Mute Triathlon

Solo promesse per gli A.G. da parte delle federazione

stupore

Come abbiamo avuto modo di evidenziare quello che nel programma elettorale di Bianchi era un settore da “rifondare”, di fatto è stato praticamente abbandonato a se stesso. Parliamo degli Age Group, vero motore numerico del triathlon.

Il primo flop ha riguardato gli stage per gli age group, dopo un primo annullato perchè andato praticamente deserto, si è tentato con un secondo, pubblicizzato sul sito Fitri , ma poi annullato nel silenzio totale. Il disinteresse degli age group per l’attività internazionale si è manifestato in occasione degli ultimi europei di duathlon dove non abbiamo avuto nessun atleta al via in una disciplina sempre gettonata dai colori azzurri e in una sede molto abbordabile (Spagna).

Molti lamentano le mancate risposte a mail da parte della federazione, una atleta sta aspettando da circa due anni che le venga consegnata la maglietta di campionessa italiana che non ha ricevuto alle premiazioni il giorno della sua conquista, in quanto chi doveva fornirle (federazione), non ne aveva per tutti . Sui vari podi sono saliti gli atleti a cui sono state consegnate maglie tricolori da restituire a fine delle premiazioni , con la promessa di ricevere poi quelle spettanti. Purtroppo per questa atleta a distanza di due anni non si è riuscito ancora a capire dove sia finita la sua maglia di campionessa italiana e nonostante le varie mail e telefonate è stata totalmente abbandonata dalla federazione. Sicuramente una maglietta non ha un costo eccessivo e avrebbero potuto spedirla.

Altra dimostrazione della poca importanza data agli Age Group e di mancanza di disponibilità nei loro confronti si può rilevare in quanto occorso a Francesco Fiori del Verona Triathlon. L’atleta scaligero è una delle colonne portanti del nostro movimento e nel suo palmares oltre a una serie infinita di titoli di categoria nelle varie discipline anche vittorie “pesanti” si a livello europeo che mondiale. Agli ulitmi mondiali di Londra 2014 per lui due ori, sia nella distanza sprint che olimpica. Impossibilitato a presenziare alla consegna delle targhe riconoscimento per i medagliati internazionali 2014, Fiori ha ricevuto la sua a casa , ma con la dicitura “CAMPIONATO EUROPEO LONDRA”. Prontamente comunicato alla federazione l’errore, dopo alcuni botta e risposta , il pluricampione mondiale di categoria si è sentito rispondere che non si poteva sostituire la targa e che doveva accontentarsi quindi di quella che aveva. Anche in questo caso la federazione avrebbe potuto investire 20-30 euro per poter da re il corretto tributo a chi ha portato il tricolore sul gradino più alto del podio in diverse occasioni.

Per concludere la lunga serie di problemi avuti dagli Age Group italiani con la federazione citiamo il caso occorso ad un atleta interessato a partecipare ai campionati europei di Ginevra che si correranno fra 3 settimane circa. Il presidente della Fitri Luigi Bianchi a fine stagione 2014 aveva promesso il body Italia omaggio per gli Age Group intenzionati a correre nella manifestazione continentale in terra elvetica. La notizia era poi apparsa sul sito fitri, ma a fronte della promessa circa la gratuità del materiale, erano spuntate delle non specificate “spese di gestione” di 20 euro. Un atleta intenzionato a prendere parte alla gara di Ginevra ha pensato di approfittare dell’offerta riguardo al body, ma con sua grande sorpresa gli viene richiesto il pagamento dello stesso a prezzo pieno. Dopo il pagamento fa presente che lo stesso non era previsto secondo quando apparso sul sito fitri , naturalmente ha ricevuto poi il rimborso. Il “calvario” di questo atelta però non è ancora finito, successivamente scopre che il body , a differenza da come pubblicizzato dalla federazione, non reca stamapato il nome dell’ atleta. Nelle news sul sito federale era chiaramente scritto che il body era personalizzato, ma l’incredulo atleta ha poi scoperto che la personalizzazione per la federazione riguarda solo l’apposizione del logo ITU (!!) . Quindi  quello che doveva essere un omaggio, di fatto oltre alle 20 euro per spese di gestione (??)  graverà di altri 10-15-20 euro (per la personalizzazione ad esempio Kiwami chiede 25 euro a pezzo) sulle tasche degli Age Group. A meno di 3 settimane , l’atleta in questione non ha ancora ricevuto alcun body, ad oggi sono 3 le mail rimaste senza risposta inviate alla federazione all’indomani della conferma della sua avvenuta iscrizione, considerando che lo stesso deve poi provvedere alla stampa del cognome , i tempi sono più che ristretti. Sicuramente la gestione del materiale è un aspetto che crea molti problemi alla Fitri, ricordiamo che Della Pasqua da due anni corre gare internazionali con il cognome sbagliato sul body, Santimaria ha dovuto correre gli europei di Rimini con il body maschile stampato solo la sera prima nel decathlon locale, la Mazzetti nella ultima WTS ha dovuto mettere un “adesivo” con il cognome sul body, mentre in Messico due azzurri hanno corso con quello delle loro squadre invece che con quello “Italia” obbligatorio. Visto che la Fitri ha ricordato che a Orosei il body Italia sarà obbligatorio, c’è da chiedersi se gestirà questo aspetto come ha fatto nell’utimo caso citato.

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Solo promesse per gli A.G. da parte delle federazione

24th giugno, 2015

stupore

Come abbiamo avuto modo di evidenziare quello che nel programma elettorale di Bianchi era un settore da “rifondare”, di fatto è stato praticamente abbandonato a se stesso. Parliamo degli Age Group, vero motore numerico del triathlon.

Il primo flop ha riguardato gli stage per gli age group, dopo un primo annullato perchè andato praticamente deserto, si è tentato con un secondo, pubblicizzato sul sito Fitri , ma poi annullato nel silenzio totale. Il disinteresse degli age group per l’attività internazionale si è manifestato in occasione degli ultimi europei di duathlon dove non abbiamo avuto nessun atleta al via in una disciplina sempre gettonata dai colori azzurri e in una sede molto abbordabile (Spagna).

Molti lamentano le mancate risposte a mail da parte della federazione, una atleta sta aspettando da circa due anni che le venga consegnata la maglietta di campionessa italiana che non ha ricevuto alle premiazioni il giorno della sua conquista, in quanto chi doveva fornirle (federazione), non ne aveva per tutti . Sui vari podi sono saliti gli atleti a cui sono state consegnate maglie tricolori da restituire a fine delle premiazioni , con la promessa di ricevere poi quelle spettanti. Purtroppo per questa atleta a distanza di due anni non si è riuscito ancora a capire dove sia finita la sua maglia di campionessa italiana e nonostante le varie mail e telefonate è stata totalmente abbandonata dalla federazione. Sicuramente una maglietta non ha un costo eccessivo e avrebbero potuto spedirla.

Altra dimostrazione della poca importanza data agli Age Group e di mancanza di disponibilità nei loro confronti si può rilevare in quanto occorso a Francesco Fiori del Verona Triathlon. L’atleta scaligero è una delle colonne portanti del nostro movimento e nel suo palmares oltre a una serie infinita di titoli di categoria nelle varie discipline anche vittorie “pesanti” si a livello europeo che mondiale. Agli ulitmi mondiali di Londra 2014 per lui due ori, sia nella distanza sprint che olimpica. Impossibilitato a presenziare alla consegna delle targhe riconoscimento per i medagliati internazionali 2014, Fiori ha ricevuto la sua a casa , ma con la dicitura “CAMPIONATO EUROPEO LONDRA”. Prontamente comunicato alla federazione l’errore, dopo alcuni botta e risposta , il pluricampione mondiale di categoria si è sentito rispondere che non si poteva sostituire la targa e che doveva accontentarsi quindi di quella che aveva. Anche in questo caso la federazione avrebbe potuto investire 20-30 euro per poter da re il corretto tributo a chi ha portato il tricolore sul gradino più alto del podio in diverse occasioni.

Per concludere la lunga serie di problemi avuti dagli Age Group italiani con la federazione citiamo il caso occorso ad un atleta interessato a partecipare ai campionati europei di Ginevra che si correranno fra 3 settimane circa. Il presidente della Fitri Luigi Bianchi a fine stagione 2014 aveva promesso il body Italia omaggio per gli Age Group intenzionati a correre nella manifestazione continentale in terra elvetica. La notizia era poi apparsa sul sito fitri, ma a fronte della promessa circa la gratuità del materiale, erano spuntate delle non specificate “spese di gestione” di 20 euro. Un atleta intenzionato a prendere parte alla gara di Ginevra ha pensato di approfittare dell’offerta riguardo al body, ma con sua grande sorpresa gli viene richiesto il pagamento dello stesso a prezzo pieno. Dopo il pagamento fa presente che lo stesso non era previsto secondo quando apparso sul sito fitri , naturalmente ha ricevuto poi il rimborso. Il “calvario” di questo atelta però non è ancora finito, successivamente scopre che il body , a differenza da come pubblicizzato dalla federazione, non reca stamapato il nome dell’ atleta. Nelle news sul sito federale era chiaramente scritto che il body era personalizzato, ma l’incredulo atleta ha poi scoperto che la personalizzazione per la federazione riguarda solo l’apposizione del logo ITU (!!) . Quindi  quello che doveva essere un omaggio, di fatto oltre alle 20 euro per spese di gestione (??)  graverà di altri 10-15-20 euro (per la personalizzazione ad esempio Kiwami chiede 25 euro a pezzo) sulle tasche degli Age Group. A meno di 3 settimane , l’atleta in questione non ha ancora ricevuto alcun body, ad oggi sono 3 le mail rimaste senza risposta inviate alla federazione all’indomani della conferma della sua avvenuta iscrizione, considerando che lo stesso deve poi provvedere alla stampa del cognome , i tempi sono più che ristretti. Sicuramente la gestione del materiale è un aspetto che crea molti problemi alla Fitri, ricordiamo che Della Pasqua da due anni corre gare internazionali con il cognome sbagliato sul body, Santimaria ha dovuto correre gli europei di Rimini con il body maschile stampato solo la sera prima nel decathlon locale, la Mazzetti nella ultima WTS ha dovuto mettere un “adesivo” con il cognome sul body, mentre in Messico due azzurri hanno corso con quello delle loro squadre invece che con quello “Italia” obbligatorio. Visto che la Fitri ha ricordato che a Orosei il body Italia sarà obbligatorio, c’è da chiedersi se gestirà questo aspetto come ha fatto nell’utimo caso citato.

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