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Attività internazionale: luci per gli Elite azzurri a Chicago e Kyiv, ombre per gli azzurrini agli europei U23.

Azzurri impegnati su numerosi in campo internazionale su numerosi fronti nel week end appena concluso.
Se da una parte sono arrivati risultati poco esaltanti, dall’altra , nello scenario più prestigioso del triathlon mondiale , sono arrivati risultati di primissimo livello.
A Kyiv in Ucraina nella European Cup la gara maschile non ha visto molta selezione nelle prime due frazioni per cui un nutrito gruppo di concorrenti , tra i quali gli azzurri Mattia Ceccarelli, Dario Chitti, Tommaso Crivellaro e Matthias Steinwandter. Il migliore degli azzurri con un brillante 5° posto e un ottimo parziale negli ulti 10 km è stato Mattia Ceccarelli, mentre arrivao quasi in parata per Tommaso Crivellaro (12°) e Dario Chitti (13°). Attardato Matthias Steinwandter (18°) che paga sicuramente la stanchezza accumulate nelle ultime gare, ci si chiede comunque come mai non sia stato schierato ai concomitanti campionati europei U23.
Non molto distante a Penza, in Russia, si sono corsi i campionati europei U23 con nessuna medaglia per i nostri colori. In campo maschile il solo Riccardo De Palma tra gli azzurri riesce e infilarsi in una fuga che porta un gruppetto di atleti in testa in T2, ma   lo stesso romano viene superato da dietro da alcuni concorrenti tra cui il suo compagno di club Delian Stateff che a fine gara risulterà il migliore degli nostri anche se solo all’ 11° posto, De Palma chiude 15° mentre Gregory Barnaby è solo 20° ad oltre 4′ dal vincitore . Va leggemente meglio nella gara femminile con al Papais che chiude in 9° poszione e la Schanung in 11°, ma il distacco dalla vincitrice per tutte e due è superiore ai 3′  Niente medaglie nemmeno nelle gare a squadre dove tra gli U23 ci dobbiamo accontentare della medaglia di legno , mentre negli Youth non abbiamo schierato nemmeno una squadra. Su quest’ultimo aspetto ci sarebbero da fare molte considerazioni, in primis c’è da chiedersi come si possa snobbare una delle uniche competizioni internazionali per gli youth nonostante in Italia si parli di progetto talento ecc , la seconda è come mai in ci ostiniamo a proporre la formula mista per la gara a squadre per i titoli nazionali quando a livello Itu si corre ancora con  uomini e donne separate.
Il lungo week end internazionale si è chiuso con ottimi risultati per gli azzurri che nella WTS di Chicago hanno portato a casa preziosissimi punti per la rincorsa a Rio 2016 o una iniezione di fiducia notevole per il proseguio della stagione.
Nelle donne nonostante l’assenza pesante della Betto,  Mazzetti e Bonin ci regalano una prestazione di grandissimo livello conquistando rispettivamente il 4° e 5° posto assoluto a circa 1′ dalle prime “umane”, in quanto la vincitrice Jorgenses in questo momento sembrerebbe di un altro pianeta nella frazione podistica. Purtroppo altra prestazione opaca per Elena Maria Petrini giunta 32° a quasi 8′ dalla vincitrice e con un parziale di 42′ negli ultimi 10 km, forse per la giovane umbra ci vorrebbe un periodo di riposo dopo i diversi impegni internazionali della sua stagione.
In campo maschile Alessandro Fabian ha dimostrato che la prova positiva ai campionati europei non è stato un fuoco di paglia e nella trasferta americana tira fuori dal cilindro una grande prestazione conquistando un ottimo 6° posto non lontanissimo dalla quarta posizione. La vittoria è andata al solito Gomez che ha avuto la meglio della rivelazione di queste ultime due tappe della WTS, il portoghese Pereira che quando sembrava oramai “saltato” ha avuto la forza di riprendersi e superare nel finale l’altro spagnolo Mola, che insieme a Murray (13°) è lo sconfitto di giornata. Più indietro gli altri due azzurri con Luca Facchinetti 27° e Andrea De Ponti 30° con la piccola consolazione del miglior parziale nella frazione ciclistica.
Ricco bottino quindi , ma forse sarebbe stato più prezioso se una scriteriata scelta tecnica non avesse praticamente costretto la Betto a correre i campionati europei andando non solo a modificare la sua programmazione, ma sopratutto a costringerla a casa per via dell’infortunio rimediato a Kitzbuhel. L’obiettivo olimpico dovrebbe essere primario rispetto ad una “medaglietta” che fa solo “curriculum” per qualche carica tecnica !

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Attività internazionale: luci per gli Elite azzurri a Chicago e Kyiv, ombre per gli azzurrini agli europei U23.

1st luglio, 2014

Azzurri impegnati su numerosi in campo internazionale su numerosi fronti nel week end appena concluso.
Se da una parte sono arrivati risultati poco esaltanti, dall’altra , nello scenario più prestigioso del triathlon mondiale , sono arrivati risultati di primissimo livello.
A Kyiv in Ucraina nella European Cup la gara maschile non ha visto molta selezione nelle prime due frazioni per cui un nutrito gruppo di concorrenti , tra i quali gli azzurri Mattia Ceccarelli, Dario Chitti, Tommaso Crivellaro e Matthias Steinwandter. Il migliore degli azzurri con un brillante 5° posto e un ottimo parziale negli ulti 10 km è stato Mattia Ceccarelli, mentre arrivao quasi in parata per Tommaso Crivellaro (12°) e Dario Chitti (13°). Attardato Matthias Steinwandter (18°) che paga sicuramente la stanchezza accumulate nelle ultime gare, ci si chiede comunque come mai non sia stato schierato ai concomitanti campionati europei U23.
Non molto distante a Penza, in Russia, si sono corsi i campionati europei U23 con nessuna medaglia per i nostri colori. In campo maschile il solo Riccardo De Palma tra gli azzurri riesce e infilarsi in una fuga che porta un gruppetto di atleti in testa in T2, ma   lo stesso romano viene superato da dietro da alcuni concorrenti tra cui il suo compagno di club Delian Stateff che a fine gara risulterà il migliore degli nostri anche se solo all’ 11° posto, De Palma chiude 15° mentre Gregory Barnaby è solo 20° ad oltre 4′ dal vincitore . Va leggemente meglio nella gara femminile con al Papais che chiude in 9° poszione e la Schanung in 11°, ma il distacco dalla vincitrice per tutte e due è superiore ai 3′  Niente medaglie nemmeno nelle gare a squadre dove tra gli U23 ci dobbiamo accontentare della medaglia di legno , mentre negli Youth non abbiamo schierato nemmeno una squadra. Su quest’ultimo aspetto ci sarebbero da fare molte considerazioni, in primis c’è da chiedersi come si possa snobbare una delle uniche competizioni internazionali per gli youth nonostante in Italia si parli di progetto talento ecc , la seconda è come mai in ci ostiniamo a proporre la formula mista per la gara a squadre per i titoli nazionali quando a livello Itu si corre ancora con  uomini e donne separate.
Il lungo week end internazionale si è chiuso con ottimi risultati per gli azzurri che nella WTS di Chicago hanno portato a casa preziosissimi punti per la rincorsa a Rio 2016 o una iniezione di fiducia notevole per il proseguio della stagione.
Nelle donne nonostante l’assenza pesante della Betto,  Mazzetti e Bonin ci regalano una prestazione di grandissimo livello conquistando rispettivamente il 4° e 5° posto assoluto a circa 1′ dalle prime “umane”, in quanto la vincitrice Jorgenses in questo momento sembrerebbe di un altro pianeta nella frazione podistica. Purtroppo altra prestazione opaca per Elena Maria Petrini giunta 32° a quasi 8′ dalla vincitrice e con un parziale di 42′ negli ultimi 10 km, forse per la giovane umbra ci vorrebbe un periodo di riposo dopo i diversi impegni internazionali della sua stagione.
In campo maschile Alessandro Fabian ha dimostrato che la prova positiva ai campionati europei non è stato un fuoco di paglia e nella trasferta americana tira fuori dal cilindro una grande prestazione conquistando un ottimo 6° posto non lontanissimo dalla quarta posizione. La vittoria è andata al solito Gomez che ha avuto la meglio della rivelazione di queste ultime due tappe della WTS, il portoghese Pereira che quando sembrava oramai “saltato” ha avuto la forza di riprendersi e superare nel finale l’altro spagnolo Mola, che insieme a Murray (13°) è lo sconfitto di giornata. Più indietro gli altri due azzurri con Luca Facchinetti 27° e Andrea De Ponti 30° con la piccola consolazione del miglior parziale nella frazione ciclistica.
Ricco bottino quindi , ma forse sarebbe stato più prezioso se una scriteriata scelta tecnica non avesse praticamente costretto la Betto a correre i campionati europei andando non solo a modificare la sua programmazione, ma sopratutto a costringerla a casa per via dell’infortunio rimediato a Kitzbuhel. L’obiettivo olimpico dovrebbe essere primario rispetto ad una “medaglietta” che fa solo “curriculum” per qualche carica tecnica !

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