifestazioni di   massimo livello;

 

istituire altri due Centri Federali, di cui uno estivo in quota e l’altro invernale,   dove le condizioni logistiche e ambientali siano adeguate per l’allenamento.

 

Il centro già esistente di Roma conserverà il suo ruolo   didattico, di formazione, di studio e ricerca;

 

prevedere   percorsi di crescita delle capacità   d’allenamento e di progressivo inserimento nell’attività agonistica   internazionale.

 

Stilare un Calendario Gare Federale in sintonia con i   Regolamenti redatti dalla FITRI;

 

semplificare i regolamenti dell’attività Age Group e   Promozionale;

 

allineare i regolamenti Giovanili e di Alta Qualificazione a   quelli Internazionali;

 

ridefinire l’attività   agonistica dai Giovanissimi fino agli Elite;

 

istituzione di un circuito, tipo Grand Prix, riconosciuto e sostenuto dalla   Federazione, finalizzato alla crescita degli Atleti di qualificazione   medio-alta con montepremi individuale e societario;

 

istituire un Calendario Agonistico su distanze brevi   (dal Mini Triathlon al Super Sprint) al fine di creare triathleti   specializzati su tali distanze, in funzione dell’inserimento della specialità   della staffetta mista ai Giochi Olimpici del 2016;

 

dare la giusta   rilevanza ai Titoli di Campioni Italiani, ora dequalificati dal   proliferare di titoli e classifiche in esubero;

 

adeguare le quote di   iscrizione al servizio offerto dall’organizzazione   della gara;

attivarsi a favore dell’arrivo sul territorio nazionale   di circuiti di gare internazionali come   WTC, Challenge, TriStar, Eleven e singole gare ITU/ETU;

 

definizione di un Gruppo di Organizzatori TOP, dove convogliare gare di alto   livello, sia dal punto di vista qualitativo organizzativo che dei percorsi   (tecnico, spettacolarità, servizi, contorno e altre caratteristiche   fondamentali);

 

pianificare percorsi   formativi per gli organizzatori.

 

SETTORE FEMMINILE

Incentivare la pratica del Triathlon femminile, attraverso   strategie motivazionali dirette alle atlete stesse e alle società sportive;

 

intervenire con progetti di sviluppo, con   particolare attenzione alla fascia d’età dai 17 ai 23 anni, durante la quale   si verifica con maggiore frequenza il fenomeno del drop-out;

 

elaborare Programmi Federali di sviluppo della capacità d’allenamento femminile, mettendo a   disposizione i Centri Federali;

 

sostenere i progetti   territoriali di crescita del settore femminile.

 

TECNICI   DELEGATI (TD)

   Creazione della figura di Tecnico   Delegato (TD), previo corso di formazione;

 

   istituzione di un Albo Nazionale a   disposizione dell’Ufficio Gare.

 

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@novellimarco
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