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Il tesseramento giornaliero Day Pass: chiarimenti

Su alcuni forum sembra scatenarsi una “guerra” riguardo alla quota del day  pass. Marco Novelli ci spiega come si è arrivati alla sua istituzione e chiarisce come stanno le cose in merito alle quote.

L’assemblea nazionale, nel corso dell’assemblea elettiva dello scorso anno, ha votato all’unanimità l’istituzione del day pass, un tesseramento che di fatto sostituisce il vecchio tesseramento amatoriale. L’atleta che effettua  il day pass non rimane vincolato a nessuna società  come nel caso del tesseramento amatoriale e ogni volta che vuole gareggiare può effettuarlo “sul campo” presentando regolare certificato medico per la pratica agonistica. Altra novità è quella che con questo tipo di tesseramento si può prendere parte non solo a distanze sino allo sprint come per il “vecchio” tesseramento amatoriale, ma anche a distanze superiori.
Alcune persone si sono lamentate per il costo eccessivo di questo tipo di tesseramento, 15 euro.
Di certo prima di criticare bisognerebbe conoscere i fatti. Da regolamento, il CONI deve approvare quanto stabilito lo scorso anno dall’assemblea nazionale, cosa non ancora avvenuta, la Federazione visto l’inizio della stagione agonistica ha comunque concesso IN VIA SPERIMENTALE la possibilità a chi volesse provare a cimentarsi in qualche gara di usufruire del day pass. Come tutte le cose sperimentali, sono suscettibili di modifiche, tra l’altro già da tempo in cantiere, ma come detto sino all’ufficializzazione del Coni non si potranno attuare. Sicuramente le quote saranno congrue al tipo di gara e di distanza che gli atleti andranno ad affrontare,quindi come si può criticare un provvedimento provvisorio, tra l’altro fatto per poter comunque permettere di gareggiare chi volesse provare le multidiscipline, senza sapere se effettivamente poi saranno mantenute le stesse condizioni? Solito “tanto rumore per nulla” in quanto la Federazione aveva già pronto  il progetto definitivo in attesa dell’ ok del Coni, ma nessuno naturalmente prima di sollevare critiche si è effettivamente informato.
Allargando il discorso è curioso come molte critiche vengano da persone che sono nel triathlon da 1-2 anni con 4-5 gare all’attivo, gente che non ha la minima cognizione di come funzionino certe dinamiche e portino avanti le proprie polemiche per “sentito dire”. Altrettanto curioso è come la gente usi spesso la parola PROMOZIONE con significati “personalizzati”. Per un organizzatore è chiaramente comodo dire che la sua gara fa promozione, ma siamo sicuri che sia davvero promozione? Chi si è mai preso la briga di vedere quanti tesserati “giornalieri” sono poi diventati tesserati “fissi”? La promozione passa anche dalle gare, ma è solo la parte finale di un lungo lavoro e, forse, la parte meno importante. Se le promozione fosse legata alle gare, mi chiedo Minerva Roma, Valle d’Aosta Triathlon, Alta Pusteria, Virtus ecc  che tipo di promozione fanno visto che non organizzano gare, eppure guarda caso sono le squadre che portano atleti alle nazionali giovanili, portano atleti alle gare, FANNO CONOSCERE IL TRIATHLON. Giusto per fare un esempio: la società organizzatrice del Triathlon di Bardolino , se davvero le gare dovessero fare promozione, dovrebbe avere migliaia di tesserati visto che la sua gara fa oltre 1200-1300 iscritti, ma credo che non sia proprio così. Vogliamo parlare di altre società che organizzano gare e che non arrivano a 10 atleti praticanti? Questa sarebbe promozione?
La promozione si fa nelle scuole, la promozione si fa nelle piazze, la promozione si fa nelle gare giovanili , per esperienza personale ho reclutato più atleti in una esibizione in una festa dello sport che in 10 gare organizzate.
Quelli che poi si lamentano della quota eccessiva del day pass, si sono mai chiesti come funzionano i rimborsi per l’attività giovanile? Logicamente chi guarda il proprio orticello non si interessa di queste cose, riesce solo a chiedersi maliziosamente dove vadano i soldi che la fitri “strappa” ai possibili nuovi adepti delle multidiscipline, facendo illazioni su bilanci da risanare ecc. Certo che come la tecnologia certe persone la sfruttano per girare su forum e scrivere cose campate in aria, la potrebbero invece utilizzare per andare a vedere dove vanno a finire i soldi della Fitri, tra rimborsi attività giovanili, rimborsi per circuti , aiuto agli organizzatori ecc. Curioso poi come ci si scandalizzi per un aumento di 9 euro per una gara, come se questo aumento possa allontanare dei ciclisti con bici da 3-4000 euro, podisti che spendono fortune per andare a fare maratone in posti esotici o per correre il trail all’ultima moda, persone magari che vogliono mettere il triathlon nel loro personale corriculum di super sportivi. A queste persone sarebbe rivolta la promozione? Queste persone servono al triathlon italiano? Saranno loro che un domani organizzeranno le gare , che gestiranno le società e che alleneranno i futuri olimpici? Dubito.
Simpatici poi i paragoni con golf e altri sport, come se i costi siano il fattore limitante e il loro abbassamento il fattore che attrae le masse. Forse queste persone hanno un po’ le idee confuse di come si lavori sulla effettiva promozione, io posso regalare anche un prodotto, ma quando poi lo faccio pagare anche 1 euro poi non ne vendo più di prima.
Ci si lamenta dell’aumento del costo delle gare persino, di certo la gente che lo fa organizza gare tutti i giorni e sa perfettamente che tutto aumenta e che organizzare una gara di triathlon è diverso che organizzare una podistica, una gran fondo ecc..
Di una cosa però si può essere contenti, nel nostro piccolo stiamo diventando come lo sport più popolare in Italia, il calcio, anche da noi basta mettersi il pettorale 2-3 volte , facendo la passeggiata per poi “sedersi al bar” e parlare da espertoni su ogni aspetto del nostro sport. W LA PROMOZIONE !

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@novellimarco

Commenti dei lettori


  1. mi permetto di inserirmi con umiltà dicendo: visto che triathlon mania nasce con buoni scopi…iniziamo a non far finire sempre tutto in polemiche inutuli e sterili…piuttosto confrontiamoci. Io trovo che i 15 euro siano una banalità. La gente che pratica triathlon mediamente è di ceto medio alto e finiamola di raccontare che la crisi o altro allontana. Chi fa triathlon non può farlo se non ha un guadagno adeguato e certamente non deve fare i conti per arrivare a fine mese. Il triathlon italiano in questo momento non vive un periodo eccellente, forse il rinnovamento, forse il fatto che non si riesce ad essere appetibili ai brand fatto stà che siamo comunque in una fase di stallo. Assistiamo alla morte degli olimpici e al prolificare di mezzi…come se fosse normale o semplice fare un 70,3. Va bene che nascano nuove gare e organizzatori ma io da tempo dibatto sulla professionalità. Non ci improvvisa organizzatori di gare e difatti il livello italiano è uno dei più bassi sia in termini di sicurezza che di qualità. Pecchiamo da molte parti a partire dalla sicurezza e spesso le gare vengono organizzate senza nemmeno conoscere appieno i regolamenti. Io dico iintanto mettiamo un patentino con rinnovo annuale agli organizzatori con esame di verifica. Le leggi e regole cambiano e gli organizzatori e addetti ai lavori devono essere sempre al corrente di quello che succede. Idem dicasi per altre figure. Chi per la prima volta organizza gare non deve organizzare gare di rank e il discorso promozionale deve essere una competenza della Federazione come i C.I.
    Le gare di divulgazione tral’altro fondamentali sono il bigliettino da visita soprattutto per chi si avvicina alla multi disciplina per la prima volta. in Italia invece è il contrario: le gare promozionali sono le gare dell’oratorio, arrangiate in qualche modo e senza molto spesso i parametri base di sicurezza. Le gare Promo dovrebbero essere sprint e super sprint e su queste gare non ci dovrebbe essere nessuna tassa in più..almeno la prima volta. Dalla seconda gara se ti entusiasmi allora parte un tesseramento. Io rimango della idea che tesserarsi per la Fi.Tri. ne valga sempre la pena. Il discorso è poi lunghissimo…potremmo parlarne per pagine e pagine.
    Un abbraccio a tutti

  2. Analisi perfetta. Condivido in pieno il tuo discorso su chi vuole “risparmiare” in Italia per poi “dissanguarsi” all’estero per la gara “figa”….

  3. nickname on 15 marzo 2013 at 11:04 said:

    A me non sembra tanto 15€ per un giornaliero… comunque è una gara sprint o olimpico composta da 3 sport con barche, assistenti bagnanti (si spera), canoe, 2 differenti strade chiuse, protezione civile, vigili, volontari, acqua (almeno quella), etc

    Se poi si riesce ad abbassare sicuramente meglio, ma quello che secondo me farebbe promozione (almeno fra i master) è una corretta divulgazione di tecniche di allenamento e scelte di gare intelligenti. Non “vado a fare l’ironman all’altra parte del mondo” non sapendo nuotare tanto c’è la muta, la bici la faccio il week end e la corsa la faccio trotterellando al parco. Proviamo stò triathlon che fa figo.

    Poi a me sembra che chi grida allo scandalo e vuole costi più bassi, vuol fare “a sbafo” quei 2/3 olimpici l’anno per poi continuare a fare gare all’estero di grandi marchi senza spendere per fare tessere fitri.

  4. Gualla, ripeto: il day pass è stato introdotto SPERIMENTALMENTE e IN ATTESA dell’ufficializzazione del Coni. Le tariffe sono state inserite appunto in via sperimentale, evidentemente con il tempo si sono resi conto della necessità di un adeguamento delle cifre in base alle distanze, che saranno appunto rese ufficiali dopo l’approvazione Coni. Nessun mistero mi sembra, pensa cosa avrebbero detto quelli che si sono lamentati per il costo del day pass se non fosse stato introdotto e si avesse aspettato l’ok del Coni….. La gente avrebbe parlato di Federazione che non vuole la promozione, esce il day pass e si dice lo stesso…..certo che non va mai bene nulla vero? Di cose che non vanno ce ne sono, c’è stato il problema delle squalifiche al campionato italiano di winter, manca un regolamento tecnico ecc ma si discute del day pass troppo caro…Si vede che la gente sa perfettamente quali sono i problemi del triathlon italiano !

  5. giampag on 14 marzo 2013 at 13:54 said:

    Marco, so che i nuovi hanno sempre ragione e i vecchi sbagliavano tutto, c’è una cosa non chiara però, visto che non è il CONI a imporre la tariffa del DP, perchè si è deciso di farla provvisoria a 15 euro e poi magari definitiva ad un’altra cifra ? Non era più semplice dare subito la versione definitiva ? Il fatto che si aspetti l’ok del CONI per rendere la norma definitiva non c’entra niente, perchè se il CONI darà l’ok la norma resterà, altrimenti si tornerà alla vecchia normativa, ma il costo che c’azzecca ?
    Giampag

  6. Perchè forse non sono 300 le società che non hanno capito che la cosa è provvisoria e che quindi aspettano la versione definitiva? La Federazione ha comunicato che è PROVVISORIA, come ha comunicato tante altre cose che , naturalmente, chi si lamenta si è “perso” …..

  7. giampag on 13 marzo 2013 at 16:19 said:

    Marco, se c’è una soluzione già bella e pronta (e non capisco perchè oggi si usa un metodo e domani dopo l’ok del CONI un altro), perchè non spiegarla ?
    Perchè 300 società devono chiamare in federazione quando basta fare una comunicazione chiara, distinguendosi così da quelli di prima che ne hanno combinato di ogni ?
    Non mi sembra così complicato.
    Giampag

  8. Ci riprovo Gualla… Come prima cosa ti faccio i complimenti, non ricordo una gara non giovanile della Virtus e nemmeno appare sugli archivi storici della Fitri (sino al 2003) a parte un Super Sprint chiaramente per gli allora Allievi/Cadetti nel 2003, quindi hai un’ottima memoria storica, io purtroppo ho citato le fonti certe che ho …. Minerva non ha mai organizzato gare non giovanili, quest’anno lo farà, anche qui il tutto inserito in un contesto di gara giovanile e quindi chiaramente per far “cassa”.
    Il succo del discorso comunque, che non capisci/capite è semplice e lo riassumo con una domanda: qualcuno tra tutti quelli che si sono lamentati e che ha lanciato pseudo petizioni, si è preso la briga di chiamare in Federazione e chiedere come stessero effettivamente le cose?
    Bene caro Gualla, le ILLAZIONI (come scrivi da altra parte) provengono da fonte CERTA, è bastato prendere il telefono, comporre un numero e scoprire tutto quanto ho scritto, cioè che è stato fatto “tanto rumore per nulla”, perché la cosa in via SPERIMENTALE è già stata studiata in via DEFINITIVA con tutte le belle idee che avete proposto, ma questo già da tempo, ma come detto bisogna aspettare il “via libera” del Coni.
    La cosa che non capisco è perché si perda tempo per una petizione, quando bastava che UNO solo alzasse il telefono e chiedesse spiegazioni, tra l’altro petizione ancora da chiudere e da presentare, magari domani arriva l’ok del Coni e escono le modiifiche al Day Pass e come al solito si è fatto “cinema” per niente.
    P.S–> Gualla, certo che hai un bel coraggio a parlare di TRASPARENZA, ti ricordo che il vostro gruppo questa parola non la conosceva proprio e ne avete combinate di ogni, non a caso alle ultime elezioni la gente era stufa , altro che petizioni !!!

  9. giampag on 12 marzo 2013 at 21:18 said:

    Guarda Marco, giusto per divertrisi, se vai sul calendario gare 2013, alla data del 1 giugno trovi un triathlon sprint, gara rank, organizzata da Minerva a Porto S. Elpidio, come vedi ogni tanto leggo anch’io con attenzione, poi Virtus ha organizzato in passato anche gare per age group, Alta Pusteria onestamente non so, chiederò a Max.
    Passiamo però al succo delle cose, ogni tanto si può ammettere di aver sbagliato e raccogliere i suggerimenti, che arrivano da chi ha fatto 3 o 300 gare, ma che comunque magari ha un po’ di esperienza, bisognerebbe anche essere capaci di accettare il contraddittorio senza cercare sempre di mettere in ridicolo l’altro e provare a capire le ragioni di tutti.
    Sparando sempre ad alzo zero su tutti non si raggiunge sempre il risultato, la nuova FITRI si è vantata di essere aperta e disponibile al dialogo, bene c’è una petizione che chiede, in modo gentile, di cambiare una regola sperimentale, si può dire sì o no, basta dare le motivazioni, mi sembra che tra i firmatari ci sia chi ha esperienza di organizzazione gare, di attività giovanile, di promozione, che non è solo e sempre l’attività giovanile, o la gara parrocchiale.
    Giampaolo

  10. Gualla , Gualla, sempre distratto nella lettura eh? Ho parlato di attività giovanile (che è la vera promozione) e attività senior/master , le due cose separate. Credi che non sappia che Minerva organizza Porto Sant’Elpidio? La Virtus per il secondo anno consecutivo la Crono giovanile (tra l’altro quest’anno con l’aggiunta della gara a squadre) ? La Valle d’Aosta organizza a Villeneuve una bellissima gara di cui sono stato anche speaker, di certo non lo dimentico. Se fossi stato più attento avresti letto che ho scisso l’attività giovanile da quella “dei grandi”, considerando la prima come vera prmozione. Sempre se fossi stato attento ho scritto “tanto rumore per nulla”, in quanto quello che dici tu (proposte sui vari costi del day pass) è già in progetto , prima ancora che scattasse la “sommossa popolare”, bastava informarsi come hanno fatto alcuni. IL discorso delle 3-4 gare non era rivolto a te naturalmente, sei uno dei pochi che può portare dati certi e notizie non campate in aria come fanno in diversi purtroppo.

  11. giampag on 12 marzo 2013 at 17:32 said:

    p.s. scusami, ho qualche gara in più di 3/4 all’attivo…
    Giampaolo

  12. giampag on 12 marzo 2013 at 17:31 said:

    Marco sei proprio simpatico, tiro fuori solo una delle perle che hai scritto “Minerva Roma non organizza gare”, vista l’attenzione che hai per il settore giovanile mi sa che qui ti sei un po’ distratto, come dici sempre fare una verifica sul sito FITRI potrebbe aiutare a non scrivere cose inesatte (tra l’altro pure Valle d’Aosta, Alta Pusteria e Virtus organizzano….).
    Ma parliamo di cose serie, dici che questa è una cosa sperimentale e che quindi può essere cambiata, quindi inutile protestare, io penso l’opposto, se questa regola è sperimentale meglio dire subito cosa non va così sarà più facile migliorarla.
    Visto che l’ho scritto su “alcuni forum” ribadisco la mia idea, 6 euro tessera giornaliera fino allo sprint, 10 oltre, in questo modo anche il ciclista da 4000 euro di bici si avvicina ad uno sport che non conosce e magari gli viene voglia di fare qualcosa di più di un semplice assaggio, la promozione si fa in molti modi, anche allargando comunque il numero dei potenziali “clienti” e non facendoli scappare con quote tessere non commisurate all’impegno di gara.
    Giampaolo

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Il tesseramento giornaliero Day Pass: chiarimenti

11th marzo, 2013

Su alcuni forum sembra scatenarsi una “guerra” riguardo alla quota del day  pass. Marco Novelli ci spiega come si è arrivati alla sua istituzione e chiarisce come stanno le cose in merito alle quote.

L’assemblea nazionale, nel corso dell’assemblea elettiva dello scorso anno, ha votato all’unanimità l’istituzione del day pass, un tesseramento che di fatto sostituisce il vecchio tesseramento amatoriale. L’atleta che effettua  il day pass non rimane vincolato a nessuna società  come nel caso del tesseramento amatoriale e ogni volta che vuole gareggiare può effettuarlo “sul campo” presentando regolare certificato medico per la pratica agonistica. Altra novità è quella che con questo tipo di tesseramento si può prendere parte non solo a distanze sino allo sprint come per il “vecchio” tesseramento amatoriale, ma anche a distanze superiori.
Alcune persone si sono lamentate per il costo eccessivo di questo tipo di tesseramento, 15 euro.
Di certo prima di criticare bisognerebbe conoscere i fatti. Da regolamento, il CONI deve approvare quanto stabilito lo scorso anno dall’assemblea nazionale, cosa non ancora avvenuta, la Federazione visto l’inizio della stagione agonistica ha comunque concesso IN VIA SPERIMENTALE la possibilità a chi volesse provare a cimentarsi in qualche gara di usufruire del day pass. Come tutte le cose sperimentali, sono suscettibili di modifiche, tra l’altro già da tempo in cantiere, ma come detto sino all’ufficializzazione del Coni non si potranno attuare. Sicuramente le quote saranno congrue al tipo di gara e di distanza che gli atleti andranno ad affrontare,quindi come si può criticare un provvedimento provvisorio, tra l’altro fatto per poter comunque permettere di gareggiare chi volesse provare le multidiscipline, senza sapere se effettivamente poi saranno mantenute le stesse condizioni? Solito “tanto rumore per nulla” in quanto la Federazione aveva già pronto  il progetto definitivo in attesa dell’ ok del Coni, ma nessuno naturalmente prima di sollevare critiche si è effettivamente informato.
Allargando il discorso è curioso come molte critiche vengano da persone che sono nel triathlon da 1-2 anni con 4-5 gare all’attivo, gente che non ha la minima cognizione di come funzionino certe dinamiche e portino avanti le proprie polemiche per “sentito dire”. Altrettanto curioso è come la gente usi spesso la parola PROMOZIONE con significati “personalizzati”. Per un organizzatore è chiaramente comodo dire che la sua gara fa promozione, ma siamo sicuri che sia davvero promozione? Chi si è mai preso la briga di vedere quanti tesserati “giornalieri” sono poi diventati tesserati “fissi”? La promozione passa anche dalle gare, ma è solo la parte finale di un lungo lavoro e, forse, la parte meno importante. Se le promozione fosse legata alle gare, mi chiedo Minerva Roma, Valle d’Aosta Triathlon, Alta Pusteria, Virtus ecc  che tipo di promozione fanno visto che non organizzano gare, eppure guarda caso sono le squadre che portano atleti alle nazionali giovanili, portano atleti alle gare, FANNO CONOSCERE IL TRIATHLON. Giusto per fare un esempio: la società organizzatrice del Triathlon di Bardolino , se davvero le gare dovessero fare promozione, dovrebbe avere migliaia di tesserati visto che la sua gara fa oltre 1200-1300 iscritti, ma credo che non sia proprio così. Vogliamo parlare di altre società che organizzano gare e che non arrivano a 10 atleti praticanti? Questa sarebbe promozione?
La promozione si fa nelle scuole, la promozione si fa nelle piazze, la promozione si fa nelle gare giovanili , per esperienza personale ho reclutato più atleti in una esibizione in una festa dello sport che in 10 gare organizzate.
Quelli che poi si lamentano della quota eccessiva del day pass, si sono mai chiesti come funzionano i rimborsi per l’attività giovanile? Logicamente chi guarda il proprio orticello non si interessa di queste cose, riesce solo a chiedersi maliziosamente dove vadano i soldi che la fitri “strappa” ai possibili nuovi adepti delle multidiscipline, facendo illazioni su bilanci da risanare ecc. Certo che come la tecnologia certe persone la sfruttano per girare su forum e scrivere cose campate in aria, la potrebbero invece utilizzare per andare a vedere dove vanno a finire i soldi della Fitri, tra rimborsi attività giovanili, rimborsi per circuti , aiuto agli organizzatori ecc. Curioso poi come ci si scandalizzi per un aumento di 9 euro per una gara, come se questo aumento possa allontanare dei ciclisti con bici da 3-4000 euro, podisti che spendono fortune per andare a fare maratone in posti esotici o per correre il trail all’ultima moda, persone magari che vogliono mettere il triathlon nel loro personale corriculum di super sportivi. A queste persone sarebbe rivolta la promozione? Queste persone servono al triathlon italiano? Saranno loro che un domani organizzeranno le gare , che gestiranno le società e che alleneranno i futuri olimpici? Dubito.
Simpatici poi i paragoni con golf e altri sport, come se i costi siano il fattore limitante e il loro abbassamento il fattore che attrae le masse. Forse queste persone hanno un po’ le idee confuse di come si lavori sulla effettiva promozione, io posso regalare anche un prodotto, ma quando poi lo faccio pagare anche 1 euro poi non ne vendo più di prima.
Ci si lamenta dell’aumento del costo delle gare persino, di certo la gente che lo fa organizza gare tutti i giorni e sa perfettamente che tutto aumenta e che organizzare una gara di triathlon è diverso che organizzare una podistica, una gran fondo ecc..
Di una cosa però si può essere contenti, nel nostro piccolo stiamo diventando come lo sport più popolare in Italia, il calcio, anche da noi basta mettersi il pettorale 2-3 volte , facendo la passeggiata per poi “sedersi al bar” e parlare da espertoni su ogni aspetto del nostro sport. W LA PROMOZIONE !

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