Mute Triathlon

Fuochi d’artificio nella gara femminile della Dextro a Stoccolma. Betto nella top 10.

Spettacolo nella penultima tappa della Dextro di Stoccolma dove ieri è andata in scena la gara femminile.
Gara con muta (acqua a 15°-16° , ma forse anche meno!) e subito davanti la brasiliana Olivera che conduce le danze all’uscita dell’acqua del primo giro. Al termine dei 1500, un po’ lunghi visti i tempi (comunque un po’ “ondosi”) è un gruppetto a presentarsi in T1 con la nostra Betto in 3° posizione , la Petrini che con uno stratosferico nuoto aggancia il primo gruppo e la Bonin in coda, mentre la Mazzetti paga oltre 50″ dalla testa della corsa. Il percorso in bici molto tecnico , con rilanci, curve e alcuni strappetti ha messo alla dura prova le qualità ciclistiche di tutte le atlete, la Betto per lunghi tratti iniziali ha tirato il gruppo di testa, dal quale si sono subito staccate Petrini e Bonin. Da dietro però la padrona di casa Norden, argento a Londra 2012, ha cominciato a tirare per rientrare, man mano il suo gruppo è diventato più numeroso, con le nostre Petrini, Bonin e Mazzetti al suo interno. Davanti  decidono di partire la neozelandese Hewitt e l’ inglese Raw che giro dopo giro aumentano il loro vantaggio, mentre il gruppo della Norden, quando sta per rientrare si spezza. Solo la Bonin (per quanto riguarda le azzurre) riesce a rientrare sul gruppo delle migliori , Mazzetti e Petrini naufragano e perdono moltissimo tempo.
Si arriva in T2 con le due fuggitive che hanno circa 50″ di vantaggio sul gruppone, la Hewitt scappa subito via, ma dietro si scatena l’americana Jorgensen una forza della natura nella frazione podistica. Già prima della fine del primo giro l’americana prende la testa e aumenta giro dopo giro il suo vantaggio sulle inseguitrici, la Hewitt perde pian piano terreno , la Raw affonda. La lotta per il podio è tra l’inglese Stanford, la sua compagna di squadra Stimpson, la nr. 1 della classifica Dextro la tedesca Haug e la Olandese Caelers, con l’americana Groff  e l’inglese Holland a tentare la rimonta da dietro. La Stanford allunga all’inizio del terzo dei quattro giri, poco dopo anche la Haug cambia passo, ma per prendere la Jorgensen ci vorrebbe una moto ! L’americana piazza un parziale di 31’41” negli ultimi 10 km (gara “corta” ma non piatta) e trionfa solitaria in 1.55’31” precedendo la Stanford e la Haug. Con una progressione finale degna di nota conquista la quarta piazza l’inglese Holland. Con questi risultati la classifica femminile della WCS diventa cortissima , con la Jorgensen che balza in testa per soli 8 punti, superando la Hugh che a sua volta ha soli 5 punti di vantaggio sulla Stanford. Nella finale di Londra sarà un testa a testa stellare che deciderà chi sarà la campionessa del mondo 2013.
La migliore delle italiane è Alice Betto (Team Raschiani Pavese) che nei primi tre giri dell’ultima frazione  si trovava tra la 12°e 15° posizione, con un ultimo giro in progressione conquista un ottimo 10° posto che la conferma la migliore azzurra attualmente. Gara di carattere per la valdostana delle Fiamme Azzurre Charlotte Bonin che fa fruttare al meglio il periodo di allenamento in altura conquistando un buon 21° posto. Lontanissime Mazzetti (Fiamme Oro) e Petrini (Minerva Roma) che chiudono rispettivamente 36° e 39° su 40 atlete al traguardo.
La Betto si riconferma quindi una delle migliori atlete al mondo, nuoto da primissime posizioni, bici solida e corsa ragionata, peccato che un infortunio le abbia tolto la possibilità di conquistare una quasi certa qualificazione per Londra lo scorso anno, la Bonin ha lottato e ha dimostrato di avere esperienza (non a caso ha corso un gioco olimpico e diverse gare internazionali) e di non mollare mai, dote fondamentale in gare di altissimo livello come la Dextro. Per Mazzetti e Petrini discorso a parte, sicuramente la bici non è il loro forte, forse a Stoccolma hanno avuto problemi particolari, ma per competere ad altissimo livello non si può sempre sperare di trovare una Norden o altre che possano trainare il gruppo delle inseguitrici per ricongiungersi con quello delle leaders, negli ultimi 2 giri le azzurre sono passate da 15″ di distacco dal primo gruppo a 2′ di distacco,  se non dovessero essere subentrati problemi particolari (meccanici o cadute) direi che sono un’eternità per poter aspirare a risultati importanti in gare importanti.

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Fuochi d’artificio nella gara femminile della Dextro a Stoccolma. Betto nella top 10.

25th agosto, 2013

Spettacolo nella penultima tappa della Dextro di Stoccolma dove ieri è andata in scena la gara femminile.
Gara con muta (acqua a 15°-16° , ma forse anche meno!) e subito davanti la brasiliana Olivera che conduce le danze all’uscita dell’acqua del primo giro. Al termine dei 1500, un po’ lunghi visti i tempi (comunque un po’ “ondosi”) è un gruppetto a presentarsi in T1 con la nostra Betto in 3° posizione , la Petrini che con uno stratosferico nuoto aggancia il primo gruppo e la Bonin in coda, mentre la Mazzetti paga oltre 50″ dalla testa della corsa. Il percorso in bici molto tecnico , con rilanci, curve e alcuni strappetti ha messo alla dura prova le qualità ciclistiche di tutte le atlete, la Betto per lunghi tratti iniziali ha tirato il gruppo di testa, dal quale si sono subito staccate Petrini e Bonin. Da dietro però la padrona di casa Norden, argento a Londra 2012, ha cominciato a tirare per rientrare, man mano il suo gruppo è diventato più numeroso, con le nostre Petrini, Bonin e Mazzetti al suo interno. Davanti  decidono di partire la neozelandese Hewitt e l’ inglese Raw che giro dopo giro aumentano il loro vantaggio, mentre il gruppo della Norden, quando sta per rientrare si spezza. Solo la Bonin (per quanto riguarda le azzurre) riesce a rientrare sul gruppo delle migliori , Mazzetti e Petrini naufragano e perdono moltissimo tempo.
Si arriva in T2 con le due fuggitive che hanno circa 50″ di vantaggio sul gruppone, la Hewitt scappa subito via, ma dietro si scatena l’americana Jorgensen una forza della natura nella frazione podistica. Già prima della fine del primo giro l’americana prende la testa e aumenta giro dopo giro il suo vantaggio sulle inseguitrici, la Hewitt perde pian piano terreno , la Raw affonda. La lotta per il podio è tra l’inglese Stanford, la sua compagna di squadra Stimpson, la nr. 1 della classifica Dextro la tedesca Haug e la Olandese Caelers, con l’americana Groff  e l’inglese Holland a tentare la rimonta da dietro. La Stanford allunga all’inizio del terzo dei quattro giri, poco dopo anche la Haug cambia passo, ma per prendere la Jorgensen ci vorrebbe una moto ! L’americana piazza un parziale di 31’41” negli ultimi 10 km (gara “corta” ma non piatta) e trionfa solitaria in 1.55’31” precedendo la Stanford e la Haug. Con una progressione finale degna di nota conquista la quarta piazza l’inglese Holland. Con questi risultati la classifica femminile della WCS diventa cortissima , con la Jorgensen che balza in testa per soli 8 punti, superando la Hugh che a sua volta ha soli 5 punti di vantaggio sulla Stanford. Nella finale di Londra sarà un testa a testa stellare che deciderà chi sarà la campionessa del mondo 2013.
La migliore delle italiane è Alice Betto (Team Raschiani Pavese) che nei primi tre giri dell’ultima frazione  si trovava tra la 12°e 15° posizione, con un ultimo giro in progressione conquista un ottimo 10° posto che la conferma la migliore azzurra attualmente. Gara di carattere per la valdostana delle Fiamme Azzurre Charlotte Bonin che fa fruttare al meglio il periodo di allenamento in altura conquistando un buon 21° posto. Lontanissime Mazzetti (Fiamme Oro) e Petrini (Minerva Roma) che chiudono rispettivamente 36° e 39° su 40 atlete al traguardo.
La Betto si riconferma quindi una delle migliori atlete al mondo, nuoto da primissime posizioni, bici solida e corsa ragionata, peccato che un infortunio le abbia tolto la possibilità di conquistare una quasi certa qualificazione per Londra lo scorso anno, la Bonin ha lottato e ha dimostrato di avere esperienza (non a caso ha corso un gioco olimpico e diverse gare internazionali) e di non mollare mai, dote fondamentale in gare di altissimo livello come la Dextro. Per Mazzetti e Petrini discorso a parte, sicuramente la bici non è il loro forte, forse a Stoccolma hanno avuto problemi particolari, ma per competere ad altissimo livello non si può sempre sperare di trovare una Norden o altre che possano trainare il gruppo delle inseguitrici per ricongiungersi con quello delle leaders, negli ultimi 2 giri le azzurre sono passate da 15″ di distacco dal primo gruppo a 2′ di distacco,  se non dovessero essere subentrati problemi particolari (meccanici o cadute) direi che sono un’eternità per poter aspirare a risultati importanti in gare importanti.

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