Mute Triathlon

L’analisi della frequenza cardiaca

Sezione dedicata all'allenamento del Triathlon

Tratto da Sportslife.it , di Cristiano Caporali:

Il principale problema che deve affrontare un allenatore, o un atleta, quando cerca di ottenere la massima prestazione, è la valutazione del training load, o carico di allenamento, e della freshness, ossia dell’effettiva capacità di affronatare un allenamento, conseguente ad un adeguato recupero psicofisico. Sono stati proposti diversi modelli matematici che permettono di valutare sia il training load che la freshness. Alcuni, come la sRPE (session rate of percivied exertion), introdotto da Foster sulla base dei lavori di Borg, sono basati sulla percezione soggettiva del carico di allenamento, altri, come il TRIMP (Training Impulse) di Bannister, sono basati su una misura oggettiva rilevata dalla frequenza cardiaca, altri ancora, come il TSS e TSB, sono basati sulla misura della potenza espressa durante una prestazione. Un metodo che, grazie alla tecnologia è divenuto accessibile a tutti, si basa sulla rilevazione della HRV (Heart Rate Variability). Cos’è la HRV? Sostanzialmente l’analisi della HRV indaga la variabilità temporale che intercorre tra un battito cardiaco ed il successivo. Quando rileviamo la frequenza cardiaca con un normale cardiofrequenzimetro leggiamo una media delle pulsazioni effettuate dal cuore in un minuto, ma nella realtà ogni pulsazione ha una differenza temporale rispetto alla precedente ed alla successiva, così può accadere che una pulsazione avvenga 0,789 ms dopo la precedente e che la successiva avvenga 0,892 ms dopo. I fisiologi hanno rilevato che più è grande la variabilità media delle pulsazioni e più il soggetto è in salute. E’ stata anche stabilita una relazione tra il bilanciamento del ANS (sistema nervoso autonomo) e la HRV. L’ASN è classicamente suddiviso in due branche: sistema parasimpatico e sistema simpatico. Il primo è in dominanza quando l’organismo è in recupero, mentre il secondo quando è richieso un impegno fisico o cognitivo. L’allenamento, come è facile immaginare, attiva la parte simpatica dell’ANS, mentre quando recuperiamo è la parte parasimpatica a dominare. La misura dell’HRV può informarci sul rapporto di attivazione tra sistema simpatico e parasimpatico e quindi fornire due tipi di informazioni: il training load e la freshness. Approfondiremo questo interessantissimo argomento in un articolo in cui analizzerò lo stato dell’arte e la principale bibliografia in merito. Per il momento volevo riportare la mia esperienza con un piccolo ed economico sistema di rilevazione della freshness. Si chiama ithlete ed è un dispositivo collegabile a diversi smartphone. Attraverso una fascia per cardiofrequenzimetro rileva la HRV ed esegue una valutazione della condizione di freschness dell’atleta. La misurazione si esegue in un solo minuto e fornisce un numero con un indicatore colorato, in base al quale viene consigliato se affrontare un allenamento qualitativo, un allenamento più balndo o un recupero completo. Questo tipo di approccio è molto interessante poiché permette di avere una pianificazione “fluida” degli allenamenti in cui si assegna all’atleta il training load da effettuare nel microciclo e lui lo svolge in base alla massima efficacia che può ricavare. Certo ci sono molte considerazioni da fare, ad esempio spesso gli allenatori sono alla ricerca del FOR (functional over reaching), ben consapevoli che si porta l’atleta ad uno stato di esaurimento nella ricerca di una risposta supercompensativa più elevata. Tuttavia è sicuramente un nuovo e stimolante approccio alla preparazione da considerare

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@novellimarco

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L’analisi della frequenza cardiaca

8th dicembre, 2012

Sezione dedicata all'allenamento del Triathlon

Tratto da Sportslife.it , di Cristiano Caporali:

Il principale problema che deve affrontare un allenatore, o un atleta, quando cerca di ottenere la massima prestazione, è la valutazione del training load, o carico di allenamento, e della freshness, ossia dell’effettiva capacità di affronatare un allenamento, conseguente ad un adeguato recupero psicofisico. Sono stati proposti diversi modelli matematici che permettono di valutare sia il training load che la freshness. Alcuni, come la sRPE (session rate of percivied exertion), introdotto da Foster sulla base dei lavori di Borg, sono basati sulla percezione soggettiva del carico di allenamento, altri, come il TRIMP (Training Impulse) di Bannister, sono basati su una misura oggettiva rilevata dalla frequenza cardiaca, altri ancora, come il TSS e TSB, sono basati sulla misura della potenza espressa durante una prestazione. Un metodo che, grazie alla tecnologia è divenuto accessibile a tutti, si basa sulla rilevazione della HRV (Heart Rate Variability). Cos’è la HRV? Sostanzialmente l’analisi della HRV indaga la variabilità temporale che intercorre tra un battito cardiaco ed il successivo. Quando rileviamo la frequenza cardiaca con un normale cardiofrequenzimetro leggiamo una media delle pulsazioni effettuate dal cuore in un minuto, ma nella realtà ogni pulsazione ha una differenza temporale rispetto alla precedente ed alla successiva, così può accadere che una pulsazione avvenga 0,789 ms dopo la precedente e che la successiva avvenga 0,892 ms dopo. I fisiologi hanno rilevato che più è grande la variabilità media delle pulsazioni e più il soggetto è in salute. E’ stata anche stabilita una relazione tra il bilanciamento del ANS (sistema nervoso autonomo) e la HRV. L’ASN è classicamente suddiviso in due branche: sistema parasimpatico e sistema simpatico. Il primo è in dominanza quando l’organismo è in recupero, mentre il secondo quando è richieso un impegno fisico o cognitivo. L’allenamento, come è facile immaginare, attiva la parte simpatica dell’ANS, mentre quando recuperiamo è la parte parasimpatica a dominare. La misura dell’HRV può informarci sul rapporto di attivazione tra sistema simpatico e parasimpatico e quindi fornire due tipi di informazioni: il training load e la freshness. Approfondiremo questo interessantissimo argomento in un articolo in cui analizzerò lo stato dell’arte e la principale bibliografia in merito. Per il momento volevo riportare la mia esperienza con un piccolo ed economico sistema di rilevazione della freshness. Si chiama ithlete ed è un dispositivo collegabile a diversi smartphone. Attraverso una fascia per cardiofrequenzimetro rileva la HRV ed esegue una valutazione della condizione di freschness dell’atleta. La misurazione si esegue in un solo minuto e fornisce un numero con un indicatore colorato, in base al quale viene consigliato se affrontare un allenamento qualitativo, un allenamento più balndo o un recupero completo. Questo tipo di approccio è molto interessante poiché permette di avere una pianificazione “fluida” degli allenamenti in cui si assegna all’atleta il training load da effettuare nel microciclo e lui lo svolge in base alla massima efficacia che può ricavare. Certo ci sono molte considerazioni da fare, ad esempio spesso gli allenatori sono alla ricerca del FOR (functional over reaching), ben consapevoli che si porta l’atleta ad uno stato di esaurimento nella ricerca di una risposta supercompensativa più elevata. Tuttavia è sicuramente un nuovo e stimolante approccio alla preparazione da considerare

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