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Il cross azzurro e Peroncini protagonisti al mondiale multisport di Pontevedra

                             Peroncini sul tetto del mondo

E’ stata una tasferta da incorniciare quella degli azzurri del settore cross, che hanno difeso con onore il tricolore agli ultimi mondiali multisport che si sono appena chiusi a Pontevedra, in Spagna.

La parte del leone l’hanno fatto le donne, con la strepitosa prestazione di Eleonora Peroncini, che grazie al miglior parziale assoluto nella frazione ciclistica, riesce a portare a casa il titolo iridato, mettendo alle sue spalle atlete quotate come l’inglese Paterson . Sul podio insieme all’azzurra le inglesi Slack e Walters, che chiudono nell’ordine. Un po’ attardata l’altra azzurra Mairhofer.

L’altra medaglia di giornata arriva dalle U23 , con Marta Menditto che conquista un impensato bronzo, precedendo di una trentina di secondi l’altra azzurra Bolzan, che si consola con il miglior parziale sulle due ruote tra le U23.

Qualche rammarico tra gli uomini negli Junior e U23, dove la sfortuna ha vanificato l’ottima prestazione di Pradella, che comandava la gara Junior durante la seconda frazione, con un buon vantaggio, ma un’errata indicazione da parte di un volontario, lo ha mandato fuori percorso, perdendo tempo prezioso e ogni possibilità di medaglia. Alla fine chiude in 7° posizione, proprio alle spalle dell’altro azzurro Spagnolo, classe 2001, autore di una prova di sostanza in una gara di buon livello.

Una caduta invece ha messo fuori dai giochi l’U23 azzurro Gatti, che sino a quel momento era comodamente in zona medaglia e poteva giocarsi le sue carte per conquistare la medaglia più pregiata. Top 10 nella gara elite maschile per Rinaldi, che non si è lasciato intimidire da un parterre di atleti degno di una rassegne iridata. Da segnalare anche l’ennesima affermazione per l’inossidabile GP De Faveri, campione mondiale nella sua categoria. Il settore cross in questi anni ha raggiunto notevoli risultati e, con pochi fondi ha portato una crescita numerica e qualitativa del movimento in Italia e ha permesso ad alcuni giovani di trovare la propria dimensione nella versione off road del triathlon e di poter “prolungare” la propria vita agonistica nelle multidiscipline.

Medaglie anche nel duathlon con Arpinelli nella gara Junior ( argento ) e per Seregni (oro ) nell’aquathlon sempre tra le junior ( 5° posto tra gli elite uomini per Secchiero), oltre che le numerso medaglie che i paratriatleti e gli a.g. hanno portato nelle varie specialità. Nella gara che assegnava il titolo di lungo, ennesima vittoria internazionale per lo spagnolo Gomez, mentre l’azzurro Degasperi chiude fuori dalla top 10 ad oltre 14′, mentre per Risti ritiro.

Purtroppo da segnalare l’ennesima edizione di una rassegna  internazionale di duathlon con la totale assenza di atleti azzurri nelle gare che contano (Elite e anche U23), in un settore in cui abbiamo fatto la parte del leone per diversi anni, con un solo argento ( in una gara in cui la svizzera Sclabas ha dominato ) che viene da una triatleta e non da una atleta che in prospettiva potrà dedicarsi al duathlon.

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Il cross azzurro e Peroncini protagonisti al mondiale multisport di Pontevedra

7th maggio, 2019

                             Peroncini sul tetto del mondo

E’ stata una tasferta da incorniciare quella degli azzurri del settore cross, che hanno difeso con onore il tricolore agli ultimi mondiali multisport che si sono appena chiusi a Pontevedra, in Spagna.

La parte del leone l’hanno fatto le donne, con la strepitosa prestazione di Eleonora Peroncini, che grazie al miglior parziale assoluto nella frazione ciclistica, riesce a portare a casa il titolo iridato, mettendo alle sue spalle atlete quotate come l’inglese Paterson . Sul podio insieme all’azzurra le inglesi Slack e Walters, che chiudono nell’ordine. Un po’ attardata l’altra azzurra Mairhofer.

L’altra medaglia di giornata arriva dalle U23 , con Marta Menditto che conquista un impensato bronzo, precedendo di una trentina di secondi l’altra azzurra Bolzan, che si consola con il miglior parziale sulle due ruote tra le U23.

Qualche rammarico tra gli uomini negli Junior e U23, dove la sfortuna ha vanificato l’ottima prestazione di Pradella, che comandava la gara Junior durante la seconda frazione, con un buon vantaggio, ma un’errata indicazione da parte di un volontario, lo ha mandato fuori percorso, perdendo tempo prezioso e ogni possibilità di medaglia. Alla fine chiude in 7° posizione, proprio alle spalle dell’altro azzurro Spagnolo, classe 2001, autore di una prova di sostanza in una gara di buon livello.

Una caduta invece ha messo fuori dai giochi l’U23 azzurro Gatti, che sino a quel momento era comodamente in zona medaglia e poteva giocarsi le sue carte per conquistare la medaglia più pregiata. Top 10 nella gara elite maschile per Rinaldi, che non si è lasciato intimidire da un parterre di atleti degno di una rassegne iridata. Da segnalare anche l’ennesima affermazione per l’inossidabile GP De Faveri, campione mondiale nella sua categoria. Il settore cross in questi anni ha raggiunto notevoli risultati e, con pochi fondi ha portato una crescita numerica e qualitativa del movimento in Italia e ha permesso ad alcuni giovani di trovare la propria dimensione nella versione off road del triathlon e di poter “prolungare” la propria vita agonistica nelle multidiscipline.

Medaglie anche nel duathlon con Arpinelli nella gara Junior ( argento ) e per Seregni (oro ) nell’aquathlon sempre tra le junior ( 5° posto tra gli elite uomini per Secchiero), oltre che le numerso medaglie che i paratriatleti e gli a.g. hanno portato nelle varie specialità. Nella gara che assegnava il titolo di lungo, ennesima vittoria internazionale per lo spagnolo Gomez, mentre l’azzurro Degasperi chiude fuori dalla top 10 ad oltre 14′, mentre per Risti ritiro.

Purtroppo da segnalare l’ennesima edizione di una rassegna  internazionale di duathlon con la totale assenza di atleti azzurri nelle gare che contano (Elite e anche U23), in un settore in cui abbiamo fatto la parte del leone per diversi anni, con un solo argento ( in una gara in cui la svizzera Sclabas ha dominato ) che viene da una triatleta e non da una atleta che in prospettiva potrà dedicarsi al duathlon.

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