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Pianeta donna: tre domande a Sara Tavecchio

Sara tavecchio

A cura di Domenica Dominique Oliveto

Sara Tavecchio dopo aver provato tutte le distanze dallo sprint all’ironman è passata dalla strada all’off-road trovando la sua dimensione. Nel suo carnet diverse vittorie  tra cui quella del titolo italiano che però no le è bastato per poter vestire la divisa azzurra nella specialità che la vede dominatrice del panorama italiano da un paio di anni.  Pianeta donna le ha rivolto 3 domande.

Molte delle tue storiche rivali si sono ritirare per fare le mamme a tempo pieno. Tu che mamma lo sei ugualmente ,sei ancora “in scena” sui campi di gara e vinci per di più….chi sei ? Un robot?
 No non sono un robot, sono una persona semplicemente che ha tanta passione e tanto amore verso la vita, vita che devo equilibrare tra famiglia, lavoro e sport , questa è la difficoltà ma vedo che mi riesce bene
Hai gareggiato molto all’estero: cosa manca al triathlon italiano e cosa invece abbiamo in più  (se dovesse esserci qualche cosa in più)?
All’estero lo sport è vissuto e praticato in modo diverso che da noi, l’approccio e la mentalità a questo sport sono di gran lunga superiori. Hanno una marcia in più come strutture , come approccio verso i giovani e lo stesso pubblico nelle gare e’ parte dell’evento cosa che in Italia si fatica ad avere
Alcune delle ” nuove leve “, mancano di UMILTÀ ,che voi, pur avendo stravinto, avete ed avevate . Se ti chiedessero di allenare una di queste , cosa le insegneresti per prima cosa?
Divertirsi e metterci passione in quello che si fa , i risultati vengono da se , e avere voglia di faticare .. Questo sport aiuta a consolidare la fiducia in se stessi

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Pianeta donna: tre domande a Sara Tavecchio

22nd maggio, 2015

Sara tavecchio

A cura di Domenica Dominique Oliveto

Sara Tavecchio dopo aver provato tutte le distanze dallo sprint all’ironman è passata dalla strada all’off-road trovando la sua dimensione. Nel suo carnet diverse vittorie  tra cui quella del titolo italiano che però no le è bastato per poter vestire la divisa azzurra nella specialità che la vede dominatrice del panorama italiano da un paio di anni.  Pianeta donna le ha rivolto 3 domande.

Molte delle tue storiche rivali si sono ritirare per fare le mamme a tempo pieno. Tu che mamma lo sei ugualmente ,sei ancora “in scena” sui campi di gara e vinci per di più….chi sei ? Un robot?
 No non sono un robot, sono una persona semplicemente che ha tanta passione e tanto amore verso la vita, vita che devo equilibrare tra famiglia, lavoro e sport , questa è la difficoltà ma vedo che mi riesce bene
Hai gareggiato molto all’estero: cosa manca al triathlon italiano e cosa invece abbiamo in più  (se dovesse esserci qualche cosa in più)?
All’estero lo sport è vissuto e praticato in modo diverso che da noi, l’approccio e la mentalità a questo sport sono di gran lunga superiori. Hanno una marcia in più come strutture , come approccio verso i giovani e lo stesso pubblico nelle gare e’ parte dell’evento cosa che in Italia si fatica ad avere
Alcune delle ” nuove leve “, mancano di UMILTÀ ,che voi, pur avendo stravinto, avete ed avevate . Se ti chiedessero di allenare una di queste , cosa le insegneresti per prima cosa?
Divertirsi e metterci passione in quello che si fa , i risultati vengono da se , e avere voglia di faticare .. Questo sport aiuta a consolidare la fiducia in se stessi
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