Mute Triathlon

CONSIDERAZIONI GENERALI SULL’ALLENAMENTO DEL PODISTA

Sezione dedicata all'allenamento del Triathlon

Tratto da Running Centre Club Torino:

Prima di parlare, in linee molto generali, dell’allenamento e dei suoi scopi, dobbiamo dividere il mezzofondo in due parti ben distinte: 1) mezzofondo “veloce” che comprende gli 800 m. e i 1.500 m. 2) mezzofondo “prolungato” che si riferisce ai 5.000 m. e 10.000 m. Dopo si ha il fondo vero e proprio, con gare che vanno dalla mezza maratona fino alla Maratona (km. 42.195). La prima distinzione è riservata ad atleti resistenti ma anche veloci. Per le altre, caratteristica principale è la resistenza, qualità fisica che permette di sopportare più o meno a lungo l’insorgere dei sintomi della fatica. E’ in tale situazione che i muscoli impiegati fanno ricorso a tutte le fonti energetiche. Le utilizzazioni dell’energia da parte dell’organismo sono anossidative e ossidative; le prime sono da considerare in caso di necessità per movimenti veloci e di breve durata; le seconde sono il fondamento delle prestazioni umane che si protraggono nel tempo. Nelle contrazioni muscolari i singoli depositi energetici ATP, CP, glicogeno, vengono intaccati successivamente, cioè in una determinata successione. Tuttavia, prima che il deposito venga esaurito, si fa ricorso alla successivo, affinchè il rifornimento di energia possa fare appello a diverse fonti. Il deposito di ATP consente di effettuare due o tre contrazioni muscolari; il deposito di CP circa venti contrazioni muscolari, perciò il fosfato fornisce l’energia necessaria per un tempo di circa 20″. Se questo magazzino viene esaurito, non c’è alcuna rigenerazione di ATP. Per un ulteriore fabbisogno di energia, si ricorre al glicogeno, per riformare ATP e preparare energia utilizzabile. Ecco in sintesi le fonti di energia: – 1 ATP ADP p ENERGIA – 2 FOSFOCREATINA (CP) P ACIDO FOSFORICO ENERGIA – 3 GLUCOSIO CO2 H2 ENERGIA – 4 GLUCOSIO ACIDO LATTICO ENERGIA. La prima forma di energia è anaerobica ed è il primo meccanismo ad entrare in funzione; dura poco, sembra che permetta uno sforzo massimale di circa 6″ – 7″ – 8″; la reazione è reversibile e non produce scorie. La seconda reazione ha tutte le caratteristiche della prima, ma interviene dopo. La terza forma di energia è aerobica; presente due residui: H2O e CO2. La quarta forma di energia è anaerobica e presenta un residuo: l’acido lattico. Nelle gare di mezzofondo sono dette “miste”, perché la loro durata e intensità richiedono l’intervento del processo aerobico e di quello anaerobico. Sono qui indicate le gare di corsa e le percentuali di energia aerobica e anaerobica che esse richiedono in funzione della durata e intensità: – m. 800 AEROBICA 35 % ANAEROBICA 65% – m. 1.500 50% e 50% – m. 5.000 65% e 35% – m. 10.000 90 % e 10% – maratona 98% e 2 %. Tenendo presente quindi, il rapporto tra resistenza aerobica e anaerobica, bisogna considerare la “resistenza specifica” necessaria al podista per cimentarsi in modo ottimale nella mezza o maratona. facendo riferimento alle facoltà di un atleta di ottenere una determinata prestazione, si può dire che la resistenza è la qualità che consente di mantenere la velocità ottimale, per percorrere una distanza stabilita, senza che i sintomi della fatica determinino un calo di rendimento. Per “velocità ottimale” si intende la massima velocità consentita ad un podista per una certa distanza o per un determinato tempo. Vengono distinte: una resistenza propriamente detta, che rappresenta la capacità di sopportare il più a lungo possibile, ma sempre per un tempo limitato, una quantità di lavoro muscolare vicino alla potenza massimale; e una resistenza lunga, che è data dalla capacità di prolungare a lungo un lavoro muscolare moderato (30/50% del massimo). In ambedue i casi comunque, il limite della possibilità di mantenere il lavoro, è rappresentato dalla efficienza dei processi ossidativi e delle fonti di reclutamento di energia e pertanto dalla fatica che impedisce, ad un certo momento, il proseguimento del lavoro stesso.

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@novellimarco

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CONSIDERAZIONI GENERALI SULL’ALLENAMENTO DEL PODISTA

7th novembre, 2012

Sezione dedicata all'allenamento del Triathlon

Tratto da Running Centre Club Torino:

Prima di parlare, in linee molto generali, dell’allenamento e dei suoi scopi, dobbiamo dividere il mezzofondo in due parti ben distinte: 1) mezzofondo “veloce” che comprende gli 800 m. e i 1.500 m. 2) mezzofondo “prolungato” che si riferisce ai 5.000 m. e 10.000 m. Dopo si ha il fondo vero e proprio, con gare che vanno dalla mezza maratona fino alla Maratona (km. 42.195). La prima distinzione è riservata ad atleti resistenti ma anche veloci. Per le altre, caratteristica principale è la resistenza, qualità fisica che permette di sopportare più o meno a lungo l’insorgere dei sintomi della fatica. E’ in tale situazione che i muscoli impiegati fanno ricorso a tutte le fonti energetiche. Le utilizzazioni dell’energia da parte dell’organismo sono anossidative e ossidative; le prime sono da considerare in caso di necessità per movimenti veloci e di breve durata; le seconde sono il fondamento delle prestazioni umane che si protraggono nel tempo. Nelle contrazioni muscolari i singoli depositi energetici ATP, CP, glicogeno, vengono intaccati successivamente, cioè in una determinata successione. Tuttavia, prima che il deposito venga esaurito, si fa ricorso alla successivo, affinchè il rifornimento di energia possa fare appello a diverse fonti. Il deposito di ATP consente di effettuare due o tre contrazioni muscolari; il deposito di CP circa venti contrazioni muscolari, perciò il fosfato fornisce l’energia necessaria per un tempo di circa 20″. Se questo magazzino viene esaurito, non c’è alcuna rigenerazione di ATP. Per un ulteriore fabbisogno di energia, si ricorre al glicogeno, per riformare ATP e preparare energia utilizzabile. Ecco in sintesi le fonti di energia: – 1 ATP ADP p ENERGIA – 2 FOSFOCREATINA (CP) P ACIDO FOSFORICO ENERGIA – 3 GLUCOSIO CO2 H2 ENERGIA – 4 GLUCOSIO ACIDO LATTICO ENERGIA. La prima forma di energia è anaerobica ed è il primo meccanismo ad entrare in funzione; dura poco, sembra che permetta uno sforzo massimale di circa 6″ – 7″ – 8″; la reazione è reversibile e non produce scorie. La seconda reazione ha tutte le caratteristiche della prima, ma interviene dopo. La terza forma di energia è aerobica; presente due residui: H2O e CO2. La quarta forma di energia è anaerobica e presenta un residuo: l’acido lattico. Nelle gare di mezzofondo sono dette “miste”, perché la loro durata e intensità richiedono l’intervento del processo aerobico e di quello anaerobico. Sono qui indicate le gare di corsa e le percentuali di energia aerobica e anaerobica che esse richiedono in funzione della durata e intensità: – m. 800 AEROBICA 35 % ANAEROBICA 65% – m. 1.500 50% e 50% – m. 5.000 65% e 35% – m. 10.000 90 % e 10% – maratona 98% e 2 %. Tenendo presente quindi, il rapporto tra resistenza aerobica e anaerobica, bisogna considerare la “resistenza specifica” necessaria al podista per cimentarsi in modo ottimale nella mezza o maratona. facendo riferimento alle facoltà di un atleta di ottenere una determinata prestazione, si può dire che la resistenza è la qualità che consente di mantenere la velocità ottimale, per percorrere una distanza stabilita, senza che i sintomi della fatica determinino un calo di rendimento. Per “velocità ottimale” si intende la massima velocità consentita ad un podista per una certa distanza o per un determinato tempo. Vengono distinte: una resistenza propriamente detta, che rappresenta la capacità di sopportare il più a lungo possibile, ma sempre per un tempo limitato, una quantità di lavoro muscolare vicino alla potenza massimale; e una resistenza lunga, che è data dalla capacità di prolungare a lungo un lavoro muscolare moderato (30/50% del massimo). In ambedue i casi comunque, il limite della possibilità di mantenere il lavoro, è rappresentato dalla efficienza dei processi ossidativi e delle fonti di reclutamento di energia e pertanto dalla fatica che impedisce, ad un certo momento, il proseguimento del lavoro stesso.

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