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Gli “uomini ITU” demoliscono gli “uomini WTC” nella gara no draft di HyVee

C’era attesa per la gara di HyVee, valida per il circuito 5150 che si è corsa sulle distanza olimpica (1500-40-10) ma con modalità senza scia.
Tra i praticanti di questa disciplina c’è sempre una “rivalità” tra quelli che sostengono che gli atleti no draft siano i più forti e che il no draft sia il vero triathlon dove emerge il più completo, ed altri che sostengono che gli atleti che corrono le gare ITU con scia siano comunque di un livello superiore. La gara di HyVee ha dato una sentenza che non lascia molto spazio agli appelli, dimostrando in maniere netta la superiorità degli “uomini ITU”.
Nella gara donne la protagonista per 2/3 di gara è stata l’americana Sarah Haskins (in foto) che ha spinto subito sull’acceleratore e uscendo dall’acqua come unica donna sotto i 20′. Una volta saliti in bici l’americana continua a spingere e   condurre la gara sino all’ingresso in T2, ma le specialiste del no draft tentano il recupero, con la canadese Angela Naeth che stampa un tempone in bici, e la svedese Lisa Norden che recupera una ventina di secondi. Nella frazione finale la Norden dimostra tutto il suo valore, facendo segnare il 2° parziale a piedi e staccando di 51″ al traguardo la Haskins e di 1’38” l’inglese Jodie Stimpson.

Tra gli uomini la notizia del giorno è che Alistar Brownlee, dominatore in lungo e in largo delle gare ITU è umano !
Nel nuoto lo spagnolo Gomez pigia subito sull’acceleratore e stacca un ottimo 18’27” che gli permette di uscire da solo davanti. In bici si scatenano Greg Bennet e David Thompson (suo il miglior parziale nei 40 km con 56’01”), ma Gomez, Kemper e Docherty “controllano” la situazione, con Alistar Brownlee che è davanti insieme a loro. Nella frazione  di corsa il campione olimpico ha evidenti problemi e si “trascina” al traguardo (39’14” il suo parziale) in 14° posizione, mentre davanti si scatenano gli oilmpici con Gomez che una volta out Brownlee non ha problemi ad involarsi a vincere (con 32’32” negli ultimi 10km , unico uomo sotto i 33′) davanti al redivivo Hunter Kemper, Greg Bennet e Bevan  Docherty. Un piccolo commento di Marco Novelli sulla gara

La gara di HyVee ha dimostrato che cambiando la formula i risultati non cambiano. Il confronto quindi fra “ITU” e “WTC” è stato impietoso per quest’ultima, il campione mondiale di IM Mc Cormack, dopo aver tentato di qualificarsi per Londra ed essere tornato alle gare ITU sensa fortuna, ha subito una sonora sconfitta anche sul “suo” campo: il no draft, prendendo solo in bici (che dovrebbe essere il suo forte) ben 5′ dal miglior parziale e circa 3′ da tutti i big davanti. Certo che se come dice qualcuno nelle gare no draft si vede il vero valore degli atleti, direi che la ITU può vantarsi di avere di gran lunga il livello più alto, sono 8’36” (su una gara di 1.51′) il distacco fra il vice campione olimpico ITU e il campione del mondo WTC (IM) che direi sono un’eternità. Nei primi 4 ci sono 3 atleti che hanno corso le Olimpiadi di Londra, Bennet  ha corso quelle di Atene arrivando 4°. Direi che i numeri parlano chiaro. Nelle donne la Norden ha dimostrato la sua solidità, controllando le prime due frazioni per poi sparare la corsa.

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Gli “uomini ITU” demoliscono gli “uomini WTC” nella gara no draft di HyVee

3rd settembre, 2012

C’era attesa per la gara di HyVee, valida per il circuito 5150 che si è corsa sulle distanza olimpica (1500-40-10) ma con modalità senza scia.
Tra i praticanti di questa disciplina c’è sempre una “rivalità” tra quelli che sostengono che gli atleti no draft siano i più forti e che il no draft sia il vero triathlon dove emerge il più completo, ed altri che sostengono che gli atleti che corrono le gare ITU con scia siano comunque di un livello superiore. La gara di HyVee ha dato una sentenza che non lascia molto spazio agli appelli, dimostrando in maniere netta la superiorità degli “uomini ITU”.
Nella gara donne la protagonista per 2/3 di gara è stata l’americana Sarah Haskins (in foto) che ha spinto subito sull’acceleratore e uscendo dall’acqua come unica donna sotto i 20′. Una volta saliti in bici l’americana continua a spingere e   condurre la gara sino all’ingresso in T2, ma le specialiste del no draft tentano il recupero, con la canadese Angela Naeth che stampa un tempone in bici, e la svedese Lisa Norden che recupera una ventina di secondi. Nella frazione finale la Norden dimostra tutto il suo valore, facendo segnare il 2° parziale a piedi e staccando di 51″ al traguardo la Haskins e di 1’38” l’inglese Jodie Stimpson.

Tra gli uomini la notizia del giorno è che Alistar Brownlee, dominatore in lungo e in largo delle gare ITU è umano !
Nel nuoto lo spagnolo Gomez pigia subito sull’acceleratore e stacca un ottimo 18’27” che gli permette di uscire da solo davanti. In bici si scatenano Greg Bennet e David Thompson (suo il miglior parziale nei 40 km con 56’01”), ma Gomez, Kemper e Docherty “controllano” la situazione, con Alistar Brownlee che è davanti insieme a loro. Nella frazione  di corsa il campione olimpico ha evidenti problemi e si “trascina” al traguardo (39’14” il suo parziale) in 14° posizione, mentre davanti si scatenano gli oilmpici con Gomez che una volta out Brownlee non ha problemi ad involarsi a vincere (con 32’32” negli ultimi 10km , unico uomo sotto i 33′) davanti al redivivo Hunter Kemper, Greg Bennet e Bevan  Docherty. Un piccolo commento di Marco Novelli sulla gara

La gara di HyVee ha dimostrato che cambiando la formula i risultati non cambiano. Il confronto quindi fra “ITU” e “WTC” è stato impietoso per quest’ultima, il campione mondiale di IM Mc Cormack, dopo aver tentato di qualificarsi per Londra ed essere tornato alle gare ITU sensa fortuna, ha subito una sonora sconfitta anche sul “suo” campo: il no draft, prendendo solo in bici (che dovrebbe essere il suo forte) ben 5′ dal miglior parziale e circa 3′ da tutti i big davanti. Certo che se come dice qualcuno nelle gare no draft si vede il vero valore degli atleti, direi che la ITU può vantarsi di avere di gran lunga il livello più alto, sono 8’36” (su una gara di 1.51′) il distacco fra il vice campione olimpico ITU e il campione del mondo WTC (IM) che direi sono un’eternità. Nei primi 4 ci sono 3 atleti che hanno corso le Olimpiadi di Londra, Bennet  ha corso quelle di Atene arrivando 4°. Direi che i numeri parlano chiaro. Nelle donne la Norden ha dimostrato la sua solidità, controllando le prime due frazioni per poi sparare la corsa.

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