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La dura legge della WTS: azzurri a picco a Yokohama

Yokohama uomini

E’ oramai chiaro che le gare di  coppa europa siano il trampolino di lancio per giovani o per atleti che si affacciano sui campi gara internazionali, le WC sono terreno di conquista per le seconde linee mentre le WTS sono la vera e propria accademia del triathlon mondiale. Non c’è quindi da aspettarsi grandi risultati in quest’ ultima tipologia di  gare se già nelle prime due non si raccolgono grandi risultati e soprattutto siamo oramai abituati a inutili entusiasmi da parte dei vertici tecnici fitri a fronte di risultati mediocri in gare con una lista di partenti di basso livello a cui si contrappone una serie di giustificazioni infinita per commentare dei veri e propri flop in WTS.

A Yokohama la storia si è tristemente ripetuta , dimostrando sempre più che i risultati degli azzurri stanno avendo un trend sempre più negativo e che nelle WTS stiamo diventando poco più che comparse. La situazione più grave è in campo femminile.

Nella gara donne protagonista il maltempo con la pioggia che ha reso la frazione ciclistica ancora più tecnica , sono emerse le atlete con le migliori capacità tecniche nella seconda frazione. La Jorgensen ha dimostrato ancora una volta di aver ampiamente colmato il gap a nuoto rispetto alle più forti nuotatrici e in bici ha condotto una gara da vera leader mettendosi spesso davanti a tutte per evitare cadute e dettare il ritmo. Totalmente differente la condotta di gara invece della Bonin che rimane costantemente in ultima posizione , esponendosi a continui rilanci dopo ogni curva o accelerazione del gruppo e subendo la seconda frazione , attuando poi una condotta di gara dispendiosa che puntualmente presenta il conto nella frazione finale . Le due azzurre dopo un nuoto deficitario in cui la Mazzetti è uscita dall’acqua a 1.11″ dalla leader l’americana Cook, precedendo di 2 soli secondi la compagna di nazionale Bonin, Sono riuscite a rientrare sul grupo di testa sfruttando il lavoro delle proprie compagne di fuga senza mai collaborare, una volta ricongiunti i due grupponi principali  la Mazzetti ha perso subito le ruote  e la Bonin ha rischiato insieme alla Peron lo stesso risultato.

Una condotta di gara perennemente in fondo al gruppo espone le atlete a problemi legate a cadute, infatti sia Adachi che Yelistratova sono vittime di cadute , la Mazzetti stessa viene coinvolta (non ci sono immagini , viene riportato sul sito Fitri) e comincia a perdere terreno, fino a finire nelle ultime posizioni e quindi a ritirarsi. Per lei due ritiri nelle ultime due WTS, a Cape Town addirittura doppiata a piedi e a Yokohama scivolata nelle ultime posizioni in bici. Una volta terminata la bici, per le comuni mortali si tratta di lottare per il secondo posto, infatti la Jorgensen dopo 1500m circa saluta la compagnia e prende il largo, con la sua connazionale Tomlin che tenta di accodarsi, ma il suo tentativo dura solo poche centinaia di metri. Dietro il fenomeno americano emerge l’australiana Gentle che conquista uno strepitoso secondo posto davanti alla connazionale Moffatt che dimostra la sua stoffa nonostante gli anni che passano. Appassionante la lotta per il 4° posto con l’inglese  Stanford che rientra alle gare con una grande prestazione , solo per un penality box le porta via il 4° posto conquistato dalla Tomlin davanti alla Sanders, Reid (Team Deda Elementi)  Stanford e Hewitt che crolla proprio nel finale.  Per quanto riguarda l’unica azzurra rimasta in gara, la Bonin, ultimi 10 km da dimenticare, scesa nel gruppo di testa di 33 elementi è stata superata anche da due concorrenti che seguivano attardate chiudendo in 35° posizione a 5’34” dalla vincitrice e facendo segnare il quartultimo parziale podistico.

In campo maschile come da pronostici la lotta per il podio è stata una questione a 3 tra gli stra favoriti Alistar Brownlee e gli spagnoli Gomez e Mola che prendono il largo nella frazione finale rimanendo spalla a spalla fino all’ultimo dei 4 giri della frazione podistica. Mola è il primo a staccarsi e la vittoria si deciderà in volata. Alistar Brownlee prova a lanciarla , ma Gomez risponde subito e piazza la zampata vincente portando a casa la prima vittoria nella WTS del 2015, precedendo l’inglese che già nella frazione ciclistica ha dimostrato di non essere in giornata. Al terzo posto chiude a 20″ Mola. Per quanto riguarda gli azzurri dopo un nuoto lontano dalla posizioni di testa, Secchiero abbandona dopo pochi km della frazione ciclistica per problemi meccanici, mentre De Ponti e Facchinetti riescono a rientrare sul primo gruppo e quindi iniziare l’ultima frazione in testa alla gara. Come purtroppo accade oramai da inizio stagione, quando di fatto inizia la gara vera e proprio per i nostri finisce. De Ponti chiude migliore degli azzurri al 38°  accumulando 3’15” di distacco negli ultimi 10 km , mentre Facchinetti chiude 43° con quasi 4′ di distacco.

Trasferta quindi totalmente negativa per gli azzurri, quello che preoccupa di più è il trend che è in continuo peggioramento, Mazzetti nel 2015 non è riuscita ancora a terminare una tappa della WTS, il distacco della Bonin dalla testa della gara è in continuo aumento , mentre i nostri uomini addirittura non riescono a correre più veloce nemmeno della prima donna. Dopo Yokohama in prospettiva Rio ci troviamo nuovamente con soli 2 uomini qualificati, mentre continua la picchiata delle donne che rimangono solo con la Bonin nelle top 20 (19°), mentre la Mazzetti è scivolata al 24° posto  e la Betto oramai solo in 37° posizione e destinata a perdere ancora posizioni.

 

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La dura legge della WTS: azzurri a picco a Yokohama

17th maggio, 2015

Yokohama uomini

E’ oramai chiaro che le gare di  coppa europa siano il trampolino di lancio per giovani o per atleti che si affacciano sui campi gara internazionali, le WC sono terreno di conquista per le seconde linee mentre le WTS sono la vera e propria accademia del triathlon mondiale. Non c’è quindi da aspettarsi grandi risultati in quest’ ultima tipologia di  gare se già nelle prime due non si raccolgono grandi risultati e soprattutto siamo oramai abituati a inutili entusiasmi da parte dei vertici tecnici fitri a fronte di risultati mediocri in gare con una lista di partenti di basso livello a cui si contrappone una serie di giustificazioni infinita per commentare dei veri e propri flop in WTS.

A Yokohama la storia si è tristemente ripetuta , dimostrando sempre più che i risultati degli azzurri stanno avendo un trend sempre più negativo e che nelle WTS stiamo diventando poco più che comparse. La situazione più grave è in campo femminile.

Nella gara donne protagonista il maltempo con la pioggia che ha reso la frazione ciclistica ancora più tecnica , sono emerse le atlete con le migliori capacità tecniche nella seconda frazione. La Jorgensen ha dimostrato ancora una volta di aver ampiamente colmato il gap a nuoto rispetto alle più forti nuotatrici e in bici ha condotto una gara da vera leader mettendosi spesso davanti a tutte per evitare cadute e dettare il ritmo. Totalmente differente la condotta di gara invece della Bonin che rimane costantemente in ultima posizione , esponendosi a continui rilanci dopo ogni curva o accelerazione del gruppo e subendo la seconda frazione , attuando poi una condotta di gara dispendiosa che puntualmente presenta il conto nella frazione finale . Le due azzurre dopo un nuoto deficitario in cui la Mazzetti è uscita dall’acqua a 1.11″ dalla leader l’americana Cook, precedendo di 2 soli secondi la compagna di nazionale Bonin, Sono riuscite a rientrare sul grupo di testa sfruttando il lavoro delle proprie compagne di fuga senza mai collaborare, una volta ricongiunti i due grupponi principali  la Mazzetti ha perso subito le ruote  e la Bonin ha rischiato insieme alla Peron lo stesso risultato.

Una condotta di gara perennemente in fondo al gruppo espone le atlete a problemi legate a cadute, infatti sia Adachi che Yelistratova sono vittime di cadute , la Mazzetti stessa viene coinvolta (non ci sono immagini , viene riportato sul sito Fitri) e comincia a perdere terreno, fino a finire nelle ultime posizioni e quindi a ritirarsi. Per lei due ritiri nelle ultime due WTS, a Cape Town addirittura doppiata a piedi e a Yokohama scivolata nelle ultime posizioni in bici. Una volta terminata la bici, per le comuni mortali si tratta di lottare per il secondo posto, infatti la Jorgensen dopo 1500m circa saluta la compagnia e prende il largo, con la sua connazionale Tomlin che tenta di accodarsi, ma il suo tentativo dura solo poche centinaia di metri. Dietro il fenomeno americano emerge l’australiana Gentle che conquista uno strepitoso secondo posto davanti alla connazionale Moffatt che dimostra la sua stoffa nonostante gli anni che passano. Appassionante la lotta per il 4° posto con l’inglese  Stanford che rientra alle gare con una grande prestazione , solo per un penality box le porta via il 4° posto conquistato dalla Tomlin davanti alla Sanders, Reid (Team Deda Elementi)  Stanford e Hewitt che crolla proprio nel finale.  Per quanto riguarda l’unica azzurra rimasta in gara, la Bonin, ultimi 10 km da dimenticare, scesa nel gruppo di testa di 33 elementi è stata superata anche da due concorrenti che seguivano attardate chiudendo in 35° posizione a 5’34” dalla vincitrice e facendo segnare il quartultimo parziale podistico.

In campo maschile come da pronostici la lotta per il podio è stata una questione a 3 tra gli stra favoriti Alistar Brownlee e gli spagnoli Gomez e Mola che prendono il largo nella frazione finale rimanendo spalla a spalla fino all’ultimo dei 4 giri della frazione podistica. Mola è il primo a staccarsi e la vittoria si deciderà in volata. Alistar Brownlee prova a lanciarla , ma Gomez risponde subito e piazza la zampata vincente portando a casa la prima vittoria nella WTS del 2015, precedendo l’inglese che già nella frazione ciclistica ha dimostrato di non essere in giornata. Al terzo posto chiude a 20″ Mola. Per quanto riguarda gli azzurri dopo un nuoto lontano dalla posizioni di testa, Secchiero abbandona dopo pochi km della frazione ciclistica per problemi meccanici, mentre De Ponti e Facchinetti riescono a rientrare sul primo gruppo e quindi iniziare l’ultima frazione in testa alla gara. Come purtroppo accade oramai da inizio stagione, quando di fatto inizia la gara vera e proprio per i nostri finisce. De Ponti chiude migliore degli azzurri al 38°  accumulando 3’15” di distacco negli ultimi 10 km , mentre Facchinetti chiude 43° con quasi 4′ di distacco.

Trasferta quindi totalmente negativa per gli azzurri, quello che preoccupa di più è il trend che è in continuo peggioramento, Mazzetti nel 2015 non è riuscita ancora a terminare una tappa della WTS, il distacco della Bonin dalla testa della gara è in continuo aumento , mentre i nostri uomini addirittura non riescono a correre più veloce nemmeno della prima donna. Dopo Yokohama in prospettiva Rio ci troviamo nuovamente con soli 2 uomini qualificati, mentre continua la picchiata delle donne che rimangono solo con la Bonin nelle top 20 (19°), mentre la Mazzetti è scivolata al 24° posto  e la Betto oramai solo in 37° posizione e destinata a perdere ancora posizioni.

 

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