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Lettera di Danilo Palmucci dopo il flop di Edmonton

Lettera di Danilo Palmucci dopo il flop di Edmonton

All’ indomani del clamoroso flop di Edmonton, dove oltre ai risultati deludenti di elite e giovani anche gli Age Group, che storicamente hanno sempre portato qualche medaglia  alla causa azzurra, sono rimasti a bocca asciutta, Danilo Palmucci, ex triatleta azzurro che ha scritto pagine di storia nei primi anni del triathlon in Italia prima come elite e poi come Age Group , ha inviato una lettera a varie persone che gravitano intorno alla multidisciplina tra cui i vertici federali. Ecco il testo integrale:

Cari amici,

scrivo questa lettera aperta quando ormai tutto si è compiuto, i Mondiali sono conclusi e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Lo scorso anno il presidente Bianchi durante una premiazione affollata di atleti e dirigenti azzurri, ha sottolineato come lo avessi chiamato più volte al telefono nella mia costante ricerca di migliorare, se possibile, alcuni settori della vita federale. Non volendo risultare tedioso e comprendendo che quello che mi ero permesso di suggerire non veniva nemmeno preso in considerazione, quest’anno ho deciso di lasciare andare le cose come qualcun altro voleva che andassero. Soddisfatti dei risultati?

Noi no, parlo al plurale perché non sono ovviamente il solo ad essere di questo parere.

Per quello che mi riguarda, dopo 30 anni di successi, soprattutto ai Mondiali, potrei anche pensare di star bene così. Ma quando leggo che i miei ‘soliti’ avversari, vedi il neozelandese Stefen Farrell, arricchiscono il medagliere del proprio paese, mentre l’Italia rimane al palo perché la mia e altre eccellenze non vengono nemmeno prese in considerazione, allora mi torna il groppo alla gola e risorge quell’insopprimibile attaccamento alla maglia azzurra che mi ha sempre contraddistinto.

Per questo e per il rispetto che ho sempre avuto nel lavoro degli altri, mi permetto solo ora, a posteriori, di aggiungere una lista di cose che non mi sono affatto piaciute che hanno caratterizzato altre gestioni, ma in particolare quest’ultima:

1)      C’è un budget previsto di circa 20-30 mila euro per iscrivere a mondiali e europei i campioni italiani di categoria che ne facessero richiesta. Precedenti presidenti ritenevano di investire una quota di questi fondi per sponsorizzare l’iscrizione, il costo del body gara, della divisa e qualche volta anche il viaggio ad atleti che avevano le capacità, le competenze, il merito sportivo acquisito e comprovato di portare medaglie pesanti al nostro medagliere. Invece questo budget lo scorso anno è andato a impolpare il solito di accompagnatori e altro che sono in netta sproporzione visto l’esiguo numero degli atleti AG italiani interessati alle competizioni internazionali. Come mai siamo sempre i meno numerosi, quest’anno solo 2 atleti ai Campionati del mondo che hanno visto in campo oltre 3 mila atleti? A mio avviso, la ragione è certamente l’assoluta assenza di interesse e di incentivi, ma anche lo scarso peso, risalto e ritorno di immagine che i nostri risultati hanno all’interno della federazione e di conseguenza nell’opinione pubblica che non viene nemmeno informata dei nostri successi, come se le nostre medaglie, presenti nel medagliere Mondiale esattamente alla pari con le altre, non valessero nulla: lo scorso anno mandare una nota stampa a Il Messaggero/a Il Tempo di Roma e/o al Gazzettino Veneto/Arena di Verona etc. avrebbe giovato per far uscire qualche intervista, o no, caro presidente? Che ne pensa? Non sarebbe stata anche quella pubblicità per il nostro sport? Non ha visto quest’anno che grancassa hanno fatto FIDAL e FIN per le medaglie europee, non mondiali? Sarebbe stato un modo carino per ringraziare chi si era pagato tutto, anche body e iscrizione, oltre a viaggio, vitto, alloggio e fatiche varie per andare lì a fare grande l’Italia, a metterla al 5° posto del medagliere…Mondiale. A proposito, quest’anno com’è andata? Ai Mondiali si fa più fatica che agli Europei, avete notato? In sede di bilancio consuntivo questo passo indietro verrà citato tra i passivi o si… passerà oltre?

2)      Ancora oggi chi ha una medaglia mondiale o tempi di assoluto rilievo, non è considerato dal rank italiano( a New York quest’anno ho per esempio battuto il record degli M3 che apparteneva al mitico ‘the man’ Dave Scott 6 volte campione del mondo Ironman alle Hawaii…ah, già dimenticavo, per voi l’Ironman non è triathlon…) ebbene a Bardolino mi sono visto schiaffare in 14° batteria con il pettorale 1392, oltretutto un solerte giudice ha anche provato a obbligarmi a partire ammassato dietro alla 13° batteria che alla fine sono state fatte partire rocambolescamente accorpate…complimenti!!!). Cosa avrei dovuto fare, chiedere di passare in prima batteria? E a chi? Le volte che l’ho fatto, per es. al campionato italiano di Duathlon a Rimini, mi è stato risposto picche, quindi preferisco farmi i fatti miei e divertirmi a fare lo slalom, è divertente sapete?

3)      A proposito di Campionati Italiani Sprint, partendo dal calendario presente sul sito federale risulta difficile trovare uno straccio di informazione, praticamente si va a finire su un sito aggiornato al 2012, è normale? State tranquilli non ho intenzione di venire, lo dico per voi e per tutti…

4)      Riguardo agli stage di allenamento per gli AG, non avete certamente messo il tecnico di riferimento Bianchini in condizione di lavorare: chi ha scelto la location? E i prezzi? Secondo me il miglior stage sarebbero Campionati Italiani, Europei e Mondiali, ma non rubatemi come al solito le idee…J

5)      Sono Tecnico Federale da 25 anni, Coordinatore da quasi 15 anni, oltre a me stesso ho allenato fior di atleti e di squadre, ho partecipato da docente a simposi e seminari, ho anche fatto il corso come docente federale e anche tenuto qualche lezione, ora scopro che nella nuova gestione devo partecipare a non so quanti corsi di aggiornamento ogni anno per mantenere la mia… ‘qualifica di tecnico’. Dico una sola parola di commento: complimenti!

6)      Da tecnico mi permetto una notazione: un atleta elite assoluto che termina la stagione a settembre e la riprende ad aprile/maggio è un ex atleta, in 7-8 mesi si perdono importantissimi adattamenti fisiologici e inoltre rimane soggetto ad infortunarsi con facilità, dato che tendini, articolazioni e tessuti muscolari tendono comunque a perdere tono ed elasticità e la voglia di riprendere in tromba innesca i guai. Ne ho visti tanti terminare così prematuramente la carriera, non vorrei fare nomi. Invece a fine stagione chi conosce il mestiere studia cosa non ha funzionato e ci lavora sopra a fondo e si prepara a sorprendere i propri avversari avendo trasformato i punti deboli in punti di forza o almeno ci si prova… J

Detto questo vi saluto sportivamente e vi ringrazio per la cortese attenzione,

Danilo Palmucci

Ex campione del mondo di triathlon sprint

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Lettera di Danilo Palmucci dopo il flop di Edmonton

18th settembre, 2014

Lettera di Danilo Palmucci dopo il flop di Edmonton

All’ indomani del clamoroso flop di Edmonton, dove oltre ai risultati deludenti di elite e giovani anche gli Age Group, che storicamente hanno sempre portato qualche medaglia  alla causa azzurra, sono rimasti a bocca asciutta, Danilo Palmucci, ex triatleta azzurro che ha scritto pagine di storia nei primi anni del triathlon in Italia prima come elite e poi come Age Group , ha inviato una lettera a varie persone che gravitano intorno alla multidisciplina tra cui i vertici federali. Ecco il testo integrale:

Cari amici,

scrivo questa lettera aperta quando ormai tutto si è compiuto, i Mondiali sono conclusi e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Lo scorso anno il presidente Bianchi durante una premiazione affollata di atleti e dirigenti azzurri, ha sottolineato come lo avessi chiamato più volte al telefono nella mia costante ricerca di migliorare, se possibile, alcuni settori della vita federale. Non volendo risultare tedioso e comprendendo che quello che mi ero permesso di suggerire non veniva nemmeno preso in considerazione, quest’anno ho deciso di lasciare andare le cose come qualcun altro voleva che andassero. Soddisfatti dei risultati?

Noi no, parlo al plurale perché non sono ovviamente il solo ad essere di questo parere.

Per quello che mi riguarda, dopo 30 anni di successi, soprattutto ai Mondiali, potrei anche pensare di star bene così. Ma quando leggo che i miei ‘soliti’ avversari, vedi il neozelandese Stefen Farrell, arricchiscono il medagliere del proprio paese, mentre l’Italia rimane al palo perché la mia e altre eccellenze non vengono nemmeno prese in considerazione, allora mi torna il groppo alla gola e risorge quell’insopprimibile attaccamento alla maglia azzurra che mi ha sempre contraddistinto.

Per questo e per il rispetto che ho sempre avuto nel lavoro degli altri, mi permetto solo ora, a posteriori, di aggiungere una lista di cose che non mi sono affatto piaciute che hanno caratterizzato altre gestioni, ma in particolare quest’ultima:

1)      C’è un budget previsto di circa 20-30 mila euro per iscrivere a mondiali e europei i campioni italiani di categoria che ne facessero richiesta. Precedenti presidenti ritenevano di investire una quota di questi fondi per sponsorizzare l’iscrizione, il costo del body gara, della divisa e qualche volta anche il viaggio ad atleti che avevano le capacità, le competenze, il merito sportivo acquisito e comprovato di portare medaglie pesanti al nostro medagliere. Invece questo budget lo scorso anno è andato a impolpare il solito di accompagnatori e altro che sono in netta sproporzione visto l’esiguo numero degli atleti AG italiani interessati alle competizioni internazionali. Come mai siamo sempre i meno numerosi, quest’anno solo 2 atleti ai Campionati del mondo che hanno visto in campo oltre 3 mila atleti? A mio avviso, la ragione è certamente l’assoluta assenza di interesse e di incentivi, ma anche lo scarso peso, risalto e ritorno di immagine che i nostri risultati hanno all’interno della federazione e di conseguenza nell’opinione pubblica che non viene nemmeno informata dei nostri successi, come se le nostre medaglie, presenti nel medagliere Mondiale esattamente alla pari con le altre, non valessero nulla: lo scorso anno mandare una nota stampa a Il Messaggero/a Il Tempo di Roma e/o al Gazzettino Veneto/Arena di Verona etc. avrebbe giovato per far uscire qualche intervista, o no, caro presidente? Che ne pensa? Non sarebbe stata anche quella pubblicità per il nostro sport? Non ha visto quest’anno che grancassa hanno fatto FIDAL e FIN per le medaglie europee, non mondiali? Sarebbe stato un modo carino per ringraziare chi si era pagato tutto, anche body e iscrizione, oltre a viaggio, vitto, alloggio e fatiche varie per andare lì a fare grande l’Italia, a metterla al 5° posto del medagliere…Mondiale. A proposito, quest’anno com’è andata? Ai Mondiali si fa più fatica che agli Europei, avete notato? In sede di bilancio consuntivo questo passo indietro verrà citato tra i passivi o si… passerà oltre?

2)      Ancora oggi chi ha una medaglia mondiale o tempi di assoluto rilievo, non è considerato dal rank italiano( a New York quest’anno ho per esempio battuto il record degli M3 che apparteneva al mitico ‘the man’ Dave Scott 6 volte campione del mondo Ironman alle Hawaii…ah, già dimenticavo, per voi l’Ironman non è triathlon…) ebbene a Bardolino mi sono visto schiaffare in 14° batteria con il pettorale 1392, oltretutto un solerte giudice ha anche provato a obbligarmi a partire ammassato dietro alla 13° batteria che alla fine sono state fatte partire rocambolescamente accorpate…complimenti!!!). Cosa avrei dovuto fare, chiedere di passare in prima batteria? E a chi? Le volte che l’ho fatto, per es. al campionato italiano di Duathlon a Rimini, mi è stato risposto picche, quindi preferisco farmi i fatti miei e divertirmi a fare lo slalom, è divertente sapete?

3)      A proposito di Campionati Italiani Sprint, partendo dal calendario presente sul sito federale risulta difficile trovare uno straccio di informazione, praticamente si va a finire su un sito aggiornato al 2012, è normale? State tranquilli non ho intenzione di venire, lo dico per voi e per tutti…

4)      Riguardo agli stage di allenamento per gli AG, non avete certamente messo il tecnico di riferimento Bianchini in condizione di lavorare: chi ha scelto la location? E i prezzi? Secondo me il miglior stage sarebbero Campionati Italiani, Europei e Mondiali, ma non rubatemi come al solito le idee…J

5)      Sono Tecnico Federale da 25 anni, Coordinatore da quasi 15 anni, oltre a me stesso ho allenato fior di atleti e di squadre, ho partecipato da docente a simposi e seminari, ho anche fatto il corso come docente federale e anche tenuto qualche lezione, ora scopro che nella nuova gestione devo partecipare a non so quanti corsi di aggiornamento ogni anno per mantenere la mia… ‘qualifica di tecnico’. Dico una sola parola di commento: complimenti!

6)      Da tecnico mi permetto una notazione: un atleta elite assoluto che termina la stagione a settembre e la riprende ad aprile/maggio è un ex atleta, in 7-8 mesi si perdono importantissimi adattamenti fisiologici e inoltre rimane soggetto ad infortunarsi con facilità, dato che tendini, articolazioni e tessuti muscolari tendono comunque a perdere tono ed elasticità e la voglia di riprendere in tromba innesca i guai. Ne ho visti tanti terminare così prematuramente la carriera, non vorrei fare nomi. Invece a fine stagione chi conosce il mestiere studia cosa non ha funzionato e ci lavora sopra a fondo e si prepara a sorprendere i propri avversari avendo trasformato i punti deboli in punti di forza o almeno ci si prova… J

Detto questo vi saluto sportivamente e vi ringrazio per la cortese attenzione,

Danilo Palmucci

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