Mute Triathlon

La morte di Ylenia riapre le solite discussioni sugli orari di gara.

Domenica è venuta a mancare Ylenia Turina, accasciatasi al suolo  per un malore durante una gare di Duathlon a San Giorgio al Tagliamento. La notizia è apparsa anche sul sito Fitri , la gara non era inserita nel calendario federale e la stessa Federazione aveva mandato tempo fa una “diffida” agli organizzatori riguardo all’organizzazione di manifestazioni al di fuori del calendario ufficiale.
Si sono subito scatenate le solite polemiche circa gli orari gare  che in estate devono fare i conti con l’afa e la calura tipica della stagione.
Sicuramente le temperature estive non aiutano la pratica delle multidiscipline, spesso ci si trova a correre nelle ore più calde della giornata, ma spesso gli orari sono obbligati  in quanto i permessi vengo rilasciati in base alle esegienze del traffico e dei locali.
Singolare il vespaio che certe persone sollevano su certi forum, persone che si ergono paladini della salute degli atleti e poi non si fanno alcun problema ad iscriversi a gare Ironman o simili che partono sì la mattina presto, ma poi vedono la maggior parte degli atleti partire per la frazione podistica (quella più dura e “pericolosa” per la salute)  verso le 13-14. Le stesse persone invocano controlli, regolamenti ecc e poi loro stessi organizzatori fanno partire le loro gare  ad un orario in cui la corsa capita proprio verso le ore calde del giorno, di certo in date meno “impegnative” ma pur sempre in luoghi a rischio calura.
Tra l’altro le ultime morti nel triathlon italiano  (pochissime per fortuna) sono state quelle di Andrea Clerici a Lido delle Nazioni per un malore nel post gara e di  Tolmino Mela per un incidente nella frazione ciclistica. In altri sport ci sono morti (maratone) anche in gare  in autunno o inizio primavera dove di certo le temperature non sono esagerate.
Il problema spesso sono gli atleti, che non conoscono i propri limiti e fanno di tutto pur di superarli, viviamo in una società dove sembra che la “sconfitta”  sia un’onta che non si possa sopportare, il ritiro nelle gare viene quasi visto come qualche cosa di inconcepibile, spesso poi ci si vuole improvvisare atleti e fare il “passo più lungo della gamba”.
Andando ad analizzare i decessi nelle gare all’estero si scopre che la quasi totalità avviene nella frazione di nuoto, di certo la più pericolosa, ma questo è strettamente legato al discorso della poca preparazione tecnica e fisica di molti A.g.
Vogliamo il bene del triathlon?  Allora aboliamo i lunghi e gli Ironman, spesso una sfilata di zombie che si trascinano ad ogni costo al traguardo e che si lanciano nella mischia senza saper nuotare o con la dovuta preparazione, queste gare sono diventate famose dopo il filmato di due concorrenti arrivate a gattoni al traguardo dopo aver superato i propri limiti fisici. A Settembre ci sarà l’apoteosi delle gare assurde, il triplo deca ironman, una sorta di roulette russa , con persone che sfidano le leggi della fisica per trascinarsi al traguardo dopo ore e ore a stressare il proprio fisico e la psiche in una manifestazione senza senso.
Questo forse non è un vero e proprio attentato alla salute degli “atleti”? Come mai i difensori della salute degli atleti non parlano anche di questo?

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La morte di Ylenia riapre le solite discussioni sugli orari di gara.

8th agosto, 2013

Domenica è venuta a mancare Ylenia Turina, accasciatasi al suolo  per un malore durante una gare di Duathlon a San Giorgio al Tagliamento. La notizia è apparsa anche sul sito Fitri , la gara non era inserita nel calendario federale e la stessa Federazione aveva mandato tempo fa una “diffida” agli organizzatori riguardo all’organizzazione di manifestazioni al di fuori del calendario ufficiale.
Si sono subito scatenate le solite polemiche circa gli orari gare  che in estate devono fare i conti con l’afa e la calura tipica della stagione.
Sicuramente le temperature estive non aiutano la pratica delle multidiscipline, spesso ci si trova a correre nelle ore più calde della giornata, ma spesso gli orari sono obbligati  in quanto i permessi vengo rilasciati in base alle esegienze del traffico e dei locali.
Singolare il vespaio che certe persone sollevano su certi forum, persone che si ergono paladini della salute degli atleti e poi non si fanno alcun problema ad iscriversi a gare Ironman o simili che partono sì la mattina presto, ma poi vedono la maggior parte degli atleti partire per la frazione podistica (quella più dura e “pericolosa” per la salute)  verso le 13-14. Le stesse persone invocano controlli, regolamenti ecc e poi loro stessi organizzatori fanno partire le loro gare  ad un orario in cui la corsa capita proprio verso le ore calde del giorno, di certo in date meno “impegnative” ma pur sempre in luoghi a rischio calura.
Tra l’altro le ultime morti nel triathlon italiano  (pochissime per fortuna) sono state quelle di Andrea Clerici a Lido delle Nazioni per un malore nel post gara e di  Tolmino Mela per un incidente nella frazione ciclistica. In altri sport ci sono morti (maratone) anche in gare  in autunno o inizio primavera dove di certo le temperature non sono esagerate.
Il problema spesso sono gli atleti, che non conoscono i propri limiti e fanno di tutto pur di superarli, viviamo in una società dove sembra che la “sconfitta”  sia un’onta che non si possa sopportare, il ritiro nelle gare viene quasi visto come qualche cosa di inconcepibile, spesso poi ci si vuole improvvisare atleti e fare il “passo più lungo della gamba”.
Andando ad analizzare i decessi nelle gare all’estero si scopre che la quasi totalità avviene nella frazione di nuoto, di certo la più pericolosa, ma questo è strettamente legato al discorso della poca preparazione tecnica e fisica di molti A.g.
Vogliamo il bene del triathlon?  Allora aboliamo i lunghi e gli Ironman, spesso una sfilata di zombie che si trascinano ad ogni costo al traguardo e che si lanciano nella mischia senza saper nuotare o con la dovuta preparazione, queste gare sono diventate famose dopo il filmato di due concorrenti arrivate a gattoni al traguardo dopo aver superato i propri limiti fisici. A Settembre ci sarà l’apoteosi delle gare assurde, il triplo deca ironman, una sorta di roulette russa , con persone che sfidano le leggi della fisica per trascinarsi al traguardo dopo ore e ore a stressare il proprio fisico e la psiche in una manifestazione senza senso.
Questo forse non è un vero e proprio attentato alla salute degli “atleti”? Come mai i difensori della salute degli atleti non parlano anche di questo?

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