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Il Kinesiotaping: come funziona

Questa tecnica di bendaggio neuromuscolare è ormai diventata molto diffusa e utilizzata sia in ambito sportivo che come strumento durante la riabilitazione di determinate patologie (soprattutto muscolo tendinee). Ma molti ancora si chiedono, come funziona?

Dal sito ufficiale (www.kinesiotaping.com):

 Il kinesiotaping è un bendaggio applicato sul decorso dei muscoli per assistere supportare e prevenire l’ipercontrazione. La sua applicazione dona questo supporto lasciando alle articolazioni una totale libertà di movimento. Viene spesso utilizzato nella prevenzione delle patologie da sovraccarico funzionale e da overuse, ritardando l’affaticamento muscolare attraverso il potenziamento del flusso linfatico. Le tecniche correttive in riabilitazione comprendono effetti meccanici, linfatici, tendinei, legamentosi, fasciali e funzionali. Nel recupero funzionale di patologie muscolo tendineee e osteo articolari viene spesso usato come coadiuvante di altre terapie, come crioterapia, tecar terapia, idrokinesiterapia, massaggio ed elettroterapia. Il kinesiotaping produce effetti sull’attivazione neurologica dei muscoli e sul sistema circolatorio. I muscoli infatti, oltre alla loro funzione meccanica, svolgono un ruolo centrale per la circolazione venosa e linfatica, e per la termoregolazione. Attraverso il bendaggio elastico è possibile facilitare ed aiutare i muscoli a svolgere queste funzioni.

In sostanza quindi, questa tecnica riscuote grande successo negli sport di resistenza, come gare di corsa di fondo e mezzo fondo, ciclismo, nuoto ecc… Questo perchè con la sua azione risulta molto efficace nella prevenzione dei crampi, delle contratture da affaticamento muscolare, dei dolori da infiammazioni tendinee da sovraccarico. Questi benefici hanno inoltre un grande impatto motivazionale. E questo l’aspetto piu determinante e la maggior causa di successo di questa tecnica. Immaginatevi le vostre sensazioni durante una gara di fondo, una maratona. Quando cominciate a sentire la fatica, l’acido lattico che inizia ad accumalarsi nei muscoli delle gambe. Immaginatevi il sollievo, soprattutto psicologico, di sapere e sentire che qualcosa vi sta aiutando a ritardare e a smaltire piu efficacemente tutti i cataboliti che inevitamilmente state accumulando nei vostri muscoli. Il kinesiotaping da delle sensazioni estremamente positive durante lo sforzo fisico, e queste sensazioni creano un servomeccanismo che attraverso l’entusiasmo potenzia la determinazione e la resistenza allo sforzo.

Anche in fase di riabilitazione e di recupero funzionale, con le dovute proporzioni si ha un effetto simile. L’atleta sente i benefici di questa tecnica quando applicata 24 ore su 24. E questo gli dona un senso di “protezione” e di fiducia. Si sente “supportato e aiutato” dal bendaggio durante tutte le sue attività e chiunque lavori in questo ambito sa quanto questa sensazione sia importante ai fini del recupero della cosiddetta “fiducia” nelle proprie capacità.

Per concludere, ribadisco il mio parere estremamente positivo sulla tecnica kinesiotaping, certamente non un bendaggio miracoloso, ma davvero un ottimo strumento con innumerevoli applicazioni e benefici.

Tratto da Sportbrain

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@novellimarco

Commenti dei lettori


  1. costanza.fasolis on 13 dicembre 2012 at 08:33 said:

    non mi ritengo una fonte autorevole 🙂 riporto solo quanto mi è stato spiegato… anche io ho molti dubbi sul kinesio, e l’ho anche provato personalmente, a volte con buoni risultati (dolore alla spalla, trattato precedentemente con 30′ di terapia manuale) e altre volte senza che servisse a nulla. mah… spero che in futuro ci siano più certezze a riguardo.

  2. Grazie dell’intervento Costanza, tra l’altro di una fonte autorevole. Sicuramente spesso appaiono tecniche innovative e che sembrano miracolose, diventano della mode e poi iniziano le discussioni sulla reale efficacia delle stesse. Come non dimenticarsi il Power Balance che poco tempo fa ha venduto in tutto il mondo una valanga di braccialetti, diventanto oggetto di moda e facendo “strage” tra gli sportivi in virtù di alcuni “poteri” particolari. Sicuramente questo argomento andrebbe approfondito in maniera scentifica, sentendo le varie “campane” per poter poi valutare al meglio la sue effettiva efficacia.

  3. costanza.fasolis on 12 dicembre 2012 at 12:21 said:

    ciao marco,
    quello che i professori hanno trasmesso a noi studenti di fisioterapia in questi anni, è che non ci sono studi scientificamente e metodologicamente corretti che affermano l’efficacia di questa tecnica e tutti i suoi “poteri”.
    di contro, molti hanno osservato, empiricamente, che è molto utile nella riduzione dell’edema in casi di ristagno linfatico e riduzione dell’edema, specie quello post operatorio.
    per questi scopi il kinesiotaping è usato negli ospedali, ma viene applicato secondo la metologia importata in italia da david blow, il quale ha formato la maggior parte degli operatori sanitari (non parlo di scienze motorie). lui chiama il suo metodo taping neuromuscolare…
    insomma, ognuno pensa di essere il migliore e di avere l’ufficialità.
    per quanto riguarda le applicazioni nello sport, un mio professore, triathleta praticante e ricercatore presso l’istituto maugeri, sostiene che sia più che altro un un placebo ed utile al sostegno delle articolazioni (non x la riduzione della fatica..) solo se applicato in un certo modo.
    l’argomento è quindi molto delicato… molti fisioterapisti con cui ho parlato, concordano sul fatto che i cerotti da soli non servono a nulla: se uno ha un problema, serve prima di tutto un valido trattamento.
    meglio non fidarsi ciecamente di tutto quello che ci propinano le mode…

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Il Kinesiotaping: come funziona

12th dicembre, 2012

Questa tecnica di bendaggio neuromuscolare è ormai diventata molto diffusa e utilizzata sia in ambito sportivo che come strumento durante la riabilitazione di determinate patologie (soprattutto muscolo tendinee). Ma molti ancora si chiedono, come funziona?

Dal sito ufficiale (www.kinesiotaping.com):

 Il kinesiotaping è un bendaggio applicato sul decorso dei muscoli per assistere supportare e prevenire l’ipercontrazione. La sua applicazione dona questo supporto lasciando alle articolazioni una totale libertà di movimento. Viene spesso utilizzato nella prevenzione delle patologie da sovraccarico funzionale e da overuse, ritardando l’affaticamento muscolare attraverso il potenziamento del flusso linfatico. Le tecniche correttive in riabilitazione comprendono effetti meccanici, linfatici, tendinei, legamentosi, fasciali e funzionali. Nel recupero funzionale di patologie muscolo tendineee e osteo articolari viene spesso usato come coadiuvante di altre terapie, come crioterapia, tecar terapia, idrokinesiterapia, massaggio ed elettroterapia. Il kinesiotaping produce effetti sull’attivazione neurologica dei muscoli e sul sistema circolatorio. I muscoli infatti, oltre alla loro funzione meccanica, svolgono un ruolo centrale per la circolazione venosa e linfatica, e per la termoregolazione. Attraverso il bendaggio elastico è possibile facilitare ed aiutare i muscoli a svolgere queste funzioni.

In sostanza quindi, questa tecnica riscuote grande successo negli sport di resistenza, come gare di corsa di fondo e mezzo fondo, ciclismo, nuoto ecc… Questo perchè con la sua azione risulta molto efficace nella prevenzione dei crampi, delle contratture da affaticamento muscolare, dei dolori da infiammazioni tendinee da sovraccarico. Questi benefici hanno inoltre un grande impatto motivazionale. E questo l’aspetto piu determinante e la maggior causa di successo di questa tecnica. Immaginatevi le vostre sensazioni durante una gara di fondo, una maratona. Quando cominciate a sentire la fatica, l’acido lattico che inizia ad accumalarsi nei muscoli delle gambe. Immaginatevi il sollievo, soprattutto psicologico, di sapere e sentire che qualcosa vi sta aiutando a ritardare e a smaltire piu efficacemente tutti i cataboliti che inevitamilmente state accumulando nei vostri muscoli. Il kinesiotaping da delle sensazioni estremamente positive durante lo sforzo fisico, e queste sensazioni creano un servomeccanismo che attraverso l’entusiasmo potenzia la determinazione e la resistenza allo sforzo.

Anche in fase di riabilitazione e di recupero funzionale, con le dovute proporzioni si ha un effetto simile. L’atleta sente i benefici di questa tecnica quando applicata 24 ore su 24. E questo gli dona un senso di “protezione” e di fiducia. Si sente “supportato e aiutato” dal bendaggio durante tutte le sue attività e chiunque lavori in questo ambito sa quanto questa sensazione sia importante ai fini del recupero della cosiddetta “fiducia” nelle proprie capacità.

Per concludere, ribadisco il mio parere estremamente positivo sulla tecnica kinesiotaping, certamente non un bendaggio miracoloso, ma davvero un ottimo strumento con innumerevoli applicazioni e benefici.

Tratto da Sportbrain

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@novellimarco
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