Mute Triathlon

Commenti sulla relazione dell’attività giovanile 2014 e progetti 2015.

analisi

Sul sito Fitri è stata pubblicata anche la relazione sull’attività giovanile con i progetti per la prossima stagione ( VEDI ARTICOLO ) a cura del DT di settore Alessandro Bottoni.

Per quanto riguarda il resoconto uno dei risultati che viene enfatizzato è il 7° posto di Giulio Soldati agli YOG (una sorta di Olimpiadi giovanili) che si sono svolti in Cina ad Agosto. Sicuramente è un ottimo risultato insperato alla vigilia, ma come già scritto nell’articolo in cui avevamo trattato l’argomento ( VEDI ARTICOLO ) va valutato in prospettiva futura e il precedente (YOG 2010) non è incoraggiante. Nella relazione il DT afferma che

“….Tale risultato è ancora più positivo se si considera che gli YOG nel Triathlon sono riservati ad atleti di 16 e 17 anni che sono chiamati a competere sulle stesse distanze di gara delle categorie assolute, quando le età delle migliori prestazioni arriva quasi 10 anni dopo…. “

Questa affermazione è molto discutibile, in quanto va evidenziato che in Italia già a 16 anni si corre sulla distanza sprint e la distanza per le categorie assolute di solito si intende quella dell’ Olimpico, anche se ultimamente anche in WTS alcune tappe si corrono su questa distanza e da qualche anno viene assegnato il titolo mondiale di questa distanza, come quella circa l’età in cui arriverebbero le migliori prestazioni prestazioni ( 26-27 anni secondo il DT) , che non trova molto riscontro nella realtà mondiale, con Mola e Jonathan Brownlee plurivincenti a soli 24 anni (Brownlee è già al top da un paio di anni) e Alistar che ha 26 anni, ma ha già vinto e stravinto tutto.

Il DT spiega anche dettagliatamente (elencando numeri) come siano stati come sia stato coinvolto un numero sempre più allargato di giovani a gare internazionali , raduni ecc, il tutto però sembrerebbe in contrasto con una sua dichiarazione e soprattutto con i fatti. Bottoni afferma infatti che

“…Per cui sono caratterizzate da alcuni aspetti critici legati ai processi di selezione in età cosi precoci, che se mal gestiti possono portare a situazioni altamente demotivanti per gli atleti, soprattutto tra la lunga lista dei coinvolti inizialmente e poi non selezionati, rischiando di compromettere un biennio di potenziali talenti…”

Essendo infatti l’abbandono precoce dei giovani uno dei problemi del triathlon italiano (i due atleti azzurri qualificati per gli YOG nel 2010 hanno smesso con l’attività agonistica praticamente dopo quella manifestazione) , convocare e tenere “a bagno Maria” diversi atleti potrebbe servire solo ad alimentare false aspettative e solamente a “prolungare l’agonia” di atleti che poi non avendo più gli sbocchi sperati abbandonano l’attività. Naturalmente prima di questi abbandoni si spendono parecchi soldi con risultati impalpabili. Questa opera di allargamento delle basi con raduni super affollati non trova però poi giustificazione nei risultati , soprattutto in netta contraddizione con l’operato dei selezionatori che non hanno convocato NESSUN Junior per i campionati mondiali di triathlon di categoria, la cartina al tornasole del lavoro svolto e del livello assoluto del settore giovanile.

Come spesso capita si enfatizzano risultati tecnicamente scadenti mentre si minimizzano altri validi, non a caso si parla di successi ai mondiali di duathlon Junior, di medaglie agli europei di duathlon e oro a squadre nella stessa manifestazione mentre per europei e mondiali di triathlon Junior si parla di prestazioni al di sotto delle aspettative. Qui siamo di fronte a quello che forse è il maggior problema del settore giovanile , che spesso ha visto presunti campioni in erba perdersi poi nell’anonimato nel passaggio alle categorie “vere”.

Analizzando infatti i campionati mondiali e europei di duathlon , dove abbiamo vinto medaglie, ci si accorge che il livello era decisamente basso e i numeri imbarazzanti. Ai mondiali di duathlon tra le donne solo 16 atlete al via di cui solo una (tra l’altro la 12° ) ha corso anche i mondiali di triathlon, agli europei invece tra le donne situazione ancora più triste, con 5 donne al via di cui 2 italiane , nessuna delle altre 3 atlete non azzurre ha poi corso il mondiale di triathlon. Tra gli uomini Junior invece 14 arrivati di cui 4 italiani (rappresentativa più numerosa) e anche qui nessuno tra tutti i partecipanti ha poi preso parte ai campionati mondiali di triathlon di categoria. Si può dire quindi che i nostri giovani sono buoni duathleti, ma cosa succede quando si passa al triathlon?

I numeri parlano chiaro, nessuna medaglia e sopratutto lontani dalle posizioni che contano, a livello europeo non abbiamo fatto meglio di un 7° posto molto distanti dal podio, nei mondiali nettamente più indietro e come già detto nessun uomo al via. Questi risultati sono stati dipinti come “al di sotto delle aspettative”, ma c’è da chiedersi in base a cosa si erano create? In base ai risultati in gare di evidente livello modesto? In base ai risultati conseguiti nelle gare italiane? Forse come spesso accade non si ha il senso della realtà, già il fatto che nella relazione si parli del Grand Prix Italia come evento di livello (di fatto un campionato giovanile con 1-2 elite e age group per le donne) può far capire molte cose. La realtà parla di risultati modesti nelle gare che contano, sempre minimizzati tanto quanto vengono ingigantiti i risultati positivi in manifestazioni dal livello tutt’altro che significativo.

In questa chiave va quindi letta l’affermazione del DT Bottoni

“Anche se i risultati internazionali giovanili potrebbero essere facilmente considerati per valutare l’operato e fare previsioni, l’osservazione negli anni ha comunque mostrato che spesso i risultati conseguiti fino alla categoria junior non sono predittivi del passaggio dal potenziale talento all’atleta di successo internazionale..”

Questa frase ( stride un po’ con l’elevata enfasi con cui viene descritto il risultato di Soldati agli YOG, tra l’altro un giovane che non è andato oltre il 5° posto al campionato italiano di categoria ) è parzialmente vera, in quanto negli ultimi 6 anni sui podi dei mondiali di triathlon Junior (che è l’unica manifestazione di assoluto livello dell’attività giovanile) troviamo atleti come Mola, J.Brownlee, Alarza, Bishop, Emma Jackson, Klamer, Gentle, Bauer, Jerzyk che sono protagonisti anche a livello assoluto. Di certo c’è che a parte una eccezione in campo maschile e femminile (Mola nel 2009 argento e la Taylor Brown oro nel 2012 ma nessuna gara nel 2014) tra i podi dei mondiali di duathlon junior dal 2009 nessun atleta ha poi avuto risultati di rilievo nel triathlon .

Considerando quindi che le uniche medaglie azzurre giovanili arrivano da queste manifestazioni il futuro non è poi così roseo. L’area tecnica dovrebbe prendere spunto da queste riflessioni invece di considerare un successo l’avere due atlete nelle prime 5 del rank europeo junior, poco indicativo in quanto , non a caso la francese Beaugrandt, una delle stelle del triathlon giovanile mondiale, si trova dietro alla nostra miglior azzurra e 1 punto solo davanti alla nostra seconda (anche se con una gara in meno), quando nelle gare arriva puntualmente davanti e a medaglia.

Analizzando poi le novità per il 2015 si può notare come ci si sia resi definitivamente conto dell’inutilità della Coppa Primavera, che non sarà riproposta, ma verrà data una validità ufficiale (graduatoria nazionale e territoriale) alle PSN (prove di nuoto e corsa su distanze standard) che accentuerà ancora di più il fenomeno della ricerca esasperata di tempi nelle due discipline per entrare poi nelle varie fasce di merito, il tutto naturalmente a discapito della frazione ciclistica. La parola chiave sembra essere “monitorare” “creare database con dati ” ecc.. ma forse bisognerebbe considerare che i risultati si fanno sul campo, che è l’unico che parla, in allenamento e nei test ci sono centinaia di potenziali campioni del mondo…

Anche sul progetto Run,Swim & Fun viene data particolare enfasi sull’aspetto promozionale, ma c’è da chiedersi che cosa abbia portato effettivamente in termini di numero di tesserati l’esperienza del 2014.

 

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Commenti sulla relazione dell’attività giovanile 2014 e progetti 2015.

23rd dicembre, 2014

analisi

Sul sito Fitri è stata pubblicata anche la relazione sull’attività giovanile con i progetti per la prossima stagione ( VEDI ARTICOLO ) a cura del DT di settore Alessandro Bottoni.

Per quanto riguarda il resoconto uno dei risultati che viene enfatizzato è il 7° posto di Giulio Soldati agli YOG (una sorta di Olimpiadi giovanili) che si sono svolti in Cina ad Agosto. Sicuramente è un ottimo risultato insperato alla vigilia, ma come già scritto nell’articolo in cui avevamo trattato l’argomento ( VEDI ARTICOLO ) va valutato in prospettiva futura e il precedente (YOG 2010) non è incoraggiante. Nella relazione il DT afferma che

“….Tale risultato è ancora più positivo se si considera che gli YOG nel Triathlon sono riservati ad atleti di 16 e 17 anni che sono chiamati a competere sulle stesse distanze di gara delle categorie assolute, quando le età delle migliori prestazioni arriva quasi 10 anni dopo…. “

Questa affermazione è molto discutibile, in quanto va evidenziato che in Italia già a 16 anni si corre sulla distanza sprint e la distanza per le categorie assolute di solito si intende quella dell’ Olimpico, anche se ultimamente anche in WTS alcune tappe si corrono su questa distanza e da qualche anno viene assegnato il titolo mondiale di questa distanza, come quella circa l’età in cui arriverebbero le migliori prestazioni prestazioni ( 26-27 anni secondo il DT) , che non trova molto riscontro nella realtà mondiale, con Mola e Jonathan Brownlee plurivincenti a soli 24 anni (Brownlee è già al top da un paio di anni) e Alistar che ha 26 anni, ma ha già vinto e stravinto tutto.

Il DT spiega anche dettagliatamente (elencando numeri) come siano stati come sia stato coinvolto un numero sempre più allargato di giovani a gare internazionali , raduni ecc, il tutto però sembrerebbe in contrasto con una sua dichiarazione e soprattutto con i fatti. Bottoni afferma infatti che

“…Per cui sono caratterizzate da alcuni aspetti critici legati ai processi di selezione in età cosi precoci, che se mal gestiti possono portare a situazioni altamente demotivanti per gli atleti, soprattutto tra la lunga lista dei coinvolti inizialmente e poi non selezionati, rischiando di compromettere un biennio di potenziali talenti…”

Essendo infatti l’abbandono precoce dei giovani uno dei problemi del triathlon italiano (i due atleti azzurri qualificati per gli YOG nel 2010 hanno smesso con l’attività agonistica praticamente dopo quella manifestazione) , convocare e tenere “a bagno Maria” diversi atleti potrebbe servire solo ad alimentare false aspettative e solamente a “prolungare l’agonia” di atleti che poi non avendo più gli sbocchi sperati abbandonano l’attività. Naturalmente prima di questi abbandoni si spendono parecchi soldi con risultati impalpabili. Questa opera di allargamento delle basi con raduni super affollati non trova però poi giustificazione nei risultati , soprattutto in netta contraddizione con l’operato dei selezionatori che non hanno convocato NESSUN Junior per i campionati mondiali di triathlon di categoria, la cartina al tornasole del lavoro svolto e del livello assoluto del settore giovanile.

Come spesso capita si enfatizzano risultati tecnicamente scadenti mentre si minimizzano altri validi, non a caso si parla di successi ai mondiali di duathlon Junior, di medaglie agli europei di duathlon e oro a squadre nella stessa manifestazione mentre per europei e mondiali di triathlon Junior si parla di prestazioni al di sotto delle aspettative. Qui siamo di fronte a quello che forse è il maggior problema del settore giovanile , che spesso ha visto presunti campioni in erba perdersi poi nell’anonimato nel passaggio alle categorie “vere”.

Analizzando infatti i campionati mondiali e europei di duathlon , dove abbiamo vinto medaglie, ci si accorge che il livello era decisamente basso e i numeri imbarazzanti. Ai mondiali di duathlon tra le donne solo 16 atlete al via di cui solo una (tra l’altro la 12° ) ha corso anche i mondiali di triathlon, agli europei invece tra le donne situazione ancora più triste, con 5 donne al via di cui 2 italiane , nessuna delle altre 3 atlete non azzurre ha poi corso il mondiale di triathlon. Tra gli uomini Junior invece 14 arrivati di cui 4 italiani (rappresentativa più numerosa) e anche qui nessuno tra tutti i partecipanti ha poi preso parte ai campionati mondiali di triathlon di categoria. Si può dire quindi che i nostri giovani sono buoni duathleti, ma cosa succede quando si passa al triathlon?

I numeri parlano chiaro, nessuna medaglia e sopratutto lontani dalle posizioni che contano, a livello europeo non abbiamo fatto meglio di un 7° posto molto distanti dal podio, nei mondiali nettamente più indietro e come già detto nessun uomo al via. Questi risultati sono stati dipinti come “al di sotto delle aspettative”, ma c’è da chiedersi in base a cosa si erano create? In base ai risultati in gare di evidente livello modesto? In base ai risultati conseguiti nelle gare italiane? Forse come spesso accade non si ha il senso della realtà, già il fatto che nella relazione si parli del Grand Prix Italia come evento di livello (di fatto un campionato giovanile con 1-2 elite e age group per le donne) può far capire molte cose. La realtà parla di risultati modesti nelle gare che contano, sempre minimizzati tanto quanto vengono ingigantiti i risultati positivi in manifestazioni dal livello tutt’altro che significativo.

In questa chiave va quindi letta l’affermazione del DT Bottoni

“Anche se i risultati internazionali giovanili potrebbero essere facilmente considerati per valutare l’operato e fare previsioni, l’osservazione negli anni ha comunque mostrato che spesso i risultati conseguiti fino alla categoria junior non sono predittivi del passaggio dal potenziale talento all’atleta di successo internazionale..”

Questa frase ( stride un po’ con l’elevata enfasi con cui viene descritto il risultato di Soldati agli YOG, tra l’altro un giovane che non è andato oltre il 5° posto al campionato italiano di categoria ) è parzialmente vera, in quanto negli ultimi 6 anni sui podi dei mondiali di triathlon Junior (che è l’unica manifestazione di assoluto livello dell’attività giovanile) troviamo atleti come Mola, J.Brownlee, Alarza, Bishop, Emma Jackson, Klamer, Gentle, Bauer, Jerzyk che sono protagonisti anche a livello assoluto. Di certo c’è che a parte una eccezione in campo maschile e femminile (Mola nel 2009 argento e la Taylor Brown oro nel 2012 ma nessuna gara nel 2014) tra i podi dei mondiali di duathlon junior dal 2009 nessun atleta ha poi avuto risultati di rilievo nel triathlon .

Considerando quindi che le uniche medaglie azzurre giovanili arrivano da queste manifestazioni il futuro non è poi così roseo. L’area tecnica dovrebbe prendere spunto da queste riflessioni invece di considerare un successo l’avere due atlete nelle prime 5 del rank europeo junior, poco indicativo in quanto , non a caso la francese Beaugrandt, una delle stelle del triathlon giovanile mondiale, si trova dietro alla nostra miglior azzurra e 1 punto solo davanti alla nostra seconda (anche se con una gara in meno), quando nelle gare arriva puntualmente davanti e a medaglia.

Analizzando poi le novità per il 2015 si può notare come ci si sia resi definitivamente conto dell’inutilità della Coppa Primavera, che non sarà riproposta, ma verrà data una validità ufficiale (graduatoria nazionale e territoriale) alle PSN (prove di nuoto e corsa su distanze standard) che accentuerà ancora di più il fenomeno della ricerca esasperata di tempi nelle due discipline per entrare poi nelle varie fasce di merito, il tutto naturalmente a discapito della frazione ciclistica. La parola chiave sembra essere “monitorare” “creare database con dati ” ecc.. ma forse bisognerebbe considerare che i risultati si fanno sul campo, che è l’unico che parla, in allenamento e nei test ci sono centinaia di potenziali campioni del mondo…

Anche sul progetto Run,Swim & Fun viene data particolare enfasi sull’aspetto promozionale, ma c’è da chiedersi che cosa abbia portato effettivamente in termini di numero di tesserati l’esperienza del 2014.

 

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