Mute Triathlon

Le nostre pagelle agli azzurri di triathlon a Londra

Sono oramai andate in archivio le Olimpiadi di Londra e la delegazione azzurra di Triathlon è rientrata in Italia Lunedì verso le 12.30 a Linate.
Sulla Gazzetta dello Sport nelle pagelle post Olimpiade il triathlon ha raccolto un 5,5. Anche noi di Triathlonmania vogliamo fare una sorta di pagella per i nostri azzurri.

ANNA MARIA MAZZETTI
Se si dovesse leggere la classifica si farebbe in fretta a parlare di fallimento, ma la dinamica della gara con la caduta di Anna Maria cambia l’analisi della sua prestazione. La grinta con cui ha portato a termine la sua gara nonostante il notevole ritardo accumulato con la caduta e le ferite riportate, fanno di Anna Maria un esempio di come non bisogna mollare mai e come vadano onorati fino in fondo gli impegni con la maglia azzurra. VOTO 7

DAVIDE UCCELLARI
Alzi la mano chi a Gennaio 2012 avrebbe scommesso che Uccio si sarebbe qualificato per Londra ! Forse nemmeno lui. Nessuno in Italia si è mai permesso il lusso a 21 anni di fare un podio (2°) in Coppa del Mondo, praticamente il suo ciclo di qualificazione per Londra è durato 4-5 mesi e ha centrato l’obiettivo.  A Londra ha fatto la sua gara, generosa come sempre, alla fine ha raccolto comunque un 29° posto che  sino al giorno prima della gara gli sarebbe valsa la miglior prestazione italiana maschile di sempre alle Olimpiadi. A 21 anni credo che non si possa chiedere di più ad un ragazzo. VOTO 8,5

ALESSANDRO FABIAN
Partito con molta pressione addosso, Alessandro non ha tradito le aspettative, ha iniziato con un nuoto mostruoso, uscendo praticamente davanti, in bici ha collaborato per un primo tentativo di fuga e a piedi un piccolo cedimento nel finale gli ha forse tolto la 9° posizione. Un 10° posto comunque che scrive la storia del triathlon italiano al maschile, una prestazione di assoluto livello mondiale, forse mai come ora abbiamo un atleta capace di piazzarsi stabilmente tra i big del triathlon internazionale. VOTO 9

In conclusione vorrei fare alcune riflessioni su come si è arrivati a questa Olimpiade.
Quando leggo su alcuni forum alcuni giudizi sui nostri (c’è stato persino qualcuno che ha detto che Fabian sembrava un amatore in mezzo ad alcuni elite) mi rendo conto che poche persone siano a conoscenza del livello che si incontra in gare ITU come la Dextro, World Cup e Olimpiadi. Siamo usciti da Pechino con le ossa “rotte”, Fontana e D’Aquino mai in gara , tra le donne la Cortassa era la nostra speranza che si è infranta ancora prima di iniziare a causa di un infortunio e Chmet e Bonin non sono riuscite a “salvare la nave”. Si è subito gridato allo scandalo, ci si è affrettati a chiedere la testa dello staff tecnico ecc…  Degli atleti di allora non è rimasto quasi nulla, Fontana è passato alle lunghe distanze, Emilio  D’Aquino ha smesso, la Bonin si vede poco sui campi gara, la Chmet continua invece ma prevalentemente in Italia. La rifondazione è stata fatta, durante il quadriennio abbiamo comunque perso per strada ottimi atleti come Giuseppe Ferraro, alcuni hanno avuto tremenda sfortuna come Alberto Alessandroni e Alice Betto che sono stati fermati da infortuni quando avevano ottime possibilità di qualificarsi per Londra. Abbiamo vissuto un quadriennio cercando di far fare esperienza internazionale a diversi atleti , i vari Casadei, Secchiero, Hofer (che ci ha regalato la vittoria nella prima di Cremona coma gara Etu), Facchinetti, Ciavatella , Molinari hanno vestito la maglia azzurra portando il loro contributo alla causa. Il gruppo dei P.O. si è poi ristretto, Fabian e Mazzetti sono diventati i naturali “capitani”, si è volati in Argentina per allenarsi in inverno  conquistando per 3 anni di seguito la gara ITU di La Paz tra gli uomini (Ferraro 2009, Fabian 2010-2011) e conquistando una tripletta tra le donne nel 2011 (Bonin-Mazzetti-Stampfli). Fabian si conferma gara dopo gara tra i migliori al mondo, agli Europei 2012 è 5° , lo stesso giorno a migliaia di km di distanza Uccio scrive una pagina di storia del triathlon italiano conquistando un 2° posto nella world Cup in Giappone che gli spalanca di fatto le porte per la qualificazione alle Olimpiadi di Londra. Mazzetti a suon di buoni risultati non tribula troppo per qualificarsi, “chiude” con un podio nella World Cup in Ungheria prima della sua avventura olimpica.
Nessuno cita lo staff tecnico, ma questi risultati sono anche frutto di un lavoro portato avanti con metodo , Uccellari ha lavorato molto (come la Mazzetti ) sul nuoto riuscendo a colmare in parte il gap dai primi, in bici sta migliorando molto (è sempre uno dei più attivi in gruppo), a piedi sappiamo di cosa sia capace. Anna Maria sta prendendo confidenza nei suoi mezzi, sta lavorando sulla prima frazione che potrebbe permetterle di fare grandissime cose considerando la ottima frazione a piedi di cui dispone. Fabian si sta sempre più consolidando, a Londra ha dimostrato che in una gara tirata alla morte a nuoto lui è tra i migliori 3, in bici forse soffre un po’ le fughe (però è un opinione da esterno) a piedi tolti i 3 mostri davanti a tutti (i due Brownlee e Gomez) se la può giocare con chiunque.
Direi quindi che è doveroso ringraziare anche i tecnici che hanno lanciato i nostri azzurri in età giovanile, i vari Beggio, Bargellini, coloro che come Compagnoni si prodigano a migliorare le prestazioni degli azzurri, tutte le persone come Bottini, Miglio, Contin, Tamburri (sicuramente ne dimentico parecchie) che mettono la loro competenza a disposizione del gruppo, ai fisioterapisti, massaggiatori, psicologi e tutte quelle figure che lavorano nell’ombra ma che sono importantissime, così come lo staff federale , uffici compresi e il Presidente Bertandi, che sicuramente non ha avuto un’avventura facile dal suo insediamento, ma che potrà godersi questi risultati.Un ringraziamento anche ai Gruppi Sportivi Militari, senza di loro gli atleti non avrebbero possibilità di potersi dedicare in pieno al triathlon con serenità e professionalità.
Non ultimo, vorrei fare un ringraziamento a tutti i tecnici giovanili , solo grazie al loro lavoro possiamo avere giovani che un futuro potranno regalarci soddisfazioni.

Marco Novelli

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Le nostre pagelle agli azzurri di triathlon a Londra

15th agosto, 2012

Sono oramai andate in archivio le Olimpiadi di Londra e la delegazione azzurra di Triathlon è rientrata in Italia Lunedì verso le 12.30 a Linate.
Sulla Gazzetta dello Sport nelle pagelle post Olimpiade il triathlon ha raccolto un 5,5. Anche noi di Triathlonmania vogliamo fare una sorta di pagella per i nostri azzurri.

ANNA MARIA MAZZETTI
Se si dovesse leggere la classifica si farebbe in fretta a parlare di fallimento, ma la dinamica della gara con la caduta di Anna Maria cambia l’analisi della sua prestazione. La grinta con cui ha portato a termine la sua gara nonostante il notevole ritardo accumulato con la caduta e le ferite riportate, fanno di Anna Maria un esempio di come non bisogna mollare mai e come vadano onorati fino in fondo gli impegni con la maglia azzurra. VOTO 7

DAVIDE UCCELLARI
Alzi la mano chi a Gennaio 2012 avrebbe scommesso che Uccio si sarebbe qualificato per Londra ! Forse nemmeno lui. Nessuno in Italia si è mai permesso il lusso a 21 anni di fare un podio (2°) in Coppa del Mondo, praticamente il suo ciclo di qualificazione per Londra è durato 4-5 mesi e ha centrato l’obiettivo.  A Londra ha fatto la sua gara, generosa come sempre, alla fine ha raccolto comunque un 29° posto che  sino al giorno prima della gara gli sarebbe valsa la miglior prestazione italiana maschile di sempre alle Olimpiadi. A 21 anni credo che non si possa chiedere di più ad un ragazzo. VOTO 8,5

ALESSANDRO FABIAN
Partito con molta pressione addosso, Alessandro non ha tradito le aspettative, ha iniziato con un nuoto mostruoso, uscendo praticamente davanti, in bici ha collaborato per un primo tentativo di fuga e a piedi un piccolo cedimento nel finale gli ha forse tolto la 9° posizione. Un 10° posto comunque che scrive la storia del triathlon italiano al maschile, una prestazione di assoluto livello mondiale, forse mai come ora abbiamo un atleta capace di piazzarsi stabilmente tra i big del triathlon internazionale. VOTO 9

In conclusione vorrei fare alcune riflessioni su come si è arrivati a questa Olimpiade.
Quando leggo su alcuni forum alcuni giudizi sui nostri (c’è stato persino qualcuno che ha detto che Fabian sembrava un amatore in mezzo ad alcuni elite) mi rendo conto che poche persone siano a conoscenza del livello che si incontra in gare ITU come la Dextro, World Cup e Olimpiadi. Siamo usciti da Pechino con le ossa “rotte”, Fontana e D’Aquino mai in gara , tra le donne la Cortassa era la nostra speranza che si è infranta ancora prima di iniziare a causa di un infortunio e Chmet e Bonin non sono riuscite a “salvare la nave”. Si è subito gridato allo scandalo, ci si è affrettati a chiedere la testa dello staff tecnico ecc…  Degli atleti di allora non è rimasto quasi nulla, Fontana è passato alle lunghe distanze, Emilio  D’Aquino ha smesso, la Bonin si vede poco sui campi gara, la Chmet continua invece ma prevalentemente in Italia. La rifondazione è stata fatta, durante il quadriennio abbiamo comunque perso per strada ottimi atleti come Giuseppe Ferraro, alcuni hanno avuto tremenda sfortuna come Alberto Alessandroni e Alice Betto che sono stati fermati da infortuni quando avevano ottime possibilità di qualificarsi per Londra. Abbiamo vissuto un quadriennio cercando di far fare esperienza internazionale a diversi atleti , i vari Casadei, Secchiero, Hofer (che ci ha regalato la vittoria nella prima di Cremona coma gara Etu), Facchinetti, Ciavatella , Molinari hanno vestito la maglia azzurra portando il loro contributo alla causa. Il gruppo dei P.O. si è poi ristretto, Fabian e Mazzetti sono diventati i naturali “capitani”, si è volati in Argentina per allenarsi in inverno  conquistando per 3 anni di seguito la gara ITU di La Paz tra gli uomini (Ferraro 2009, Fabian 2010-2011) e conquistando una tripletta tra le donne nel 2011 (Bonin-Mazzetti-Stampfli). Fabian si conferma gara dopo gara tra i migliori al mondo, agli Europei 2012 è 5° , lo stesso giorno a migliaia di km di distanza Uccio scrive una pagina di storia del triathlon italiano conquistando un 2° posto nella world Cup in Giappone che gli spalanca di fatto le porte per la qualificazione alle Olimpiadi di Londra. Mazzetti a suon di buoni risultati non tribula troppo per qualificarsi, “chiude” con un podio nella World Cup in Ungheria prima della sua avventura olimpica.
Nessuno cita lo staff tecnico, ma questi risultati sono anche frutto di un lavoro portato avanti con metodo , Uccellari ha lavorato molto (come la Mazzetti ) sul nuoto riuscendo a colmare in parte il gap dai primi, in bici sta migliorando molto (è sempre uno dei più attivi in gruppo), a piedi sappiamo di cosa sia capace. Anna Maria sta prendendo confidenza nei suoi mezzi, sta lavorando sulla prima frazione che potrebbe permetterle di fare grandissime cose considerando la ottima frazione a piedi di cui dispone. Fabian si sta sempre più consolidando, a Londra ha dimostrato che in una gara tirata alla morte a nuoto lui è tra i migliori 3, in bici forse soffre un po’ le fughe (però è un opinione da esterno) a piedi tolti i 3 mostri davanti a tutti (i due Brownlee e Gomez) se la può giocare con chiunque.
Direi quindi che è doveroso ringraziare anche i tecnici che hanno lanciato i nostri azzurri in età giovanile, i vari Beggio, Bargellini, coloro che come Compagnoni si prodigano a migliorare le prestazioni degli azzurri, tutte le persone come Bottini, Miglio, Contin, Tamburri (sicuramente ne dimentico parecchie) che mettono la loro competenza a disposizione del gruppo, ai fisioterapisti, massaggiatori, psicologi e tutte quelle figure che lavorano nell’ombra ma che sono importantissime, così come lo staff federale , uffici compresi e il Presidente Bertandi, che sicuramente non ha avuto un’avventura facile dal suo insediamento, ma che potrà godersi questi risultati.Un ringraziamento anche ai Gruppi Sportivi Militari, senza di loro gli atleti non avrebbero possibilità di potersi dedicare in pieno al triathlon con serenità e professionalità.
Non ultimo, vorrei fare un ringraziamento a tutti i tecnici giovanili , solo grazie al loro lavoro possiamo avere giovani che un futuro potranno regalarci soddisfazioni.

Marco Novelli

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