Mute Triathlon

Azzurre “imbarazzanti” nella WTS di Stoccolma.

Flora Duffy

La WTS di Stoccolma, in campo femminile, vedeva al via due azzurre, Charlotte Bonin e Angelica Olmo. Per entrambe la gara era un banco di prova importantissimo, per la valdostana si trattava di dare una dimostrazione concreta alle sue dichiarazioni ottimistiche che la vedevano in crescita (a dir la verità le sue ultime prove internazionali avevano lasciato molti dubbi circa questa ipotetica ripresa) , mentre per la giovane lombarda, dopo due nette bocciature in altrettante apparizioni in WTS, si trattava di dover dimostrare il suo reale valore in campo internazionale.

La Bonin dopo un nuoto al di sotto dei suoi standard, ha faticato come sempre appena salita in bici, dopo essere riuscita a rientrare sul secondo gruppo, si è staccata nel giro di poche centinaia di metri, perdendo poi terreno giro dopo giro. La frazione finale di corsa è stata a dir poco insufficiente, accumulando altri 4’33” di distacco dalla vincitrice. A fine gara i numeri sono indicativi della prestazione disastrosa della valdostana: 7’42” di distacco dalla vincitrice e terzultima posizione !

Ancora più disastrosa la prestazione delle Olmo, che dopo un nuoto da dimenticare (penultimo parziale a 1’03” dalla Zaferes), riesce a fare addirittura peggio nella frazione ciclistica, perdendo la ruota di concorrenti più che abordabili e non riusciendo nemmeno a concludere metà della frazione, venendo doppiata dopo soli 4 giri su 9 e quindi fermata dai giudici.

Sicuramente a Rio la gara sarà ancora più dura, sia per le caratteristiche del percorso  (che la Bonin non ha visionato) che per il livello delle concorrenti, per cui considerati i risultati di Stoccolma, l’obiettivo della Bonin sembra realisticamente essere quello di perdere meno gruppi possibili nella seconda frazione . Per quanto riguarda la Olmo, se le prestazioni in WC sono state negative, il suo esordio in WTS è stato di quelli da dimenticare, dimostrando che la sua reale dimensione è quella di gare Etu , dove il livello è decisamente più basso. Sicuramente chi ha voluto lanciarla nella “F1 del triathlon” non ha pensato che siamo in un periodo in cui le big sono quasi al top per Rio, e che il percorso  di Stoccolma non lascia scampo a chi, come la Olmo, si trova in condizioni approssimative e di livello medio-basso in campo internazionale. La differenza con atlete della sua eta (Lindemann per esempio, a Stoccolma 16° con il 5° pariziale assoluto a piedi) è notevole, la giovane Knibb ha dimostrato come si possano fare grandi risultati anche all’esordio in competizioni di elevatissimo livello, a condizione di essere veramente competitive.

La gara femminile è vissuta sull’assolo della Duffy, che come da consuetudine ha preso il comando delle operazioni in bici appena uscita dalla T1, involandosi solitaria per tutti i 40 km della frazione ciclistica, accumulando anche un vantaggio intorno al minuto, per poi rallentare nel finale e entrare in T2 con una ventina di secondi di vantaggio sul gruppo delle inseguitrici. Nella frazione finale ha addirittura incrementato il suo vantaggio nei primi km, per poi controllare e chiudere vittoriosa su una coriacea Hewitt, che regola in volata la Jenkins. Da segnalare la imperiosa prova della Junior americana classe 1998 Knibb, che ha mostrato la sua grande forza sulle due ruote rientrando in solitaria sul terzetto Zaferes-True-Ide, per poi chiudere la sua prima gara WTS all’11° posto assoluto.

Anche nella gara maschile copione già visto diverse volte, con i fratelli Brownlee che controllano la gara nelle prime due frazioni, tentando solo un allungo in bici, per poi prendere subito la testa della gara una volta usciti dalla T2. Lo spalla a spalla tra i due fratelli dura per quasi 9 km, quando Alistair piazza una progressione micidiale che non lascia scampo al fratello Jonathan. Ottimo 3° posto per il francese Le Corre, così come il 7° del turco Schomburg,che regala una grande soddisfazione al coach  turco Andrea Gabba. Quattro gli azzurri in gara, con una buona prova di Davide Uccellari , che ha stretto i denti nelle prime due frazioni, per poi tentare il recupero nella frazione finale, dove ha trascinato per più di 3/4 di gara un gruppetto di 3-4 atleti che lo hanno però sopravanzato nel finale di gara, con l’azzurro che chiude con un buon 16° posto. Poco dietro di lui (19°) Barnaby, autore di una prova soddisfacente, mentre più dietro uno spento Facchinetti (26°) e Max De Ponti (34°).

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Azzurre “imbarazzanti” nella WTS di Stoccolma.

4th luglio, 2016

Flora Duffy

La WTS di Stoccolma, in campo femminile, vedeva al via due azzurre, Charlotte Bonin e Angelica Olmo. Per entrambe la gara era un banco di prova importantissimo, per la valdostana si trattava di dare una dimostrazione concreta alle sue dichiarazioni ottimistiche che la vedevano in crescita (a dir la verità le sue ultime prove internazionali avevano lasciato molti dubbi circa questa ipotetica ripresa) , mentre per la giovane lombarda, dopo due nette bocciature in altrettante apparizioni in WTS, si trattava di dover dimostrare il suo reale valore in campo internazionale.

La Bonin dopo un nuoto al di sotto dei suoi standard, ha faticato come sempre appena salita in bici, dopo essere riuscita a rientrare sul secondo gruppo, si è staccata nel giro di poche centinaia di metri, perdendo poi terreno giro dopo giro. La frazione finale di corsa è stata a dir poco insufficiente, accumulando altri 4’33” di distacco dalla vincitrice. A fine gara i numeri sono indicativi della prestazione disastrosa della valdostana: 7’42” di distacco dalla vincitrice e terzultima posizione !

Ancora più disastrosa la prestazione delle Olmo, che dopo un nuoto da dimenticare (penultimo parziale a 1’03” dalla Zaferes), riesce a fare addirittura peggio nella frazione ciclistica, perdendo la ruota di concorrenti più che abordabili e non riusciendo nemmeno a concludere metà della frazione, venendo doppiata dopo soli 4 giri su 9 e quindi fermata dai giudici.

Sicuramente a Rio la gara sarà ancora più dura, sia per le caratteristiche del percorso  (che la Bonin non ha visionato) che per il livello delle concorrenti, per cui considerati i risultati di Stoccolma, l’obiettivo della Bonin sembra realisticamente essere quello di perdere meno gruppi possibili nella seconda frazione . Per quanto riguarda la Olmo, se le prestazioni in WC sono state negative, il suo esordio in WTS è stato di quelli da dimenticare, dimostrando che la sua reale dimensione è quella di gare Etu , dove il livello è decisamente più basso. Sicuramente chi ha voluto lanciarla nella “F1 del triathlon” non ha pensato che siamo in un periodo in cui le big sono quasi al top per Rio, e che il percorso  di Stoccolma non lascia scampo a chi, come la Olmo, si trova in condizioni approssimative e di livello medio-basso in campo internazionale. La differenza con atlete della sua eta (Lindemann per esempio, a Stoccolma 16° con il 5° pariziale assoluto a piedi) è notevole, la giovane Knibb ha dimostrato come si possano fare grandi risultati anche all’esordio in competizioni di elevatissimo livello, a condizione di essere veramente competitive.

La gara femminile è vissuta sull’assolo della Duffy, che come da consuetudine ha preso il comando delle operazioni in bici appena uscita dalla T1, involandosi solitaria per tutti i 40 km della frazione ciclistica, accumulando anche un vantaggio intorno al minuto, per poi rallentare nel finale e entrare in T2 con una ventina di secondi di vantaggio sul gruppo delle inseguitrici. Nella frazione finale ha addirittura incrementato il suo vantaggio nei primi km, per poi controllare e chiudere vittoriosa su una coriacea Hewitt, che regola in volata la Jenkins. Da segnalare la imperiosa prova della Junior americana classe 1998 Knibb, che ha mostrato la sua grande forza sulle due ruote rientrando in solitaria sul terzetto Zaferes-True-Ide, per poi chiudere la sua prima gara WTS all’11° posto assoluto.

Anche nella gara maschile copione già visto diverse volte, con i fratelli Brownlee che controllano la gara nelle prime due frazioni, tentando solo un allungo in bici, per poi prendere subito la testa della gara una volta usciti dalla T2. Lo spalla a spalla tra i due fratelli dura per quasi 9 km, quando Alistair piazza una progressione micidiale che non lascia scampo al fratello Jonathan. Ottimo 3° posto per il francese Le Corre, così come il 7° del turco Schomburg,che regala una grande soddisfazione al coach  turco Andrea Gabba. Quattro gli azzurri in gara, con una buona prova di Davide Uccellari , che ha stretto i denti nelle prime due frazioni, per poi tentare il recupero nella frazione finale, dove ha trascinato per più di 3/4 di gara un gruppetto di 3-4 atleti che lo hanno però sopravanzato nel finale di gara, con l’azzurro che chiude con un buon 16° posto. Poco dietro di lui (19°) Barnaby, autore di una prova soddisfacente, mentre più dietro uno spento Facchinetti (26°) e Max De Ponti (34°).

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