Mute Triathlon

C’era una volta il duathlon…..

 

Quest’anno i mondiali di duathlon si sono divisi tra Colombia (Elite) e Canada (U23 e Junior), nessun italiano ha preso parte a queste due gare. Dal 2009 ad oggi (limitandoci ad analizzare le ulltime 4 edizioni) non era mai capitato che nessun italiano fosse presente a rappresentare il tricolore in una manifestazione iridata, eppure negli ultimi 3 anni tra Junior e U23 siamo sempre andati a medaglia (1 nel 2010, 2 nel 2011 e 1 nel 2012).La distanza di certo non aiutava per le trasferte, ma nel 2009 i mondiali si sono svolti in USA eppure erano 2 gli azzurri al via.  Il tutto sotto la nuova dirigenza che in campagna elettorale aveva tra i suoi programmi quello del “rilancio” del duathlon.
Proprio su quest’ultimo aspetto c’è da riflettere, il circuito di duathlon era stato lanciato da Emilio di Toro e i numeri hanno dato subito ragione alla sua idea, quest’anno si è voluto prolungare la stagione di duathlon e inserire alcune novità come la gara su distanza 5-30-5 che per collocazione e per formula si è rivelata un flop con poco più di 130 iscritti tra uomini e donne , nessun elite di fatto al via , ma soprattutto 1/5 circa degli iscritti rispetto alle altre gare del circuito.
Altro aspetto che forse è la chiave dell’ “insuccesso” , è quella che di fatto duathleti puri non esistono in Italia, in Belgio, Francia per esempio ci sono duathleti professionisti , noi dobbiamo sempre “rincorrere” i triathleti . Chi ha vissuto l’ “epoca Compagnoni”  ha potuto apprezzare una persona squisita, un tecnico preparato che ha creato un gruppo forse unico. La sua capacità di coinvolgere anche i triathleti ha portato ai risultati che tutti sappiamo,  raduni fatti di sudore e spensieratezza, atleti che di buon grado accettavano le chiamate del Compa che era sempre in prima linea su scooter o a bordo strada per seguire i suoi “pupilli” con cronometro in mano.
Forse questa era la strada giusta per tentare di non lasciare morire il duathlon. Adesso il prossimo appuntamento sarà a Seclì (LE) per i Campionati Italiani di duathlon classico, una distanza indigesta ai più e per collocazione geografica a rischio di diserzione da parte di numerose società del nord (maggior bacino di utenza per il triathlon). La speranza è che la valenza della manifestazione eviti di avere  al via 80-90 persone .

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C’era una volta il duathlon…..

22nd agosto, 2013

 

Quest’anno i mondiali di duathlon si sono divisi tra Colombia (Elite) e Canada (U23 e Junior), nessun italiano ha preso parte a queste due gare. Dal 2009 ad oggi (limitandoci ad analizzare le ulltime 4 edizioni) non era mai capitato che nessun italiano fosse presente a rappresentare il tricolore in una manifestazione iridata, eppure negli ultimi 3 anni tra Junior e U23 siamo sempre andati a medaglia (1 nel 2010, 2 nel 2011 e 1 nel 2012).La distanza di certo non aiutava per le trasferte, ma nel 2009 i mondiali si sono svolti in USA eppure erano 2 gli azzurri al via.  Il tutto sotto la nuova dirigenza che in campagna elettorale aveva tra i suoi programmi quello del “rilancio” del duathlon.
Proprio su quest’ultimo aspetto c’è da riflettere, il circuito di duathlon era stato lanciato da Emilio di Toro e i numeri hanno dato subito ragione alla sua idea, quest’anno si è voluto prolungare la stagione di duathlon e inserire alcune novità come la gara su distanza 5-30-5 che per collocazione e per formula si è rivelata un flop con poco più di 130 iscritti tra uomini e donne , nessun elite di fatto al via , ma soprattutto 1/5 circa degli iscritti rispetto alle altre gare del circuito.
Altro aspetto che forse è la chiave dell’ “insuccesso” , è quella che di fatto duathleti puri non esistono in Italia, in Belgio, Francia per esempio ci sono duathleti professionisti , noi dobbiamo sempre “rincorrere” i triathleti . Chi ha vissuto l’ “epoca Compagnoni”  ha potuto apprezzare una persona squisita, un tecnico preparato che ha creato un gruppo forse unico. La sua capacità di coinvolgere anche i triathleti ha portato ai risultati che tutti sappiamo,  raduni fatti di sudore e spensieratezza, atleti che di buon grado accettavano le chiamate del Compa che era sempre in prima linea su scooter o a bordo strada per seguire i suoi “pupilli” con cronometro in mano.
Forse questa era la strada giusta per tentare di non lasciare morire il duathlon. Adesso il prossimo appuntamento sarà a Seclì (LE) per i Campionati Italiani di duathlon classico, una distanza indigesta ai più e per collocazione geografica a rischio di diserzione da parte di numerose società del nord (maggior bacino di utenza per il triathlon). La speranza è che la valenza della manifestazione eviti di avere  al via 80-90 persone .

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