Mute Triathlon

Analisi tecnica della gara donne alle Olimpiadi di Londra

La gara olimpica del triathlon donne è andata in archvio con un finale da brividi e la vittoria è stata assegnata solo al photofinish. Facciamo una piccola analisi tecnica della gara:

La parte iniziale della gara donne  potrebbe ricalcare quello che succederà tra gli uomini, cioè nuoto ad altissimi ritmi per cercare di tagliare subito fuori le podiste meno dotate in acqua. Una vittima illustre è stata la ucraina Yelistratova, già medagliata ai campionati mondiali Junior qualche anno fa, che uscita a 2’30” dalla testa verrà poi doppiata in bici, mentre la cilena Riveros di fatto compromette tutte le sue possibilità di vittoria proprio nella prima frazione. Fuori dall’acqua si sono scoperti i giochi di squadra , con la giovane inglese Hall che dopo aver fatto selezione nella prima frazione ha cominciato a “coprire” il rientro della sua compagna di squadra Jenkins, una delle favorite per la vittoria, per poi chiudere tutti i tentativi di fuga nel finale. La bici non è stata una passeggiata, Spirig, Norden e socie hanno dovuto menare per rientrare, poi fino al penultimo giro il ritmo è stato altissimo, un tentativo poco deciso della tedesca Dittmer, prontamente stoppato dalla Hall, ha portato le atlete all’ultimo giro dove hanno tirato i remi in barca. La corsa finale è stata spettacolare, un gruppettino di 11-12 atlete è partito per un 10 km ad eliminazione, dove man mano che passavano i metri una atleta alla volta perdeva contatto. Il “numero” della giornata lo ha fatto l’americana Groff, che dopo essersi staccata  ha inesorabilmente cominciato una rimonta che l’ha porta a ricongiungersi con il gruppo di testa fino a chiudere poi 4 cedendo solo nel finale. Nonostante la vittoria secondo me errore tecnico nella volata della Spirig, che ha preferito la progressione contro la Norden che con le leve più lunghe è temibilissima in una volata lunga, infatti con 2-3 m in più la vittoria sarebbe stata della svedese. Si è poi parlato di giochi di squadra sbagliati, ma ritengo che in una gara come quella delle donne, dove non c’era una strafavorita, basta una leggerissima flessione per finire fuori medaglia. Questo è successo alla Jenkins, che nonostante l’ottimo lavoro della Hall, è rimasta senza energie nel finale. La Jackson è stata sempre in coda al gruppo a 3-4 m , quasi come volesse risparmiare energie per la corsa, ma poi si è visto che non era in giornata. L’Australia si è quindi affidata alla Densham, ma si è dovuta accontentare del bronzo. Con il senno di poi si potrebbe pensare che l’esclusione della campionessa olimpica 2008 Snowsill sia stato un grosso errore, ma Emma non ha dimostrato di essere tornata ai livelli stratosferici di qualche anno fa.La gara è stata poi caratterizzata da numerose cadute in bici nella stessa curva, causa dell’asfalto bagnato, tra le sfortunate la nostra Anna Maria , che già al primo giro ha detto addio alle sue speranze. Da incorniciare invece il suo spirito, si è rialzata e ha chiuso la sua gara lontanissima dalle prime , ma finisher in pieno spirito olimpico.
Mi sono piaciuti molto i commenti degli “esperti” circa la poca capacità di guidare la bici delle donne, di solito se diversi cadono nella stessa curva è per problemi di asfalto o altro non per incapacità dell’atleta, poi parliamo di professioniste che corrono un’Olimpiade, non di sprovvedute, di certo davanti ad una tastiera siamo tutti dei fenomeni sulle due ruote, ma non credo faranno mai le olimpiadi delle chiacchiere da bar…..

Marco Novelli

ARTICOLO DELLA GAZZETTA SULLA GARA DONNE

Contribuisci al nostro lavoro diventa fan su Facebook: www.facebook.com/triathlonmania e follower su Twitter: twitter.com/trathlonMania1

Autore
By

@novellimarco

Commenti dei lettori


Inserisci Il Tuo Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Altre Notizie

Analisi tecnica della gara donne alle Olimpiadi di Londra

5th agosto, 2012

La gara olimpica del triathlon donne è andata in archvio con un finale da brividi e la vittoria è stata assegnata solo al photofinish. Facciamo una piccola analisi tecnica della gara:

La parte iniziale della gara donne  potrebbe ricalcare quello che succederà tra gli uomini, cioè nuoto ad altissimi ritmi per cercare di tagliare subito fuori le podiste meno dotate in acqua. Una vittima illustre è stata la ucraina Yelistratova, già medagliata ai campionati mondiali Junior qualche anno fa, che uscita a 2’30” dalla testa verrà poi doppiata in bici, mentre la cilena Riveros di fatto compromette tutte le sue possibilità di vittoria proprio nella prima frazione. Fuori dall’acqua si sono scoperti i giochi di squadra , con la giovane inglese Hall che dopo aver fatto selezione nella prima frazione ha cominciato a “coprire” il rientro della sua compagna di squadra Jenkins, una delle favorite per la vittoria, per poi chiudere tutti i tentativi di fuga nel finale. La bici non è stata una passeggiata, Spirig, Norden e socie hanno dovuto menare per rientrare, poi fino al penultimo giro il ritmo è stato altissimo, un tentativo poco deciso della tedesca Dittmer, prontamente stoppato dalla Hall, ha portato le atlete all’ultimo giro dove hanno tirato i remi in barca. La corsa finale è stata spettacolare, un gruppettino di 11-12 atlete è partito per un 10 km ad eliminazione, dove man mano che passavano i metri una atleta alla volta perdeva contatto. Il “numero” della giornata lo ha fatto l’americana Groff, che dopo essersi staccata  ha inesorabilmente cominciato una rimonta che l’ha porta a ricongiungersi con il gruppo di testa fino a chiudere poi 4 cedendo solo nel finale. Nonostante la vittoria secondo me errore tecnico nella volata della Spirig, che ha preferito la progressione contro la Norden che con le leve più lunghe è temibilissima in una volata lunga, infatti con 2-3 m in più la vittoria sarebbe stata della svedese. Si è poi parlato di giochi di squadra sbagliati, ma ritengo che in una gara come quella delle donne, dove non c’era una strafavorita, basta una leggerissima flessione per finire fuori medaglia. Questo è successo alla Jenkins, che nonostante l’ottimo lavoro della Hall, è rimasta senza energie nel finale. La Jackson è stata sempre in coda al gruppo a 3-4 m , quasi come volesse risparmiare energie per la corsa, ma poi si è visto che non era in giornata. L’Australia si è quindi affidata alla Densham, ma si è dovuta accontentare del bronzo. Con il senno di poi si potrebbe pensare che l’esclusione della campionessa olimpica 2008 Snowsill sia stato un grosso errore, ma Emma non ha dimostrato di essere tornata ai livelli stratosferici di qualche anno fa.La gara è stata poi caratterizzata da numerose cadute in bici nella stessa curva, causa dell’asfalto bagnato, tra le sfortunate la nostra Anna Maria , che già al primo giro ha detto addio alle sue speranze. Da incorniciare invece il suo spirito, si è rialzata e ha chiuso la sua gara lontanissima dalle prime , ma finisher in pieno spirito olimpico.
Mi sono piaciuti molto i commenti degli “esperti” circa la poca capacità di guidare la bici delle donne, di solito se diversi cadono nella stessa curva è per problemi di asfalto o altro non per incapacità dell’atleta, poi parliamo di professioniste che corrono un’Olimpiade, non di sprovvedute, di certo davanti ad una tastiera siamo tutti dei fenomeni sulle due ruote, ma non credo faranno mai le olimpiadi delle chiacchiere da bar…..

Marco Novelli

ARTICOLO DELLA GAZZETTA SULLA GARA DONNE

By
@novellimarco
backtotop