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Il “mio” Kona

                            La mia Kona seguendo Daniel Fontana

Come ogni anno mi ritrovo a seguire in diretta streaming la gara di Kona, da molti considerata come LA gara, quella che tutti sognano di poter correre almeno una volta nella vita. Io sono stato sempre immune dal fascino di questa gara, la considero come una gara di altissimo livello per quanto riguarda la distanza Ironman, ma non di piu’. Messaggi su Facebook e su whatsup con gli amici a commentare la gara, fare pronostici, scambiarci informazioni sui distacchi dei vari atleti e seguire gli amici /conoscenti con il tracker, ma quest’anno Kona per me è stata diversa… Seguo sempre le gare di Daniel Fontana sin da quando l’ho portato in Italia nel oramai lontano 2002, dopo averlo ospitato a casa mia, nel 2005 è passato alla DDS , ma siamo comunque rimasti legati da un rapporto di amicizia, ci sentiamo per commentare qualche gara o anche solo per un “ciao come stai”. La sua presenza al mio recente matrimonio è stata emblematica del rapporto che ci lega. Ricordo l’emozione e l’orgoglio di vedere Daniel alle Olimpiadi di Atene nel 2004, le lacrime di gioia ( miste a un po’ di rabbia per come è stato trattato durante la gara e sul podio ) per la vittoria del titolo italiano a Peschiera sempre nel 2004, ero presente al suo esordio nel mondo WTC con la strepitosa vittoria nel 70.3 di Pucon davanti a due mostri sacri come Galindez e McCormack, ricordo di aver pianto mentre lo seguivo in diretta nel cuore della notte,quando nel 2005 ha conquistato quello storico 8vo posto al mondiale ITU , precedendo in volata il grande Polikarpenko, che in Italia lasciava solo le briciole ai suoi avversari, ricordo la gioia nel vederlo difendere i colori azzurri alle Olimpiadi di Pechino 2008, l’ammirazione per le sue vittorie su distanza ironman e i suoi record, che lo hanno incoronato, a mio parere, come il piu’ grande triatleta italiano di sempre.

Sabato notte ho seguito la sua gara, quando lo hanno inquadrato all’uscita dall’acqua ho visto il solito Daniel, il grande professionista che si è presentato all’appuntamento clou della sua stagione nel migliore dei modi, con la solita grande determinazione che gli ha permesso di entrare nella storia del triathlon italiano e non solo. Conosco Daniel, so che sapeva perfettamente cosa lo aspettava e come sarebbe andata, che avrebbe onorato la gara , i suoi sponosrs, i suoi fans che lo seguivano da casa. Durante il live, i miei suoceri, gli amici e parenti che hanno conosciuto Daniel al mio matrimonio mi chiedono come sta andando, molti miei amici idem… Quella di Daniel non è una semplice gara, io la vivo come un lungo flash back che parte da quel famoso 2002, quando Diego Macias mi parlo’ per la prima volta di lui….

Con gli amici ci scambiamo messaggi e pareri sulla gara di Frodo, Brownlee, le medie in bici di Wurf, Kienle, i pronostici sulla gara, seguiamo gli amici a.g. che sono in gara…. Frodeno allunga nel finale della bici, Brownlee comincia a cedere. La maratona finale incorona il tedesco nuovamente campione del mondo, ma il mio pensiero e le mie attenzioni sono tutte per Daniel. Lo immagino a lottare con denti e unghie con i suoi avversari, con le condizioni climatiche dell’ isola, ma soprattutto lo immagino ripercorrere i suoi quasi 30 anni di attività, le sue prime apparizioni in Argentina, le dure «lotte» con Galindez, il suo girovagare per il mondo per inseguire il sogno olimpico, la sua «seconda vita» in Italia, la nascita di suo figlio.

Quasi 9 ore in cui anche io ho rivissuto questi ultimi 17 anni in cui Daniel è entrato nella mia vita, aneddoti, momenti felici, momenti difficili, successi , sconfitte. Ha dato tutto come sempre, ha corso da grande professionista come ogni volta che ha indossato il pettorale, a quasi 44 anni e dopo essere diventato papà non gli si poteva chiedere di piu’. Grazie Daniel per avermi fatto emozionare e commuovere ancora una volta, sono orgoglioso di aver detto di si’ a Diego in quel lontano 2002, sono felice di aver messo il mio “granito de arena” per aiutarti a diventare quello che sei.

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Il “mio” Kona

15th ottobre, 2019

                            La mia Kona seguendo Daniel Fontana

Come ogni anno mi ritrovo a seguire in diretta streaming la gara di Kona, da molti considerata come LA gara, quella che tutti sognano di poter correre almeno una volta nella vita. Io sono stato sempre immune dal fascino di questa gara, la considero come una gara di altissimo livello per quanto riguarda la distanza Ironman, ma non di piu’. Messaggi su Facebook e su whatsup con gli amici a commentare la gara, fare pronostici, scambiarci informazioni sui distacchi dei vari atleti e seguire gli amici /conoscenti con il tracker, ma quest’anno Kona per me è stata diversa… Seguo sempre le gare di Daniel Fontana sin da quando l’ho portato in Italia nel oramai lontano 2002, dopo averlo ospitato a casa mia, nel 2005 è passato alla DDS , ma siamo comunque rimasti legati da un rapporto di amicizia, ci sentiamo per commentare qualche gara o anche solo per un “ciao come stai”. La sua presenza al mio recente matrimonio è stata emblematica del rapporto che ci lega. Ricordo l’emozione e l’orgoglio di vedere Daniel alle Olimpiadi di Atene nel 2004, le lacrime di gioia ( miste a un po’ di rabbia per come è stato trattato durante la gara e sul podio ) per la vittoria del titolo italiano a Peschiera sempre nel 2004, ero presente al suo esordio nel mondo WTC con la strepitosa vittoria nel 70.3 di Pucon davanti a due mostri sacri come Galindez e McCormack, ricordo di aver pianto mentre lo seguivo in diretta nel cuore della notte,quando nel 2005 ha conquistato quello storico 8vo posto al mondiale ITU , precedendo in volata il grande Polikarpenko, che in Italia lasciava solo le briciole ai suoi avversari, ricordo la gioia nel vederlo difendere i colori azzurri alle Olimpiadi di Pechino 2008, l’ammirazione per le sue vittorie su distanza ironman e i suoi record, che lo hanno incoronato, a mio parere, come il piu’ grande triatleta italiano di sempre.

Sabato notte ho seguito la sua gara, quando lo hanno inquadrato all’uscita dall’acqua ho visto il solito Daniel, il grande professionista che si è presentato all’appuntamento clou della sua stagione nel migliore dei modi, con la solita grande determinazione che gli ha permesso di entrare nella storia del triathlon italiano e non solo. Conosco Daniel, so che sapeva perfettamente cosa lo aspettava e come sarebbe andata, che avrebbe onorato la gara , i suoi sponosrs, i suoi fans che lo seguivano da casa. Durante il live, i miei suoceri, gli amici e parenti che hanno conosciuto Daniel al mio matrimonio mi chiedono come sta andando, molti miei amici idem… Quella di Daniel non è una semplice gara, io la vivo come un lungo flash back che parte da quel famoso 2002, quando Diego Macias mi parlo’ per la prima volta di lui….

Con gli amici ci scambiamo messaggi e pareri sulla gara di Frodo, Brownlee, le medie in bici di Wurf, Kienle, i pronostici sulla gara, seguiamo gli amici a.g. che sono in gara…. Frodeno allunga nel finale della bici, Brownlee comincia a cedere. La maratona finale incorona il tedesco nuovamente campione del mondo, ma il mio pensiero e le mie attenzioni sono tutte per Daniel. Lo immagino a lottare con denti e unghie con i suoi avversari, con le condizioni climatiche dell’ isola, ma soprattutto lo immagino ripercorrere i suoi quasi 30 anni di attività, le sue prime apparizioni in Argentina, le dure «lotte» con Galindez, il suo girovagare per il mondo per inseguire il sogno olimpico, la sua «seconda vita» in Italia, la nascita di suo figlio.

Quasi 9 ore in cui anche io ho rivissuto questi ultimi 17 anni in cui Daniel è entrato nella mia vita, aneddoti, momenti felici, momenti difficili, successi , sconfitte. Ha dato tutto come sempre, ha corso da grande professionista come ogni volta che ha indossato il pettorale, a quasi 44 anni e dopo essere diventato papà non gli si poteva chiedere di piu’. Grazie Daniel per avermi fatto emozionare e commuovere ancora una volta, sono orgoglioso di aver detto di si’ a Diego in quel lontano 2002, sono felice di aver messo il mio “granito de arena” per aiutarti a diventare quello che sei.

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