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Caso “Sanguinetti”. La versione dei fatti dell’organizzatore e della società dell’atleta

                                       Aggiornamenti sul caso Sanguinetti

Nel precedente articolo è stata esposta la versione dei fatti di Massimo Cigana, apparsa sui social, in merito a quanto occorso durante il duathlon di Piacenza dello scorso fine settimana.

Nel pomeriggio abbiamo avuto colloqui telefonici con l’organizzatore della manifestazione e con uno dei responsabili della società Cesena triathlon, con la quale è tesserato Sanguinetti, l’atleta al centro delle polemiche legate ad un presunto taglio di percorso .

Al momento attuale NESSUNO ha potuto dimostrare un effettivo taglio di percorso di Sanguinetti, l’unico dato certo, è un parziale ciclistico “sospetto”, tenendo conto del distacco inflitto ad un atleta come Cigana, che , è corretto evidenziare, nella gara in questione non ha però rifilato i soliti distacchi agli altri atleti nella frazione ciclistica.

L’organizzazione ha effettuato diverse verifiche, in primis ha chiesto spiegazioni al pilota della moto apripista (un “volontario” pagato dall’organizzazione , con esperienze in competizioni ciclistiche internazionali ecc), che ha dichiarato di essere sicuro di non aver commesso errori di direzione sul percorso. Sono stati poi interpellati altri volontari presenti ai giri di boa , in particolare quello posizionato nel punto “incriminato” ha dichiarato di aver visto passare per 3 volte (erano 3 giri) la moto che precedeva il leader maschile durante la frazione ciclistica. L’organizzatore, pur riconoscendo che il parziale della frazione ciclistica di Sanguinetti è un po’ “sospetto”, non ha elementi per poter affermare che ci sia stato un taglio di percorso. Lo stesso sta continuando la ricostruzione dei fatti per riuscire a venire a capo della vincenda e si è già reso disponibile a rifondere l’eventuale “danno” agli atleti se si dovesse accertare un eventuale errore di percorso dell’atleta in testa alla gara , causato da un volontario dell’organizzazione.

Uno dei responsabili del Cesena triathlon ha voluto specificare (tesi confermata anche dall’organizzazione ) che l’atleta Sanguinetti non avrebbe affermato di aver tagliato, ma semplicemente alle accuse in merito , avrebbe detto che NON ha la minima idea di dove AVREBBE potuto tagliare, che essendo in testa alla gara il suo unico pensiero era di andare a “testa bassa” dietro la moto apripista, cercando di ritardare il più possibile il rientro in bici di Cigana , che lui stesso dava per scontato. Anche in questo caso, sia Sanguinetti che la sua società sono concordi nel definire “strano” il parziale in bici del vincitore della gara, che non solo non si sarebbe rimangiato la sua confessione, ma a prova della sua buona fede, non avrebbe lasciato nemmeno l’IBAN per il versamento del premio all’organizzazione, attendendo che si faccia chiarezza su quanto è successo.

Cigana a fine gara ha fatto le sue rimostranze verbali al giudice arbitro, senza però utilizzare la procedura ufficiale prevista in questi casi, versando cioè la quota prevista e inoltrare il reclamo.  Sanguinetti non aveva alcun GPS, ma un classico computerino senza fili sulla bici, la sua distanza segnava una discrepanza con quella ottenuta da Cigana che non era di 2 km come il taglio a lui imputato dallo stesso Cigana, ma inferiore, probabilmente uno scarto non sufficiente a certificare un eventuale taglio.

Attendiamo ulteriori sviluppi sulla vicenda, ma in base a queste ultime dichiarazioni, sicuramente il comportamento di Sanguinetti risulterebbe molto corretto , ben diverso da quello che sembrava emergere dopo la prima ricostruzione di Cigana.

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Caso “Sanguinetti”. La versione dei fatti dell’organizzatore e della società dell’atleta

17th ottobre, 2018

                                       Aggiornamenti sul caso Sanguinetti

Nel precedente articolo è stata esposta la versione dei fatti di Massimo Cigana, apparsa sui social, in merito a quanto occorso durante il duathlon di Piacenza dello scorso fine settimana.

Nel pomeriggio abbiamo avuto colloqui telefonici con l’organizzatore della manifestazione e con uno dei responsabili della società Cesena triathlon, con la quale è tesserato Sanguinetti, l’atleta al centro delle polemiche legate ad un presunto taglio di percorso .

Al momento attuale NESSUNO ha potuto dimostrare un effettivo taglio di percorso di Sanguinetti, l’unico dato certo, è un parziale ciclistico “sospetto”, tenendo conto del distacco inflitto ad un atleta come Cigana, che , è corretto evidenziare, nella gara in questione non ha però rifilato i soliti distacchi agli altri atleti nella frazione ciclistica.

L’organizzazione ha effettuato diverse verifiche, in primis ha chiesto spiegazioni al pilota della moto apripista (un “volontario” pagato dall’organizzazione , con esperienze in competizioni ciclistiche internazionali ecc), che ha dichiarato di essere sicuro di non aver commesso errori di direzione sul percorso. Sono stati poi interpellati altri volontari presenti ai giri di boa , in particolare quello posizionato nel punto “incriminato” ha dichiarato di aver visto passare per 3 volte (erano 3 giri) la moto che precedeva il leader maschile durante la frazione ciclistica. L’organizzatore, pur riconoscendo che il parziale della frazione ciclistica di Sanguinetti è un po’ “sospetto”, non ha elementi per poter affermare che ci sia stato un taglio di percorso. Lo stesso sta continuando la ricostruzione dei fatti per riuscire a venire a capo della vincenda e si è già reso disponibile a rifondere l’eventuale “danno” agli atleti se si dovesse accertare un eventuale errore di percorso dell’atleta in testa alla gara , causato da un volontario dell’organizzazione.

Uno dei responsabili del Cesena triathlon ha voluto specificare (tesi confermata anche dall’organizzazione ) che l’atleta Sanguinetti non avrebbe affermato di aver tagliato, ma semplicemente alle accuse in merito , avrebbe detto che NON ha la minima idea di dove AVREBBE potuto tagliare, che essendo in testa alla gara il suo unico pensiero era di andare a “testa bassa” dietro la moto apripista, cercando di ritardare il più possibile il rientro in bici di Cigana , che lui stesso dava per scontato. Anche in questo caso, sia Sanguinetti che la sua società sono concordi nel definire “strano” il parziale in bici del vincitore della gara, che non solo non si sarebbe rimangiato la sua confessione, ma a prova della sua buona fede, non avrebbe lasciato nemmeno l’IBAN per il versamento del premio all’organizzazione, attendendo che si faccia chiarezza su quanto è successo.

Cigana a fine gara ha fatto le sue rimostranze verbali al giudice arbitro, senza però utilizzare la procedura ufficiale prevista in questi casi, versando cioè la quota prevista e inoltrare il reclamo.  Sanguinetti non aveva alcun GPS, ma un classico computerino senza fili sulla bici, la sua distanza segnava una discrepanza con quella ottenuta da Cigana che non era di 2 km come il taglio a lui imputato dallo stesso Cigana, ma inferiore, probabilmente uno scarto non sufficiente a certificare un eventuale taglio.

Attendiamo ulteriori sviluppi sulla vicenda, ma in base a queste ultime dichiarazioni, sicuramente il comportamento di Sanguinetti risulterebbe molto corretto , ben diverso da quello che sembrava emergere dopo la prima ricostruzione di Cigana.

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