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Hofer fa sua la seconda tappa del Grand Prix Italia. Peron la più veloce tra le donne. Ennesimo flop !

Notevole e apprezzabile lo sforzo organizzativo che ha permesso lo svolgimento a Vieste della seconda tappa del Grand Prix Italia.
Il nuoto caratterizzato da qualche onda ed il percorso bike caratterizzato da continui rilanci, stappetti ecc hanno  contribuito a rendere impegnativa la gara che ha fatto registrare un’ottima logistica, il passaggio all’interno della zona cambio in stile ITU ha reso la manifestazione molto apprezzata dagli atleti.
In campo maschile i primi due ad emergere dall’acqua sono stati i compagni di squadra del Cus Trento Paolo Bargellini e Gianluca Pozzati, ma tutti i migliori erano con loro. In bici qualche tentativo di scatto, ma l’unico e riuscire a centrare una sorta di fuga è Manuel Biagiotti (Friesian). Nella frazione finale però si scatena Daniel Hofer (Carabinieri) che piazza il suo allungo prepotente e conquista l’ennesima vittoria precedendo in una lunga volata Luca Facchinetti (TTRavenna) e il compagno di squadra Massimo De Ponti.
Tra le donne un gruppetto di nove atlete prende subito il largo, tra loro tutte le favorite con Gaia Peron e Margie Santimaria (Fiamme Oro), Giulia Sforza (Azzurra Trathlon team), Lisa Schanung (Bressanone ), Alessia Orla (DDS), Daria Pletikapa (Canottieri Napoli), Veronica Signorini (Tri Cremona Stradivari), Elena Maria Petrini (Minerva Roma)  e la Horvatt (Td Rimini). La gara si decide nella ultima frazione con l’azzurra Peron che è la più veloce e riesce a conquistare la vittoria per soli 3″ davanti alla Petrini  che precede a sua volta di poco l’ottima Schanung.
La gara ha avuto però parecchie “ombre” a cominciare del pessimo stato in cui prestava l’asfalto in numerosi parti del circuito, la volenterosa organizzazione ha chiesto e ottenuto la ri-asfaltatura di parte del circuito, ma in alcuni punti la situazione era disastrosa. Solo l’abilità degli uomini e i numeri e la velocità ridotta delle donne non hanno causato cadute. C’è da chiedersi il delegato tecnico della Federazione, tanto zelante in alcune gare  da chiedere di tappare anche i soli due o tre buchi in interi km di percorsi, come mai in questo caso non ha fatto nulla? Immaginiamo che nei vari sopralluoghi pre gara abbia fatto presente il problema.
Il breafing pre gara praticamente deserto, non si capisce come nelle gare giovanili la Federazione imponga la presenza dei tecnici il giorno prima delle gara , con tanto di appello e elenco degli assenti ( e conseguenti minacce di sanzioni), mentre per quella che dovrebbe essere la vetrina del triathlon indifferenza totale di fronte ad una riunione tecnica per 10-15 persone (per lo più atleti di sole 2-3 squadre). La location di certo non è di quelle di primissimo livello per un evento “gold”, per quanto bellissima Vieste non è Rimini o una grande città, non a caso il pubblico era composto dai soliti parenti , atleti e amici.  Come già detto in precedente articolo la start list già annunciava un flop, la gara ha regalato uno scenario ancora più desolante con assenze (alcune largamente preventivate) “pesanti” e di fatto ancora meno big al via. In campo femminile poi livello decisamente basso, ad eccezione delle prime 9 si è assistito ad una gara tra giovani , emblematico il fatto che  non sono stati assegnati i premi a tutte le prime 15 donne per via del cut off (distacco oltre il limite consentito), così come emblematico il fatto che quasi la metà delle donne (26 al traguardo, numero imbarazzante)  abbia corso i 5 km finali sopra i 20′, addirittura chi in oltre 26′ !  Tra l’altro il regolamento che prevede montepremi in denaro anche per le categorie giovani (classifica a parte), di fatto regala dei soldi che si potrebbero usare per altri scopi.
Proprio l’altro giorno il Peperoncino aveva comunicato la sua motivazione per cui nessun suo atleta avrebbe corso a Vieste, il regolamento infatti OBBLIGAVA gli atleti a correre con dei body conformi al regolamento. La stessa Federazione aveva chiarito in una nota sul sito istituzionale che Rimini sarebbe stata una eccezione e che da Vieste il regolamento sarebbe stato fatto rispettare senza ulteriori deroghe. Ebbene, anche a Vieste hanno corso atleti con divise senza il nome dell’atleta e senza rispettare il regolamento sulle uniformi, soprattutto tra le donne (per esempio la Schanung terza classificata), una totale ingiustizia verso non solo il Peperoncino (nei suoi confronti ancora più grave visto il comunicato stampa ) , ma verso tutte quelle squadre che hanno speso soldi per uniformarsi.
La seconda tappa quindi non ha fatto altro che dimostrare come questo grand prix sia una formula totalmente perdente, numeri in calo, stranieri praticamente assenti, nazionali (nonostante alcuni siano “obbligati” a correre) praticamente al lumicino, soldi praticamente regalati a chi porta i suoi giovani che devono solamente cercare di non farsi doppiare.

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Hofer fa sua la seconda tappa del Grand Prix Italia. Peron la più veloce tra le donne. Ennesimo flop !

7th giugno, 2014

Notevole e apprezzabile lo sforzo organizzativo che ha permesso lo svolgimento a Vieste della seconda tappa del Grand Prix Italia.
Il nuoto caratterizzato da qualche onda ed il percorso bike caratterizzato da continui rilanci, stappetti ecc hanno  contribuito a rendere impegnativa la gara che ha fatto registrare un’ottima logistica, il passaggio all’interno della zona cambio in stile ITU ha reso la manifestazione molto apprezzata dagli atleti.
In campo maschile i primi due ad emergere dall’acqua sono stati i compagni di squadra del Cus Trento Paolo Bargellini e Gianluca Pozzati, ma tutti i migliori erano con loro. In bici qualche tentativo di scatto, ma l’unico e riuscire a centrare una sorta di fuga è Manuel Biagiotti (Friesian). Nella frazione finale però si scatena Daniel Hofer (Carabinieri) che piazza il suo allungo prepotente e conquista l’ennesima vittoria precedendo in una lunga volata Luca Facchinetti (TTRavenna) e il compagno di squadra Massimo De Ponti.
Tra le donne un gruppetto di nove atlete prende subito il largo, tra loro tutte le favorite con Gaia Peron e Margie Santimaria (Fiamme Oro), Giulia Sforza (Azzurra Trathlon team), Lisa Schanung (Bressanone ), Alessia Orla (DDS), Daria Pletikapa (Canottieri Napoli), Veronica Signorini (Tri Cremona Stradivari), Elena Maria Petrini (Minerva Roma)  e la Horvatt (Td Rimini). La gara si decide nella ultima frazione con l’azzurra Peron che è la più veloce e riesce a conquistare la vittoria per soli 3″ davanti alla Petrini  che precede a sua volta di poco l’ottima Schanung.
La gara ha avuto però parecchie “ombre” a cominciare del pessimo stato in cui prestava l’asfalto in numerosi parti del circuito, la volenterosa organizzazione ha chiesto e ottenuto la ri-asfaltatura di parte del circuito, ma in alcuni punti la situazione era disastrosa. Solo l’abilità degli uomini e i numeri e la velocità ridotta delle donne non hanno causato cadute. C’è da chiedersi il delegato tecnico della Federazione, tanto zelante in alcune gare  da chiedere di tappare anche i soli due o tre buchi in interi km di percorsi, come mai in questo caso non ha fatto nulla? Immaginiamo che nei vari sopralluoghi pre gara abbia fatto presente il problema.
Il breafing pre gara praticamente deserto, non si capisce come nelle gare giovanili la Federazione imponga la presenza dei tecnici il giorno prima delle gara , con tanto di appello e elenco degli assenti ( e conseguenti minacce di sanzioni), mentre per quella che dovrebbe essere la vetrina del triathlon indifferenza totale di fronte ad una riunione tecnica per 10-15 persone (per lo più atleti di sole 2-3 squadre). La location di certo non è di quelle di primissimo livello per un evento “gold”, per quanto bellissima Vieste non è Rimini o una grande città, non a caso il pubblico era composto dai soliti parenti , atleti e amici.  Come già detto in precedente articolo la start list già annunciava un flop, la gara ha regalato uno scenario ancora più desolante con assenze (alcune largamente preventivate) “pesanti” e di fatto ancora meno big al via. In campo femminile poi livello decisamente basso, ad eccezione delle prime 9 si è assistito ad una gara tra giovani , emblematico il fatto che  non sono stati assegnati i premi a tutte le prime 15 donne per via del cut off (distacco oltre il limite consentito), così come emblematico il fatto che quasi la metà delle donne (26 al traguardo, numero imbarazzante)  abbia corso i 5 km finali sopra i 20′, addirittura chi in oltre 26′ !  Tra l’altro il regolamento che prevede montepremi in denaro anche per le categorie giovani (classifica a parte), di fatto regala dei soldi che si potrebbero usare per altri scopi.
Proprio l’altro giorno il Peperoncino aveva comunicato la sua motivazione per cui nessun suo atleta avrebbe corso a Vieste, il regolamento infatti OBBLIGAVA gli atleti a correre con dei body conformi al regolamento. La stessa Federazione aveva chiarito in una nota sul sito istituzionale che Rimini sarebbe stata una eccezione e che da Vieste il regolamento sarebbe stato fatto rispettare senza ulteriori deroghe. Ebbene, anche a Vieste hanno corso atleti con divise senza il nome dell’atleta e senza rispettare il regolamento sulle uniformi, soprattutto tra le donne (per esempio la Schanung terza classificata), una totale ingiustizia verso non solo il Peperoncino (nei suoi confronti ancora più grave visto il comunicato stampa ) , ma verso tutte quelle squadre che hanno speso soldi per uniformarsi.
La seconda tappa quindi non ha fatto altro che dimostrare come questo grand prix sia una formula totalmente perdente, numeri in calo, stranieri praticamente assenti, nazionali (nonostante alcuni siano “obbligati” a correre) praticamente al lumicino, soldi praticamente regalati a chi porta i suoi giovani che devono solamente cercare di non farsi doppiare.

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