Mute Triathlon

Analisi del quadriennio appena concluso

Con la presentazione dell’unica lista ufficiale (sino ad ora) in corsa per le prossime elezioni federali di Novembre, si è ufficialmente entrati in campagna elettorale. Marco Novelli fa un analisi di quanto successo nel quadriennio appena concluso .

 

Inutile negarlo: la scomparsa di Emilio Di Toro è stato un durissimo colpo, non solo per chi lo conosceva, ma soprattutto per il triathlon italiano che deve a lui moltissimo. Si è persa la figura di riferimento, qualcuno che a qualsiasi ora e in pochissimo potesse risolvere  un problema o sciogliere qualsiasi dubbio.  Alla sua scomparsa il gruppo di Bertrandi si era presentato   nel segno della continuità del progetto di Emilio, ma candidando una persona che lo stesso scomparso presidente aveva allontanato e che all’indomani della sua morte sul sito del proprio comitato regionale aveva speso parole quasi offensive sul di lui. Trasparenza è stata la parola più usata , ma alla fine del quadriennio posso dire che quello della comunicazione è stato uno dei problemi di questo gruppo direttivo. A livello di regolamento si è tentato di semplificare alcuni punti che erano poco chiari, ma abbiamo assistito a cose pazzesche, chi non si ricorda ad Arcugnano il retro marcia sui numerosi squalificati che a fronte di 1 solo ricorso sono stati tutti riammessi  da chi ha voluto inizialmente squalificarli e il tutto senza motivazione? Chi non si ricorda a San Remo quest’anno la riammissione in gara dopo squalifica di un atleta nonostante le foto lo “incastrassero”?  Per non parlare di altre interpretazioni del regolamento che  nel 2010 non hanno permesso ad atleti stranieri  di correre in prima batteria nonostante il regolamento lo permettesse, l’anno successivo poi con regolamento cambiato ad hoc , nonostante io stesso avessi fatto presente che c’erano degli stranieri al via ad un campionato italiano,  gli è stato permesso di partire e il ricorso rigettato .  La lista degli errori è lunga, forse è il caso di riflettere,  al sud ci sono metri di giudizi diversi dal nord e dal centro, in Toscana per esempio ho riscontrato una serie di errori madornali. Quest’anno la “sezione ” giudici del Piemonte è stata commissariata, c’è parecchio malcontento tra alcuni giudici.  Dal 2012 si è anche tolta la divisione Elite e Age Group, secondo me un errore, infatti quest’anno si è assistito a premiazioni di campionati italiani age group con militari (quindi  elite) vincitori delle loro categorie.  Gli atleti come sempre hanno fatto la loro parte rispettando poco il regolamento ,anche se nella maggior parte dei casi nemmeno lo conoscono.

Sul fronte delle gare, si parlava di fare una specie di “selezione “si è partiti da una sorta di “pagella”  che avrebbe deciso che gara avrebbe avuto il rank e quale no , ma il tutto si è risolto con un nulla di fatto. Si è passato poi ai requisiti per avere il rank, risultato gare effettivamente di basso livello con il rank, gare che meritano senza. Uno dei requisiti era quello di avere “anzianità”  , cioè che la gara avesse altre edizioni alle spalle, poi Sirmione alla prima edizione  ottiene il Rank (gara che comunque lo merita) quando  tra gli organizzatori c’è il responsabile della commissione gare.  Nel regolamento si parla di distanze gara precise con tolleranze stabilite, ma molto spesso siamo di fronte a distanze palesemente corte (raramente più lunghe)  e nettamente fuori norma, ma sono pronto a scommettere che queste gare avranno il rank anche il prossimo anno.  A fronte di tute queste irregolarità non ho mai visto una sanzione per gli organizzatori, non ho visto mai gare annullate o non fatte partire per mancanza dei requisiti (magari dichiarati in sede di richiesta gare), mi è capitato di vedere campionati italiani giovanili senza pettorali e cuffie (tra l’altro organizzati in collaborazione con la Federazione stessa).
I circuiti sono stati un’ idea di Emilio, sono stati modificati duranti gli anni, quello di Duathlon è l’unico che ha mantenuto il suo format originario e devo dire che funziona, i numeri e il livello delle manifestazioni sono ottimi e le squadre partecipano positivamente a questi eventi. . Il circuito triathlon ha perso subito per strada quello di lungo (un flop) e quello di triathlon olimpico, lo scorso anno è stato cambiato e si sono inseriti i macrocircuiti con una finale. Il flop dei numeri della finale è emblematico di come non funzioni, sono stati annullati alcuni macro circuiti e si sono dovuti fare i salti mortali per completarne altri, sono stati dati premi a macroaree con 3-4 squadre (si premiavano le prime 3 di ogni macroarea) mentre in altre (vedi nord est e nord ovest) le squadre a combattere erano anche 7-8 con alto livello e numerosi atleti. La finale poi ha premiato chi ovviamente era più vicino (metterla al sud ha di fatto penalizzato il bacino del nord che è quello che è predominante nel triathlon italiano) e che ha potuto portare più persone. Quest’anno si è cambiato il sistema di qualificazione per avere più persone alla finale, ma il risultato non cambia: la gara al sud avvantaggia chi abita vicino , i circuiti cosi studiati servono solo a dare qualche soldino alle squadre del sud/isole che non hanno concorrenza nei rispettivi circuiti . Molto meglio tornare alla formula di Emlio con 3 gare  + finale. Durante questi anni sono apparsi e spariti alcuni titoli, soprattutto lungo, 70.3, doppio olimpico, super lungo, il tutto in base alle direttive ITU. Abbiamo portato in italia una gara di primissimo livello come quella di Cremona, Sirmione sembrerebbe avere tutte le carte in regola per essere una gara di richiamo. E’ arrivato il 70.3 “pallinato” di Pescara, ma quest’anno è stato un flop clamoroso , con situazioni simili a gare regionali/promozionali. Perchè una gara come Rimini , che h organizzato Campionati Mondiale e Europei, Campionati Italiani di triathlon e duathlon non ha avuto l’assegnazioni di alcun titolo nel 2012 nonostante le candidature? Non è che per caso le dimissioni “burrascose” di Alessandri abbiano pesato su questa decisione? Sono sorte polemiche su assegnazioni di alcune manifestazioni in macroaree, voci di “combine” mai smentite dalla Federazione o dal responsabile della commissione grae, mi chiedo la famosa trasparenza di cui si è tanto parlato in campagna elettorale dove sia finita.

A livello dei giovani i numeri sono aumentati, ma ritengo che quest’anno soprattutto la situazione non sia delle migliori. Nessuno vuole orgniazzare gare giovanili, la commissione giovani spesso opera a nome di una o due persone e gli altri che vangono a conoscenza delle decisioni a cose fatte, gare di livello basso (ho già detto di  un campionato italiano senza cuffie, una coppa delle regioni senza pettorali, gare senza pasta party OBBLIGATORIO da regolamento ecc), quest’anno poi si è voluto “concedere”  la concomitanza con gare dei “grandi” e devo dire che a parte Tarzo il Sabato, l’esperimento non è riuscito. Sono stati introdotti il progetto talento e la SAS per aiutare lo sviluppo dei giovani talenti, sinceramente ho molti dubbi in rigardo perchè stiamo oramai  impostando la stagione in funzione del raggiungimento dei tempi nei tests, che sono poi la principale porta di ingresso per queste iniziative, i risultati sul campo  vengono guardati poco  alcune convocazioni mi sanno di “politico”, non comprendo come si possa portare un atleta ad un raduno in Spagna e tenerlo un anno alla SAS quando non corre un 10 km in gara sotto i 40′ , lasciando fuori gente che puntualmente gli rifila 6′-7′ in gara. Quest’anno poi non è stato organizzato neppure il campionato italiano U23 nonostante fosse stato più volte segnalato.

L’attività A.G. con Emilio aveva avuto un’impennata, era stata istituita la festa A.G. , rank, super rank e altre iniziative per loro. Per le gare internazionali era stata pure istituita la figura del team manager, iniziative per agevolare le trasferte e un tour operator per i pacchietti viaggio. Ora  sono rimasti i vari super rank ma con riconoscimento praticamente nullo, la festa di fine stagione dapprima non effettuata poi fatta come “contentino”

Il direttivo ha subito diverse perdite,  alcuni consiglieri si sono dimessi per divergenze, la più emblematica è stata quella di Alessandri. Qest’anno sono aumentate le tasse di riaffiliazione e altre spese per gare ecc, ma questi soldi a cosa sono serviti e dove sono andati? Come è possibile che con i risultati che stiamo ottenendo con Fabian e gli altri azzurri, che sono superiori a quelli ottenuti sotto la presidenza di Emilio , il contributo Coni sia così sceso? Capisco il periodo di vacche magre, ma non è che per caso Emilio l’ottenesse perchè andava a “rompere le scatole” al Coni per averlo? Si è parlato di marketing ecc Tyr , Enervit ecc ma poi con uno sponsor tecnico che  produce materiale per il nuoto mi trovo ad un campionato italiano senza le cuffie ! Parlando con gente che di marketing se ne intende  ho constatato che c’è stato molto fumo e poco (quasi niente) arrosto. Si sente poi parlare di guerre interne, di giochettini per screditare una persona piuttosto che l’altra in vista delle prossime elezioni. Direi clima tutt’altro che rilassato.

Per quanto riguarda gli Elite, vorrei fare una riflessione sui non militari e non nazionali, quindi sui vari Andrea De Ponti ( che è stato convocato per gli europei U23 proprio oggi), Biagiotti, Ballerini, Ceccarelli, Risti, De Gasperi , Fontana,Bargellini, Papais, Butturini, Barnaby…. Il montepremi obbligatorio per le gare rank è una buona idea, ma 500 Euro da dividere per i primi 3 uomini e donne si può considerare un montepremi? Per le donne è più facile , il livello è mediamente basso e spesso atleta che lo scorso anno correvano come age group si portano a csa il montepremi, ma tra gli uomini il livello è sempre comunque alto. Manca un futuro per questi ragazzi, che non possono sempre andare in Francia per trovare gare di livello e qualche soldino. Perchè non si fa un circuito di gare per permettere a questi atleti di poter continuare a fare triathlon ad alti livelli ? Da sempre abbiamo assistito ad atleti che terminate le categorie giovanili hanno poi abbandonato perchè non sono entrati in Gruppi Sportivi Militari o non sono entrati nel giro delle nazionali. Alle Olimpiadi giovanili di Singapore 2010 avevamo 3 atleti, Livio Molinari ha smesso, Alessia  Orla continua nella DDS, Valentina Brambilla si era qualificata ha smesso di fatto prima dei Giochi Olimpici, Sara Desideri ha continuato per poi praticamente smettere, Guerci e Desideri hanno corso gare in azzurro e poi ?

A livello tecnico abbiamo ottenuto buoni risultati, Fabian è diventato oramai una solida realtà, Uccellari ha conquistato una qualifica olimpica in pochissimo tempo con un 2° podio in una Coppa del Mondo, risultato storico al maschile per l’Italia , è stato l’atleta più giovane al via a Londra, la Mazzetti ha conquistato anche lei il podio in WC, la Betto ha dimostrato a Stoccolame che la qualificazione alle Olimpiadi le è sfuggita per sfortuna. A livello giovanile abbiamo avuto ottimi risultati, abbiamo ottime individualità, ma sappiamo bene che quando poi si corre tra i “grandi” le cose cambiano. Il lavoro dei tecnici giovanili è stato fondamentale, c’è stato comunque l’appoggio delle strutture federali e dei tecnici federali, ma troppo spesso le società fanno salti mortali per poter permettere ai loro giovani un futuro ad alto livello. 

A livello di uffici federali il lavoro è  ottimo, si sono ottmizzati diversi aspetto, c’è stata l’ informatizzazione di alcuni aspetti burocratici, di certo il personale non è tantissimo , ma il loro lavoro è sempre puntuale e competente.

I comitati regionali sono stati resposabilizzati , ma di questi che operano bene forse sono pochi, la figura del delagato tecnico è ancora avvolta nel mistero e la sua funzione sconosciuta a i più.

Marco Novelli

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Commenti dei lettori


  1. Non sarò mai saggio come te Agostino. Ci si vede a Pella Domenica.

  2. giubilato41 on 28 agosto 2012 at 17:12 said:

    Sta a vedere che con la vecchiaia diventi saggio.Analisi lucida e….pacata.Bravo ragazzo!

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Analisi del quadriennio appena concluso

28th agosto, 2012

Con la presentazione dell’unica lista ufficiale (sino ad ora) in corsa per le prossime elezioni federali di Novembre, si è ufficialmente entrati in campagna elettorale. Marco Novelli fa un analisi di quanto successo nel quadriennio appena concluso .

 

Inutile negarlo: la scomparsa di Emilio Di Toro è stato un durissimo colpo, non solo per chi lo conosceva, ma soprattutto per il triathlon italiano che deve a lui moltissimo. Si è persa la figura di riferimento, qualcuno che a qualsiasi ora e in pochissimo potesse risolvere  un problema o sciogliere qualsiasi dubbio.  Alla sua scomparsa il gruppo di Bertrandi si era presentato   nel segno della continuità del progetto di Emilio, ma candidando una persona che lo stesso scomparso presidente aveva allontanato e che all’indomani della sua morte sul sito del proprio comitato regionale aveva speso parole quasi offensive sul di lui. Trasparenza è stata la parola più usata , ma alla fine del quadriennio posso dire che quello della comunicazione è stato uno dei problemi di questo gruppo direttivo. A livello di regolamento si è tentato di semplificare alcuni punti che erano poco chiari, ma abbiamo assistito a cose pazzesche, chi non si ricorda ad Arcugnano il retro marcia sui numerosi squalificati che a fronte di 1 solo ricorso sono stati tutti riammessi  da chi ha voluto inizialmente squalificarli e il tutto senza motivazione? Chi non si ricorda a San Remo quest’anno la riammissione in gara dopo squalifica di un atleta nonostante le foto lo “incastrassero”?  Per non parlare di altre interpretazioni del regolamento che  nel 2010 non hanno permesso ad atleti stranieri  di correre in prima batteria nonostante il regolamento lo permettesse, l’anno successivo poi con regolamento cambiato ad hoc , nonostante io stesso avessi fatto presente che c’erano degli stranieri al via ad un campionato italiano,  gli è stato permesso di partire e il ricorso rigettato .  La lista degli errori è lunga, forse è il caso di riflettere,  al sud ci sono metri di giudizi diversi dal nord e dal centro, in Toscana per esempio ho riscontrato una serie di errori madornali. Quest’anno la “sezione ” giudici del Piemonte è stata commissariata, c’è parecchio malcontento tra alcuni giudici.  Dal 2012 si è anche tolta la divisione Elite e Age Group, secondo me un errore, infatti quest’anno si è assistito a premiazioni di campionati italiani age group con militari (quindi  elite) vincitori delle loro categorie.  Gli atleti come sempre hanno fatto la loro parte rispettando poco il regolamento ,anche se nella maggior parte dei casi nemmeno lo conoscono.

Sul fronte delle gare, si parlava di fare una specie di “selezione “si è partiti da una sorta di “pagella”  che avrebbe deciso che gara avrebbe avuto il rank e quale no , ma il tutto si è risolto con un nulla di fatto. Si è passato poi ai requisiti per avere il rank, risultato gare effettivamente di basso livello con il rank, gare che meritano senza. Uno dei requisiti era quello di avere “anzianità”  , cioè che la gara avesse altre edizioni alle spalle, poi Sirmione alla prima edizione  ottiene il Rank (gara che comunque lo merita) quando  tra gli organizzatori c’è il responsabile della commissione gare.  Nel regolamento si parla di distanze gara precise con tolleranze stabilite, ma molto spesso siamo di fronte a distanze palesemente corte (raramente più lunghe)  e nettamente fuori norma, ma sono pronto a scommettere che queste gare avranno il rank anche il prossimo anno.  A fronte di tute queste irregolarità non ho mai visto una sanzione per gli organizzatori, non ho visto mai gare annullate o non fatte partire per mancanza dei requisiti (magari dichiarati in sede di richiesta gare), mi è capitato di vedere campionati italiani giovanili senza pettorali e cuffie (tra l’altro organizzati in collaborazione con la Federazione stessa).
I circuiti sono stati un’ idea di Emilio, sono stati modificati duranti gli anni, quello di Duathlon è l’unico che ha mantenuto il suo format originario e devo dire che funziona, i numeri e il livello delle manifestazioni sono ottimi e le squadre partecipano positivamente a questi eventi. . Il circuito triathlon ha perso subito per strada quello di lungo (un flop) e quello di triathlon olimpico, lo scorso anno è stato cambiato e si sono inseriti i macrocircuiti con una finale. Il flop dei numeri della finale è emblematico di come non funzioni, sono stati annullati alcuni macro circuiti e si sono dovuti fare i salti mortali per completarne altri, sono stati dati premi a macroaree con 3-4 squadre (si premiavano le prime 3 di ogni macroarea) mentre in altre (vedi nord est e nord ovest) le squadre a combattere erano anche 7-8 con alto livello e numerosi atleti. La finale poi ha premiato chi ovviamente era più vicino (metterla al sud ha di fatto penalizzato il bacino del nord che è quello che è predominante nel triathlon italiano) e che ha potuto portare più persone. Quest’anno si è cambiato il sistema di qualificazione per avere più persone alla finale, ma il risultato non cambia: la gara al sud avvantaggia chi abita vicino , i circuiti cosi studiati servono solo a dare qualche soldino alle squadre del sud/isole che non hanno concorrenza nei rispettivi circuiti . Molto meglio tornare alla formula di Emlio con 3 gare  + finale. Durante questi anni sono apparsi e spariti alcuni titoli, soprattutto lungo, 70.3, doppio olimpico, super lungo, il tutto in base alle direttive ITU. Abbiamo portato in italia una gara di primissimo livello come quella di Cremona, Sirmione sembrerebbe avere tutte le carte in regola per essere una gara di richiamo. E’ arrivato il 70.3 “pallinato” di Pescara, ma quest’anno è stato un flop clamoroso , con situazioni simili a gare regionali/promozionali. Perchè una gara come Rimini , che h organizzato Campionati Mondiale e Europei, Campionati Italiani di triathlon e duathlon non ha avuto l’assegnazioni di alcun titolo nel 2012 nonostante le candidature? Non è che per caso le dimissioni “burrascose” di Alessandri abbiano pesato su questa decisione? Sono sorte polemiche su assegnazioni di alcune manifestazioni in macroaree, voci di “combine” mai smentite dalla Federazione o dal responsabile della commissione grae, mi chiedo la famosa trasparenza di cui si è tanto parlato in campagna elettorale dove sia finita.

A livello dei giovani i numeri sono aumentati, ma ritengo che quest’anno soprattutto la situazione non sia delle migliori. Nessuno vuole orgniazzare gare giovanili, la commissione giovani spesso opera a nome di una o due persone e gli altri che vangono a conoscenza delle decisioni a cose fatte, gare di livello basso (ho già detto di  un campionato italiano senza cuffie, una coppa delle regioni senza pettorali, gare senza pasta party OBBLIGATORIO da regolamento ecc), quest’anno poi si è voluto “concedere”  la concomitanza con gare dei “grandi” e devo dire che a parte Tarzo il Sabato, l’esperimento non è riuscito. Sono stati introdotti il progetto talento e la SAS per aiutare lo sviluppo dei giovani talenti, sinceramente ho molti dubbi in rigardo perchè stiamo oramai  impostando la stagione in funzione del raggiungimento dei tempi nei tests, che sono poi la principale porta di ingresso per queste iniziative, i risultati sul campo  vengono guardati poco  alcune convocazioni mi sanno di “politico”, non comprendo come si possa portare un atleta ad un raduno in Spagna e tenerlo un anno alla SAS quando non corre un 10 km in gara sotto i 40′ , lasciando fuori gente che puntualmente gli rifila 6′-7′ in gara. Quest’anno poi non è stato organizzato neppure il campionato italiano U23 nonostante fosse stato più volte segnalato.

L’attività A.G. con Emilio aveva avuto un’impennata, era stata istituita la festa A.G. , rank, super rank e altre iniziative per loro. Per le gare internazionali era stata pure istituita la figura del team manager, iniziative per agevolare le trasferte e un tour operator per i pacchietti viaggio. Ora  sono rimasti i vari super rank ma con riconoscimento praticamente nullo, la festa di fine stagione dapprima non effettuata poi fatta come “contentino”

Il direttivo ha subito diverse perdite,  alcuni consiglieri si sono dimessi per divergenze, la più emblematica è stata quella di Alessandri. Qest’anno sono aumentate le tasse di riaffiliazione e altre spese per gare ecc, ma questi soldi a cosa sono serviti e dove sono andati? Come è possibile che con i risultati che stiamo ottenendo con Fabian e gli altri azzurri, che sono superiori a quelli ottenuti sotto la presidenza di Emilio , il contributo Coni sia così sceso? Capisco il periodo di vacche magre, ma non è che per caso Emilio l’ottenesse perchè andava a “rompere le scatole” al Coni per averlo? Si è parlato di marketing ecc Tyr , Enervit ecc ma poi con uno sponsor tecnico che  produce materiale per il nuoto mi trovo ad un campionato italiano senza le cuffie ! Parlando con gente che di marketing se ne intende  ho constatato che c’è stato molto fumo e poco (quasi niente) arrosto. Si sente poi parlare di guerre interne, di giochettini per screditare una persona piuttosto che l’altra in vista delle prossime elezioni. Direi clima tutt’altro che rilassato.

Per quanto riguarda gli Elite, vorrei fare una riflessione sui non militari e non nazionali, quindi sui vari Andrea De Ponti ( che è stato convocato per gli europei U23 proprio oggi), Biagiotti, Ballerini, Ceccarelli, Risti, De Gasperi , Fontana,Bargellini, Papais, Butturini, Barnaby…. Il montepremi obbligatorio per le gare rank è una buona idea, ma 500 Euro da dividere per i primi 3 uomini e donne si può considerare un montepremi? Per le donne è più facile , il livello è mediamente basso e spesso atleta che lo scorso anno correvano come age group si portano a csa il montepremi, ma tra gli uomini il livello è sempre comunque alto. Manca un futuro per questi ragazzi, che non possono sempre andare in Francia per trovare gare di livello e qualche soldino. Perchè non si fa un circuito di gare per permettere a questi atleti di poter continuare a fare triathlon ad alti livelli ? Da sempre abbiamo assistito ad atleti che terminate le categorie giovanili hanno poi abbandonato perchè non sono entrati in Gruppi Sportivi Militari o non sono entrati nel giro delle nazionali. Alle Olimpiadi giovanili di Singapore 2010 avevamo 3 atleti, Livio Molinari ha smesso, Alessia  Orla continua nella DDS, Valentina Brambilla si era qualificata ha smesso di fatto prima dei Giochi Olimpici, Sara Desideri ha continuato per poi praticamente smettere, Guerci e Desideri hanno corso gare in azzurro e poi ?

A livello tecnico abbiamo ottenuto buoni risultati, Fabian è diventato oramai una solida realtà, Uccellari ha conquistato una qualifica olimpica in pochissimo tempo con un 2° podio in una Coppa del Mondo, risultato storico al maschile per l’Italia , è stato l’atleta più giovane al via a Londra, la Mazzetti ha conquistato anche lei il podio in WC, la Betto ha dimostrato a Stoccolame che la qualificazione alle Olimpiadi le è sfuggita per sfortuna. A livello giovanile abbiamo avuto ottimi risultati, abbiamo ottime individualità, ma sappiamo bene che quando poi si corre tra i “grandi” le cose cambiano. Il lavoro dei tecnici giovanili è stato fondamentale, c’è stato comunque l’appoggio delle strutture federali e dei tecnici federali, ma troppo spesso le società fanno salti mortali per poter permettere ai loro giovani un futuro ad alto livello. 

A livello di uffici federali il lavoro è  ottimo, si sono ottmizzati diversi aspetto, c’è stata l’ informatizzazione di alcuni aspetti burocratici, di certo il personale non è tantissimo , ma il loro lavoro è sempre puntuale e competente.

I comitati regionali sono stati resposabilizzati , ma di questi che operano bene forse sono pochi, la figura del delagato tecnico è ancora avvolta nel mistero e la sua funzione sconosciuta a i più.

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