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C’era una volta il triathlon internazionale di Bardolino

Bardolino è stato sempre descritta LA gara per eccellenza in Italia, quella che ha sempre visto al via una grande quantità di atleti , non disdegnando la qualità degli stessi al via. Addirittura su una rivista specialistica , la gara veronese era stata inserita come una delle più belle a livello mondiale.

L’edizione 2018 andrà agli archivi come quella che ha riportato la vittoria in campo maschile in Italia, con Marco Corrà che porta il tricolore sul gradino più alto del podio dopo una assenza che durava dal 1996, quando era stato De Benedetti a trionfare a Bardolino. Indicativo però come sia in campo maschile che femminile i podi siano stati esclusivamente ad appannaggio di atleti italiani.

L’albo d’oro di Bardolino e le classifiche del  passato sono piene di campioni mondiali, europei, atleti che hanno corso Olimpiadi e pluricampioni italiani, o comunque atleti inseriti stabilmente nell’organico delle rappresentative nazionali elite, mentre in questa ultima edizioni la partecipazione straniera è stata ridotta a vere e proprie comparse o Age Group, non a caso una delle “veterane” di questa gara, l’ultra quarantenne Renate Fostner , ha chiuso nella top 10 assoluta. Nonostante il suo blasone, la gara a livello maschile negli ultimi anni è stata praticamente snobbata dai big italiani, Fabian lo scorso anno aveva gareggiato , con un risultato modesto, solo per dare un senso alla sua stagione lontano dai riflettori agonistici. Di certo le concomitanze con la WC in Belgio, la tappa del Grand Prix France hanno dimostrato che per gli atleti big stranieri Bardolino non sia propriamente una prima scelta. Non ultimo, va considerato il fatto che la gara è classificata come SILVER, tradotto una comunissima gara rank e non GOLD, cioè con requisiti superiori e di importanza maggiore.

 

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C’era una volta il triathlon internazionale di Bardolino

20th giugno, 2018

Bardolino è stato sempre descritta LA gara per eccellenza in Italia, quella che ha sempre visto al via una grande quantità di atleti , non disdegnando la qualità degli stessi al via. Addirittura su una rivista specialistica , la gara veronese era stata inserita come una delle più belle a livello mondiale.

L’edizione 2018 andrà agli archivi come quella che ha riportato la vittoria in campo maschile in Italia, con Marco Corrà che porta il tricolore sul gradino più alto del podio dopo una assenza che durava dal 1996, quando era stato De Benedetti a trionfare a Bardolino. Indicativo però come sia in campo maschile che femminile i podi siano stati esclusivamente ad appannaggio di atleti italiani.

L’albo d’oro di Bardolino e le classifiche del  passato sono piene di campioni mondiali, europei, atleti che hanno corso Olimpiadi e pluricampioni italiani, o comunque atleti inseriti stabilmente nell’organico delle rappresentative nazionali elite, mentre in questa ultima edizioni la partecipazione straniera è stata ridotta a vere e proprie comparse o Age Group, non a caso una delle “veterane” di questa gara, l’ultra quarantenne Renate Fostner , ha chiuso nella top 10 assoluta. Nonostante il suo blasone, la gara a livello maschile negli ultimi anni è stata praticamente snobbata dai big italiani, Fabian lo scorso anno aveva gareggiato , con un risultato modesto, solo per dare un senso alla sua stagione lontano dai riflettori agonistici. Di certo le concomitanze con la WC in Belgio, la tappa del Grand Prix France hanno dimostrato che per gli atleti big stranieri Bardolino non sia propriamente una prima scelta. Non ultimo, va considerato il fatto che la gara è classificata come SILVER, tradotto una comunissima gara rank e non GOLD, cioè con requisiti superiori e di importanza maggiore.

 

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