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Azzurro sempre più stinto ad Amburgo

WTS Amburgo

WTS Amburgo

La WTS ha fatto tappa questo week end in Germania, con il classico appuntamento di Amburgo, da molti definita la miglior gara della ITU.

Le prime a prendere il via sono state le donne, con gli occhi puntati sulla fuoriclasse americana Jorgensen.  Nonostante l’assenza della miglior ciclista della Itu, la Duffy, è andato in scena il  copione già visto nelle ultime gare, con un tentativo di fuga nella frazione ciclistica, per cercare di  distanziare il più possibile la favorita. In testa alla gara hanno quindi incrementato giro dopo giro il loro vantaggio sulle inseguitrici le 7 fuggitive , tra le quali la nostra Bonin, arrivando in T2 con oltre 1 minuto sul gruppo della Jorgensen. La campionessa mondiale, dopo aver effettuato un cambio lentissimo , uscendo ultima dalla T2, si è lanciata rabbiosa all’inseguimento delle battistrada, capitanate dalla sua connazionale Zaferes. Impressionante la differenza di passo tra l’americana e le sue rivali, superate senza pietà a velocità quasi doppia. Davanti sia la Zaferes che la Klamer resistono e si controllano a breve distanza, l’americana riesce a chiudere la sua fatica conquistando la prima vittoria in WTS, davanti alla olandese, mentre la strepitosa rimonta della Jorgensen si ferma al 3° posto.

Rocambolesco l’epilogo della gara maschile , con un penality box a poche centinaia di metri dall’arrivo che decide la gara, dopo uno spalla a spalla tra lo spagnolo Mola e il sudafricano Murray, vittima quest’ultimo di una penalità che lo costringe a lasciare il via libera allo spagnolo. Al momento della ripartenza dopo aver scontato la penalità, il sudafricano si lascia andare ad un gesto volgare nei confronti del giudice, venendo quindi squalificato e multato. Sale quindi al 2° posto l’australiano Britwhistle, al suo primo podio in WTS, mentre il bronzo va allo spagnolo Alarza.

Altra prestazione negativa per gli azzurri, che a poche settimane dal via delle Olimpiadi di Rio, dimostrano un ritardo di preparazione preoccupante. Bonin aveva fatto  sperare nelle prime fasi di gara, con un ottimo nuoto e facendosi vedere in testa al gruppetto delle fuggitive nelle prime fasi della seconda frazione, per poi però ritornare , come da abitudine, in coda al gruppo in difficoltà. Nonostante il minuto di vantaggio accumulato , l’azzurra ha chiuso in 19° posizione e penultima del suo gruppetto, superata da diverse concorrenti del gruppo delle inseguitrici. Un po’ meglio la gara della Mazzetti, coperta nel secondo gruppone durante la frazione in bici e 12° al traguardo a 1’04” dalla Zaferes. Ennesima bocciatura per Angelica Olmo, che fallisce anche questa prova e dimostra ancora una volta come non sia pronta per manifestazioni di alto livello, collezionando un negativo 43° posto a 2’37” dalla vincitrice, con uno degli ultimi parziali di corsa di giornata. Alquanto singolare come la stessa atleta abbia ancora una volta giustificato la sua prova con problemi fisici, che appaiono , di diversa entità, ogni qual volta termini una gara con una prestazione negativa.

Ancora più negativa la prestazione degli azzurri, con Pozzatti, al suo esordio in WTS , che è stato vittima di ben due cadute, chiudendo con un DNF. Per trovare il primo azzurro bisogna scendere al 44° posto a circa 2’30” di distacco da Mola, dove troviamo Facchinetti, mentre Uccellari chiude al 55° posto. Fabian al 59° posto chiude mestamente in ultima posizione, con il peggior parziale in bici e con un’ennesima prova negativa, che stride con il suo continuo ottimismo in vista dell’appuntamento olimpico.

A chiudere la due giorni di gare, l’assegnazione dei titoli mondiali a squadre, con la prima storica vittoria degli USA, che chiudono subito la pratica con la Jorgensen in prima frazione, mentre al secondo posto l’Australia che ha la meglio al photofinish sui padroni di casa della Germania e sulla Francia. Azzurri accumulano un ritardo già incolmabile in prima frazione con una prova mediocre di Mazzetti (quartultima a 1’42” dagli USA), per cui chiudono con un anonimo 8° posto assoluto su 12 squadre al traguardo

 

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Azzurro sempre più stinto ad Amburgo

19th luglio, 2016
WTS Amburgo

WTS Amburgo

La WTS ha fatto tappa questo week end in Germania, con il classico appuntamento di Amburgo, da molti definita la miglior gara della ITU.

Le prime a prendere il via sono state le donne, con gli occhi puntati sulla fuoriclasse americana Jorgensen.  Nonostante l’assenza della miglior ciclista della Itu, la Duffy, è andato in scena il  copione già visto nelle ultime gare, con un tentativo di fuga nella frazione ciclistica, per cercare di  distanziare il più possibile la favorita. In testa alla gara hanno quindi incrementato giro dopo giro il loro vantaggio sulle inseguitrici le 7 fuggitive , tra le quali la nostra Bonin, arrivando in T2 con oltre 1 minuto sul gruppo della Jorgensen. La campionessa mondiale, dopo aver effettuato un cambio lentissimo , uscendo ultima dalla T2, si è lanciata rabbiosa all’inseguimento delle battistrada, capitanate dalla sua connazionale Zaferes. Impressionante la differenza di passo tra l’americana e le sue rivali, superate senza pietà a velocità quasi doppia. Davanti sia la Zaferes che la Klamer resistono e si controllano a breve distanza, l’americana riesce a chiudere la sua fatica conquistando la prima vittoria in WTS, davanti alla olandese, mentre la strepitosa rimonta della Jorgensen si ferma al 3° posto.

Rocambolesco l’epilogo della gara maschile , con un penality box a poche centinaia di metri dall’arrivo che decide la gara, dopo uno spalla a spalla tra lo spagnolo Mola e il sudafricano Murray, vittima quest’ultimo di una penalità che lo costringe a lasciare il via libera allo spagnolo. Al momento della ripartenza dopo aver scontato la penalità, il sudafricano si lascia andare ad un gesto volgare nei confronti del giudice, venendo quindi squalificato e multato. Sale quindi al 2° posto l’australiano Britwhistle, al suo primo podio in WTS, mentre il bronzo va allo spagnolo Alarza.

Altra prestazione negativa per gli azzurri, che a poche settimane dal via delle Olimpiadi di Rio, dimostrano un ritardo di preparazione preoccupante. Bonin aveva fatto  sperare nelle prime fasi di gara, con un ottimo nuoto e facendosi vedere in testa al gruppetto delle fuggitive nelle prime fasi della seconda frazione, per poi però ritornare , come da abitudine, in coda al gruppo in difficoltà. Nonostante il minuto di vantaggio accumulato , l’azzurra ha chiuso in 19° posizione e penultima del suo gruppetto, superata da diverse concorrenti del gruppo delle inseguitrici. Un po’ meglio la gara della Mazzetti, coperta nel secondo gruppone durante la frazione in bici e 12° al traguardo a 1’04” dalla Zaferes. Ennesima bocciatura per Angelica Olmo, che fallisce anche questa prova e dimostra ancora una volta come non sia pronta per manifestazioni di alto livello, collezionando un negativo 43° posto a 2’37” dalla vincitrice, con uno degli ultimi parziali di corsa di giornata. Alquanto singolare come la stessa atleta abbia ancora una volta giustificato la sua prova con problemi fisici, che appaiono , di diversa entità, ogni qual volta termini una gara con una prestazione negativa.

Ancora più negativa la prestazione degli azzurri, con Pozzatti, al suo esordio in WTS , che è stato vittima di ben due cadute, chiudendo con un DNF. Per trovare il primo azzurro bisogna scendere al 44° posto a circa 2’30” di distacco da Mola, dove troviamo Facchinetti, mentre Uccellari chiude al 55° posto. Fabian al 59° posto chiude mestamente in ultima posizione, con il peggior parziale in bici e con un’ennesima prova negativa, che stride con il suo continuo ottimismo in vista dell’appuntamento olimpico.

A chiudere la due giorni di gare, l’assegnazione dei titoli mondiali a squadre, con la prima storica vittoria degli USA, che chiudono subito la pratica con la Jorgensen in prima frazione, mentre al secondo posto l’Australia che ha la meglio al photofinish sui padroni di casa della Germania e sulla Francia. Azzurri accumulano un ritardo già incolmabile in prima frazione con una prova mediocre di Mazzetti (quartultima a 1’42” dagli USA), per cui chiudono con un anonimo 8° posto assoluto su 12 squadre al traguardo

 

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