Mute Triathlon

Ancora Danilo Palmucci riguardo al “trattamento” agli Age Group a Kona.

Ancora Danilo Palmucci sulla questione Age Group

Danilo Palmucci torna sulla partecipazione degli age group italiani a Kona:

 

Cari amici,

le Hawaii sono state già archiviate, chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato. E a chi non ha avuto niente e a chi è stato tolto, chi ci pensa o, meglio, chi ci dovrebbe pensare?

Secondo il mio modesto parere una Federazione con il suo ufficio stampa dovrebbe vigilare sulla trasparenza e sulla correttezza dell’informazione, facendo valere i diritti dei suoi tesserati contro qualsiasi manipolazione della verità, qualunque sia l’interesse editoriale di chi scrive e pubblica articoli contenenti informazioni evidentemente manipolate, con danno per i suoi tesserati.

Abbiamo vissuto recentemente i casi delle condanne al presidente della Federazione Calcio Tavecchio e anche quella del presidente del CONI Malagò e rimaniamo perplessi nel notare che invece informazioni lacunose e sessiste espresse dalla stampa nazionale sportiva e non, la facciano franca, svicolando anche l’attenzione degli uffici federali e segnatamente quelli della nostra Procura Federale.

Eh si perché alcuni articoli contengono informazioni discriminatorie per il nostro universo femminile, tra l’altro più titolato di quello maschile. Parlare solo di primo uomo a Kona, scrivere solo di prima vittoria italiana maschile nell’Ironman WTC, dimostrerebbe che per il nostro triathlon le donne non esistono e questo approccio è ben più grave e discriminatorio finanche delle affermazioni sui ‘mangiabanane’ di Tavecchio. Il problema è che chi scrive è anche tesserato FITri e non si capisce come mai ad oggi non abbiamo avuto notizia che siano stati presi i provvedimenti del caso.

A questo mi riferivo quando accennavo a amnesie abissali nell’articolo sul trentennale del triathlon apparso sulla Gazzetta e anche quello sulle Hawaii ha cancellato con un colpo di spugna non solo una dozzina di atleti classificati, ma dimenticava ignobilmente di citare la prima italiana al traguardo.

Non credo che Alex Zanardi possa, dall’alto della sua statura umana e atletica, tollerare un simile approccio sessista e discriminatorio, per questo mi rivolgo anche a lui per sapere cosa pensa di questo tipo di informazione distorta e lacunosa.

Non credo che nell’articolo uscito all’indomani della gara la sua prestazione/partecipazione sarebbe risultata meno significativa se insieme a lui fossero stati citati anche gli altri atleti classificati, soprattutto la prima donna Michela Menegon, nell’eccellente tempo di 11h05’. Sono altrettanto certo che Daniel Fontana  sarà rimasto sportivamente e umanamente dispiaciuto che dall’ordine d’arrivo sia stato cancellato il primo atleta italiano sul traguardo di Kona, non ha certo bisogno di questi riguardi per dare ulteriore spessore ad una carriera di eccellenza assoluta.

Ammetto di non capire quale possa essere il recondito obiettivo di scontentare tutti, di schiaffeggiare platealmente il gentil sesso del nostro sport, cui prodest? Veramente non capisco, come quando nella didascalia di una foto di un mio prestigioso arrivo alle Hawaii nel 1991, 27simo assoluto con il record italiano 9h07’ venni definito così: “ecco un oscuro atleta al traguardo con il pettorale 1499”.

Ci sarà mai un limite all’idiozia? Se non c’è, penso che qualcuno debba intervenire, non si può andare avanti così.

Un caro saluto a tutti

danilo

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Ancora Danilo Palmucci riguardo al “trattamento” agli Age Group a Kona.

1st novembre, 2014

Ancora Danilo Palmucci sulla questione Age Group

Danilo Palmucci torna sulla partecipazione degli age group italiani a Kona:

 

Cari amici,

le Hawaii sono state già archiviate, chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato. E a chi non ha avuto niente e a chi è stato tolto, chi ci pensa o, meglio, chi ci dovrebbe pensare?

Secondo il mio modesto parere una Federazione con il suo ufficio stampa dovrebbe vigilare sulla trasparenza e sulla correttezza dell’informazione, facendo valere i diritti dei suoi tesserati contro qualsiasi manipolazione della verità, qualunque sia l’interesse editoriale di chi scrive e pubblica articoli contenenti informazioni evidentemente manipolate, con danno per i suoi tesserati.

Abbiamo vissuto recentemente i casi delle condanne al presidente della Federazione Calcio Tavecchio e anche quella del presidente del CONI Malagò e rimaniamo perplessi nel notare che invece informazioni lacunose e sessiste espresse dalla stampa nazionale sportiva e non, la facciano franca, svicolando anche l’attenzione degli uffici federali e segnatamente quelli della nostra Procura Federale.

Eh si perché alcuni articoli contengono informazioni discriminatorie per il nostro universo femminile, tra l’altro più titolato di quello maschile. Parlare solo di primo uomo a Kona, scrivere solo di prima vittoria italiana maschile nell’Ironman WTC, dimostrerebbe che per il nostro triathlon le donne non esistono e questo approccio è ben più grave e discriminatorio finanche delle affermazioni sui ‘mangiabanane’ di Tavecchio. Il problema è che chi scrive è anche tesserato FITri e non si capisce come mai ad oggi non abbiamo avuto notizia che siano stati presi i provvedimenti del caso.

A questo mi riferivo quando accennavo a amnesie abissali nell’articolo sul trentennale del triathlon apparso sulla Gazzetta e anche quello sulle Hawaii ha cancellato con un colpo di spugna non solo una dozzina di atleti classificati, ma dimenticava ignobilmente di citare la prima italiana al traguardo.

Non credo che Alex Zanardi possa, dall’alto della sua statura umana e atletica, tollerare un simile approccio sessista e discriminatorio, per questo mi rivolgo anche a lui per sapere cosa pensa di questo tipo di informazione distorta e lacunosa.

Non credo che nell’articolo uscito all’indomani della gara la sua prestazione/partecipazione sarebbe risultata meno significativa se insieme a lui fossero stati citati anche gli altri atleti classificati, soprattutto la prima donna Michela Menegon, nell’eccellente tempo di 11h05’. Sono altrettanto certo che Daniel Fontana  sarà rimasto sportivamente e umanamente dispiaciuto che dall’ordine d’arrivo sia stato cancellato il primo atleta italiano sul traguardo di Kona, non ha certo bisogno di questi riguardi per dare ulteriore spessore ad una carriera di eccellenza assoluta.

Ammetto di non capire quale possa essere il recondito obiettivo di scontentare tutti, di schiaffeggiare platealmente il gentil sesso del nostro sport, cui prodest? Veramente non capisco, come quando nella didascalia di una foto di un mio prestigioso arrivo alle Hawaii nel 1991, 27simo assoluto con il record italiano 9h07’ venni definito così: “ecco un oscuro atleta al traguardo con il pettorale 1499”.

Ci sarà mai un limite all’idiozia? Se non c’è, penso che qualcuno debba intervenire, non si può andare avanti così.

Un caro saluto a tutti

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