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Considerazioni su linee Guida, SAS e programmazione 2015 presentate dal DTN Mario Miglio

stupore

Sul sito Fitri sono state pubblicate le linee Guida, SAS e programmazione 2015 presentate dal DTN Mario Miglio (LEGGI ARTICOLO).

Leggendo quanto scritto n0n si possono notare numerose incongruenze su quanto dichiarato e quanto poi realmente applicato, soprattutto alla luce dei programmi giovanili 2015 ( saranno trattati in prossimo articolo ) . Si parte con una considerazione sui risultati 2014 definiti ancora meglio di quelli già molto buoni del 2013. Sinceramente analizzando quelli conseguiti nella stagione appena conclusa in WCS e WC possiamo dire che siamo lontani dall’eccellenza , ma vicini ad un buon livello che però non lascia molte speranze per le gare dove si assegnano titoli “pesanti”. Nelle WCS infatti solo nelle donne possiamo parlare di risultati non estemporanei, infatti su 8 tappe sono state ben 6 le top 10 e la migliore azzurra al traguardo non è mai andata oltre il 18mo posto. In campo maschile però i risultati non si possono di certo considerare “costanti” infatti solo due top 10 in 8 tappe (un 8° e un 10° posto) mentre in altre due non abbiamo saputo fare meglio di un 25° e 28° posto (tra l’altro il peggior risultato è stato conseguito in concomitanza della tappa più importante, la finale del circuito).

La situazione si rovescia se invece analizziamo le WC dove gli uomini hanno avuto un rendimento migliore rispetto alle donne. Sono infatti tre le top 10 conquistate a livello maschile nelle 9 tappe del 2014 di cui due podi (2° posto di Uccio in Messico e di Fabian in Turchia) e uno sfiorato (4° Uccio in Ungheria). Per le d0nne invece un 10° posto come miglior risultato e come peggiore un 42° Proprio quest’ultimo risultato dovrebbe far riflettere , in quanto conseguito dalla Olmo che per tutti è il futuro dell’Italia nel settore donne e che come esordio tra le “grandi” ha dimostrato molti limiti con tutte le attenuanti che si possono riconoscere ad una esordiente. C’è pero da rilevare che solo nelle prime due tappe tra gli uomini erano presenti alcuni dei migliori atleti a livello mondiale mentre i nostri erano assenti ,nelle successive di fatto nessuno dei big era presente, nelle tre gare in cui i nostri hanno portato a casa i migliori risultati le vittorie sono andate ad atleti che occupano il 14° posto nel rank WTS (Turchia), il 49° (Messico) o addirittura il 51° (Ungheria), il migliore dei quali ha 33 anni, considerato quindi da “rottamare” per la Fitri !

Si parla molto di SAS (Scuola Alta Specializzazione) e se ne decanta molto il compito e il ruolo nella creazione di talenti, affermando appunto che  “sono stati tutti formati anche grazie agli insegnamenti e alle esperienze della SAS…”. Giustamente viene anche evidenziato come ci sia una usanza tipicamente italica di voler avere risultati a tutti i costi e subito, tralasciando invece ”l’investimento a lungo termine” che dovrebbe essere una costante nell’attività agonistica, soprattutto a livello giovanile. Purtroppo però nei fatti queste rimangono solo buone parole, come già più volte evidenziato i vari progetti legati ai giovani ( vedi progetto giovani ) si basano essenzialmente sul raggiungimento di certi tempi e risultati per poter entrare nelle varie fasce di merito, che uniti alla ricerca da parte di alcuni atleti di risultati per entrare nei vari gruppi sportivi portano appunto a spremere i giovani già a 16-17 anni.

Va poi ricordato che nonostante Miglio elogi i risultati ottenuti “dalla Sas” elencando alcuni atleti che sarebbero un suo prodotto e che hanno conseguito buoni risultati , anche i vari Desideri Luca e Sara, Guerci, Giussani, Livio Molinari, Ascenzi, Facchini, Bargellini, Brambilla ecc sono passati proprio dalla Sas e progetti giovanili vari , per poi però praticamente smettere,  mentre è singolare che atleti come Signorini, Santimaria e Giulio Molinari (su cui c’è da fare un discorso particolare) siano “rinati” agonisticamente dopo esserne invece usciti, mentre Barnaby dopo un 2013 strepitoso ha chiuso un 2014 da dimenticare proprio in coincidenza del suo ingresso alla SAS.

Emblematico il caso di Giulio Molinari che ha vissuto proprio nel 2014 il suo anno di grazia , il tutto coinciso con l’inizio del suo rapporto tecnico con Andrea D’Aquino che ha portato a risultati impressionanti, proprio appunto dopo essere uscito dai programmi federali e aver lasciato la guida proprio di Miglio. Lo stesso DTN poi lo cita come uno dei prodotti “positivi” della SAS, però poi non viene inserito nemmeno tra gli atleti Elite/U23 , ma insieme a De Ponti M. deve praticamente dimostrare tramite risultati di poter far parte di questo gruppo! Certo che è poco intendibile che il campione europeo in carica di medio, l’atleta azzurro miglior posizionato nel rank europeo 2014, che ha fatto diversi piazzamenti in tutte le gare a cui ha preso parte , dalle Etu al Challenge, campione italiano di lungo e negli ultimi C.I. assoluti di triathlon olimpico davanti anche a P.O.,debba ancora dimostrare di valere una SAS in cui si trovano invece alcuni atleti che nel 2014 non hanno praticamente gareggiato e/o  non hanno conseguito risultati.

Come detto poco sopra Andrea D’Aquino ha portato Molinari a chiudere uno strepitoso 2014 ricco di successi e giustamente alcuni atleti hanno chiesto di poter essere seguiti da lui. E’ il caso di Giorgia Priarone che si affiderà al Carabiniere novarese, anche un PO aveva chiesto di poter essere seguito da lui , ma l’area tecnica lo ha vivamente “sconsigliato”.

Questo ultimo punto andrebbe analizzato anche in funzione dei criteri di selezione degli atleti per le varie “selezioni” che dall’area tecnica sono stati individuati nei seguenti:

  • Attuale livello prestativo in manifestazioni istituzionali internazionali.
  •  Elevato profilo individuale delle capacità prestative e delle capacità d’allenamento.
  •  Prospettive di incremento di tali capacità in relazione all’età anagrafica, alla capacità di carico, alla velocità d’apprendimento, allo sviluppo delle capacità tecniche e coordinative.
  •  Elevato livello dello staff tecnico personale.
  •  Eccezionale livello motivazionale e assoluta disponibilità al training

Come facilmente intuibile TUTTI questi punti NON sono OGGETTIVI ma SOGGETTIVI e quindi, come sempre, lasciati alle decisioni di chi può tranquillamente fare “figli e figliastri” e gestire la situazione come meglio crede non dovendo tener conto appunto di nessun dato OGGETTIVO. Da che mondo è mondo nello sport dovrebbe vigere una sola legge, quella del campo gara e dei risultati , non dei SE e dei MA, con quelli abbiamo sempre un sacco di potenziali campioni del mondo , però poi i campi gara dicono tutt’altro.

Alla luce poi delle belle parole spese sulla collaborazione tecnica che fornisce la SAS e la Fitri ai vari tecnici si scontra, come spesso accade in molti altri aspetti legati a questa dirigenza, con la realtà dei fatti , in particolare parliamo del punto che cita “Elevato livello dello staff tecnico personale”. Come già evidenziato, parliamo di un aspetto non ben definito e lasciato appunto alla valutazione di chi comanda. La realtà infatti vede un PO che chiede di essere seguito da Andrea D’Aquino e la guida tecnica rispondergli negativamente (ma come, non si vuole dare il massimo supporto agli atleti? “Casualmente” poi gli si affianca tecnico Federale) , mentre ai vari raduni , gare ecc ci sono tecnici quasi senza qualifica , senza esperienza , però “casualmente” di gruppi sportivi militari. Si potrebbe poi citare il caso della Betto “separata” da Biava e ora in mano a Bottoni, il caso della Mazzetti rientrata dopo la deludente esperienza all’estero e ora in mano a Canuto e dei  vari atleti di Miglio. Sembrerebbe di trovarsi di fronte ad uno scenario del tipo ” o stai con me o stai fuori”.

Sempre singolare anche la scelta di non mettere tra i PO Steinwandter che rientrerà nel 2015 dopo l’infortunio che ha condizionato il suo 2014 , ma che comunque gli ha chiuso sempre davanti a Secchiero in tutte le tappe di WCS in cui ha corso per cui, per lo meno,  si meriterebbe anche lui l’inserimento tra i PO, considerando poi che si tratta di un atleta che ha un livello podistico di assoluto valore.

Nella relazione il DTS Miglio cita la previsione di un tecnico inglese fatta nel 2007 secondo la quale le medaglie alle Olimpiadi di Londra sarebbero andate ad atleti in grado di nuotare i 1500m in vasca lunga in 16’15”, avere 440 watt alla PAM (atleta di 65kg) per quanto riguarda la bici e correre i 10 km in 28’45” (29’30” nella frazione finale del triathlon). Sinceramente ad un qualsiasi tecnico questa affermazione non suona come una grandissima premonizione, direi che possiamo addirittura sbilanciarci e affermare che anche nel 2016 e forse anche 2020 con quei valori si possano addirittura vincere le Olimpiadi. Per il DTN però non è così, infatti afferma che ” Su questi dati si può essere più o meno d’accordo…” lasciando intendere che lui non concordi al 100% , parlando di come la Fitri sta lavorando per avvicinare questi valori.

Premesso che non abbiamo e quasi certamente non avremo nell’immediato futuro nessun atleta che possa avvicinarci a quei tempi nella corsa, l’attività giovanile e quella elite italiana è orami ridotta alla spasmodica ricerca di imitare i modelli delle nazioni leader, utilizzando tabelle con tempi della corsa e nuoto e , come ampiamente fatto anche dal DTN nella sua relazione, dando poi la colpa alla mancanza dei presupposti culturali ed educativi delle nostre scuole per la pochezza del “materiale umano” su cui lavorare. Forse bisognerebbe pensare che di Brownlee , Gomez ecc non ne nascono tanti e che sarebbero quello che sono anche senza test di nuoto, raduni ecc, non a caso lavorano spesso da soli e non in sontuosi collegiali 200 volte l’anno.

Sempre riguardo allo stesso discorso un po’ di autocritica e di apertura non farebbe male, spesso i tecnici federali e le alte sfere si sentono depositari della verità assoluta pensando che “facendo x devo per forza ottenere Y” e, ancor peggio, “se lo fa x e va bene, lo faccio anche io e devo ottenere gli stessi risultati”. Purtroppo però la realtà ci dice che ad oggi non abbiamo praticamente NESSUNA speranza di medaglia per le prossime Olimpiadi, forse la Betto potrebbe fare la gara della vita e farci sperare,  ma le sue attuali condizioni fisiche sono preoccupanti.

Proprio legato a quest’ultimo aspetto si inserisce il discorso Peron. Nel parlare delle sue motivazioni che l’hanno portata a scegliere la Turchia come nazione per rincorrere il suo sogno olimpico , dice chiaramente “.. non ero più nei loro interessi, s’era persa la fiducia reciproca ” mentre le dichiarazioni di Miglio lasciano intendere che Gaia abbia agito quasi frettolosamente e spinta solo dalla “paura” di essere la quarta delle tre PO.  I fatti invece dicono che come sempre i risultati non contan0, in Ungheria in coppa del mondo (non una Etu) la Peron è la migliore italiana al traguardo, vince Bardolino , vince una tappa del Grand Prix Italia e fa segnare buone prove all’estero, però non rientra per ben 15″ nel tempo richiesto (solo a lei!) sui 5000m. Sarebbe da chiedere all’area tecnica a cosa servono i risultati sui campi gara, visto che la Peron nella WC ungherese è stata la migliore azzurra al traguardo correndo più veloce gli ultimi 5 km della PO Bonin, nella WC turca ha corso 30″ più lenta sui 10 km della PO Mazzetti e a Bratislava ha chiuso a podio prendendo solo 1′ a piedi dalla campionessa del mondo U23 e dalla vice campionessa del mondo Junior (che alla nostra migliore giovane ne ha rifilati 2 ai mondiali di categoria nella frazione finale). Ricordiamo che anche Fontana nel 2009 era stato di fatto accantonato dal progetto Olimpico per Londra con le stesse modalità (richiesta di tempi minimi nuoto/corsa) nonostante 2 olimpiadi corse e risultati di livello a mondiali e europei.

Altro punto a “sfavore” per la Peron ma anche per Hofer è quello legato all’età. Gli “over 28” sono considerati oramai da rottamare (Hofer però viene utile per sfilate e per tutte le occasioni dove c’è da fare immagine ), lo stesso Miglio candidamente afferma che “Lo stesso piazzamento in Coppa Europa ad esempio, ha valore completamente diverso se viene realizzato da un triatleta di 20,25 o 30 anni e per lo stesso triatleta il medesimo risultato buono a 20 anni, non lo sarà più a 25 e sarà valutato decisamente insufficiente a 30..”. Questa affermazione sinceramente lascia perplessi, accettabile da una persona con poca competenza che analizza a spanne le varie classifiche, ma non da chi dovrebbe invece avere una visione a 360° della situazione e analizzare individualmente gara per gara dando il giusto peso ad ogni risultato. Non c’è da meravigliarsi quindi se si sbandierano con ingiustificato entusiasmo risultati in gare come Riga dove il livello era a dir poco modesto. Sarebbe interessante sapere come è stato valutato il risultato di Fabian ad Alanya (essendo WC ha più valore? Se fosse stata Etu sarebbe stato un fallimento? ) arrivato dietro ad un ultra trentenne come Riederer e ricordare che un tale Javier Gomez ha vinto nel 2014 il suo 4° titolo mondiale a 31 anni , a Rio 2016 ne avrà 33 e partirà come uno dei favoriti per la medaglia d’oro.

La relazione di Miglio (12 pagine ricche di luoghi comuni, belle parole e poca sostanza) si conclude con un argomento sino ad ora trattato solo da noi qui su Triathlonmania: i giochi Europei di Baku. La Fitri sino ad oggi non ha mai parlato di questo appuntamento , importantissimo, quasi non ne fosse nemmeno a conoscenza (anche agli atleti non è mai stato detto nulla a riguardo da parte dell’area tecnica).Le  dichiarazioni di Miglio purtroppo non fanno che avvalorare questa tesi infatti afferma “Il regolamento prevede che nel triathlon ogni Nazione abbia due posti di diritto, mentre il terzo viene assegnato in base al ranking…”. Per chiarezza ricordiamo che le regole per la qualificazione a questa manifestazione sono da tempo disponibili sul sito ITU (VEDI REGOLAMENTO ) e da nessuna parte si parla di DUE POSTI DI DIRITTO , infatti si legge:

A maximum of 12 NOCs may have a maximum of three (3) quota places per event. Other NOCs may have a maximum of two (2) quota places per event.

Tradotto vuol dire che MASSIMO 12 Nazioni avranno MASSIMO 3 atleti mentre altre Nazioni potranno avere UN MASSIMO di 2 atleti. Ora, a scanso di interpretazioni fantasiose il regolamento dice che le “altre Nazioni” possono avere 0,1 o AL MASSIMO 2 atleti , ma non che TUTTI avranno MINIMO 2 atleti come affermato da Miglio. Volendo pensare male sembrerebbe che questa affermazione voglia sminuire il lavoro dei vari Molinari, Max De Ponti , Hofer, Santimaria e Signorini che sono stati gli atleti meglio posizionati a fine 2014 nel rank Etu (rank di riferimento per questi giochi europei) che hanno affrontato le trasferte e proprie spese e quindi “scaricarli” in prospettiva convocazioni.

 

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Considerazioni su linee Guida, SAS e programmazione 2015 presentate dal DTN Mario Miglio

29th gennaio, 2015

stupore

Sul sito Fitri sono state pubblicate le linee Guida, SAS e programmazione 2015 presentate dal DTN Mario Miglio (LEGGI ARTICOLO).

Leggendo quanto scritto n0n si possono notare numerose incongruenze su quanto dichiarato e quanto poi realmente applicato, soprattutto alla luce dei programmi giovanili 2015 ( saranno trattati in prossimo articolo ) . Si parte con una considerazione sui risultati 2014 definiti ancora meglio di quelli già molto buoni del 2013. Sinceramente analizzando quelli conseguiti nella stagione appena conclusa in WCS e WC possiamo dire che siamo lontani dall’eccellenza , ma vicini ad un buon livello che però non lascia molte speranze per le gare dove si assegnano titoli “pesanti”. Nelle WCS infatti solo nelle donne possiamo parlare di risultati non estemporanei, infatti su 8 tappe sono state ben 6 le top 10 e la migliore azzurra al traguardo non è mai andata oltre il 18mo posto. In campo maschile però i risultati non si possono di certo considerare “costanti” infatti solo due top 10 in 8 tappe (un 8° e un 10° posto) mentre in altre due non abbiamo saputo fare meglio di un 25° e 28° posto (tra l’altro il peggior risultato è stato conseguito in concomitanza della tappa più importante, la finale del circuito).

La situazione si rovescia se invece analizziamo le WC dove gli uomini hanno avuto un rendimento migliore rispetto alle donne. Sono infatti tre le top 10 conquistate a livello maschile nelle 9 tappe del 2014 di cui due podi (2° posto di Uccio in Messico e di Fabian in Turchia) e uno sfiorato (4° Uccio in Ungheria). Per le d0nne invece un 10° posto come miglior risultato e come peggiore un 42° Proprio quest’ultimo risultato dovrebbe far riflettere , in quanto conseguito dalla Olmo che per tutti è il futuro dell’Italia nel settore donne e che come esordio tra le “grandi” ha dimostrato molti limiti con tutte le attenuanti che si possono riconoscere ad una esordiente. C’è pero da rilevare che solo nelle prime due tappe tra gli uomini erano presenti alcuni dei migliori atleti a livello mondiale mentre i nostri erano assenti ,nelle successive di fatto nessuno dei big era presente, nelle tre gare in cui i nostri hanno portato a casa i migliori risultati le vittorie sono andate ad atleti che occupano il 14° posto nel rank WTS (Turchia), il 49° (Messico) o addirittura il 51° (Ungheria), il migliore dei quali ha 33 anni, considerato quindi da “rottamare” per la Fitri !

Si parla molto di SAS (Scuola Alta Specializzazione) e se ne decanta molto il compito e il ruolo nella creazione di talenti, affermando appunto che  “sono stati tutti formati anche grazie agli insegnamenti e alle esperienze della SAS…”. Giustamente viene anche evidenziato come ci sia una usanza tipicamente italica di voler avere risultati a tutti i costi e subito, tralasciando invece ”l’investimento a lungo termine” che dovrebbe essere una costante nell’attività agonistica, soprattutto a livello giovanile. Purtroppo però nei fatti queste rimangono solo buone parole, come già più volte evidenziato i vari progetti legati ai giovani ( vedi progetto giovani ) si basano essenzialmente sul raggiungimento di certi tempi e risultati per poter entrare nelle varie fasce di merito, che uniti alla ricerca da parte di alcuni atleti di risultati per entrare nei vari gruppi sportivi portano appunto a spremere i giovani già a 16-17 anni.

Va poi ricordato che nonostante Miglio elogi i risultati ottenuti “dalla Sas” elencando alcuni atleti che sarebbero un suo prodotto e che hanno conseguito buoni risultati , anche i vari Desideri Luca e Sara, Guerci, Giussani, Livio Molinari, Ascenzi, Facchini, Bargellini, Brambilla ecc sono passati proprio dalla Sas e progetti giovanili vari , per poi però praticamente smettere,  mentre è singolare che atleti come Signorini, Santimaria e Giulio Molinari (su cui c’è da fare un discorso particolare) siano “rinati” agonisticamente dopo esserne invece usciti, mentre Barnaby dopo un 2013 strepitoso ha chiuso un 2014 da dimenticare proprio in coincidenza del suo ingresso alla SAS.

Emblematico il caso di Giulio Molinari che ha vissuto proprio nel 2014 il suo anno di grazia , il tutto coinciso con l’inizio del suo rapporto tecnico con Andrea D’Aquino che ha portato a risultati impressionanti, proprio appunto dopo essere uscito dai programmi federali e aver lasciato la guida proprio di Miglio. Lo stesso DTN poi lo cita come uno dei prodotti “positivi” della SAS, però poi non viene inserito nemmeno tra gli atleti Elite/U23 , ma insieme a De Ponti M. deve praticamente dimostrare tramite risultati di poter far parte di questo gruppo! Certo che è poco intendibile che il campione europeo in carica di medio, l’atleta azzurro miglior posizionato nel rank europeo 2014, che ha fatto diversi piazzamenti in tutte le gare a cui ha preso parte , dalle Etu al Challenge, campione italiano di lungo e negli ultimi C.I. assoluti di triathlon olimpico davanti anche a P.O.,debba ancora dimostrare di valere una SAS in cui si trovano invece alcuni atleti che nel 2014 non hanno praticamente gareggiato e/o  non hanno conseguito risultati.

Come detto poco sopra Andrea D’Aquino ha portato Molinari a chiudere uno strepitoso 2014 ricco di successi e giustamente alcuni atleti hanno chiesto di poter essere seguiti da lui. E’ il caso di Giorgia Priarone che si affiderà al Carabiniere novarese, anche un PO aveva chiesto di poter essere seguito da lui , ma l’area tecnica lo ha vivamente “sconsigliato”.

Questo ultimo punto andrebbe analizzato anche in funzione dei criteri di selezione degli atleti per le varie “selezioni” che dall’area tecnica sono stati individuati nei seguenti:

  • Attuale livello prestativo in manifestazioni istituzionali internazionali.
  •  Elevato profilo individuale delle capacità prestative e delle capacità d’allenamento.
  •  Prospettive di incremento di tali capacità in relazione all’età anagrafica, alla capacità di carico, alla velocità d’apprendimento, allo sviluppo delle capacità tecniche e coordinative.
  •  Elevato livello dello staff tecnico personale.
  •  Eccezionale livello motivazionale e assoluta disponibilità al training

Come facilmente intuibile TUTTI questi punti NON sono OGGETTIVI ma SOGGETTIVI e quindi, come sempre, lasciati alle decisioni di chi può tranquillamente fare “figli e figliastri” e gestire la situazione come meglio crede non dovendo tener conto appunto di nessun dato OGGETTIVO. Da che mondo è mondo nello sport dovrebbe vigere una sola legge, quella del campo gara e dei risultati , non dei SE e dei MA, con quelli abbiamo sempre un sacco di potenziali campioni del mondo , però poi i campi gara dicono tutt’altro.

Alla luce poi delle belle parole spese sulla collaborazione tecnica che fornisce la SAS e la Fitri ai vari tecnici si scontra, come spesso accade in molti altri aspetti legati a questa dirigenza, con la realtà dei fatti , in particolare parliamo del punto che cita “Elevato livello dello staff tecnico personale”. Come già evidenziato, parliamo di un aspetto non ben definito e lasciato appunto alla valutazione di chi comanda. La realtà infatti vede un PO che chiede di essere seguito da Andrea D’Aquino e la guida tecnica rispondergli negativamente (ma come, non si vuole dare il massimo supporto agli atleti? “Casualmente” poi gli si affianca tecnico Federale) , mentre ai vari raduni , gare ecc ci sono tecnici quasi senza qualifica , senza esperienza , però “casualmente” di gruppi sportivi militari. Si potrebbe poi citare il caso della Betto “separata” da Biava e ora in mano a Bottoni, il caso della Mazzetti rientrata dopo la deludente esperienza all’estero e ora in mano a Canuto e dei  vari atleti di Miglio. Sembrerebbe di trovarsi di fronte ad uno scenario del tipo ” o stai con me o stai fuori”.

Sempre singolare anche la scelta di non mettere tra i PO Steinwandter che rientrerà nel 2015 dopo l’infortunio che ha condizionato il suo 2014 , ma che comunque gli ha chiuso sempre davanti a Secchiero in tutte le tappe di WCS in cui ha corso per cui, per lo meno,  si meriterebbe anche lui l’inserimento tra i PO, considerando poi che si tratta di un atleta che ha un livello podistico di assoluto valore.

Nella relazione il DTS Miglio cita la previsione di un tecnico inglese fatta nel 2007 secondo la quale le medaglie alle Olimpiadi di Londra sarebbero andate ad atleti in grado di nuotare i 1500m in vasca lunga in 16’15”, avere 440 watt alla PAM (atleta di 65kg) per quanto riguarda la bici e correre i 10 km in 28’45” (29’30” nella frazione finale del triathlon). Sinceramente ad un qualsiasi tecnico questa affermazione non suona come una grandissima premonizione, direi che possiamo addirittura sbilanciarci e affermare che anche nel 2016 e forse anche 2020 con quei valori si possano addirittura vincere le Olimpiadi. Per il DTN però non è così, infatti afferma che ” Su questi dati si può essere più o meno d’accordo…” lasciando intendere che lui non concordi al 100% , parlando di come la Fitri sta lavorando per avvicinare questi valori.

Premesso che non abbiamo e quasi certamente non avremo nell’immediato futuro nessun atleta che possa avvicinarci a quei tempi nella corsa, l’attività giovanile e quella elite italiana è orami ridotta alla spasmodica ricerca di imitare i modelli delle nazioni leader, utilizzando tabelle con tempi della corsa e nuoto e , come ampiamente fatto anche dal DTN nella sua relazione, dando poi la colpa alla mancanza dei presupposti culturali ed educativi delle nostre scuole per la pochezza del “materiale umano” su cui lavorare. Forse bisognerebbe pensare che di Brownlee , Gomez ecc non ne nascono tanti e che sarebbero quello che sono anche senza test di nuoto, raduni ecc, non a caso lavorano spesso da soli e non in sontuosi collegiali 200 volte l’anno.

Sempre riguardo allo stesso discorso un po’ di autocritica e di apertura non farebbe male, spesso i tecnici federali e le alte sfere si sentono depositari della verità assoluta pensando che “facendo x devo per forza ottenere Y” e, ancor peggio, “se lo fa x e va bene, lo faccio anche io e devo ottenere gli stessi risultati”. Purtroppo però la realtà ci dice che ad oggi non abbiamo praticamente NESSUNA speranza di medaglia per le prossime Olimpiadi, forse la Betto potrebbe fare la gara della vita e farci sperare,  ma le sue attuali condizioni fisiche sono preoccupanti.

Proprio legato a quest’ultimo aspetto si inserisce il discorso Peron. Nel parlare delle sue motivazioni che l’hanno portata a scegliere la Turchia come nazione per rincorrere il suo sogno olimpico , dice chiaramente “.. non ero più nei loro interessi, s’era persa la fiducia reciproca ” mentre le dichiarazioni di Miglio lasciano intendere che Gaia abbia agito quasi frettolosamente e spinta solo dalla “paura” di essere la quarta delle tre PO.  I fatti invece dicono che come sempre i risultati non contan0, in Ungheria in coppa del mondo (non una Etu) la Peron è la migliore italiana al traguardo, vince Bardolino , vince una tappa del Grand Prix Italia e fa segnare buone prove all’estero, però non rientra per ben 15″ nel tempo richiesto (solo a lei!) sui 5000m. Sarebbe da chiedere all’area tecnica a cosa servono i risultati sui campi gara, visto che la Peron nella WC ungherese è stata la migliore azzurra al traguardo correndo più veloce gli ultimi 5 km della PO Bonin, nella WC turca ha corso 30″ più lenta sui 10 km della PO Mazzetti e a Bratislava ha chiuso a podio prendendo solo 1′ a piedi dalla campionessa del mondo U23 e dalla vice campionessa del mondo Junior (che alla nostra migliore giovane ne ha rifilati 2 ai mondiali di categoria nella frazione finale). Ricordiamo che anche Fontana nel 2009 era stato di fatto accantonato dal progetto Olimpico per Londra con le stesse modalità (richiesta di tempi minimi nuoto/corsa) nonostante 2 olimpiadi corse e risultati di livello a mondiali e europei.

Altro punto a “sfavore” per la Peron ma anche per Hofer è quello legato all’età. Gli “over 28” sono considerati oramai da rottamare (Hofer però viene utile per sfilate e per tutte le occasioni dove c’è da fare immagine ), lo stesso Miglio candidamente afferma che “Lo stesso piazzamento in Coppa Europa ad esempio, ha valore completamente diverso se viene realizzato da un triatleta di 20,25 o 30 anni e per lo stesso triatleta il medesimo risultato buono a 20 anni, non lo sarà più a 25 e sarà valutato decisamente insufficiente a 30..”. Questa affermazione sinceramente lascia perplessi, accettabile da una persona con poca competenza che analizza a spanne le varie classifiche, ma non da chi dovrebbe invece avere una visione a 360° della situazione e analizzare individualmente gara per gara dando il giusto peso ad ogni risultato. Non c’è da meravigliarsi quindi se si sbandierano con ingiustificato entusiasmo risultati in gare come Riga dove il livello era a dir poco modesto. Sarebbe interessante sapere come è stato valutato il risultato di Fabian ad Alanya (essendo WC ha più valore? Se fosse stata Etu sarebbe stato un fallimento? ) arrivato dietro ad un ultra trentenne come Riederer e ricordare che un tale Javier Gomez ha vinto nel 2014 il suo 4° titolo mondiale a 31 anni , a Rio 2016 ne avrà 33 e partirà come uno dei favoriti per la medaglia d’oro.

La relazione di Miglio (12 pagine ricche di luoghi comuni, belle parole e poca sostanza) si conclude con un argomento sino ad ora trattato solo da noi qui su Triathlonmania: i giochi Europei di Baku. La Fitri sino ad oggi non ha mai parlato di questo appuntamento , importantissimo, quasi non ne fosse nemmeno a conoscenza (anche agli atleti non è mai stato detto nulla a riguardo da parte dell’area tecnica).Le  dichiarazioni di Miglio purtroppo non fanno che avvalorare questa tesi infatti afferma “Il regolamento prevede che nel triathlon ogni Nazione abbia due posti di diritto, mentre il terzo viene assegnato in base al ranking…”. Per chiarezza ricordiamo che le regole per la qualificazione a questa manifestazione sono da tempo disponibili sul sito ITU (VEDI REGOLAMENTO ) e da nessuna parte si parla di DUE POSTI DI DIRITTO , infatti si legge:

A maximum of 12 NOCs may have a maximum of three (3) quota places per event. Other NOCs may have a maximum of two (2) quota places per event.

Tradotto vuol dire che MASSIMO 12 Nazioni avranno MASSIMO 3 atleti mentre altre Nazioni potranno avere UN MASSIMO di 2 atleti. Ora, a scanso di interpretazioni fantasiose il regolamento dice che le “altre Nazioni” possono avere 0,1 o AL MASSIMO 2 atleti , ma non che TUTTI avranno MINIMO 2 atleti come affermato da Miglio. Volendo pensare male sembrerebbe che questa affermazione voglia sminuire il lavoro dei vari Molinari, Max De Ponti , Hofer, Santimaria e Signorini che sono stati gli atleti meglio posizionati a fine 2014 nel rank Etu (rank di riferimento per questi giochi europei) che hanno affrontato le trasferte e proprie spese e quindi “scaricarli” in prospettiva convocazioni.

 

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