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I top e i flop del 2018

Top e flop stagione 2018

SI è conclusa la stagione 2018 ed è quindi tempo di “pagelle”.  Ecco i promossi e i bocciati dell’anno che si sta chiudendo:


TOP

Verena Steinhauser: La stagione 2018 è stata un crescendo di risultati che l’hanno portata a diventare la migliore azzurra in campo internazionale. In tutte le gare di triathlon del 2018, ad eccezione dell’ultima stagionale, è sempre risultata la migliore azzurra al traguardo, con una top 10 al suo primo anno in Wts e un podio in WC. Nel 2019 vestirà la divisa delle Fiamme Oro e cercherà di riconfermarsi per coronare la rincorsa al sogno a 5 cerchi.

Blummenfelt e la scuola norvegese: Il suo 3.29.04 nel 70.3 del Bahrain è la migliore prestazione mondiale sulla distanza. Una prestazione strabiliante che lo consacra tra i grandi del triathlon, dopo essersi già consacrato nel gotha mondiale a suon di risultati nelle WTS e nella Superleague. Oltra a lui, la scuola norvegese sta sfornando altri talenti, con Ide e Stroner che già si sono distinti in Wts e in Barhein hanno completato il podio tutto norvegese

Mondiale 70.3: Quando in gara hai 4 medaglie olimpiche (di cui 3 d’oro), lo spettacolo è assicurato. Il mondiale 70.3 ha vissuto lo scontro tra i “titani” Frodeno, Alistair Brownlee e Gomez, che se le sono suonate di santa ragione in una competizione corsa su ritmi folli, chiusasi con una mezzamaratona stellare. Frodo è riuscito a mettere in riga Alistair e Javi , forse ha pagato questa impresa con il forfait a Kona. Con l’expolit di Blummenfeld il livello nei 70.3 si sta ulteriormente alzando .

Formula Multisport: La Itu ha cercato di risollevare i settori del duathlon , del triathlon cross e del lungo , accorpando le gare che assegnano i titoli mondiali e europei in una unica settimana. Il risultato è stata una buona partecipazione di atleti, soprattutto A.G., anche se la concorrenza di Xterra, WTC e Challenge ha tenuto lontani parecchi big. Sicuramente una iniziativa interessante e ben riuscita.

Marcello Ugazio: Dopo aver concluso la sua avventura nel settore giovanile con pochi acuti, il giovane novarese ha trovato la sua dimensione nel triathlon cross. Anche nel 2018 ha conquistato il titolo europeo e si è ben comportato nella rassegna iridata di specialità, oltre a fornire buone prestazioni nel circuito Xterra. Un po’ a sorpresa ha conquistato il titolo assoluto di triathlon in italia.

Molinari-Fontana-Dega: Un settore che non conosce crisi di talenti in Italia è quello del lungo. Giulio Molinari ha conquistato l’ennesimo titolo Europeo e ha fatto segnare la migliore prestazione cronometrica italiana a Kona. Il “Dega” ha scritto nuovamente il suo nome nell’albo d’oro dell’ Ironman “mas duro” di Lanzarote. Purtroppo per lui una caduta nei giorni prima della finale di Kona non gli ha permesso di lottare fino alla fine per portare a casa un ottimo risultato. La stagione si è chiusa con la consacrazione di Daniel Fontana, che a quasi 43 anni vince il suo terzo Ironman, diventando il primo italiano a riuscire a centrare questa impresa , conquistando con quasi un anno di anticipo il pass per Kona 2019.

AnnaMaria Mazzetti: Dopo essere quasi sparita dai radar , la “rossa” è tornata a calcare i palcoscenici internazionali conquistando buoni risultati. Non è un caso che sia stata l’unica azzurra a riuscire a precedere Steinhauser in una gara nel 2018.

La prima vittoria di un italiano in WC: Non era mai accaduto prima che un italiano salisse sul gradino più alto del podio in una gara di WC, , Uccellari e Fabian avevano sfiorato l’impresa altre volte, ma Dalian Stateff, ha centato il grande risultato scegliendo l’occasione perfetta: la tappa casalinga di Cagliari, precedendo proprio l’altro azzurro Uccellari, all’ennesimo argento “mondiale”.

Spezia Triathlon:  La vittoria nella Coppa Crono di triathlon è stata la ciliegina sulla torta di una stagione in cui i suoi atleti si sono distinti a suon di risultati. Società che ha fatto della concretezza una dei suoi punti di forza, atleti molto legati tra loro da uno spirito di amicizia, tecnici competenti e molta umiltà. Un bell’esempio per il triathlon

Alessio Corciani e TTR: Due medaglie in un’ Olimpiade giovanile non possono di certo considerarsi questione di pura fortuna. Con una condotta di gara tutta all’attacco Crociani ha portato a casa uno storico argento nella gara individuale, dimostrando che la frazione in bici è importante, mentre nella gara a squadre ha avuto l’onore di salire sul gradino più alto del podio. Gran parte del merito va alla sua squadra , il TTR , che sta crescendo un gruppo di giovani che si stanno distinguendo sui campi gara a suon di risultati. Serietà, competenza, tanto lavoro , questi i segreti del loro successo.

Ironman Italy, Challenge Riccione, XTerra Scanno: Tre manifestazioni che danno lustro al movimento italiano, quella di Cervia dopo il successo della prima edizione ,sembra aver mantenuto le aspettative e si sta rivelando un’ottima manifestazione, Riccione è sempre una garanzia , mentre a Scanno gli amanti delle ruote grasse trovano una gara dura e ben organizzata.


FLOP

Alice Betto e Alessandro Fabian: Quelli che dovevano essere i due punti di forza della squadra azzurra, hanno chiuso il 2018 con risultati deludenti. Se per Fabian c’è la piccola attenuante dell’infortunio a metà stagione, per la Betto non si riescono a trovare giustificazioni per le numerose cadute in gara e per le prestazioni altamente insufficienti nella frazione podistica, aggiungendoci anche un livello natatorio lontano da quello fatto vedere nelle scorse stagioni. Per il “capitano”, tanti proclami , ma risultati di livello nessuno. Scavalcato da Stateff a fine stagione, ha cercato gloria nella WC, in gare di secondo piano, di fatto risultando assente nel triathlon che conta (WTS e Superleague)

Staffetta Italiana: Partita con grandi aspettative, la staffetta azzurra è andata via via spegnendosi durante la stagione, chiudendo con prestazioni mediocri, soprattutto trovandosi lontana dalle posizioni che contano anche in prospettiva qualificazione a Tokyo 2020

Grand Prix italia e Circuito Mixed Relay: Quelle che dovevano essere gare “test” per gli azzurri in vista delle competizioni internazionali, si sono rivelate di fatto una sorta di “campionato italiano giovanile” . Se non fosse stato per qualche società che ha ingaggiato qualche atleta straniero di livello, il livello di queste gare sarebbe stato inferiore a quello di un campionato italiano. Il circuito Mixed Relay è stato un flop totale, quasi una riproposizione del campionati italiano giovanile a staffetta. Emblematico il podio della finale .

Paratriathlon: Dopo le 2 medaglie a Rio 2016, si è passati a non qualificarsi per i mondiali e a scendere dai vari podi. Progetto che non devolla nonostante le risorse, atleti che sono di fatto gli stessi selezionati per il progetto Rio 2016. Un settore in piena crisi non solo di risultati

Doping: Annata nera per il triathlon italiano, con un numero di casi di positività all’antidoping elevato. Sicuramente il fatto che si siano fatti più controlli ha inciso , ma i numeri sono veramente preoccupanti.

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I top e i flop del 2018

28th dicembre, 2018

Top e flop stagione 2018

SI è conclusa la stagione 2018 ed è quindi tempo di “pagelle”.  Ecco i promossi e i bocciati dell’anno che si sta chiudendo:


TOP

Verena Steinhauser: La stagione 2018 è stata un crescendo di risultati che l’hanno portata a diventare la migliore azzurra in campo internazionale. In tutte le gare di triathlon del 2018, ad eccezione dell’ultima stagionale, è sempre risultata la migliore azzurra al traguardo, con una top 10 al suo primo anno in Wts e un podio in WC. Nel 2019 vestirà la divisa delle Fiamme Oro e cercherà di riconfermarsi per coronare la rincorsa al sogno a 5 cerchi.

Blummenfelt e la scuola norvegese: Il suo 3.29.04 nel 70.3 del Bahrain è la migliore prestazione mondiale sulla distanza. Una prestazione strabiliante che lo consacra tra i grandi del triathlon, dopo essersi già consacrato nel gotha mondiale a suon di risultati nelle WTS e nella Superleague. Oltra a lui, la scuola norvegese sta sfornando altri talenti, con Ide e Stroner che già si sono distinti in Wts e in Barhein hanno completato il podio tutto norvegese

Mondiale 70.3: Quando in gara hai 4 medaglie olimpiche (di cui 3 d’oro), lo spettacolo è assicurato. Il mondiale 70.3 ha vissuto lo scontro tra i “titani” Frodeno, Alistair Brownlee e Gomez, che se le sono suonate di santa ragione in una competizione corsa su ritmi folli, chiusasi con una mezzamaratona stellare. Frodo è riuscito a mettere in riga Alistair e Javi , forse ha pagato questa impresa con il forfait a Kona. Con l’expolit di Blummenfeld il livello nei 70.3 si sta ulteriormente alzando .

Formula Multisport: La Itu ha cercato di risollevare i settori del duathlon , del triathlon cross e del lungo , accorpando le gare che assegnano i titoli mondiali e europei in una unica settimana. Il risultato è stata una buona partecipazione di atleti, soprattutto A.G., anche se la concorrenza di Xterra, WTC e Challenge ha tenuto lontani parecchi big. Sicuramente una iniziativa interessante e ben riuscita.

Marcello Ugazio: Dopo aver concluso la sua avventura nel settore giovanile con pochi acuti, il giovane novarese ha trovato la sua dimensione nel triathlon cross. Anche nel 2018 ha conquistato il titolo europeo e si è ben comportato nella rassegna iridata di specialità, oltre a fornire buone prestazioni nel circuito Xterra. Un po’ a sorpresa ha conquistato il titolo assoluto di triathlon in italia.

Molinari-Fontana-Dega: Un settore che non conosce crisi di talenti in Italia è quello del lungo. Giulio Molinari ha conquistato l’ennesimo titolo Europeo e ha fatto segnare la migliore prestazione cronometrica italiana a Kona. Il “Dega” ha scritto nuovamente il suo nome nell’albo d’oro dell’ Ironman “mas duro” di Lanzarote. Purtroppo per lui una caduta nei giorni prima della finale di Kona non gli ha permesso di lottare fino alla fine per portare a casa un ottimo risultato. La stagione si è chiusa con la consacrazione di Daniel Fontana, che a quasi 43 anni vince il suo terzo Ironman, diventando il primo italiano a riuscire a centrare questa impresa , conquistando con quasi un anno di anticipo il pass per Kona 2019.

AnnaMaria Mazzetti: Dopo essere quasi sparita dai radar , la “rossa” è tornata a calcare i palcoscenici internazionali conquistando buoni risultati. Non è un caso che sia stata l’unica azzurra a riuscire a precedere Steinhauser in una gara nel 2018.

La prima vittoria di un italiano in WC: Non era mai accaduto prima che un italiano salisse sul gradino più alto del podio in una gara di WC, , Uccellari e Fabian avevano sfiorato l’impresa altre volte, ma Dalian Stateff, ha centato il grande risultato scegliendo l’occasione perfetta: la tappa casalinga di Cagliari, precedendo proprio l’altro azzurro Uccellari, all’ennesimo argento “mondiale”.

Spezia Triathlon:  La vittoria nella Coppa Crono di triathlon è stata la ciliegina sulla torta di una stagione in cui i suoi atleti si sono distinti a suon di risultati. Società che ha fatto della concretezza una dei suoi punti di forza, atleti molto legati tra loro da uno spirito di amicizia, tecnici competenti e molta umiltà. Un bell’esempio per il triathlon

Alessio Corciani e TTR: Due medaglie in un’ Olimpiade giovanile non possono di certo considerarsi questione di pura fortuna. Con una condotta di gara tutta all’attacco Crociani ha portato a casa uno storico argento nella gara individuale, dimostrando che la frazione in bici è importante, mentre nella gara a squadre ha avuto l’onore di salire sul gradino più alto del podio. Gran parte del merito va alla sua squadra , il TTR , che sta crescendo un gruppo di giovani che si stanno distinguendo sui campi gara a suon di risultati. Serietà, competenza, tanto lavoro , questi i segreti del loro successo.

Ironman Italy, Challenge Riccione, XTerra Scanno: Tre manifestazioni che danno lustro al movimento italiano, quella di Cervia dopo il successo della prima edizione ,sembra aver mantenuto le aspettative e si sta rivelando un’ottima manifestazione, Riccione è sempre una garanzia , mentre a Scanno gli amanti delle ruote grasse trovano una gara dura e ben organizzata.


FLOP

Alice Betto e Alessandro Fabian: Quelli che dovevano essere i due punti di forza della squadra azzurra, hanno chiuso il 2018 con risultati deludenti. Se per Fabian c’è la piccola attenuante dell’infortunio a metà stagione, per la Betto non si riescono a trovare giustificazioni per le numerose cadute in gara e per le prestazioni altamente insufficienti nella frazione podistica, aggiungendoci anche un livello natatorio lontano da quello fatto vedere nelle scorse stagioni. Per il “capitano”, tanti proclami , ma risultati di livello nessuno. Scavalcato da Stateff a fine stagione, ha cercato gloria nella WC, in gare di secondo piano, di fatto risultando assente nel triathlon che conta (WTS e Superleague)

Staffetta Italiana: Partita con grandi aspettative, la staffetta azzurra è andata via via spegnendosi durante la stagione, chiudendo con prestazioni mediocri, soprattutto trovandosi lontana dalle posizioni che contano anche in prospettiva qualificazione a Tokyo 2020

Grand Prix italia e Circuito Mixed Relay: Quelle che dovevano essere gare “test” per gli azzurri in vista delle competizioni internazionali, si sono rivelate di fatto una sorta di “campionato italiano giovanile” . Se non fosse stato per qualche società che ha ingaggiato qualche atleta straniero di livello, il livello di queste gare sarebbe stato inferiore a quello di un campionato italiano. Il circuito Mixed Relay è stato un flop totale, quasi una riproposizione del campionati italiano giovanile a staffetta. Emblematico il podio della finale .

Paratriathlon: Dopo le 2 medaglie a Rio 2016, si è passati a non qualificarsi per i mondiali e a scendere dai vari podi. Progetto che non devolla nonostante le risorse, atleti che sono di fatto gli stessi selezionati per il progetto Rio 2016. Un settore in piena crisi non solo di risultati

Doping: Annata nera per il triathlon italiano, con un numero di casi di positività all’antidoping elevato. Sicuramente il fatto che si siano fatti più controlli ha inciso , ma i numeri sono veramente preoccupanti.

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