Mute Triathlon

Sara Tavecchio ci racconta la sua Klagenfurt.

E’ andata da poco in archivio  l’edizione 2013 dell’ Ironman di Klagenfurt dove hanno corso molti italiani.
La migliore donna al traguardo per quanto riguarda i colori azzurri è stata Sara Tavecchio che ha strappato un tempo strepitoso che le ha permesso di conquistare il 2° posto nella sua categoria.
Ecco il suo racconto di questa impresa:

Ho cominciato a pensare a questa distanza dopo aver visto mio marito (Eric Ontini) che nel 2009 ha partecipato al Ironman di Zurigo ottenendo un tempo finale sotto le 10h, alla fine mi disse “Sara anche tu puoi farcela, non solo a finirlo ma ad abbattere il muro delle 10h”.

  In un primo momento ho pensato, questo e’ pazzo, come si può pensare a fare una gara del genere, ma soprattutto come gestire i carichi di lavoro, il tempo, i figli, la famiglia un insieme di cose ed  di incastri vari.
La cosa però nel tempo mi ha lasciato un tarlo nella testa e continuavo a dirmi che forse avrei potuto azzardare a fare questa follia sportiva.

Lo scorso anno abbiamo deciso di iscriverci a Klangenfurt , ( eh già qui bisogna pensarci un anno prima queste gare vanno Sold Out in meno di 24h) e la mia testa da quel giorno si è concentrata solo su quello ( premetto che in primis viene sempre la famiglia).

  Gli allenamenti sono stati duri ma nello stesso tempo anche belli , un po’ in compagnia di amici e di mio marito i quali mi sostenevano sempre e mi ricordavano che l’obbiettivo era quello di finirlo, ma io oltre a quello nella mia testa pensavo anche ad ottenere un buon crono.
Un anno sembra lungo ma in un attimo e’ arrivato il giorno fatidico , ” The Race ” la mia piccola follia sportiva stava diventando realtà .
La notte prima son riuscita a gestire la tensione al meglio, anche perché dopo tanti anni di gare riesco ad avere un buon autocontrollo, non vedevo l’ora di sentire il colpo di cannone .
Ore 7.00 da buon Austriaci la gara aveva inizio ed ero stranamente tranquilla anche perché sapevo che c’era Eric sul precorso che mi avrebbe incitato e dato dei piccoli consigli per potermi gestire.
Il nuoto e’ andato via liscio come previsto, il clima era perfetto per fare anche un buon crono in bici consapevole che avevo fatto tutti “i compiti” ( anche se un Ironman e’ una gara talmente lunga e tutto può succedere), e poi il pubblico in questo tipo di gara e’ un valore aggiunto non indifferente , ti caricano in ogni momento.

Anche la bici e’ andata più che bene , me la sono goduta quasi quasi mi spiaceva mettere i piedi a terra.

Eh si i piedi a terra per iniziare l’ultima fatica la maratona, già’ correrla a secco mentre un po’ i “brividi” figuriamocii dopo una sfacchinata di 180k in bici.
La corsa e’ una frazione a me congeniale anche se ero consapevole che prima o poi un conticino il cameriere me lo avrebbe presentato, ma ero pronta a gestire questa cosa, la testa comanda tutto , se molla quella finisce tutto.
I km a piedi passano , la maratona di Klagenfurt e’ molto bella , si svolge nel centro città e senti il calore del pubblico a contatto di pelle, dentro di me sapevo che non potevo fallire , dopo tutti i sacrifici fatti, tempo portato via ad i miei figli non potevo arrendermi , anzi mi caricavo sempre di più , al 32mo km ho visto mio marito che mi ha urlato ” Sara adesso e’ solo testa gestisci quella ed è’ fatta ” . Gli ultimi 5 km sono stati bellissimi , quasi non ci credevo e il crono dava ragione a qualcuno che aveva azzardato un tempo che sembrava impossibile.
Arrivare alla finish line con un pubblico che urlava ed incitava ogni singolo atleta mi ha fatto venire la pelle d’oca e mi ha fatto capire quanto sia bello questo sport che ti permette di stare a contatto con la natura.
Ho raggiunto il mio obbiettivo,(direi che 9h47 va oltre ogni mio pronostico), anzi meglio, sono riuscita a qualificarmi per Kona ottenendo un secondo posto di categoria che mi permetteva di ritirare la slot , ma ho deciso di non farlo perché purtroppo Eric non ha potuto partire per un problema al tendine , il nostro sogno sarebbe quello di parteciparvi insieme.
 Ringrazio la mia famiglia e i miei figli che hanno sempre creduto in me e mi hanno permesso di allenarmi con serenità , la mia squadra ( triathlon Cremona Stradivari) che mi ha sempre aiutato e appoggiato in tutte le mie richieste, ed un grazie lo do a me stessa perché ho voluto questa cosa fino in fondo.

Alla prossima avventura, perché nella vita chi si ferma e’ perduto.

 Sara

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@novellimarco

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Sara Tavecchio ci racconta la sua Klagenfurt.

15th luglio, 2013

E’ andata da poco in archivio  l’edizione 2013 dell’ Ironman di Klagenfurt dove hanno corso molti italiani.
La migliore donna al traguardo per quanto riguarda i colori azzurri è stata Sara Tavecchio che ha strappato un tempo strepitoso che le ha permesso di conquistare il 2° posto nella sua categoria.
Ecco il suo racconto di questa impresa:

Ho cominciato a pensare a questa distanza dopo aver visto mio marito (Eric Ontini) che nel 2009 ha partecipato al Ironman di Zurigo ottenendo un tempo finale sotto le 10h, alla fine mi disse “Sara anche tu puoi farcela, non solo a finirlo ma ad abbattere il muro delle 10h”.

  In un primo momento ho pensato, questo e’ pazzo, come si può pensare a fare una gara del genere, ma soprattutto come gestire i carichi di lavoro, il tempo, i figli, la famiglia un insieme di cose ed  di incastri vari.
La cosa però nel tempo mi ha lasciato un tarlo nella testa e continuavo a dirmi che forse avrei potuto azzardare a fare questa follia sportiva.

Lo scorso anno abbiamo deciso di iscriverci a Klangenfurt , ( eh già qui bisogna pensarci un anno prima queste gare vanno Sold Out in meno di 24h) e la mia testa da quel giorno si è concentrata solo su quello ( premetto che in primis viene sempre la famiglia).

  Gli allenamenti sono stati duri ma nello stesso tempo anche belli , un po’ in compagnia di amici e di mio marito i quali mi sostenevano sempre e mi ricordavano che l’obbiettivo era quello di finirlo, ma io oltre a quello nella mia testa pensavo anche ad ottenere un buon crono.
Un anno sembra lungo ma in un attimo e’ arrivato il giorno fatidico , ” The Race ” la mia piccola follia sportiva stava diventando realtà .
La notte prima son riuscita a gestire la tensione al meglio, anche perché dopo tanti anni di gare riesco ad avere un buon autocontrollo, non vedevo l’ora di sentire il colpo di cannone .
Ore 7.00 da buon Austriaci la gara aveva inizio ed ero stranamente tranquilla anche perché sapevo che c’era Eric sul precorso che mi avrebbe incitato e dato dei piccoli consigli per potermi gestire.
Il nuoto e’ andato via liscio come previsto, il clima era perfetto per fare anche un buon crono in bici consapevole che avevo fatto tutti “i compiti” ( anche se un Ironman e’ una gara talmente lunga e tutto può succedere), e poi il pubblico in questo tipo di gara e’ un valore aggiunto non indifferente , ti caricano in ogni momento.

Anche la bici e’ andata più che bene , me la sono goduta quasi quasi mi spiaceva mettere i piedi a terra.

Eh si i piedi a terra per iniziare l’ultima fatica la maratona, già’ correrla a secco mentre un po’ i “brividi” figuriamocii dopo una sfacchinata di 180k in bici.
La corsa e’ una frazione a me congeniale anche se ero consapevole che prima o poi un conticino il cameriere me lo avrebbe presentato, ma ero pronta a gestire questa cosa, la testa comanda tutto , se molla quella finisce tutto.
I km a piedi passano , la maratona di Klagenfurt e’ molto bella , si svolge nel centro città e senti il calore del pubblico a contatto di pelle, dentro di me sapevo che non potevo fallire , dopo tutti i sacrifici fatti, tempo portato via ad i miei figli non potevo arrendermi , anzi mi caricavo sempre di più , al 32mo km ho visto mio marito che mi ha urlato ” Sara adesso e’ solo testa gestisci quella ed è’ fatta ” . Gli ultimi 5 km sono stati bellissimi , quasi non ci credevo e il crono dava ragione a qualcuno che aveva azzardato un tempo che sembrava impossibile.
Arrivare alla finish line con un pubblico che urlava ed incitava ogni singolo atleta mi ha fatto venire la pelle d’oca e mi ha fatto capire quanto sia bello questo sport che ti permette di stare a contatto con la natura.
Ho raggiunto il mio obbiettivo,(direi che 9h47 va oltre ogni mio pronostico), anzi meglio, sono riuscita a qualificarmi per Kona ottenendo un secondo posto di categoria che mi permetteva di ritirare la slot , ma ho deciso di non farlo perché purtroppo Eric non ha potuto partire per un problema al tendine , il nostro sogno sarebbe quello di parteciparvi insieme.
 Ringrazio la mia famiglia e i miei figli che hanno sempre creduto in me e mi hanno permesso di allenarmi con serenità , la mia squadra ( triathlon Cremona Stradivari) che mi ha sempre aiutato e appoggiato in tutte le mie richieste, ed un grazie lo do a me stessa perché ho voluto questa cosa fino in fondo.

Alla prossima avventura, perché nella vita chi si ferma e’ perduto.

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