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Maledetta cuffia.. Ma il regolamento è “uguale” per tutti?

cuffia

Domenica nella gara che assegnava i titoli italiani di triathlon a squadre in modalità staffetta 2+2 , la squadra del Peperoncino è incappato in una squalifica. Il comunicato stampa della squadra torinese ne spiega le motivazioni e evidenzia il “trattamento” ricevuto. C’è però da analizzare la situazione perchè sembrerebbe che si sia di fronte ad un altro caso della serie “due pesi e due misure”. Prima di analizzare questo aspetto è doveroso leggere quanto apparso sul sito del Peperoncino:

Domenica 5 Ottobre il Peperoncino Team ha partecipato alla 2 giorni di gare organizzate egregiamente dalla società TD Rimini.
In occasione della gara a staffetta 2+2 la prima nostra frazionista ha perso in maniera accidentale una delle due cuffie indossate togliendosi gli occhialini durante il tragitto acqua transition area.
Tale gesto ha comportato a fine gara la squalifica della squadra vanificando l’impegno dei nostri atleti.
Sebbene consci delle norme che regolano il comportamento degli atleti durante le fasi di gara e quindi comprendendo il motivo che ha portato i giudici ad applicare le norme abbiamo comunque deciso di presentare appello in quanto, considerano accidentale e non voluto il gesto di abbandonare la cuffia da parte della nostra atleta, confidavamo in una pena più lieve come eventualmente una penalità in termini di tempo.
Memori di precedenti simili azioni nel considerare fortuito la perdita della cuffia applicato anche in gare recenti abbiamo quindi presentato appello ed atteso le relative decisioni.
La cosa che più ci ha colpito nella gestione dell’appello da parte dei giudici è stato il modo nel trattare la questione con grande superficialità e in totale assenza di sensibilità, considerando anche l’impegno dei nostri atleti e il non indifferente investimento economico.
Abbiamo vissuto la netta sensazione di essere considerati “rompiscatole” mentre chi doveva prendere in considerazione la cosa era prioritariamente attento all’incombenza delle gare successive.
La commissione ha trattato l’appello in maniera molto superficiale e non è stata in grado di fornire (o forse redigere) il relativo verbale. Non si sono preoccupati minimamente di convocare l’atleta per recepirne testimonianza ne di verificare eventuali precedenti.
Queste note vogliono sottolineare principalmente due questioni che speriamo andranno presto valutate da chi redige i regolamenti. La prima è di rivedere la regola che disciplina la gestione del materiale fino alla zona cambio T1 ( squalificare perché si perde inconsapevolmente un oggetto come la cuffia che spesso come nel nostro caso viene calzata doppia è paragonabile al perdere una borraccia dalla bici durante la gara). La seconda cosa è organizzare in modo più professionale la commissione che deve poi decidere su appelli riguardanti questa ed altre situazioni di gara. Chi gareggia ha anche il diritto di poter presentare le proprie ragioni confidando almeno nella certezza di essere ascoltato.
Peperoncino Team – Gianfranco Mione

Leggendo le dichiarazioni del Team Manager del Peperoncino sembrerebbe di trovarci di fronte a quanto successo solo due settimane fa alla Olmo nella finale del Grand Prix di Lignano S. . Anche in quel caso si trattava di una perdita della cuffia accidentale, dovuta al fatto che l’atleta ne  indossava due  e non si era accorta sfilandosele di aver perso quella della gara. Quello che però non accomuna le due situazioni è l’epilogo.

A Lignano infatti la Olmo è stata sanzionata con un penality box, mentre qui la squadra del Peperoncino è stata squalificata. Come già analizzato nell’articolo riguardo alla penalità inflitta nel primo caso, il regolamento tecnico non lascia spazio a molte interpretazioni, in quanto l’abbandono della cuffia è sempre sancito con la squalifica, la penalità è stata giustificata citando un articolo del RT che , come già analizzato tratta una situazione diversa da quanto realmente accaduto. Tra l’altro la penalità era, secondo chi l’ha applicata, applicabile in quanto la gara di Lignano era considerata per “elite”, anche qui però troviamo analogia con la gara di Riccione, in quanto il Campionato Italiano a squadre staffetta 2+2 è riservato appunto ad atleti elite.

C’è quindi da chiedersi come mai situazioni chiaramente simili hanno portato a due  sanzioni diverse? Siamo forse di fronte ad un altro caso di “figli e figliastri”? Tra l’altro il comunicato del Peperoncino è abbastanza chiaro, riconosce senza attenuanti l’errore del suo atleta , ma giustamente memore di quanto successo solo due settimane prima in un caso analogo, si aspettava una sanzione diversa. Condividiamo anche la riflessione sulla proposta di modifica della regola, non allineata tra l’altro a quella della Itu che punisce solo la volontarietà del gesto, non a caso ad Alanya, come in altre gare, diversi atleti sono usciti dall’acqua senza cuffia, ad Edmonton addirittura Brownlee ha perso gli occhialini in acqua e in nessun caso c’è stata una sanzione.

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Maledetta cuffia.. Ma il regolamento è “uguale” per tutti?

8th ottobre, 2014

cuffia

Domenica nella gara che assegnava i titoli italiani di triathlon a squadre in modalità staffetta 2+2 , la squadra del Peperoncino è incappato in una squalifica. Il comunicato stampa della squadra torinese ne spiega le motivazioni e evidenzia il “trattamento” ricevuto. C’è però da analizzare la situazione perchè sembrerebbe che si sia di fronte ad un altro caso della serie “due pesi e due misure”. Prima di analizzare questo aspetto è doveroso leggere quanto apparso sul sito del Peperoncino:

Domenica 5 Ottobre il Peperoncino Team ha partecipato alla 2 giorni di gare organizzate egregiamente dalla società TD Rimini.
In occasione della gara a staffetta 2+2 la prima nostra frazionista ha perso in maniera accidentale una delle due cuffie indossate togliendosi gli occhialini durante il tragitto acqua transition area.
Tale gesto ha comportato a fine gara la squalifica della squadra vanificando l’impegno dei nostri atleti.
Sebbene consci delle norme che regolano il comportamento degli atleti durante le fasi di gara e quindi comprendendo il motivo che ha portato i giudici ad applicare le norme abbiamo comunque deciso di presentare appello in quanto, considerano accidentale e non voluto il gesto di abbandonare la cuffia da parte della nostra atleta, confidavamo in una pena più lieve come eventualmente una penalità in termini di tempo.
Memori di precedenti simili azioni nel considerare fortuito la perdita della cuffia applicato anche in gare recenti abbiamo quindi presentato appello ed atteso le relative decisioni.
La cosa che più ci ha colpito nella gestione dell’appello da parte dei giudici è stato il modo nel trattare la questione con grande superficialità e in totale assenza di sensibilità, considerando anche l’impegno dei nostri atleti e il non indifferente investimento economico.
Abbiamo vissuto la netta sensazione di essere considerati “rompiscatole” mentre chi doveva prendere in considerazione la cosa era prioritariamente attento all’incombenza delle gare successive.
La commissione ha trattato l’appello in maniera molto superficiale e non è stata in grado di fornire (o forse redigere) il relativo verbale. Non si sono preoccupati minimamente di convocare l’atleta per recepirne testimonianza ne di verificare eventuali precedenti.
Queste note vogliono sottolineare principalmente due questioni che speriamo andranno presto valutate da chi redige i regolamenti. La prima è di rivedere la regola che disciplina la gestione del materiale fino alla zona cambio T1 ( squalificare perché si perde inconsapevolmente un oggetto come la cuffia che spesso come nel nostro caso viene calzata doppia è paragonabile al perdere una borraccia dalla bici durante la gara). La seconda cosa è organizzare in modo più professionale la commissione che deve poi decidere su appelli riguardanti questa ed altre situazioni di gara. Chi gareggia ha anche il diritto di poter presentare le proprie ragioni confidando almeno nella certezza di essere ascoltato.
Peperoncino Team – Gianfranco Mione

Leggendo le dichiarazioni del Team Manager del Peperoncino sembrerebbe di trovarci di fronte a quanto successo solo due settimane fa alla Olmo nella finale del Grand Prix di Lignano S. . Anche in quel caso si trattava di una perdita della cuffia accidentale, dovuta al fatto che l’atleta ne  indossava due  e non si era accorta sfilandosele di aver perso quella della gara. Quello che però non accomuna le due situazioni è l’epilogo.

A Lignano infatti la Olmo è stata sanzionata con un penality box, mentre qui la squadra del Peperoncino è stata squalificata. Come già analizzato nell’articolo riguardo alla penalità inflitta nel primo caso, il regolamento tecnico non lascia spazio a molte interpretazioni, in quanto l’abbandono della cuffia è sempre sancito con la squalifica, la penalità è stata giustificata citando un articolo del RT che , come già analizzato tratta una situazione diversa da quanto realmente accaduto. Tra l’altro la penalità era, secondo chi l’ha applicata, applicabile in quanto la gara di Lignano era considerata per “elite”, anche qui però troviamo analogia con la gara di Riccione, in quanto il Campionato Italiano a squadre staffetta 2+2 è riservato appunto ad atleti elite.

C’è quindi da chiedersi come mai situazioni chiaramente simili hanno portato a due  sanzioni diverse? Siamo forse di fronte ad un altro caso di “figli e figliastri”? Tra l’altro il comunicato del Peperoncino è abbastanza chiaro, riconosce senza attenuanti l’errore del suo atleta , ma giustamente memore di quanto successo solo due settimane prima in un caso analogo, si aspettava una sanzione diversa. Condividiamo anche la riflessione sulla proposta di modifica della regola, non allineata tra l’altro a quella della Itu che punisce solo la volontarietà del gesto, non a caso ad Alanya, come in altre gare, diversi atleti sono usciti dall’acqua senza cuffia, ad Edmonton addirittura Brownlee ha perso gli occhialini in acqua e in nessun caso c’è stata una sanzione.

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