Mute Triathlon

Continuano le polemiche sulle gare italiane. Mancato rispetto dei requisiti della cricolare gare, mancato rispetto dei regolamenti, prezzi esorbitanti…

Anche questo fine settimana ha fatto registrare numerose polemiche in alcune gare italiane, in particolare su prezzi esorbitanti, mancato rispetto delle regole imposte dalla circolare gare e altri aspetti che sempre di più rendono gli atleti scontenti a fine gara.
A Sirone si è aperto il  Circuito no draft , sul sito Fitri è apparso un comunicato stampa a dir poco “ottimistico” che parla di grande successo e di partenza alla grande del circuito stesso. La gara in questione , stando alla circolare gare non doveva nemmeno essere presa in considerazione per entrare a far parte del circuito, in quanto sulla circolare gare si legge:

NON SARANNO PRESE IN CONSIDERAZIONE LE RICHIESTE:
• giunte incomplete;
• in ritardo;
• da parte di società con pendenze amministrative con la Federazione;
che non prevedano la chiusura totale al traffico per Titoli, Gare Internazionali, Circuiti Nazionali, Coppa Italia e Trofeo Italia.

Non a caso nel punto 8.7, in merito a REQUISITI OBBLIGATORI per gare di circuito si legge:

CICLISMO: Il percorso ciclistico dovrà essere interamente chiuso al traffico…..

Quindi, già venuto a mancare questo requisito OBBLIGATORIO , direi che la gara di Sirone è stata inserita in un circuito nazionale ancora una volta in barba a quegli organizzatori che non hanno fatto richiesta proprio per la mancanza del requisito OBBLIGATORIO della chiusura TOTALE del traffico. Alcuni atleti hanno affermato che pure nel breafing è stato detto che la strada non era chiusa totalmente al traffico.  Sarebbe interessante sapere come mai la Federazione abbia concesso l’ennesima gara senza i requisiti richiesti , soprattutto, in nome della famosa trasparenza sbandierata in campagna elettorale, perchè non spiega ai suoi tesserati le motivazioni delle sue scelte!
Nella stessa gara l’apripista in bici fa sbagliare a tutti il primo giro di boa , mentre al secondo giro i primi 25 passano giusti mentre gli altri fanno circa 500m in più, nessun controllo sulle varie boe (bici /corsa) ne manuale ne con chip. Nella stessa gara, come capita sempre in gare no draft, qualche gruppetto  in scia, ma si sa che i furbi sono sempre in agguato in questo tipo di gare.

Alcuni atleti si sono lamentati per l’ennesima gara con costo esorbitante (100 euro) a fronte di pacco gara così composto (tratto da intervento su Facebook di un atleta presente alla manifestazione)

1 barretta
1gel
1 borraccia (l ennesima borraccia)
1 pacchetto di salamini da 1,99€ come scritto sulla confezione
1 maglietta sbavata e
1 telo mare fatto da cinesi

Ora, visto che la Fitri regolamenta tutti gli aspetti della gara, non potrebbe adottare una linea comune per le gare di un certo “livello” anche per i pacchi gara definendo un minimo da inserire in base al costo? Viene comunque da pensare che se già gli organizzatori non rispettano i requisiti minimi per le gare, figuriamoci quelli “secondari” !

Altra gara  “calda” è stata quella di Lido di Volano, dove i primi concorrenti della frazione run del medio hanno sbagliato strada a causa di segnalazioni errate o mancanti, mentre la frazione risultava comunque decisamente più corta.  Quelle delle distanze gara più corte è oramai un problema cronico di molte manifestazioni, ricordiamo il campionato italiano di triathlon elite dello scorso anno a Sapri, con diversi “record del mondo” battuti nella frazione podistica, il tutto naturalmente “avvallato” dalla Federazione che , come spesso accade, ha minimizzato sull’accaduto.
Per alcune gare che hanno creato polemiche, alcune invece hanno suscitato diversi consensi come il triathlon sprint di Pinerolo che anche se senza pasta party, ha regalato agli atleti bei percorsi, sicurezza e un ricco pacco gara, così come nessuna polemica sulle gare di Villacidro, Campus Parma, Vigevano, Lecce, Duathlon del Torrazzo

Chiudiamo con le solite sviste dei giudici, che tanto sono fiscali su sottigliezze (prolunghe fatte smontare per eccedenze di meno di 1 cm) quanto “ciechi” su diverse regole. Oramai cronica l’inosservanza dell’ OBBLIGO del nome della società sulla divisa (non è stato MAI sanzionato alcun atleta per questa regola, direi che la Federazione farebbe bene a toglierla perchè NESSUNO controlla le divise gara), a Lido di Volano una atleta ha corso scalza tutta l’ultima frazione (per un “furto” delle scarpe da corsa in Z.c. poi accertato e comunque risolto con la restituzione delle stesse alla proprietaria), cosa VIETATA da regolamento e naturalmente passato inosservato e non sanzionato dai giudici all’arrivo.  E’ risaputo che nella società civile più la certezza della pena è remota più l’uomo si sente tranquillo nell’infrangere le varie regole, per cui non c’è da meravigliarsi se in ogni gara si assistano a varie scene di anarchia pura, con il rischio di trovarsi poi in situazioni tipo Tarzo di qualche anno fa dove i giudici decidono di applicare il regolamento alla lettera e ci si trova poi con 50-60 squalificati adirati (ingiustamente).

 

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@novellimarco

Commenti dei lettori


  1. Come ho scritto la vostra gara ha raccolto molti consensi

  2. In questo quadro un po’ deludente da voi descritto, ci permettiamo con una punta di presunzione, di rappresentare una voce fuori dal coro.
    Le testimonianze che abbiamo raccolto un po’ su tutti i fronti, ci hanno confermato che il 1° Triathlon Sprint di Pinerolo sia stata un’eccezione.
    Concorrenti, giudici, tecnici e pubblico hanno potuto apprezzare di come pur non essendo gara Rank:
    pacco gara no t-shirt ma conf. marron glaces Galup (24) valore comm. >€ 20,00, birra Bavaria da 500 ml, reintegratore salino, barretta e sali Equilibra, snack Grok, snack Ferrero,
    la frazione in acqua si sia svolta senza grossi errori da parte dei contavasche,
    il percorso bici fosse ben segnalato e controllato (per lunghi tratti anche chiuso al traffico)
    quello di corsa altrettanto, per buona parte nel verde,
    ristoro finale, non con pasta, ma con formaggi, salumi e pane locale, dessert di tartufi al cioccolato Galup,
    premiazione dei primi 3 assoluti entro 30′ dall’arrivo dell’ultimo concorrente,
    premiazione degli age group in anticipo di 30′ sul programma.
    Tutto ciò senza chip, con soli € 22,00 di iscrizione (€ 3,00 devoluti all’UGI, Onlus di oncologia pediatrica).
    Meritiamo un po’ di pubblicità? Grazie
    Christian, Lorenzo & Piergiorgio

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Continuano le polemiche sulle gare italiane. Mancato rispetto dei requisiti della cricolare gare, mancato rispetto dei regolamenti, prezzi esorbitanti…

17th aprile, 2014

Anche questo fine settimana ha fatto registrare numerose polemiche in alcune gare italiane, in particolare su prezzi esorbitanti, mancato rispetto delle regole imposte dalla circolare gare e altri aspetti che sempre di più rendono gli atleti scontenti a fine gara.
A Sirone si è aperto il  Circuito no draft , sul sito Fitri è apparso un comunicato stampa a dir poco “ottimistico” che parla di grande successo e di partenza alla grande del circuito stesso. La gara in questione , stando alla circolare gare non doveva nemmeno essere presa in considerazione per entrare a far parte del circuito, in quanto sulla circolare gare si legge:

NON SARANNO PRESE IN CONSIDERAZIONE LE RICHIESTE:
• giunte incomplete;
• in ritardo;
• da parte di società con pendenze amministrative con la Federazione;
che non prevedano la chiusura totale al traffico per Titoli, Gare Internazionali, Circuiti Nazionali, Coppa Italia e Trofeo Italia.

Non a caso nel punto 8.7, in merito a REQUISITI OBBLIGATORI per gare di circuito si legge:

CICLISMO: Il percorso ciclistico dovrà essere interamente chiuso al traffico…..

Quindi, già venuto a mancare questo requisito OBBLIGATORIO , direi che la gara di Sirone è stata inserita in un circuito nazionale ancora una volta in barba a quegli organizzatori che non hanno fatto richiesta proprio per la mancanza del requisito OBBLIGATORIO della chiusura TOTALE del traffico. Alcuni atleti hanno affermato che pure nel breafing è stato detto che la strada non era chiusa totalmente al traffico.  Sarebbe interessante sapere come mai la Federazione abbia concesso l’ennesima gara senza i requisiti richiesti , soprattutto, in nome della famosa trasparenza sbandierata in campagna elettorale, perchè non spiega ai suoi tesserati le motivazioni delle sue scelte!
Nella stessa gara l’apripista in bici fa sbagliare a tutti il primo giro di boa , mentre al secondo giro i primi 25 passano giusti mentre gli altri fanno circa 500m in più, nessun controllo sulle varie boe (bici /corsa) ne manuale ne con chip. Nella stessa gara, come capita sempre in gare no draft, qualche gruppetto  in scia, ma si sa che i furbi sono sempre in agguato in questo tipo di gare.

Alcuni atleti si sono lamentati per l’ennesima gara con costo esorbitante (100 euro) a fronte di pacco gara così composto (tratto da intervento su Facebook di un atleta presente alla manifestazione)

1 barretta
1gel
1 borraccia (l ennesima borraccia)
1 pacchetto di salamini da 1,99€ come scritto sulla confezione
1 maglietta sbavata e
1 telo mare fatto da cinesi

Ora, visto che la Fitri regolamenta tutti gli aspetti della gara, non potrebbe adottare una linea comune per le gare di un certo “livello” anche per i pacchi gara definendo un minimo da inserire in base al costo? Viene comunque da pensare che se già gli organizzatori non rispettano i requisiti minimi per le gare, figuriamoci quelli “secondari” !

Altra gara  “calda” è stata quella di Lido di Volano, dove i primi concorrenti della frazione run del medio hanno sbagliato strada a causa di segnalazioni errate o mancanti, mentre la frazione risultava comunque decisamente più corta.  Quelle delle distanze gara più corte è oramai un problema cronico di molte manifestazioni, ricordiamo il campionato italiano di triathlon elite dello scorso anno a Sapri, con diversi “record del mondo” battuti nella frazione podistica, il tutto naturalmente “avvallato” dalla Federazione che , come spesso accade, ha minimizzato sull’accaduto.
Per alcune gare che hanno creato polemiche, alcune invece hanno suscitato diversi consensi come il triathlon sprint di Pinerolo che anche se senza pasta party, ha regalato agli atleti bei percorsi, sicurezza e un ricco pacco gara, così come nessuna polemica sulle gare di Villacidro, Campus Parma, Vigevano, Lecce, Duathlon del Torrazzo

Chiudiamo con le solite sviste dei giudici, che tanto sono fiscali su sottigliezze (prolunghe fatte smontare per eccedenze di meno di 1 cm) quanto “ciechi” su diverse regole. Oramai cronica l’inosservanza dell’ OBBLIGO del nome della società sulla divisa (non è stato MAI sanzionato alcun atleta per questa regola, direi che la Federazione farebbe bene a toglierla perchè NESSUNO controlla le divise gara), a Lido di Volano una atleta ha corso scalza tutta l’ultima frazione (per un “furto” delle scarpe da corsa in Z.c. poi accertato e comunque risolto con la restituzione delle stesse alla proprietaria), cosa VIETATA da regolamento e naturalmente passato inosservato e non sanzionato dai giudici all’arrivo.  E’ risaputo che nella società civile più la certezza della pena è remota più l’uomo si sente tranquillo nell’infrangere le varie regole, per cui non c’è da meravigliarsi se in ogni gara si assistano a varie scene di anarchia pura, con il rischio di trovarsi poi in situazioni tipo Tarzo di qualche anno fa dove i giudici decidono di applicare il regolamento alla lettera e ci si trova poi con 50-60 squalificati adirati (ingiustamente).

 

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