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Grand Prix di Sapri: ancora un caso di squalifica e riammissione!

Regole uguali per tutti?

Negli ultimi week end si stanno verificando una serie senza precedenti di squalifiche in gara che si risolvono con riammissioni discutibili. A Cesenatico si è inaugurata una lunga serie di squalifiche, illustri, per il superamento della linea di mezzeria, tra le vittime Barnaby (707), con la sua squadra che per “protesta” ha deciso di non prendere parte alla finale di Sapri. A Riccione in occasione dei campionati italiani di triathlon sprint, la fuga delle prime 3 donne è stata vanificata per aver trovato la strada chiusa da una transenna, nonostante ricorso e reclamo non è stato fatto nulla, mentre le atlete in questione hanno dovuto sborsare 100 Euro a testa per poter far valere (purtroppo invano) le loro ragioni . Sempre a Riccione il clamoroso caso di Massimo De Ponti, che palesemente ha abbandonato la cuffia in spiaggia e , giustamente è stato sanzionato. Incredibile la sua riammissione in gara , con motivazioni che , naturalmente, non sono state rese pubbliche , con un video che non lascia spazio a interpretazioni di alcun genere e che dimostra inequivocabilmente come l’atleta non avesse attenuante alcuna . Il fatto singolare è che la gara di Riccione è andata in archivio senza alcun riferimento a questi gravi fatti, solo su triathlonmania si è approfondita la faccenda.

A Sapri altro festival di squalifiche, questa volta per posizionamento errato delle biciclette in T2 da parte di due atleti del TD Rimini (Svarc e Duchampt) e uno del Triathlon Cremona Stradivari (Stojanovic). A fronte di ricorso dei tre atleti solo i due del TD Rimini sono stati riammessi in classifica, identificando lo straniero del Cremona come unico responsabile della violazione. L’impressione più o meno diffusa è che non si usi sempre lo stesso metro di giudizio con tutti, soprattutto che esistano due pesi e due misure. Anche in questo caso, il tutto passato sotto totale silenzio.

Con Sapri è andato in archivio anche la 3° edizione del GP Italy, manifestazione che , nonostante i toni trionfalistici della federazione, non decolla . Anche quest’anno delle 10 squadre femminili premiabili, solo 9 sono quelle che risultano nella classifica finale. I numeri dell’ ultima tappa parlano chiaro sul successo della manifestazione, come sempre ridotta ad una sorta di campionato giovanile con l’inserimento di qualche A.g. che serve a portare punti. Solo 3-4 sono le squadre che investono sugli stranieri , con solo un paio di atleti di livello internazionale, per il resto buoni atleti non inseriti nelle rispettive nazionali. Anche quest’anno per avere il programma completo con le 3 sedi si è dovuto aspettare ben oltre i termini dichiarati dalla federazione, la finale di Sapri è passata quasi sotto silenzio, nessuna news sul sito fitri ricordando la chiusura delle iscrizioni e variazioni dei percorsi all’ultimo.

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Grand Prix di Sapri: ancora un caso di squalifica e riammissione!

18th ottobre, 2016

Regole uguali per tutti?

Negli ultimi week end si stanno verificando una serie senza precedenti di squalifiche in gara che si risolvono con riammissioni discutibili. A Cesenatico si è inaugurata una lunga serie di squalifiche, illustri, per il superamento della linea di mezzeria, tra le vittime Barnaby (707), con la sua squadra che per “protesta” ha deciso di non prendere parte alla finale di Sapri. A Riccione in occasione dei campionati italiani di triathlon sprint, la fuga delle prime 3 donne è stata vanificata per aver trovato la strada chiusa da una transenna, nonostante ricorso e reclamo non è stato fatto nulla, mentre le atlete in questione hanno dovuto sborsare 100 Euro a testa per poter far valere (purtroppo invano) le loro ragioni . Sempre a Riccione il clamoroso caso di Massimo De Ponti, che palesemente ha abbandonato la cuffia in spiaggia e , giustamente è stato sanzionato. Incredibile la sua riammissione in gara , con motivazioni che , naturalmente, non sono state rese pubbliche , con un video che non lascia spazio a interpretazioni di alcun genere e che dimostra inequivocabilmente come l’atleta non avesse attenuante alcuna . Il fatto singolare è che la gara di Riccione è andata in archivio senza alcun riferimento a questi gravi fatti, solo su triathlonmania si è approfondita la faccenda.

A Sapri altro festival di squalifiche, questa volta per posizionamento errato delle biciclette in T2 da parte di due atleti del TD Rimini (Svarc e Duchampt) e uno del Triathlon Cremona Stradivari (Stojanovic). A fronte di ricorso dei tre atleti solo i due del TD Rimini sono stati riammessi in classifica, identificando lo straniero del Cremona come unico responsabile della violazione. L’impressione più o meno diffusa è che non si usi sempre lo stesso metro di giudizio con tutti, soprattutto che esistano due pesi e due misure. Anche in questo caso, il tutto passato sotto totale silenzio.

Con Sapri è andato in archivio anche la 3° edizione del GP Italy, manifestazione che , nonostante i toni trionfalistici della federazione, non decolla . Anche quest’anno delle 10 squadre femminili premiabili, solo 9 sono quelle che risultano nella classifica finale. I numeri dell’ ultima tappa parlano chiaro sul successo della manifestazione, come sempre ridotta ad una sorta di campionato giovanile con l’inserimento di qualche A.g. che serve a portare punti. Solo 3-4 sono le squadre che investono sugli stranieri , con solo un paio di atleti di livello internazionale, per il resto buoni atleti non inseriti nelle rispettive nazionali. Anche quest’anno per avere il programma completo con le 3 sedi si è dovuto aspettare ben oltre i termini dichiarati dalla federazione, la finale di Sapri è passata quasi sotto silenzio, nessuna news sul sito fitri ricordando la chiusura delle iscrizioni e variazioni dei percorsi all’ultimo.

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