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Farra D’Alpago, Tarzo, Iseo, Arona: rispettati i regolamenti?

dubbio

Non è una novità che ci si trovi di fronte a gare che non rispettino i requisiti minimi regolamentari imposti dalla Fitri, ma la cosa preoccupante è che raramente vengono sanzionati gli organizzatori o che addirittura la Fitri avalli queste “infrazioni”.

A Farra D’Alpago, per esempio, a pochissimi giorni dallo svolgimento della gara che ha assegnato i titoli nazionali assoluti di triathlon olimpico, sono stati modificati gli orari di partenza, posticipando alle 13:30 la partenza delle donne , mentre gli uomini sono partiti alle 14:00 A parte gli aspetti connessi alle problematiche che potrebbero incontrare le atlete “costrette” a correre in un orario considerato “caldo”, riportiamo cosa prevede la circolare gare al punto 8.1 alla voce REQUISITI DI BASE

•Le gare femminili e maschili dovranno aver luogo in modo separato garantendo la partenza della seconda gara al termine dello svolgimento della prima, in tutte le manifestazioni che assegnano Titoli Italiani, sino alla distanza Olimpica/Classico, con l’esclusione dei titoli assegnati in gare no draft. L’attività femminile deve svolgersi garantendo visibilità e regolarità alla prova senza sovrapposizione con la gara di atleti maschi.

Facile quindi constatare che è venuto meno un requisito OBBLIGATORIO per l’organizzazione di un campionato italiano, che in fars di richiesta gare veniva comunque garantito. Per dovere di cronaca ricordiamo che una atleta ha rinunciato a partecipare alla manifestazione proprio per via di questo cambio di programma non regolamentare. Naturalmente il tutto è passato sotto traccia e nel totale silenzio da parte della Federazione che non ha fatto altro che comunicare disinvoltamente la notizia del cambio degli orari.

Altro “caos” regolamentare è quello verificatosi a Tarzo Revine (TV) in occasione dell’assegnazione dei titoli italiani di triathlon cross. La concomitanza con la tappa del TNatura ha creato una totale confusione con il mancato rispetto delle regole sulle uniformi gara e sulle partenze. Al via della gara valida per il TNatura erano presenti, infatti, atleti stranieri con body privo del logo Itu e della sigla della nazione di provenienza o del cognome, requisiti minimi indispensabili per le gare Etu. Così come erano presenti atleti non in regola con le uniformi gara necessarie per un campionato italiano (i giudici hanno provveduto ad erogare la sanzione  solamente a fine gara ed a seguito di segnalazione esterna). Nonostante si trattasse di un campionato italiano assoluto, non tutti gli atleti sono stati fatti partire nella stessa batteria, di fatto infrangendo i regolamenti, avvantaggiando alcuni a discapito di altri e creando poi problemi con le premiazioni: Difatti il 3° classificato assoluto è partito ben 7′ dietro agli “elite” (per regolamento in un campionato italiano NON esiste questa categoria) e di fatto facendo una gara in rincorsa. Come nel caso di Farra D’Alpago regolamento non rispettato sulle partenze uomini e donne, quest’ultime sono state divise in Elite e Age Group, con le prime partite poco prima degli uomini Age Group (il primo uomo ha raggiunto le donne addirittura in T1) mentre le altre sono partite con gli uomini! Problemi si sono verificati, poi, con le classifiche a fine gara, con un Age Group non premiato nella sua categoria nonostante la vittoria.

Iseo e Arona hanno avuto in comune la riduzione di una frazione, nel primo caso quella podistica – ridotta di 1/3 a causa del caldo, mentre la seconda ha visto la riduzione del nuoto, poco più che dimezzato a causa del forte vento. Non si entra nel merito e non discutono le motivazioni di tali decisioni , ma l’assegnazione del punteggio rank nonostante le modifiche. Il regolamento tecnico , all’ articolo 56.06 sancisce che:

6) In ipotesi di trasformazione o di modifica sostanziale della gara, non sarà assegnato alcun punteggio F.I.Tri., neanche nell’ipotesi in cui lo stesso sia previsto per la diversa competizione disputatasi. La modifica sostanziale di una gara e conseguentemente la non attribuzione dell’eventuale punteggio F.I.Tri, sarà confermata esclusivamente dall’Ufficio Gare.

Come ben sappiamo il calcolo dell’assegnazione del punteggio rank in caso di distanze gara diverse da quelle previste varia di molto, non a caso non è prevista l’assegnazione di punteggio rank per gare di distanze “atipiche”, Iseo e Arona hanno comunque assegnato il punteggio rank nonostante le distanze palesemente fuori norma. Ricordiamo anche che a Maggio a Porto Sant’Elpidio sia stato comunque assegnato il rank al triathlon sprint “open” nonostante la distanza dell’ultima frazione sia stata palesemente fuori tolleranza, come dimostrano chiaramente i parziali dei concorrenti, ma naturalmente per la Fitri tutto è andato in archivio come “normale”.

C’è da chiedersi che senso abbia stilare un regolamento e una circolare gare se poi la stessa federazione avalli più o meno tutto senza poi sanzionare chi non li rispetta, soprattutto è preoccupante che questi casi spesso accadano in concomitanza di campionati italiani o gare in cui è presente il delegato tecnico della federazione che dovrebbe essere il primo a dover far rispettare certe norme.

 

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Farra D’Alpago, Tarzo, Iseo, Arona: rispettati i regolamenti?

13th agosto, 2015

dubbio

Non è una novità che ci si trovi di fronte a gare che non rispettino i requisiti minimi regolamentari imposti dalla Fitri, ma la cosa preoccupante è che raramente vengono sanzionati gli organizzatori o che addirittura la Fitri avalli queste “infrazioni”.

A Farra D’Alpago, per esempio, a pochissimi giorni dallo svolgimento della gara che ha assegnato i titoli nazionali assoluti di triathlon olimpico, sono stati modificati gli orari di partenza, posticipando alle 13:30 la partenza delle donne , mentre gli uomini sono partiti alle 14:00 A parte gli aspetti connessi alle problematiche che potrebbero incontrare le atlete “costrette” a correre in un orario considerato “caldo”, riportiamo cosa prevede la circolare gare al punto 8.1 alla voce REQUISITI DI BASE

•Le gare femminili e maschili dovranno aver luogo in modo separato garantendo la partenza della seconda gara al termine dello svolgimento della prima, in tutte le manifestazioni che assegnano Titoli Italiani, sino alla distanza Olimpica/Classico, con l’esclusione dei titoli assegnati in gare no draft. L’attività femminile deve svolgersi garantendo visibilità e regolarità alla prova senza sovrapposizione con la gara di atleti maschi.

Facile quindi constatare che è venuto meno un requisito OBBLIGATORIO per l’organizzazione di un campionato italiano, che in fars di richiesta gare veniva comunque garantito. Per dovere di cronaca ricordiamo che una atleta ha rinunciato a partecipare alla manifestazione proprio per via di questo cambio di programma non regolamentare. Naturalmente il tutto è passato sotto traccia e nel totale silenzio da parte della Federazione che non ha fatto altro che comunicare disinvoltamente la notizia del cambio degli orari.

Altro “caos” regolamentare è quello verificatosi a Tarzo Revine (TV) in occasione dell’assegnazione dei titoli italiani di triathlon cross. La concomitanza con la tappa del TNatura ha creato una totale confusione con il mancato rispetto delle regole sulle uniformi gara e sulle partenze. Al via della gara valida per il TNatura erano presenti, infatti, atleti stranieri con body privo del logo Itu e della sigla della nazione di provenienza o del cognome, requisiti minimi indispensabili per le gare Etu. Così come erano presenti atleti non in regola con le uniformi gara necessarie per un campionato italiano (i giudici hanno provveduto ad erogare la sanzione  solamente a fine gara ed a seguito di segnalazione esterna). Nonostante si trattasse di un campionato italiano assoluto, non tutti gli atleti sono stati fatti partire nella stessa batteria, di fatto infrangendo i regolamenti, avvantaggiando alcuni a discapito di altri e creando poi problemi con le premiazioni: Difatti il 3° classificato assoluto è partito ben 7′ dietro agli “elite” (per regolamento in un campionato italiano NON esiste questa categoria) e di fatto facendo una gara in rincorsa. Come nel caso di Farra D’Alpago regolamento non rispettato sulle partenze uomini e donne, quest’ultime sono state divise in Elite e Age Group, con le prime partite poco prima degli uomini Age Group (il primo uomo ha raggiunto le donne addirittura in T1) mentre le altre sono partite con gli uomini! Problemi si sono verificati, poi, con le classifiche a fine gara, con un Age Group non premiato nella sua categoria nonostante la vittoria.

Iseo e Arona hanno avuto in comune la riduzione di una frazione, nel primo caso quella podistica – ridotta di 1/3 a causa del caldo, mentre la seconda ha visto la riduzione del nuoto, poco più che dimezzato a causa del forte vento. Non si entra nel merito e non discutono le motivazioni di tali decisioni , ma l’assegnazione del punteggio rank nonostante le modifiche. Il regolamento tecnico , all’ articolo 56.06 sancisce che:

6) In ipotesi di trasformazione o di modifica sostanziale della gara, non sarà assegnato alcun punteggio F.I.Tri., neanche nell’ipotesi in cui lo stesso sia previsto per la diversa competizione disputatasi. La modifica sostanziale di una gara e conseguentemente la non attribuzione dell’eventuale punteggio F.I.Tri, sarà confermata esclusivamente dall’Ufficio Gare.

Come ben sappiamo il calcolo dell’assegnazione del punteggio rank in caso di distanze gara diverse da quelle previste varia di molto, non a caso non è prevista l’assegnazione di punteggio rank per gare di distanze “atipiche”, Iseo e Arona hanno comunque assegnato il punteggio rank nonostante le distanze palesemente fuori norma. Ricordiamo anche che a Maggio a Porto Sant’Elpidio sia stato comunque assegnato il rank al triathlon sprint “open” nonostante la distanza dell’ultima frazione sia stata palesemente fuori tolleranza, come dimostrano chiaramente i parziali dei concorrenti, ma naturalmente per la Fitri tutto è andato in archivio come “normale”.

C’è da chiedersi che senso abbia stilare un regolamento e una circolare gare se poi la stessa federazione avalli più o meno tutto senza poi sanzionare chi non li rispetta, soprattutto è preoccupante che questi casi spesso accadano in concomitanza di campionati italiani o gare in cui è presente il delegato tecnico della federazione che dovrebbe essere il primo a dover far rispettare certe norme.

 

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