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La ricetta per le gare senza scia di Maurizio Brassini

All’indomani di Mergozzo e delle solite polemiche che animano il dopo gara delle gare no draft (in foto un gruppone nella gara di ieri di Mergozzo), Maurizio Brassini, triathleta  da anni sui campi gara italiani , riflette sul problema della scia e avanza una sua “ricetta” per risolvere il problema.

Ho dedicato 5 minuti per capire quanti atleti viaggiano nei primi km di un percorso come Mergozzo e trovare una soluzione. Per semplificare le cose (senza sbagliare di molto) possiamo dire che 300 atleti viaggiano su 7.5 km di strada. Uno ogni 25m metri. A quanto pare sono molto pochi, molti atleti lamentano l’impossibilità del non formarsi di gruppi. Per far si che i 300 atleti impieghino 30 km di strada quindi 100m a testa sarebbe sufficiente diluire la partenza a scaglioni di 30 atleti, con partenze ogni 1′, si allungherebbe la gara di 30′, penso non sia un problema visto che permettono di arrivare in più di 7 ore.
Non aumenta il problema dei doppiaggi, non viene smisurata la gara, anzi si amplifica l’essenza del correre da soli, senza riferimenti, quindi contro il tempo e se stessi. Ovviamente la classifica non corrisponde all’ordine di arrivo, ma questo già accade in diverse gare con scia, dove è evidente il paradosso.
Ora, con mediamente 100m di strada a testa, non dovrebbe sussistere il problema di sovraffollamento impossibilità di rispettare regole e codice della strada.
A chi interessa la GARA, tenete presente che i primi 30 partono comunque assieme e saranno i più visibili. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.
Se non si capisce che le soluzioni semplici, ovvie, logiche sono queste…nulla cambierà mai!

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@novellimarco

Commenti dei lettori


  1. Marco, nel caso di mergozzo dovresti avere circa 23-25 moto , ma dove li trovi 23-25 giudici?

  2. scottim on 10 settembre 2012 at 21:25 said:

    mi permetto di intervenire
    posto che sostanzialmente sono d’accordo con Brass come espresso su FCZ pero’ ritengo che si debba eliminare l’abberrazione delle partenze cosi fatte, ovvero si deve partire per categorie di eta’

    gli elite in prima batteria (ovviamente dopo che verra’ reintrodotta come deve essere e come succede in tutto il mondo) e tutti gli altri in batterie di eta’ a 10-12′ di distanza
    si possono accorpare magari M3-4-5
    nelle gare dal medio in su anche S1-S2 credo visti i numeri
    gli altri separati perche’ all’interno di una categoria c’e’ molta piu’ disomogeneita’ che all’interno di una batteria costruita sul rank e quindi molta piu’ probabilita’ di sfilacciamenti nel gruppo sin dal nuoto e poi in T1.

    e cmq per me chi organizza gare pianeggianti deve avere 1 moto ogni 1.5 max 2km
    se non le ha non organizza. STOP.

  3. Ah ecco, si ogni 3′ con 30 atleti è gestibile con 2 box di partenza, quanto 50/60 atleti ogni 4′ o 5′.

  4. Ciao Mikyn, c’è un errore, perchè il colcolo porti un atleta ogni 100 mt la partenza è ogni 3′.
    La spunta è da farsi mano a mano, con un paio di box per spuntare con un po’ di anticipo.
    Sarebbe utile anche un cronometro con il conto alla rovescia, sulla start list orario zero per i primi e 3′-6′-9′ e via così…chi non c’è non parte.
    Non vedo perchè a volte bisogna aspettare qualcuno per mille motivi…si parte a quell’ora e stop.

  5. Sulle partenze ho espresso un ‘ opinione simile sul forum riguardo a Mergozzo

  6. Ottima idea, ma vedo qualche problema di gestione delle spunte pre-partenza e delle batterie. Ipotizziamo una gara con 450 atleti.
    Per far partire 15 batterie da 30 atleti ciascuna, ad 1′ una dall’altra, sarebbe necessario spuntarle tutte in precedenza (non si spuntano 30 atleti in 1′) e mantenerle separate sino alle rispettive partenze. Insomma, servirebbero 15 “box” di partenza separati, già a Mergozzo non saprei proprio dove li possano mettere.
    Credo si possa ottenere un risultato simile con batterie di 50-60 atleti che partano ogni 4-5′. In 4′ 60 atleti si spuntano, quindi bastano 2 box di partenza: quello per la batteria che attende il proprio via e quello per la successiva che viene spuntata, ogni 4′ “slittano” in avanti. Sempre per 450 atleti, si fanno 8 batterie da 56 atleti, quindi si allunga la gara di 32′ o 40′, a seconda che le partenze siano ogni 4′ o 5′.

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La ricetta per le gare senza scia di Maurizio Brassini

10th settembre, 2012

All’indomani di Mergozzo e delle solite polemiche che animano il dopo gara delle gare no draft (in foto un gruppone nella gara di ieri di Mergozzo), Maurizio Brassini, triathleta  da anni sui campi gara italiani , riflette sul problema della scia e avanza una sua “ricetta” per risolvere il problema.

Ho dedicato 5 minuti per capire quanti atleti viaggiano nei primi km di un percorso come Mergozzo e trovare una soluzione. Per semplificare le cose (senza sbagliare di molto) possiamo dire che 300 atleti viaggiano su 7.5 km di strada. Uno ogni 25m metri. A quanto pare sono molto pochi, molti atleti lamentano l’impossibilità del non formarsi di gruppi. Per far si che i 300 atleti impieghino 30 km di strada quindi 100m a testa sarebbe sufficiente diluire la partenza a scaglioni di 30 atleti, con partenze ogni 1′, si allungherebbe la gara di 30′, penso non sia un problema visto che permettono di arrivare in più di 7 ore.
Non aumenta il problema dei doppiaggi, non viene smisurata la gara, anzi si amplifica l’essenza del correre da soli, senza riferimenti, quindi contro il tempo e se stessi. Ovviamente la classifica non corrisponde all’ordine di arrivo, ma questo già accade in diverse gare con scia, dove è evidente il paradosso.
Ora, con mediamente 100m di strada a testa, non dovrebbe sussistere il problema di sovraffollamento impossibilità di rispettare regole e codice della strada.
A chi interessa la GARA, tenete presente che i primi 30 partono comunque assieme e saranno i più visibili. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.
Se non si capisce che le soluzioni semplici, ovvie, logiche sono queste…nulla cambierà mai!

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