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Ironman Texas: la WTC perde la faccia

Vergogna

Con il passare degli anni le gare del circuito WTC sono diventate sempre più partecipate , ma gli standard organizzativi non sono cresciuti di pari passo. I giorni successivi alle gare “pallinate” vedono postate su facebook e sui vari social foto e video che ritraggono atleti in scia durante la frazione ciclistica, usanza sempre più diffusa tra gli Age Group  , che non conosce differenza di nazionalità.

Nel caso dell’Ironman Texas, che si è corso questo fine settimana, le immagini e i video pubblicati sono a dir poco imbarazzanti, mostrando un susseguirsi di grupponi in perfetto stile “Giro d’Italia / Tour de France” che , senza possibilità di smentita, certificano la disonestà degli atleti in primis e la totale mancanza di volontà degli organizzatori di far rispettare il divieto di scia nella frazione ciclistica.

Scorrendo i risultati della manifestazione si notano tempi stratosferici sia tra gli a.g. che tra i pro, con medie nella frazione ciclistica degne di ciclisti professionisti e , non a caso, sarebbero state fatte segnare le migliori prestazioni mondiali sulla distanza sia in campo maschile che femminile.

Ironman aveva però specificato nel pre gare che la frazione ciclistica era stata ridotta di circa 2 miglia per questioni di sicurezza e che , viste le distanze, i risultati cronometrici non sarebbero stati ritenuti validi come eventuali migliori prestazioni sulla distanza.  La gara si è svolta in un clima di totale caos e anarchia, alimentata dal fatto che sul percorso bike non erano presenti i giudici addetti a controllare il rispetto della regola del no draft, anche in questo caso la situazione è stata “giustificata” dalla WTC chiamando in causa problemi di sicurezza per gli atleti. Sempre sui social ci sono diverse testimonianze dirette di atleti che testimoniano la vergognosa situazione a cui hanno assistito in gara, così come quella di un atleta pro, che ha parlato di elite donne e uomini che hanno tranquillamente pedalato in gruppo in totale disprezzo delle regole.

A fine gara Ironman ha pubblicato i risultati della gara e, come annunciato , ha specificato che le prestazioni di Hanson e Hauschildt non sarebbero state considerati nuovi limiti mondiali sulla distanza, per via delle distanze più corte. Lunedì però il colpo di scena, una clamorosa retromarcia della WTC che ha riconosciuto l’ 8.31’05” dell’austriaca e il 7.39’25” dell’americano come migliori prestazioni mondiali di sempre sulla distanza full.

La WTC ha dimostrato ancora una volta che i vecchi valori dell’Ironman sono oramai scomparsi, il businnes ha preso il posto di quello spirito pioneristico di pura sfida e ricerca dei propri limiti che ha contraddistinto la distanza regina nei suoi albori. Oramai quello che conta è poter accettare più iscritti possibili, fregandosene del rispetto della regola del no draft.  Dalla loro parte gli atleti puntano solamente al risultato e al raggiungimento della qualifica per Kona a tutti i costi, i casi di doping tra gli amatori e di scie vergognose sono in aumento e stanno diventando quasi una costante, il tutto quasi sempre denunciato sui social con immagini e video inequivocabili, ma poi i protagonisti stessi delle gare, sminuiscono il tutto e , quasi come a voler far credere che gli asini volino, difendono a spada tratta i propri risultati cronometrici , totalmente fuori “linea” con i risultati di tutte le precedenti prestazioni, anche recentissime, pellandosi alla “giornata perfetta”, alla “gamba che girava” e una serie di fantasiose e patetiche scuse, perché loro, sono stati gli unici onesti tra 2000 disonesti  !

“Show must go on” recitava una famosa canzone dei Queen, sicuramente potrebbe essere anche il life motive della WTC , che non ha alcun interesse di intralciare il sogno di tutti gli ironman finisher, di coloro che possono poi vantarsi sui social di aver portato a termine una impresa , di aver conquistato Kona, non importa se facendo 100-150-180 km senza aver mai messo la “faccia al vento”, non importa se le distanze erano palesemente corte, non importa se la qualifica è  stata raggiunta dopo aver risparmiato energie in bici e aver poi corso da “fresco”…..l’importante è apparire, avere la propria bacheca facebook piena di complimenti il giorno dopo la gara, poter postare la foto di quella medaglia e poter raccontare di aver fatto medie straordinarie “passeggiando”.

Una cosa però non potranno fare queste persone: dire di aver fatto un Ironman, quello dove nuoti 3.8 km, pedali 180 km con la faccia al vento dal primo all’ultimo metro, quella dove scendi dalla bici con le gambe finite e devi correre 42,95 km , quello che quando tagli il traguardo sai di aver vinto, di aver affrontato da solo e senza aiutini o escamotage  la distanza , una soddisfazione che nessuna foto sui social , medaglia, maglietta o altro può darti e che E’ SOLO TUA  !

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@novellimarco
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Ironman Texas: la WTC perde la faccia

2nd maggio, 2018

Vergogna

Con il passare degli anni le gare del circuito WTC sono diventate sempre più partecipate , ma gli standard organizzativi non sono cresciuti di pari passo. I giorni successivi alle gare “pallinate” vedono postate su facebook e sui vari social foto e video che ritraggono atleti in scia durante la frazione ciclistica, usanza sempre più diffusa tra gli Age Group  , che non conosce differenza di nazionalità.

Nel caso dell’Ironman Texas, che si è corso questo fine settimana, le immagini e i video pubblicati sono a dir poco imbarazzanti, mostrando un susseguirsi di grupponi in perfetto stile “Giro d’Italia / Tour de France” che , senza possibilità di smentita, certificano la disonestà degli atleti in primis e la totale mancanza di volontà degli organizzatori di far rispettare il divieto di scia nella frazione ciclistica.

Scorrendo i risultati della manifestazione si notano tempi stratosferici sia tra gli a.g. che tra i pro, con medie nella frazione ciclistica degne di ciclisti professionisti e , non a caso, sarebbero state fatte segnare le migliori prestazioni mondiali sulla distanza sia in campo maschile che femminile.

Ironman aveva però specificato nel pre gare che la frazione ciclistica era stata ridotta di circa 2 miglia per questioni di sicurezza e che , viste le distanze, i risultati cronometrici non sarebbero stati ritenuti validi come eventuali migliori prestazioni sulla distanza.  La gara si è svolta in un clima di totale caos e anarchia, alimentata dal fatto che sul percorso bike non erano presenti i giudici addetti a controllare il rispetto della regola del no draft, anche in questo caso la situazione è stata “giustificata” dalla WTC chiamando in causa problemi di sicurezza per gli atleti. Sempre sui social ci sono diverse testimonianze dirette di atleti che testimoniano la vergognosa situazione a cui hanno assistito in gara, così come quella di un atleta pro, che ha parlato di elite donne e uomini che hanno tranquillamente pedalato in gruppo in totale disprezzo delle regole.

A fine gara Ironman ha pubblicato i risultati della gara e, come annunciato , ha specificato che le prestazioni di Hanson e Hauschildt non sarebbero state considerati nuovi limiti mondiali sulla distanza, per via delle distanze più corte. Lunedì però il colpo di scena, una clamorosa retromarcia della WTC che ha riconosciuto l’ 8.31’05” dell’austriaca e il 7.39’25” dell’americano come migliori prestazioni mondiali di sempre sulla distanza full.

La WTC ha dimostrato ancora una volta che i vecchi valori dell’Ironman sono oramai scomparsi, il businnes ha preso il posto di quello spirito pioneristico di pura sfida e ricerca dei propri limiti che ha contraddistinto la distanza regina nei suoi albori. Oramai quello che conta è poter accettare più iscritti possibili, fregandosene del rispetto della regola del no draft.  Dalla loro parte gli atleti puntano solamente al risultato e al raggiungimento della qualifica per Kona a tutti i costi, i casi di doping tra gli amatori e di scie vergognose sono in aumento e stanno diventando quasi una costante, il tutto quasi sempre denunciato sui social con immagini e video inequivocabili, ma poi i protagonisti stessi delle gare, sminuiscono il tutto e , quasi come a voler far credere che gli asini volino, difendono a spada tratta i propri risultati cronometrici , totalmente fuori “linea” con i risultati di tutte le precedenti prestazioni, anche recentissime, pellandosi alla “giornata perfetta”, alla “gamba che girava” e una serie di fantasiose e patetiche scuse, perché loro, sono stati gli unici onesti tra 2000 disonesti  !

“Show must go on” recitava una famosa canzone dei Queen, sicuramente potrebbe essere anche il life motive della WTC , che non ha alcun interesse di intralciare il sogno di tutti gli ironman finisher, di coloro che possono poi vantarsi sui social di aver portato a termine una impresa , di aver conquistato Kona, non importa se facendo 100-150-180 km senza aver mai messo la “faccia al vento”, non importa se le distanze erano palesemente corte, non importa se la qualifica è  stata raggiunta dopo aver risparmiato energie in bici e aver poi corso da “fresco”…..l’importante è apparire, avere la propria bacheca facebook piena di complimenti il giorno dopo la gara, poter postare la foto di quella medaglia e poter raccontare di aver fatto medie straordinarie “passeggiando”.

Una cosa però non potranno fare queste persone: dire di aver fatto un Ironman, quello dove nuoti 3.8 km, pedali 180 km con la faccia al vento dal primo all’ultimo metro, quella dove scendi dalla bici con le gambe finite e devi correre 42,95 km , quello che quando tagli il traguardo sai di aver vinto, di aver affrontato da solo e senza aiutini o escamotage  la distanza , una soddisfazione che nessuna foto sui social , medaglia, maglietta o altro può darti e che E’ SOLO TUA  !

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