Mute Triathlon

Alcune riflessioni sulla formula del circuito nazionale di triathlon e sull’assegnazione dei Campionati italiani 2012

Ieri si è concluso il Circuito nazionale di triathlon con la finale di Tuoro che per il secondo anno su due è stata la sede dell’atto conclusivo. Come lo scorso anno la vittoria è andata alla Canottieri Napoli. ecco una riflessione di Marco Novelli sulla formula del circuito e sulle assegnazioni dei campionati italiani 2012.

Negli ultimi 2 anni la formula del circuito nazionale di triathlon è stata modificata rispetto a quella orginiale voluta da Emilio di Toro, nel 2012 sono state apportate delle modifiche rispetto a quella del 2011, ma il risultato non è cambiato, anzi….  La formula attuale non premia assolutamente la qualità, addirittura prima del via la squadra poi risultata vincitrice aveva già vinto il circuito, grazie al bonus acquisito durante le fasi di “qualificazione”, non a caso non ha piazzato nemmeno un atleta nella Top 10 finale in campo maschile e una sola donna nella top 10 al 10° posto, mentre squadre come Minerva con 3 atleti nella top 10 maschile non sono nemmeno saliti sul podio ! Stesso discorso per la squadra 3° classificata il TT Ravenna che ha piazzato il suo miglior uomo al 29° posto e tra le donne 6 atleta al traguardo, nessuna nella top 25 ! Per il secondo anno consecutivo si è dovuto ricorrere alle gare Open per fare un po’ di cassa, si era cambiato il criterio di qualificazione rispetto al 2011 per avere più partecipanti alla finale, ma a conti fatti i numeri dimostrano il fallimento della formula, visto che tra arrivati e squalificati sono stati 290 circa gli atleti a Tuoro, solo il crcuito nord ovest assegnava 250 slots! Ci sono stati poi macroaree con 3-4 squadre in lizza per il podio, quindi risultato praticamente scontato, calcolando che magari 1 aveva 100 tessereati e l’altra 20, tra l’altro in alcune macroaree le gare erano praticamente tutte organizzate dalla stessa squadra. In alcune macroaree invece la lotta per il podio di società (che assegnava montepremi in denaro)  c’erano 5-6 società con diversi tesserati e numerosi elite , per far capire il nord ovest vedeva in lizza Peperoncino, Triathlon Cremona Stradivari, Friesian, Arc Busto, DDS,Torino Triathlon, Freezone, Cus Pro Patria, Atl. Bellinzago per soli 3 posti, squadre con numerosi tesserati e con diversi atleti di primissimo livello. Che senso ha il circuito così impostato? QUALITA’? Non direi visto che a priori sono stati “eliminati” gli atleti dei Gruppi sportivi militari, se si guarda la finale maschile il livello era praticamente più alto nella gara Open, in campo femminile mancavano le prime 9 del campionato italiano di Tarzo (su 19 al via), la Ingletto , pur ottima atleta, è comunque  arrivata 10° a tarzo a 11′ dalla Betto. NUMERI? Direi che ho già parlato di come questa finale sia stato l’ennesimo flop a livello numerico della formula, 290 atleti sono numeri di una gara di 2° fascia, Andora che era una tappa della macroarea nord ovest ne ha avuto quasi il doppio, san Giovanni Persiceto che era “semplicemente” di Rank ne ha fatti oltre 500, lo sprint “organizzato” dal Faenza Triathlon che non era nemmeno in calendatio Fitri ne ha fatti più del doppio. Le slots in palio erano più del doppio e come lo scorso anno non si è arrivati ad un numero decente di iscritti nonostante i criteri di qualifica fossero più elastici di quelli del 2011.
Le squadre con qualità  e che operano a 360° non sono state premiate come dovrebbero, solo il TD Rimini è sul podio, mentre squadre come il Minerva roma che ha sia qualità che quantità non è nelle top 3. Il TT Ravenna non ha settore giovanile, non ha elite , eppure è sul podio della finale, società che hanno numerosi atleti e anche qualità (vedi Freezone, Cremona Stradivari per citarne alcune) non sono in classifica o nemmeno hanno preso parte alla finale, vista la distanza proibitiva della sede della finale. Quest’ultimo aspetto poi deve fari riflettere, visto che così facendo si penalizzano le regioni che sono quelle che portano il maggior numero di praticanti per il triathlon, come quelle del Nord. Sempre riguardo alle sedi delle gare “clou” di questa stagione agonistica, si può notare come 2 sole società si siano sparititi:
-Campionati italiani di lungo
– Finale Nazionale circuito Triathlon
– Campionati italiani Duathlon Sprint
-Campionati Italiani Triathlon Sprint
– Campionati Italiani a squadre Triathlon Elite e Age Group
-Gare di qualificazione Macroarea circuito triathlon
se vogliamo aggiungerci anche la sede delle prossime elezioni nazionali, abbiamo 6-7 manifestazioni organizzate da sole 2 società, tra l’altro tutte e due toscane. Mi chiedo come mai Rimini , che ha organizzato per anni Campionati Italiani di Triathlon e Duathlon, Campionati Europeri e Mondiali di Duathlon, sia magicamente diventata inadatta ad organizzare eventi di questo livello, non è che per caso le dimissioni burrascose di Alessandri abbiano avuto qualche ripercussione? Riguardo al circuito di triathlon, credo che mi posso tranquillamente ritenre un “mago”, visto che il giorno stesso in cui sono state ufficializzate le sedi (sempre Tuoro) avevo già indovinato chi avrebbe vinto la finale con circa 9 mesi di anticipo !

Contribuisci al nostro lavoro diventa fan su Facebook: www.facebook.com/triathlonmania e follower su Twitter: twitter.com/trathlonMania1

Autore
By

@novellimarco

Commenti dei lettori


  1. Io posso parlarti per la mia esperienza di squadra, il problema è che muovere 20-30 atleti fino a Tuoro è un’impresa, lo stesso discorso hanno fatto Freezone (che di atleti ne avrebbero anche 40-50) e altre squadre che a livello di qualità e quantità sarebbero state nettamente superiori a Canottieri e Ravenna, naturalmente non hanno “spinto” nella partecipazione alle loro macroaree sapendo che non avrebbero fatto la finale. Il discorso dei bonus poi è assurdo, basta organizzarsi le gare in casa e far partecipare tutti e il gioco è fatto.

  2. MarcoSelicato on 18 settembre 2012 at 17:58 said:

    Secondo me il problema numeri della finale è dovuto al fatto che squadre con pochi qualificati si fanno due conti e rinunciano alla finale non avendo ambizioni.

    L’organizzazione della gara a me è sembrata ottima, anche se il lago non è l’ideale per fare un bagno per nuotarci 10′ in gara non è un grosso problema.

    La location non avvantaggia le squadre del sud. Basta guardare i tempi di percorrenza su google. Diciamo che costringe un po’ tutti a spostarsi e i poco interessati alla classifica a squadre per i motivi sopra indicati magari rinunciano.

    Per quanto riguarda la qualità è vero, questa non è premiata, in più quest’anno è stato introdotto il bonus. Questa modifica mi vede fortemente contrario, addirittura 40 punti bonus per chi gareggia in tutte le gare di qualificazione da sommare al punteggio della finale. Per la cronaca 40 punti nella finale vanno solo al vincitore della gara… Sicuramente va rivisto qualcosa.

    Quanto alle macroaree queste consentono alle squadre di limitare un po’ le spese di viaggio durante la fase di qualificazione e non possono essere pensate solo in base al numero di tesserati.

    In ultimo anche a me dispiace che l’organizzazione di Rimini sia stata tagliata fuori da eventi importanti, l’anno scorso mi era parsa impeccabile.

  3. Sarebbe logico giusto, ma alla fine la logica non mi sembra che venga usata per diverse cose, in primis questo sistema è nettamente a favore di certe realtà dove c’è una squadra e ilresto sono solo di contorno, poi come hai giustamente detto non credo che ci vogliamo molto a capire che per fare numeri bisogna affidarsi a certe regioni, per esempio se i C.I. fossero stati a Tuoro e non a Tarzo non avremmo avuto il successo numerico che si è avuto a luglio, ma forse non è il successo numeri quello a cui puntava il circuito, nemmeno è stato pensato di fare qualche cosa che puntasse alla qualità, nemmeno l’intento era quello di premiare le società che investono a 360°.

  4. Il fallimento numerico della finale è causa diretta della scelta della sede. Tirate 4 cerchi di raggio 250km con centri a Torino, Milano, Bologna e Genova, scegliete la sede nell’area sovrapposta dei 4 cerchi ed ecco 600 iscritti.
    L’assurdità della classifica è causata dal concetto di Macroaree: è un non-senso, se si guarda alla distribuzione dei tesserati e delle società nelle diverse regioni.
    Ecco le macroaree più logiche:
    1) Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta
    2) Lombardia
    3) Veneto, Friuli-Venezia-Giulia, Trentino-Alto-Adige
    4) Emilia Romagna e Toscana
    5) tutti gli altri

  5. Marco, non è questione di essere duri, ho solo espresso una mia opinione basta su numeri e dati certi, basta scorrere le classifiche e fare due calcoli.

  6. marcogaravaglia3 on 17 settembre 2012 at 21:39 said:

    Sei sempre duro…ma ne dici di verità!!!

  7. Hai centrato in pieno il “Fallimento”

    Alessandro Alessandri

Inserisci Il Tuo Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Altre Notizie

Alcune riflessioni sulla formula del circuito nazionale di triathlon e sull’assegnazione dei Campionati italiani 2012

17th settembre, 2012

Ieri si è concluso il Circuito nazionale di triathlon con la finale di Tuoro che per il secondo anno su due è stata la sede dell’atto conclusivo. Come lo scorso anno la vittoria è andata alla Canottieri Napoli. ecco una riflessione di Marco Novelli sulla formula del circuito e sulle assegnazioni dei campionati italiani 2012.

Negli ultimi 2 anni la formula del circuito nazionale di triathlon è stata modificata rispetto a quella orginiale voluta da Emilio di Toro, nel 2012 sono state apportate delle modifiche rispetto a quella del 2011, ma il risultato non è cambiato, anzi….  La formula attuale non premia assolutamente la qualità, addirittura prima del via la squadra poi risultata vincitrice aveva già vinto il circuito, grazie al bonus acquisito durante le fasi di “qualificazione”, non a caso non ha piazzato nemmeno un atleta nella Top 10 finale in campo maschile e una sola donna nella top 10 al 10° posto, mentre squadre come Minerva con 3 atleti nella top 10 maschile non sono nemmeno saliti sul podio ! Stesso discorso per la squadra 3° classificata il TT Ravenna che ha piazzato il suo miglior uomo al 29° posto e tra le donne 6 atleta al traguardo, nessuna nella top 25 ! Per il secondo anno consecutivo si è dovuto ricorrere alle gare Open per fare un po’ di cassa, si era cambiato il criterio di qualificazione rispetto al 2011 per avere più partecipanti alla finale, ma a conti fatti i numeri dimostrano il fallimento della formula, visto che tra arrivati e squalificati sono stati 290 circa gli atleti a Tuoro, solo il crcuito nord ovest assegnava 250 slots! Ci sono stati poi macroaree con 3-4 squadre in lizza per il podio, quindi risultato praticamente scontato, calcolando che magari 1 aveva 100 tessereati e l’altra 20, tra l’altro in alcune macroaree le gare erano praticamente tutte organizzate dalla stessa squadra. In alcune macroaree invece la lotta per il podio di società (che assegnava montepremi in denaro)  c’erano 5-6 società con diversi tesserati e numerosi elite , per far capire il nord ovest vedeva in lizza Peperoncino, Triathlon Cremona Stradivari, Friesian, Arc Busto, DDS,Torino Triathlon, Freezone, Cus Pro Patria, Atl. Bellinzago per soli 3 posti, squadre con numerosi tesserati e con diversi atleti di primissimo livello. Che senso ha il circuito così impostato? QUALITA’? Non direi visto che a priori sono stati “eliminati” gli atleti dei Gruppi sportivi militari, se si guarda la finale maschile il livello era praticamente più alto nella gara Open, in campo femminile mancavano le prime 9 del campionato italiano di Tarzo (su 19 al via), la Ingletto , pur ottima atleta, è comunque  arrivata 10° a tarzo a 11′ dalla Betto. NUMERI? Direi che ho già parlato di come questa finale sia stato l’ennesimo flop a livello numerico della formula, 290 atleti sono numeri di una gara di 2° fascia, Andora che era una tappa della macroarea nord ovest ne ha avuto quasi il doppio, san Giovanni Persiceto che era “semplicemente” di Rank ne ha fatti oltre 500, lo sprint “organizzato” dal Faenza Triathlon che non era nemmeno in calendatio Fitri ne ha fatti più del doppio. Le slots in palio erano più del doppio e come lo scorso anno non si è arrivati ad un numero decente di iscritti nonostante i criteri di qualifica fossero più elastici di quelli del 2011.
Le squadre con qualità  e che operano a 360° non sono state premiate come dovrebbero, solo il TD Rimini è sul podio, mentre squadre come il Minerva roma che ha sia qualità che quantità non è nelle top 3. Il TT Ravenna non ha settore giovanile, non ha elite , eppure è sul podio della finale, società che hanno numerosi atleti e anche qualità (vedi Freezone, Cremona Stradivari per citarne alcune) non sono in classifica o nemmeno hanno preso parte alla finale, vista la distanza proibitiva della sede della finale. Quest’ultimo aspetto poi deve fari riflettere, visto che così facendo si penalizzano le regioni che sono quelle che portano il maggior numero di praticanti per il triathlon, come quelle del Nord. Sempre riguardo alle sedi delle gare “clou” di questa stagione agonistica, si può notare come 2 sole società si siano sparititi:
-Campionati italiani di lungo
– Finale Nazionale circuito Triathlon
– Campionati italiani Duathlon Sprint
-Campionati Italiani Triathlon Sprint
– Campionati Italiani a squadre Triathlon Elite e Age Group
-Gare di qualificazione Macroarea circuito triathlon
se vogliamo aggiungerci anche la sede delle prossime elezioni nazionali, abbiamo 6-7 manifestazioni organizzate da sole 2 società, tra l’altro tutte e due toscane. Mi chiedo come mai Rimini , che ha organizzato per anni Campionati Italiani di Triathlon e Duathlon, Campionati Europeri e Mondiali di Duathlon, sia magicamente diventata inadatta ad organizzare eventi di questo livello, non è che per caso le dimissioni burrascose di Alessandri abbiano avuto qualche ripercussione? Riguardo al circuito di triathlon, credo che mi posso tranquillamente ritenre un “mago”, visto che il giorno stesso in cui sono state ufficializzate le sedi (sempre Tuoro) avevo già indovinato chi avrebbe vinto la finale con circa 9 mesi di anticipo !

By
@novellimarco
backtotop