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Commenti al bilancio della stagione 2015 di Luigi Bianchi

stupore

Sul sito Fitri è stato pubblicato il bilancio della stagione 2015 stilato dal presidente Luigi Bianchi ( BILANCIO STAGIONE 2015 ). Quello che appare sul sito della federazione è un resoconto positivo dei vari settori, ma non sempre la realtà corrisponde con quanto è evidenziato dalla parole del presidente.

In primis Bianchi ricorda che nel 2016 la Fitri sarà impegnata in prima linea con l’organizzazione della Coppa del Mondo a Cagliari, circuito che, per la prima volta nella storia del triathlon italiano , sbarcherà nella nostra penisola. Sicuramente si potrebbe considerare un grande risultato, ma analizzando come si è giunti ad ottenere questo evento, sorgono alcune perplessità . Come abbiamo già evidenziato, la società organizzatrice Island Group è finita nell’occhio del ciclone per il mancato pagamento dei premi del circuito TNatura a quasi tutti gli atleti , oltre che vantare debiti verso Etu/Itu. Di fatto la società Fitri non esiste più , non rinnoverà l’affiliazione per la stagione 2016, inoltre alla nostra federazione è stata segnalata la situazione di insolvenza dei premi, ma ad oggi non ha preso alcun provvedimento. Non solo , ma ha fatto addirittura da garante verso la Itu per la società Island Group, nel caso quest’ultima non ottemperasse ai propri “debiti” ( solo per la gara di Coppa del Mondo si parla di una cifra intorno ai 400.000€ ).

Anche la situazione tecnica non è delle migliori , nel bilancio del presidente si è omesso di ricordare che quella attuale è nettamente peggiore rispetto a quella ereditata dal 2014, quando abbiamo chiuso l’anno con 3 uomini e 3 donne virtualmente qualificati per Rio 2016. Il 2015 lascia infatti in eredità solo 2 uomini virtualmente qualificati per le prossime Olimpiadi, con Facchinetti che dal 44° posto del 2014 è piombato al 60° nel 2015 . In campo femminile per poco siamo riusciti a conservare le tre piazze , ma se nel 2014 avevamo chiuso con Alice Betto come “peggiore” delle azzurre al 23° posto del rank mondiale, il 2015 vede solo la Mazzetti nella top 40, con Bonin precipitata al 45° posto e Betto al 57° a un passo dall’esclusione. Questa situazione è giunta al termine di una stagione iniziata con una serie di raduni in Namibia e alcuni in Italia che hanno raccolto come unici risultati prestazioni negative nelle prime tappe di WTS, infortuni ripetuti e l’abbandono dell’attività agonistica di un PO, dopo che lo stesso atleta percepiva un mensile. (Andrea De Ponti). Emblematica è stata  la trasferta per i primi giochi europei di Baku, dove sono stati convocati atleti che non avevano raccolto punti preziosi per la qualificazione nel 2014 nel circuito europeo (punti raccolti da atleti come Molinari e Santimaria che hanno gareggiato a spese proprie nella maggior parte delle gare), conclusasi con una disfatta soprattutto in campo femminile.

Dopo un inizio in salita solo la Mazzetti ha dimostrato di saper cambiare passo e ha chiuso la stagione con una incoraggiante  serie di risultati positivi, mentre Fabian e Uccellari devono trovare ancora la continuità necessaria per fare il salto di qualità che li porti nell’olimpo mondiale. Di fatto abbiamo raccolto solo piazzamenti lontani dal podio nelle gare che contano, a livello giovanile nei vari mondiali di categoria siamo stati poco più che comparse, a livello continentale Mazzetti e Zane hanno portato un raggio di sole nel buio in cui eravamo sprofondati a inizio stagione. Emblematico quindi come si siano quasi enfatizzate le medaglie conquistate nei Beach Games, una sorta di gara per pochi intimi affollata di italiani e snobbata da tutti i big. Il settore multisport è vissuto più sull’iniziativa dei singoli che sulla programmazione, anche in questo settore abbiamo fallito gli appuntamenti clou. Non va poi dimenticato che a fronte delle parole del presidente sull’attenzione della federazione su questi settori registriamo per il secondo anno di seguito l’assenza nel calendario federale del campionato italiano di duathlon classico e, ad oggi, anche di quello di winter triathlon. Il progetto giovani legato al triathlon cross è nato dall’idea di un tecnico, supportata poi dalla fitri con un budget annuale di circa 4000 € , per europei , mondiali ed eventuali raduni. Il paratriathlon è stato ricco di risultati, ma il dato che salta più all’occhio è che tutti gli atleti che avevano iniziato a lanciare questo movimento, hanno di fatto abbandonato l’attività agonistica.

A livello giovanile si pone l’accento sui numerosi raduni effettuati e sul gran numeri di atleti coinvolti nei vari progetti, ma a fronte di questo grande impiego di risorse economiche e di tecnici non si sono raccolti risultati di prestigio, per il secondo anno non siamo riusciti a qualificare nessun Junior uomo ai mondiali di triathlon di categoria, mentre le donne hanno fatto solo da comparsa. A livello internazionale la miglior giovane, Angelica Olmo, nella sua unica apparizione stagionale in una WC ha dimostrato di essere lontanissima dalle migliori. Il fatto stesso che l’alternativa più probabile alle 3 PO sia Sara Dossena, atleta che ha già superato i 30 anni, la dice lunga sulla situazione del nostro settore giovanile.

Altro cavallo di battaglia del presidente Bianchi è il Grand Prix. Come in occasione della tappa conclusiva del 2015 di Cagliari, anche nel bilancio di fine stagione si parla di maggiore disponibilità da parte degli organizzatori. Come già evidenziato però anche quest’anno non si è riusciti a completare il calendario per qanto riguarda il Grand Prix della prossima stagione, addirittura 1 sola tappa richiesta (contro le 2 del 2014) e ad oggi rimane vacante ancora la sede della prima, dopo l’inserimento della seconda.  Anche il crescente interesse da parte degli atleti è discutibile, nell’ultima tappa di Cagliari di fatto solo le società interessate alla lotta per la classifica finale si sono sobbarcate la trasferta, molti dei big italiani non hanno preso  parte ad alcuna tappa e in campo femminile.

Altro motivo di “vanto” per il presidente Bianchi è l’accordo con la WTC. Anche in questo caso c’è da evidenziare che gli organizzatori italiani ricevono lo stesso servizio offerto dalla Federazione solo a seguito del versamento della tassa gara , oltre che dover rispettare tutti i requisiti richiesti dalla circolare gare riguardo a tempistica per la presentazione delle richieste, eventuali concomitanze con campionati italiani, vincoli in termini di distanza tra le sedi di gare  simili concomitanti. Tutto questo sembrerebbe non valere per le organizzazioni di eventi WTC, che si trovano un servizio praticamente gratuito ad opera della Fitri. Tutto questo viene indicato come attenzione di servizi per i tesserati Fitri, che forse avrebbero preferito che la Federazione avesse fornito loro tessere con la data di validità impressa, dato la cui mancanza ha creato non pochi problemi a chi ha gareggiato all’estero che , in alcuni casi è stato costretto a pagare un tesseramento “giornaliero” in quanto la tessera Fitri non è stata ritenuta valida.

Concludiamo parlando di Age Group, settore su cui secondo il presidente Bianchi  si sta investendo molto, parlando anche di tecnici dedicati. Forse ci si è dimenticati dei raduni proposti per gli Age Group, il primo cancellato perchè andato deserto , mentre il secondo è passato sotto silenzio avendo fatto registrare lo stesso totale disinteresse  del primo. L’unico “raduno” partecipato è stato quello offerto ai vincitori della classifica Age Group, tra l’altro solo alcuni (pochissimi) degli aventi diritto vi hanno aderito. A livello internazionale abbiamo disertato gare  storicamente affollate di azzurri (Duathlon) e in occasione delle parate per nazioni, gli Age Group azzurri sono stati spessi abbandonati a se stessi.

 

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Commenti al bilancio della stagione 2015 di Luigi Bianchi

21st dicembre, 2015

stupore

Sul sito Fitri è stato pubblicato il bilancio della stagione 2015 stilato dal presidente Luigi Bianchi ( BILANCIO STAGIONE 2015 ). Quello che appare sul sito della federazione è un resoconto positivo dei vari settori, ma non sempre la realtà corrisponde con quanto è evidenziato dalla parole del presidente.

In primis Bianchi ricorda che nel 2016 la Fitri sarà impegnata in prima linea con l’organizzazione della Coppa del Mondo a Cagliari, circuito che, per la prima volta nella storia del triathlon italiano , sbarcherà nella nostra penisola. Sicuramente si potrebbe considerare un grande risultato, ma analizzando come si è giunti ad ottenere questo evento, sorgono alcune perplessità . Come abbiamo già evidenziato, la società organizzatrice Island Group è finita nell’occhio del ciclone per il mancato pagamento dei premi del circuito TNatura a quasi tutti gli atleti , oltre che vantare debiti verso Etu/Itu. Di fatto la società Fitri non esiste più , non rinnoverà l’affiliazione per la stagione 2016, inoltre alla nostra federazione è stata segnalata la situazione di insolvenza dei premi, ma ad oggi non ha preso alcun provvedimento. Non solo , ma ha fatto addirittura da garante verso la Itu per la società Island Group, nel caso quest’ultima non ottemperasse ai propri “debiti” ( solo per la gara di Coppa del Mondo si parla di una cifra intorno ai 400.000€ ).

Anche la situazione tecnica non è delle migliori , nel bilancio del presidente si è omesso di ricordare che quella attuale è nettamente peggiore rispetto a quella ereditata dal 2014, quando abbiamo chiuso l’anno con 3 uomini e 3 donne virtualmente qualificati per Rio 2016. Il 2015 lascia infatti in eredità solo 2 uomini virtualmente qualificati per le prossime Olimpiadi, con Facchinetti che dal 44° posto del 2014 è piombato al 60° nel 2015 . In campo femminile per poco siamo riusciti a conservare le tre piazze , ma se nel 2014 avevamo chiuso con Alice Betto come “peggiore” delle azzurre al 23° posto del rank mondiale, il 2015 vede solo la Mazzetti nella top 40, con Bonin precipitata al 45° posto e Betto al 57° a un passo dall’esclusione. Questa situazione è giunta al termine di una stagione iniziata con una serie di raduni in Namibia e alcuni in Italia che hanno raccolto come unici risultati prestazioni negative nelle prime tappe di WTS, infortuni ripetuti e l’abbandono dell’attività agonistica di un PO, dopo che lo stesso atleta percepiva un mensile. (Andrea De Ponti). Emblematica è stata  la trasferta per i primi giochi europei di Baku, dove sono stati convocati atleti che non avevano raccolto punti preziosi per la qualificazione nel 2014 nel circuito europeo (punti raccolti da atleti come Molinari e Santimaria che hanno gareggiato a spese proprie nella maggior parte delle gare), conclusasi con una disfatta soprattutto in campo femminile.

Dopo un inizio in salita solo la Mazzetti ha dimostrato di saper cambiare passo e ha chiuso la stagione con una incoraggiante  serie di risultati positivi, mentre Fabian e Uccellari devono trovare ancora la continuità necessaria per fare il salto di qualità che li porti nell’olimpo mondiale. Di fatto abbiamo raccolto solo piazzamenti lontani dal podio nelle gare che contano, a livello giovanile nei vari mondiali di categoria siamo stati poco più che comparse, a livello continentale Mazzetti e Zane hanno portato un raggio di sole nel buio in cui eravamo sprofondati a inizio stagione. Emblematico quindi come si siano quasi enfatizzate le medaglie conquistate nei Beach Games, una sorta di gara per pochi intimi affollata di italiani e snobbata da tutti i big. Il settore multisport è vissuto più sull’iniziativa dei singoli che sulla programmazione, anche in questo settore abbiamo fallito gli appuntamenti clou. Non va poi dimenticato che a fronte delle parole del presidente sull’attenzione della federazione su questi settori registriamo per il secondo anno di seguito l’assenza nel calendario federale del campionato italiano di duathlon classico e, ad oggi, anche di quello di winter triathlon. Il progetto giovani legato al triathlon cross è nato dall’idea di un tecnico, supportata poi dalla fitri con un budget annuale di circa 4000 € , per europei , mondiali ed eventuali raduni. Il paratriathlon è stato ricco di risultati, ma il dato che salta più all’occhio è che tutti gli atleti che avevano iniziato a lanciare questo movimento, hanno di fatto abbandonato l’attività agonistica.

A livello giovanile si pone l’accento sui numerosi raduni effettuati e sul gran numeri di atleti coinvolti nei vari progetti, ma a fronte di questo grande impiego di risorse economiche e di tecnici non si sono raccolti risultati di prestigio, per il secondo anno non siamo riusciti a qualificare nessun Junior uomo ai mondiali di triathlon di categoria, mentre le donne hanno fatto solo da comparsa. A livello internazionale la miglior giovane, Angelica Olmo, nella sua unica apparizione stagionale in una WC ha dimostrato di essere lontanissima dalle migliori. Il fatto stesso che l’alternativa più probabile alle 3 PO sia Sara Dossena, atleta che ha già superato i 30 anni, la dice lunga sulla situazione del nostro settore giovanile.

Altro cavallo di battaglia del presidente Bianchi è il Grand Prix. Come in occasione della tappa conclusiva del 2015 di Cagliari, anche nel bilancio di fine stagione si parla di maggiore disponibilità da parte degli organizzatori. Come già evidenziato però anche quest’anno non si è riusciti a completare il calendario per qanto riguarda il Grand Prix della prossima stagione, addirittura 1 sola tappa richiesta (contro le 2 del 2014) e ad oggi rimane vacante ancora la sede della prima, dopo l’inserimento della seconda.  Anche il crescente interesse da parte degli atleti è discutibile, nell’ultima tappa di Cagliari di fatto solo le società interessate alla lotta per la classifica finale si sono sobbarcate la trasferta, molti dei big italiani non hanno preso  parte ad alcuna tappa e in campo femminile.

Altro motivo di “vanto” per il presidente Bianchi è l’accordo con la WTC. Anche in questo caso c’è da evidenziare che gli organizzatori italiani ricevono lo stesso servizio offerto dalla Federazione solo a seguito del versamento della tassa gara , oltre che dover rispettare tutti i requisiti richiesti dalla circolare gare riguardo a tempistica per la presentazione delle richieste, eventuali concomitanze con campionati italiani, vincoli in termini di distanza tra le sedi di gare  simili concomitanti. Tutto questo sembrerebbe non valere per le organizzazioni di eventi WTC, che si trovano un servizio praticamente gratuito ad opera della Fitri. Tutto questo viene indicato come attenzione di servizi per i tesserati Fitri, che forse avrebbero preferito che la Federazione avesse fornito loro tessere con la data di validità impressa, dato la cui mancanza ha creato non pochi problemi a chi ha gareggiato all’estero che , in alcuni casi è stato costretto a pagare un tesseramento “giornaliero” in quanto la tessera Fitri non è stata ritenuta valida.

Concludiamo parlando di Age Group, settore su cui secondo il presidente Bianchi  si sta investendo molto, parlando anche di tecnici dedicati. Forse ci si è dimenticati dei raduni proposti per gli Age Group, il primo cancellato perchè andato deserto , mentre il secondo è passato sotto silenzio avendo fatto registrare lo stesso totale disinteresse  del primo. L’unico “raduno” partecipato è stato quello offerto ai vincitori della classifica Age Group, tra l’altro solo alcuni (pochissimi) degli aventi diritto vi hanno aderito. A livello internazionale abbiamo disertato gare  storicamente affollate di azzurri (Duathlon) e in occasione delle parate per nazioni, gli Age Group azzurri sono stati spessi abbandonati a se stessi.

 

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