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Chiuso il ciclo olimpico: i numeri del disastro azzurro.

numeri picchiata

A cura di GM

Sì è chiuso Domenica il ciclo di qualificazione olimpica per Rio 2016. Come ben sappiamo , gli azzurri sono riusciti a qualificare 2 uomini e 2 donne;  una donna in più del precedente ciclo olimpico. Questo però è l’unico dato positivo di un quadriennio che ha visto i colori azzurri sprofondare, soprattutto in campo femminile.

Nel 2012 i due uomini azzurri qualificati sono stati Fabian e Uccellari, che hanno chiuso la stagione rispettivamente al 12° e al 43° posto nell’ Itu points list. Gli stessi atleti saranno al via a Rio per la loro seconda olimpiade , hanno chiuso il loro ciclo di qualificazione al 17° e 53° posto, in calo quindi rispetto al precedente quadriennio.  Alessandro Fabian si è mantenuto sempre a ridosso della top 10 mondiale, chiudendo il 2013 all’ 11mo posto nell’Itu  points list , per poi però perdere posizioni di anno in anno sino alla 17° attuale. Anche Uccellari ha perso qualche posizione rispetto al 2012 e 2014, ma ha guadagnato rispetto al 2013. Un po’ di rammarico per la mancata qualificazione del 3zo uomo, ma l’area tecnica poteva sicuramente gestire meglio le risorse. Ricordiamo infatti che inizialmente nel lotto dei PO figurava anche Andrea De Ponti, che dopo essere stato “spremuto”, è stato tranquillamente accantonato,(l’atleta ha abbandonato da un giorno all’altro l’attività agonistica) , naturalmente nel silenzio più totale da parte della federezione. Altro atleta spesso convocato è stato Secchiero, ma non è mai riuscito a dimostrare competitività nelle gare di alto livello. Quando oramai il discorso qualificazione stava per chiudersi, si è tentato il tutto per tutto con Facchinetti, ma nonostante qualche sua buona prova, l’Italia ha perso la possibilità di avere anche un terzo uomo qualificato, scendendo nel “rank” per nazioni.

La situazione delle donne è tremendamente disastrosa, nel 2014 addirittura toni trionfalistici per il 9° posto nel rank mondiale della Betto, il 22° della Mazzetti e il 24° della Bonin, con la federazione che dava quasi per scontata una qualificazione facile di tutte e tre le atlete. Dal 2015 è iniziata una caduta verticale delle prestazioni delle tre, con la sola Mazzetti che è riuscita con qualche lampo a “salvare la baracca”, alternandoli però a prestazioni altamente negative , con ritiri, addirittura un doppiaggio a piedi in WTS  e chiudendo il ciclo di qualificazione con la bruttissima prova di Cagliari, dove ha tagliato il traguardo a oltre 6 minuti da una atleta di seconda fascia, in uno sprint. La Bonin ha capitalizzato al meglio i punti conquistati a inizio quadriennio olimpico, sfruttando la maternità e l’anno (gli anni) sabbatico preso da qualche big dopo Londra, chiudendo sulle ginocchia e con prove mediocri che avrebbero potuto  compormettere la qualificazione. Attualmente la valdostana naviga in 89° posizione nel Itu points list. Discorrso diverso per la Betto, che nei suoi momenti di maggior forma, è stata mandata a gareggiare in giro per il mondo, quando avrebbe potuto fermarsi e operarsi per dei problemi fisici che la tormentavano.  La “fame” di risultati che aveva l’area tecnica è costata cara, infatti la forte atleta delle Fiamme Oro si è sottoposta ad una prima operazione che l’ha tenuta fuori dai campi gara diversi mesi, rientrata forse un po’ troppo frettolosamente, ha formito un paio di prestazioni nettamente al di sotto dei suoi standard, per poi sparire completamente nel silenzio più totale, come accaduto per De Ponti. Oltre  a non essersi qualificata (come successo in occasione del precedente ciclo olimpico), la Betto ha rimediato un secondo intervento chirurgico; ieri l’atleta delle Fiamme Oro ha esternato su Facebook un suo duro sfogo per la situazione che l’ha portata a rimanere fuori per la seconda volta dai giochi olimpici.

La ultime due gare a cui hanno preso parte i nostri azzurri, Cagliari e Huatulco, sono state caratterizzate da un percorso in bici duro, una sorta di test in vista della gara olimpica, dove la seconda frazione è temuta da tutti gli atleti. A giudicare dai risultati ottenuti, le prospettive per Rio non sono rosee. Come già detto la Mazzetti è letteralmente naufragata a Cagliari; 6 minuti di distacco su metà della distanza olimpica e soprattutto con un parterre di partenti nemmeno lontanamente paragonabile a quello che troveremo in Brasile, sono un segnale preoccupante. Leggermente meglio la Bonin, che però ha dovuto accusare un distacco importante in una gara dove , come sempre, ha subito la frazione ciclistica, chiudendo addirittura alle spalle di atlete non qualificate per Rio. Tra gli uomini Fabian sembra un po’ in affanno , in generale non ha fatto il salto di qualità nella frazione podistica che , come accade sempre, è quella che decide la gara. Unica speranza per lui, una fuga da lontano con un buon vantaggio ,  sperando che da dietro non venga rimontato da molti atleti. Uccellari deve  ancora riprendersi da un piccolo malanno rimediato dopo il raduno pasquale, deve trovare la costanza di rendimento che gli si chiede, però a 25 anni è alla sua seconda olimpiade.

Per quanto riguarda le riserve , tra gli uomini sembra quasi scontato il nome di Facchinetti, il primo degli esclusi, mentre per le donne, con Betto out, rimane Dossena il nome più accreditato. La lombarda dispone infatti del “pass olimpico”, ma sono da valutare le sue condizioni di forma , in quanto non è ancora rientrata alle competizioni dopo il suo ultimo infortunio. Alla luce degli ultimi risultati, meriterebbe attenzione anche Verena Steinhauser. Dietro queste due atlete c’è il vuoto, nessuna ha dimostrato di avere un minimo di livello in campo internazionale, la più “sponsorizzata” Angelica Olmo, nelle uniche due apparizioni in WC ha rimediato sonore batoste e ad oggi appare in evidente ritardo di forma.

La situazione dell’area tecnica non è quindi rosea, la federazione aveva “promesso” al Coni a inizio quadriennio  la qualificazione di 3 uomini e 3 donne. Nonostante raduni infiniti in giro per il mondo, in alcuni casi addirittura atleti mandati da soli con 1-2 sparring partner e tecnico personale, l’obiettivo non è stato raggiunto, quindi c’è da aspettarsi in questo senso, un taglio dei contributi “olimpici” per il prossimo ciclo olimpico. Di solito quando vengono a mancare i risultati bisogna cambiare qualche cosa;  gli atleti sono gli stessi che nel 2013-2014 avevano dimostrato buon livello , forse sfruttando il lavoro fatto precedentemente, è difficile pensare che abbiano subito una involuzione non attribuibile ad una cattiva gestione tecnica da parte dello staff nazionale. Ecco quindi che è quasi inevitabile pensare ad un cambio radicale, non a caso il presidente Bianchi sta già lanciando la campagna elettorale;  oltre ad aver “sondato” il terreno in Italia,  aveva pensato alla pista straniera, in particolare a Turner, eletto miglior tecnico ITU nel 2015, che avrebbe voluto incontrare a Calaponte, in occasione della gara del 29 Maggio.  Il presidente Fitri però non sarà presente in Puglia, inoltre  l’allenatore neozelandese ha già l’accordo per la prossima stagione con un’altra federazione, quindi questa strada risulta impercorribile.

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Chiuso il ciclo olimpico: i numeri del disastro azzurro.

18th maggio, 2016

numeri picchiata

A cura di GM

Sì è chiuso Domenica il ciclo di qualificazione olimpica per Rio 2016. Come ben sappiamo , gli azzurri sono riusciti a qualificare 2 uomini e 2 donne;  una donna in più del precedente ciclo olimpico. Questo però è l’unico dato positivo di un quadriennio che ha visto i colori azzurri sprofondare, soprattutto in campo femminile.

Nel 2012 i due uomini azzurri qualificati sono stati Fabian e Uccellari, che hanno chiuso la stagione rispettivamente al 12° e al 43° posto nell’ Itu points list. Gli stessi atleti saranno al via a Rio per la loro seconda olimpiade , hanno chiuso il loro ciclo di qualificazione al 17° e 53° posto, in calo quindi rispetto al precedente quadriennio.  Alessandro Fabian si è mantenuto sempre a ridosso della top 10 mondiale, chiudendo il 2013 all’ 11mo posto nell’Itu  points list , per poi però perdere posizioni di anno in anno sino alla 17° attuale. Anche Uccellari ha perso qualche posizione rispetto al 2012 e 2014, ma ha guadagnato rispetto al 2013. Un po’ di rammarico per la mancata qualificazione del 3zo uomo, ma l’area tecnica poteva sicuramente gestire meglio le risorse. Ricordiamo infatti che inizialmente nel lotto dei PO figurava anche Andrea De Ponti, che dopo essere stato “spremuto”, è stato tranquillamente accantonato,(l’atleta ha abbandonato da un giorno all’altro l’attività agonistica) , naturalmente nel silenzio più totale da parte della federezione. Altro atleta spesso convocato è stato Secchiero, ma non è mai riuscito a dimostrare competitività nelle gare di alto livello. Quando oramai il discorso qualificazione stava per chiudersi, si è tentato il tutto per tutto con Facchinetti, ma nonostante qualche sua buona prova, l’Italia ha perso la possibilità di avere anche un terzo uomo qualificato, scendendo nel “rank” per nazioni.

La situazione delle donne è tremendamente disastrosa, nel 2014 addirittura toni trionfalistici per il 9° posto nel rank mondiale della Betto, il 22° della Mazzetti e il 24° della Bonin, con la federazione che dava quasi per scontata una qualificazione facile di tutte e tre le atlete. Dal 2015 è iniziata una caduta verticale delle prestazioni delle tre, con la sola Mazzetti che è riuscita con qualche lampo a “salvare la baracca”, alternandoli però a prestazioni altamente negative , con ritiri, addirittura un doppiaggio a piedi in WTS  e chiudendo il ciclo di qualificazione con la bruttissima prova di Cagliari, dove ha tagliato il traguardo a oltre 6 minuti da una atleta di seconda fascia, in uno sprint. La Bonin ha capitalizzato al meglio i punti conquistati a inizio quadriennio olimpico, sfruttando la maternità e l’anno (gli anni) sabbatico preso da qualche big dopo Londra, chiudendo sulle ginocchia e con prove mediocri che avrebbero potuto  compormettere la qualificazione. Attualmente la valdostana naviga in 89° posizione nel Itu points list. Discorrso diverso per la Betto, che nei suoi momenti di maggior forma, è stata mandata a gareggiare in giro per il mondo, quando avrebbe potuto fermarsi e operarsi per dei problemi fisici che la tormentavano.  La “fame” di risultati che aveva l’area tecnica è costata cara, infatti la forte atleta delle Fiamme Oro si è sottoposta ad una prima operazione che l’ha tenuta fuori dai campi gara diversi mesi, rientrata forse un po’ troppo frettolosamente, ha formito un paio di prestazioni nettamente al di sotto dei suoi standard, per poi sparire completamente nel silenzio più totale, come accaduto per De Ponti. Oltre  a non essersi qualificata (come successo in occasione del precedente ciclo olimpico), la Betto ha rimediato un secondo intervento chirurgico; ieri l’atleta delle Fiamme Oro ha esternato su Facebook un suo duro sfogo per la situazione che l’ha portata a rimanere fuori per la seconda volta dai giochi olimpici.

La ultime due gare a cui hanno preso parte i nostri azzurri, Cagliari e Huatulco, sono state caratterizzate da un percorso in bici duro, una sorta di test in vista della gara olimpica, dove la seconda frazione è temuta da tutti gli atleti. A giudicare dai risultati ottenuti, le prospettive per Rio non sono rosee. Come già detto la Mazzetti è letteralmente naufragata a Cagliari; 6 minuti di distacco su metà della distanza olimpica e soprattutto con un parterre di partenti nemmeno lontanamente paragonabile a quello che troveremo in Brasile, sono un segnale preoccupante. Leggermente meglio la Bonin, che però ha dovuto accusare un distacco importante in una gara dove , come sempre, ha subito la frazione ciclistica, chiudendo addirittura alle spalle di atlete non qualificate per Rio. Tra gli uomini Fabian sembra un po’ in affanno , in generale non ha fatto il salto di qualità nella frazione podistica che , come accade sempre, è quella che decide la gara. Unica speranza per lui, una fuga da lontano con un buon vantaggio ,  sperando che da dietro non venga rimontato da molti atleti. Uccellari deve  ancora riprendersi da un piccolo malanno rimediato dopo il raduno pasquale, deve trovare la costanza di rendimento che gli si chiede, però a 25 anni è alla sua seconda olimpiade.

Per quanto riguarda le riserve , tra gli uomini sembra quasi scontato il nome di Facchinetti, il primo degli esclusi, mentre per le donne, con Betto out, rimane Dossena il nome più accreditato. La lombarda dispone infatti del “pass olimpico”, ma sono da valutare le sue condizioni di forma , in quanto non è ancora rientrata alle competizioni dopo il suo ultimo infortunio. Alla luce degli ultimi risultati, meriterebbe attenzione anche Verena Steinhauser. Dietro queste due atlete c’è il vuoto, nessuna ha dimostrato di avere un minimo di livello in campo internazionale, la più “sponsorizzata” Angelica Olmo, nelle uniche due apparizioni in WC ha rimediato sonore batoste e ad oggi appare in evidente ritardo di forma.

La situazione dell’area tecnica non è quindi rosea, la federazione aveva “promesso” al Coni a inizio quadriennio  la qualificazione di 3 uomini e 3 donne. Nonostante raduni infiniti in giro per il mondo, in alcuni casi addirittura atleti mandati da soli con 1-2 sparring partner e tecnico personale, l’obiettivo non è stato raggiunto, quindi c’è da aspettarsi in questo senso, un taglio dei contributi “olimpici” per il prossimo ciclo olimpico. Di solito quando vengono a mancare i risultati bisogna cambiare qualche cosa;  gli atleti sono gli stessi che nel 2013-2014 avevano dimostrato buon livello , forse sfruttando il lavoro fatto precedentemente, è difficile pensare che abbiano subito una involuzione non attribuibile ad una cattiva gestione tecnica da parte dello staff nazionale. Ecco quindi che è quasi inevitabile pensare ad un cambio radicale, non a caso il presidente Bianchi sta già lanciando la campagna elettorale;  oltre ad aver “sondato” il terreno in Italia,  aveva pensato alla pista straniera, in particolare a Turner, eletto miglior tecnico ITU nel 2015, che avrebbe voluto incontrare a Calaponte, in occasione della gara del 29 Maggio.  Il presidente Fitri però non sarà presente in Puglia, inoltre  l’allenatore neozelandese ha già l’accordo per la prossima stagione con un’altra federazione, quindi questa strada risulta impercorribile.

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