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Pianeta Donna: Teresa Ester Rodio “TRIATLETA PER CASO, TRIATLETA PER AMORE”

Ester Rodio

A cura di Domenica Dominique Oliveto

Questa NON È LA STORIA DI UNA TRIATLETA CHE È ANDATA ALLE OLIMPIADI; NON È  NEPPURE LA STORIA DI UNA TRIATLETA “NORMALE” … Questa è  la storia di TERESA ESTER RODIO, “TRIATLETA PER CASO, TRIATLETA PER AMORE”.
Ester nasce a Putignano il 5 luglio dell’84. Vive a Locorotondo  (Bari) dove lavora presso l’azienda di famiglia . È mamma di due bellissime bambine : Giorgia di 11 anni ed Alice di quasi 7.
Ma l’anno scorso una notizia la devasta: a suo marito, suo compagno di 12 bellissimi anni di vita assieme , Nico Carparelli , viene diagnosticato un tumore al retto …
Ad Ester non ho VOLUTO FARE LE MIE “CANONICHE” TRE DOMANDE , PERCHÉ VOLEVO CHE LA SUA RISPOSTA INVECE AD UN’UNICA MIA DOMANDA ,FOSSE ESAUSTIVA E NON CONDIZIONATA DA TRE SPEZZONI CHE NON AVREBBERO RESO BENE QUELLO CHE QUESTA GRANDE DONNA HA FATTO.
Così le ho chiesto :La tua partecipazione  al triathlon olimpico di Calaponte è  stata speciale….ci racconti cosa ti ha portato a diventare triatleta e la tua gara?

Mio marito Nico fa triathlon da quasi 3 anni e proprio dopo qualche settimana dall’ultimo suo triathlon di Vieste, l’anno scorso, gli è stato diagnosticato un tumore al retto.
Inutile dire che dal quel momento tutto ha preso una piega diversa, descrivere il nostro stato d’animo sarebbe riduttivo.
La nostra lotta contro questa subdola malattia ha inizio nell’agosto 2014 con cicli di chemio e radioterapia, il primo delicatissimo intervento seguito da un secondo intervento a distanza di un mese e poi ancora chemioterapia, 12 interminabili cicli. I medici consigliavano a mio marito di fare lunghe camminate e vi sembrerà strano ma il mio avvicinamento al mondo del triathlon è avvenuto così affiancandolo nelle nostre camminate mattutine. Piano piano qualcosa dentro di me mi ha portata ad andare oltre e le nostre lunghe camminate mattutine diventarono le mie corse quotidiane.
Un giorno Nico mostrandomi il suo cellulare mi disse: “Guarda.. ti piace? La useresti? Te la regalo!” era una bici Merida!
La mia prima uscita in bici è avvenuta a febbraio: io in sella e lui mi seguiva con la macchina dandomi tutti i consigli di cui avevo bisogno, per me era tutto nuovo!
Durante le nostre uscite in bici, lui era sereno, era come se guardandomi fare sport dimenticasse tutto il male e nel vederlo così coinvolto, così felice capì che dovevo portare avanti la sua passione per lo sport: il triathlon.
Sappiamo benissimo che il triathlon è uno sport multidisciplinare quindi dopo aver iniziato ad allenarmi nella corsa e con la bici, l’ultima attività di cui avevo bisogno per affrontare l’olimpico di Calaponte a Polignano a mare, era il nuoto. Devo essere sincera durante le prime lezioni in piscina riuscivo a malapena a fare 25 mt! Ma la mia determinazione e la fiducia datami dal mio coach Matilde Petruzzi della piscina O3 di Noci, mi hanno aiutata ad andare avanti. Avevo a disposizione poco settimane per allenarmi e una famiglia da gestire ma il giorno dell’ottavo ciclo di chemioterapia di mio marito, l’oncologo ci comunica che la terapia poteva terminare! Una gioia immensa, infinita e soprattutto inaspettata, mi rese più determinata che mai ad affrontare quel triathlon!
03/05/2015 il giorno della gara! Non dimenticherò mai questa data. Tutta la tensione dei giorni precedenti era svanita, ero pronta, il mio unico obbiettivo era NON DELUDERE!
Tutte in acqua, la corda che si solleva, il via del giudice e la gara ha inizio. La frazione swim, 1500mt di nuoto, sono andati benissimo alla mia uscita dall’acqua dopo 38.07 minuti non credevo di avercela fatta(non avevo mai nuotato in mare) giù la zip, via cuffia e occhialini e di corsa nella zona cambio. In sella alla bici ero più sicura di me, 3 giri  per 40 km totali  in 01.17.34 e il mio sogno pian piano si stava avverando. Lasciata la bici e indossate le scarpe da running, via per l’ultima frazione quella durante la quale ho sofferto maggiormente..quei 4 giri sono stati per me i 10 km più difficili che abbia mai corso terminandoli in 01.00.20
Arrivare al traguardo con le urla dei miei amici sempre pronti a tifare per me, delle mie bambine e la voce di mio marito che mi grida: VAI ESTER VAIIIII CE L’HAI FATTA!!!! VAIIIIII E’ FINITA! E’ stata un’emozione indescrivibile, un’emozione che solo lo sport quello vero fatto di sacrifici, di sofferenze, rinunce e soddisfazioni poteva in qualche modo descrivere il nostro difficile anno di vita!

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Pianeta Donna: Teresa Ester Rodio “TRIATLETA PER CASO, TRIATLETA PER AMORE”

15th maggio, 2015

Ester Rodio

A cura di Domenica Dominique Oliveto

Questa NON È LA STORIA DI UNA TRIATLETA CHE È ANDATA ALLE OLIMPIADI; NON È  NEPPURE LA STORIA DI UNA TRIATLETA “NORMALE” … Questa è  la storia di TERESA ESTER RODIO, “TRIATLETA PER CASO, TRIATLETA PER AMORE”.
Ester nasce a Putignano il 5 luglio dell’84. Vive a Locorotondo  (Bari) dove lavora presso l’azienda di famiglia . È mamma di due bellissime bambine : Giorgia di 11 anni ed Alice di quasi 7.
Ma l’anno scorso una notizia la devasta: a suo marito, suo compagno di 12 bellissimi anni di vita assieme , Nico Carparelli , viene diagnosticato un tumore al retto …
Ad Ester non ho VOLUTO FARE LE MIE “CANONICHE” TRE DOMANDE , PERCHÉ VOLEVO CHE LA SUA RISPOSTA INVECE AD UN’UNICA MIA DOMANDA ,FOSSE ESAUSTIVA E NON CONDIZIONATA DA TRE SPEZZONI CHE NON AVREBBERO RESO BENE QUELLO CHE QUESTA GRANDE DONNA HA FATTO.
Così le ho chiesto :La tua partecipazione  al triathlon olimpico di Calaponte è  stata speciale….ci racconti cosa ti ha portato a diventare triatleta e la tua gara?

Mio marito Nico fa triathlon da quasi 3 anni e proprio dopo qualche settimana dall’ultimo suo triathlon di Vieste, l’anno scorso, gli è stato diagnosticato un tumore al retto.
Inutile dire che dal quel momento tutto ha preso una piega diversa, descrivere il nostro stato d’animo sarebbe riduttivo.
La nostra lotta contro questa subdola malattia ha inizio nell’agosto 2014 con cicli di chemio e radioterapia, il primo delicatissimo intervento seguito da un secondo intervento a distanza di un mese e poi ancora chemioterapia, 12 interminabili cicli. I medici consigliavano a mio marito di fare lunghe camminate e vi sembrerà strano ma il mio avvicinamento al mondo del triathlon è avvenuto così affiancandolo nelle nostre camminate mattutine. Piano piano qualcosa dentro di me mi ha portata ad andare oltre e le nostre lunghe camminate mattutine diventarono le mie corse quotidiane.
Un giorno Nico mostrandomi il suo cellulare mi disse: “Guarda.. ti piace? La useresti? Te la regalo!” era una bici Merida!
La mia prima uscita in bici è avvenuta a febbraio: io in sella e lui mi seguiva con la macchina dandomi tutti i consigli di cui avevo bisogno, per me era tutto nuovo!
Durante le nostre uscite in bici, lui era sereno, era come se guardandomi fare sport dimenticasse tutto il male e nel vederlo così coinvolto, così felice capì che dovevo portare avanti la sua passione per lo sport: il triathlon.
Sappiamo benissimo che il triathlon è uno sport multidisciplinare quindi dopo aver iniziato ad allenarmi nella corsa e con la bici, l’ultima attività di cui avevo bisogno per affrontare l’olimpico di Calaponte a Polignano a mare, era il nuoto. Devo essere sincera durante le prime lezioni in piscina riuscivo a malapena a fare 25 mt! Ma la mia determinazione e la fiducia datami dal mio coach Matilde Petruzzi della piscina O3 di Noci, mi hanno aiutata ad andare avanti. Avevo a disposizione poco settimane per allenarmi e una famiglia da gestire ma il giorno dell’ottavo ciclo di chemioterapia di mio marito, l’oncologo ci comunica che la terapia poteva terminare! Una gioia immensa, infinita e soprattutto inaspettata, mi rese più determinata che mai ad affrontare quel triathlon!
03/05/2015 il giorno della gara! Non dimenticherò mai questa data. Tutta la tensione dei giorni precedenti era svanita, ero pronta, il mio unico obbiettivo era NON DELUDERE!
Tutte in acqua, la corda che si solleva, il via del giudice e la gara ha inizio. La frazione swim, 1500mt di nuoto, sono andati benissimo alla mia uscita dall’acqua dopo 38.07 minuti non credevo di avercela fatta(non avevo mai nuotato in mare) giù la zip, via cuffia e occhialini e di corsa nella zona cambio. In sella alla bici ero più sicura di me, 3 giri  per 40 km totali  in 01.17.34 e il mio sogno pian piano si stava avverando. Lasciata la bici e indossate le scarpe da running, via per l’ultima frazione quella durante la quale ho sofferto maggiormente..quei 4 giri sono stati per me i 10 km più difficili che abbia mai corso terminandoli in 01.00.20
Arrivare al traguardo con le urla dei miei amici sempre pronti a tifare per me, delle mie bambine e la voce di mio marito che mi grida: VAI ESTER VAIIIII CE L’HAI FATTA!!!! VAIIIIII E’ FINITA! E’ stata un’emozione indescrivibile, un’emozione che solo lo sport quello vero fatto di sacrifici, di sofferenze, rinunce e soddisfazioni poteva in qualche modo descrivere il nostro difficile anno di vita!
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