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Jorgensen e Jonathan Brownlee “uccidono” la WTS?

jorgensen Gold Coast

Oramai è chiaro : l’americana Jorgensen ha “ucciso” la WTS, mentre Jonathan Browlee è sulla buona strada per imitarla !

Ottava vittoria consecutiva nella maggior serie mondiale per la vincitrice del titolo iridato 2014 e incontrastata dominatrice a livello mondiale. Gli unici dubbi circa la forza di questa ragazza riguardavano il nuoto, ma oggi ha dimostrato di essere praticamente inattaccabile. Infatti dopo la prima frazione che ha visto l’ inglese Learmonth uscire in prima posizione dall’acqua, l’americana non ha praticamente preso alcun distacco. Un gruppo di 9 atlete prende subito la testa della gara con le tre americane  Jorgensen, True e Zaferes, la Duffy (Bermuda) , le inglesi Hall e Learmonth, la spagnola Routier, la brasiliana Oliveira e la neozelandese Clarke. Due diverse cadute mettono fuori dai giochi prima la Routier  (che si ritirerà) che la Clarke (proseguirà nonostante i problemi al cambio),  mentre il gruppo delle inseguitrici tirato dalla olandese Klamer e dalla neozelandese Hewitt rimane distante circa 30″ per i primi 3 giri , per poi cominciare a perdere terreno nella seconda metà della frazione ciclistica e entrare in T2 con un distacco superiore al minuto.

Per non rendere la gara troppo monotona la Jorgensen “regala” un po’ di suspance al pubblico, incappando in una penalità in T2 (bici posizionata male in T2) e quindi 15″ da scontare prima della fine della frazione finale. L’americana comunque è di un altro pianeta per tutte, già dopo 2.5 km il suo vantaggio è superiore ai 20″ sulle due compagne di squadra True e Zaferes, mentre la Duffy è più staccata. La gara di fatto si decide alla fine del secondo dei quattro giri della frazione podistica, la Jorgensen sconta la penalità di 15″  transitando comunque con un vantaggio superiore ai 30″, la True cambia ritmo e allunga sulla Zaferes.  Gli ultimi 5 km sono pura accademia per la Jorgensen che trionfa in 1.56.58, al secondo posto chiude a 1’18” la True mentre chiude il podio tutto americano la Zaferes. Un po’ “d’Italia” al traguardo tra le donne con la irlandese Reid , sponsorizzata Deda elementi che chiude con un ottimo 7° posto finale.

Tra gli uomini “solito” nuoto tirato a ritmi elevati dallo slovacco Varga con Jonathan Brownlee che dimostra subito che non vuole fare sconti a nessuno che si incarica in prima persona di guidare le operazioni. All’uscita dell’acqua se ne va subito in quartetto con Varga, Brownlee e i fratelli russi  Polyanskiy. Gomez rimane leggermente staccato dopo il nuoto , mentre Mola è a circa 1 minuto dai leaders. I quattro davanti cominciano a spingere sui pedali come forsennati, Brownlee e  Varga si prendono carico di svolgere la maggior parte del lavoro, mentre Gomez insegue perdendo secondi ogni giro. Da dietro un gruppone guidato da Murray  recupera terreno giro dopo giro sino a ricongiungersi con quello di Gomez all’inseguimento dei fuggitivi che a metà della frazione ciclistica rimangono in 3 per la caduta di Igor Polyanskiy. Il distacco quindi degli inseguitori si riduce lievemente sino ad arrivare a circa 20″ in T2.

Come in un copione già visto Brownlee prende subito il largo, mentre dietro si scatena la caccia ai restanti gradini del podio con un gruppo di spagnoli (Hernandez, Mola , Gomez) a guidare le operazioni, con Murray e Le Corre che però non mollano un metro. Il distacco dal leader però aumenta e all’inizio del secondo giro Mola prova a cambiare  ritmo allungando sui suoi compagni di gruppo. Il primo a cedere è Le Corre, mentre Gomez prova a staccare i rivali per il bronzo all’inizio del terzo giro. Davanti Brownlee non mostra segni di cedimento, aumenta il suo vantaggio su Mola che cerca di mantenere Gomez e Hernandez a distanza di sicurezza mentre Murray perde il treno per il bronzo alla fine del terzo giro.

Brownlee controlla e va a vincere in 1.46.53     mentre Mola conquista il 2ndo posto a  16″  dall’inglese, mentre la lotta in famiglia per il terzo posto premia il campione del mondo Gomez che a meno di 2 km dall’arrivo attua il forcing decisivo che costringe ad arrendersi Hernandez. Da segnalare la grande prestazione dell’argentino dei Los Tigres Gonzalo Tellechea che con un parziale di 30.33 nella frazione finale riesce a risalire sino al 16° posto perdendo la volata per il 15° con Varga.

Usa nella donne (1-2-3) e Spagna tra gli uomini (4 atleti nei primi 10 e 2-3-4) si candidano come le nazioni leaders nel panorama mondiale. Come ad Auckland nessun azzurro al via.

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Jorgensen e Jonathan Brownlee “uccidono” la WTS?

11th aprile, 2015

jorgensen Gold Coast

Oramai è chiaro : l’americana Jorgensen ha “ucciso” la WTS, mentre Jonathan Browlee è sulla buona strada per imitarla !

Ottava vittoria consecutiva nella maggior serie mondiale per la vincitrice del titolo iridato 2014 e incontrastata dominatrice a livello mondiale. Gli unici dubbi circa la forza di questa ragazza riguardavano il nuoto, ma oggi ha dimostrato di essere praticamente inattaccabile. Infatti dopo la prima frazione che ha visto l’ inglese Learmonth uscire in prima posizione dall’acqua, l’americana non ha praticamente preso alcun distacco. Un gruppo di 9 atlete prende subito la testa della gara con le tre americane  Jorgensen, True e Zaferes, la Duffy (Bermuda) , le inglesi Hall e Learmonth, la spagnola Routier, la brasiliana Oliveira e la neozelandese Clarke. Due diverse cadute mettono fuori dai giochi prima la Routier  (che si ritirerà) che la Clarke (proseguirà nonostante i problemi al cambio),  mentre il gruppo delle inseguitrici tirato dalla olandese Klamer e dalla neozelandese Hewitt rimane distante circa 30″ per i primi 3 giri , per poi cominciare a perdere terreno nella seconda metà della frazione ciclistica e entrare in T2 con un distacco superiore al minuto.

Per non rendere la gara troppo monotona la Jorgensen “regala” un po’ di suspance al pubblico, incappando in una penalità in T2 (bici posizionata male in T2) e quindi 15″ da scontare prima della fine della frazione finale. L’americana comunque è di un altro pianeta per tutte, già dopo 2.5 km il suo vantaggio è superiore ai 20″ sulle due compagne di squadra True e Zaferes, mentre la Duffy è più staccata. La gara di fatto si decide alla fine del secondo dei quattro giri della frazione podistica, la Jorgensen sconta la penalità di 15″  transitando comunque con un vantaggio superiore ai 30″, la True cambia ritmo e allunga sulla Zaferes.  Gli ultimi 5 km sono pura accademia per la Jorgensen che trionfa in 1.56.58, al secondo posto chiude a 1’18” la True mentre chiude il podio tutto americano la Zaferes. Un po’ “d’Italia” al traguardo tra le donne con la irlandese Reid , sponsorizzata Deda elementi che chiude con un ottimo 7° posto finale.

Tra gli uomini “solito” nuoto tirato a ritmi elevati dallo slovacco Varga con Jonathan Brownlee che dimostra subito che non vuole fare sconti a nessuno che si incarica in prima persona di guidare le operazioni. All’uscita dell’acqua se ne va subito in quartetto con Varga, Brownlee e i fratelli russi  Polyanskiy. Gomez rimane leggermente staccato dopo il nuoto , mentre Mola è a circa 1 minuto dai leaders. I quattro davanti cominciano a spingere sui pedali come forsennati, Brownlee e  Varga si prendono carico di svolgere la maggior parte del lavoro, mentre Gomez insegue perdendo secondi ogni giro. Da dietro un gruppone guidato da Murray  recupera terreno giro dopo giro sino a ricongiungersi con quello di Gomez all’inseguimento dei fuggitivi che a metà della frazione ciclistica rimangono in 3 per la caduta di Igor Polyanskiy. Il distacco quindi degli inseguitori si riduce lievemente sino ad arrivare a circa 20″ in T2.

Come in un copione già visto Brownlee prende subito il largo, mentre dietro si scatena la caccia ai restanti gradini del podio con un gruppo di spagnoli (Hernandez, Mola , Gomez) a guidare le operazioni, con Murray e Le Corre che però non mollano un metro. Il distacco dal leader però aumenta e all’inizio del secondo giro Mola prova a cambiare  ritmo allungando sui suoi compagni di gruppo. Il primo a cedere è Le Corre, mentre Gomez prova a staccare i rivali per il bronzo all’inizio del terzo giro. Davanti Brownlee non mostra segni di cedimento, aumenta il suo vantaggio su Mola che cerca di mantenere Gomez e Hernandez a distanza di sicurezza mentre Murray perde il treno per il bronzo alla fine del terzo giro.

Brownlee controlla e va a vincere in 1.46.53     mentre Mola conquista il 2ndo posto a  16″  dall’inglese, mentre la lotta in famiglia per il terzo posto premia il campione del mondo Gomez che a meno di 2 km dall’arrivo attua il forcing decisivo che costringe ad arrendersi Hernandez. Da segnalare la grande prestazione dell’argentino dei Los Tigres Gonzalo Tellechea che con un parziale di 30.33 nella frazione finale riesce a risalire sino al 16° posto perdendo la volata per il 15° con Varga.

Usa nella donne (1-2-3) e Spagna tra gli uomini (4 atleti nei primi 10 e 2-3-4) si candidano come le nazioni leaders nel panorama mondiale. Come ad Auckland nessun azzurro al via.

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